martedì 27 settembre 2016

Aquatic Runner 2016 - La sete non è ancora pacata

Ancora non ho smesso di dissetarmi di attingere dal suo fascino le piacevoli emozioni nel transitare, solo con l'ausilio delle mie forze e non arrecando danni all'ambiente circostante, in mezzo a quel paradiso naturale.
E' un passaggio veloce, fugace ...un onore
un regalo capace di fonderti con una natura protetta e vietata all'uomo alla conquista di un viaggio personale capace di dar luce, a chi riesce ad osservarlo con profondità, all'essenza dell'uomo.

Aquatic Runner..... il terzo anno
Il terzo piccolo grande viaggio attraverso la laguna di Grado, in grado( :-)) di non stancarti, di richiamarti per riassaporare l'emozione della natura sapientemente miscelata con uno splendido e sano agonismo.
La bellezza di un viaggio, tracciato con il pennello della fatica; partenza ed arrivo in località diverse ...una linea emozionale che attraversa parte della nostra geografia.
E' il viaggio, capace di inebriare e  dipingere un sorriso talmente forte ed intenso da non sparire neanche di fronte alla fatica più immane.

Oltre 200 le "transumanze" felici e fiere   per una gara che già è diventata simbolo entrando nei sogni degli atleti premiando l'ideatore e amico, Matteo Benedetti  uomo dallo spirito gioviale libero e selvatico.
La terza volta di Aquatic Runner , la terza volta di Pelò.



Arriviamo (io e Lisa) in orario, pochi minuti prima,  nell'in fondo semplice location di Grado.
Giriamo ritrovandoci, una volta ancora, in grado di camminarla per non so quanti km in preda ad un non orientamento alquanto strano prima che l'occhio di lince di Lisa metta fine all' innervosente e sterile peregrinare alla ricerca di eventuali conferme a supposizioni basate su ricordi.

Un paio di vessilli Rosa Aquatic Runner sulla terrazza di un palazzo con schiena  al mare e fronte ai giardini pubblici principali scoprono zona di partenza 2015 e la sede del quartier generale.
Consegna pacchi gara e brieffing dalle ore 20,30 ...siamo in anticipo :-)
Recuperiamo, quindi, l'auto spostandoci all'Hotel Merano prenotato qualche giorno prima tramite web dopo un attenta ricerca che ci garantisse una particolare vicinanza in modo da permetterci il giaciglio fino all'ultimo minuto.
Tutto perfetto, 900 metri dal quartier generale in auto,  solo 500 facendoli a piedi.
Ottimo risulta anche il complesso alberghiero , pulito, comodo e condotto dalla simpaticissima Annalisa  predisposta nei rapporti interpersonali e dotata di gentilezza estrema.

Ritiro pacchi gara, prenotazione autobus per il ritorno , brieffing e cerimonie di saluti (effettuate nei tempi previsti)  lasciano spazio ad una cena a base di ottimo pescato e derivati nel ristorante Bistrot a due passi dall'Hotel Merano.
Tutto in un fazzoletto di poche centinaia di metri come mai era capitato.
Il click di fine giornata è poco dopo la mezzanotte,  spazio al riposo che , fatta eccezione per qualche poco simpatico diverbio con una zanzare locali,  è dotato anche di sonno e tranquillità .... stranezze molto rare.

Programma per l'indomani .... in realtà l'oggi vista l'ora già oltre le 00:

Ore  5,45 Apertura del deposito bag (poi trasferite a Lignano dall'organizzazione)
Ore 6,15 Chiusura deposito bag
Ore 7,00 Partenza dopo la regolamentare spunta e l'ormai rituale ruggito "Sveglia Grado" guidato dall'eccezionale speaker Gilberto Zorat .


Ore 5,00: la sveglia chiama per la prima volta.
Ore 5,10 secondo richiamo accolto da Pelò con un balzo repentino che "lo scende dal letto" mentre Lisa si conferma un attimo più lenta nel mettere in moto la macchina umana.

Colazione in camera  ... che lusso ...... composta dal cestino gentilmente pre confezionato dalla signora Annalisa  più altre parti acquistate nel vicino ristorante "pesciato" della sera prima.
Tutto fila liscio, i pezzi per la competizione ci sono tutti e niente viene dimenticato (anche questa è una cosa rara) nella stanza.
Per questioni vitali e di rispetto all'Hotel Merano ogni tipo di scarpa viene lasciato all'interno della Renault Clio edizione limitata Graziella  parcheggiata nel parcheggio della struttura alberghiera dalla quale vengono prelevate la mattina stessa e soffocate con l'inserimento dei piedi per affrontare il trasferimento (500 mt) verso il quartier generale Aquatic Runner.
La Clio Graziella verrà premiata dalla motorizzazione civile come auto più resistente agli attacchi a base ai agenti chimici dannosi per la natura , l'uomo ed il mondo animale/vegetale.

Zoot Ultra Tempo 6.0 per Lisa,  Zoot Kiawe dalla suola più morbido e, a parer suo, più performanti su di un percorso piano e sabbioso dell'Aquatic Runner per un Pelò marchiato a freddo da un pregiato numero 6 derivante dall'appena nato punteggio di Rank di specialità tenente conto delle prestazioni ottenute negli Swim Run 2016 + Aquatic Runner 2015/2014 + la raccolta bollini della Conad x numero fisso 3,14 a casa di Eto Fornasari quando la luna è in venere.

5 minuti di orologio ed un già popolato quartier generale ci accoglie con un parterre di visi capaci di comunicare lo stato d'animo di ognuno di noi miscelato o parzialmente nascosto da un sorriso che vale come unico comune denominatore per tutti.
I preparativi da fare non sono molti, basta svestire le vesti adibite al post gara ed indossate per mantenersi caldi, indossare il bombolino (pullboy) in vita , occhialini cuffia,  inserire i gel  Enervit One Hand  che ci si può dichiarare pronti salutando con un immaginario fazzoletto la propria bag.

- ci vediamo a Lignano ....fa la brava !!!
- anche tu caro ..... dai il massimo 

Il clima gara fa capolino nell'imminente orizzonte, pronto ad essere indossato come il vestito più comodo e bello che possediamo,  giusto il tempo di un po' di riscaldamento nelle strade locali e successivamente al coperto del teatro/tendone di Grado.
Movimenti alternati a simpatiche parole tra atleti,  chi più professionalmente di più alla carlona (come diciamo in romagna) fino a chi invece alterna le chiacchere ad altre chiacchere o a chi si isola in silenzio alla ricerca di una concentrazione o vittima di una tensione ad alto voltaggio.
Ad ognuno la sua,  io mi concedo un km con due piccoli allunghi nel viale centrale con l'aggiunta di trotterellate all'interno del recinto atleti.
Il clima è buono, l'aria ancora umida ma d'altronde il sole ancora è sotto le coltri.
Mi sento bene, perfettamente a mio agio, la piacevole tensione della gara mi avvolge mentre faccio tutti i miei viaggi pindarici osservando gli atleti sconosciuti cercando nella tecnicità del loro abbigliamento swimrun il supposto livello di preparazione.
Guardo alla posizione, inutile nasconderlo, ci tengo a portare casa un bel risultato, fa parte del mio essere agonista e, in particolari modo,  ci tengo a raggiungerlo ad Aquatic Runner
E' il mio gioco, il mio essere, la mia sportività ,  quella che comunque vada sarà sempre pronta ad ammettere la superiorità degli avversari e trarre godimento dal massimo impegno che ho lasciato nel campo.

La voce di Gilberto Zorat rompe il silenzio della Grado dormiente passando di fatto sopra al brusio degli oltre 200 atleti.
Uno per uno
tutti chiamati per numero, nome e cognome,  presentati al pubblico mattiniero tutti con la stessa enfasi , con la stessa importanza.
Il recinto si riempie, siamo tutti lì, spalla contro spalla mantenendo però lo spazio vitale
Cristiano Marchese, Rainer Andergassen, Cominetti Nicola, a fianco dei  fenomeni sportivi come Cauz Francesco e Girasole Federico, conditi da anti altri amici e futuri amici di spessore tecnico più o meno importante ma dallo stesso livello in fatto di passione.
C'è anche Illo

Ho giusto il tempo per abbandonare, momentaneamente, la prima fila per un dolce saluto a Lisa che il rituale  "sveglia Grado" ruggito da Gilbero Zorat fa crescere la tensione caricandoci come delle molle.
Qualche minuto di attesa e arriva l'ok della Capitaneria di Porto che si traduce, per noi atleti, al via ufficiale.

E' una schioppettata, come aprire la scatola al pupazzo a molla compresso e nascosto dentro, si parte forte, le gambe frullano come delle trottole cercando di macinare nel minor tempo possibile i 2.300 metri che ci distanziano dal mare.
La spingo al massimo cercando di portarmi il più avanti possibile in vista della prima frazione di nuoto (1.100) che sicuramente non saranno dalla mia parte.
Escono fuori due km fotocopiati col secondo in crescita rispetto al primo (il passaggio in spiaggia è sicuramente più pesante) che mi permette di scavalcare alcuni atleti entrando in acqua in contemporanea col terzo in classifica.
La temperatura dell'acqua è gradevole, non c'è nessun impatto di temperatura, probabilmente ciò sarebbe successo anche in condizioni di acqua più fredda vista l'adrenalina che mi scorreva in corpo in quel momento.
Cuffia e occhialini già in testa, la leggera velatura formata dalle nubi aveva permesso e permetterà di correre sempre con la cuffia senza cuocersi la testa.
Mi tuffo presto, appena l'acqua sorpassa le ginocchia, iniziando la mia azione natatoria che deve essere il più lunga possibile (come gesto atletico) , decisa e incisiva senza portarmi alla carenza di fiato.
Deve rimanere ben chiara e piacevole la percezione dell'acqua, il piacere di essa che mi avvolge, permettendo al mio corpo di recuperare più di ciò che sta spendendo.
Le boe Head sono ben chiare e visibili,  le punto dirette senza preoccuparmi delle traiettorie dei miei avversari che pian piano cominciano a passarmi davanti senza destarmi più di tanta preoccupazione viste le successive frazioni podistiche.
A dire il vero mi accorgo che quest'anno sono molti meno i nuotatori che mi sfilano e questo mi conforta oltre che a suggerirmi che forse, natatoriamente parlando, sono in condizioni migliori ....saranno stati i 12 km del lago maggiore con palette ......
La marea eccezionalmente bassa, lo aveva detto Matteo (brieffing),  gioca a favore dei non nuotatori :-) in questo primo tratto creando una zona terra emersa nel transito verso l'isola con , ad ulteriore segno che la giornata piegava dal verso giusto, un errore di percorso dei battistrada rimescolava le carte portandomi in quel che era il momentaneo podio .
Raggiunta l'isola partono i 3 km abbondanti di corsa sulla battigia selvatica e spettacolare. Ad animarla solo le lievi ed educate onde del mare ed i rami/residui naturali depositati su di essa dal mare stesso o dal vento.
Il rumore ovattato dei nostri passi ed il nostro respiro  sono la colonna sonora  seminata nell'aria da una leggera e piacevole brezza.
E' un bel passo quello che riassesto dopo qualche centinaia di metri, leggero , possente e livellato al mio avversario,  la panoramica può far pensare alla testa della corsa, la vista dei miei occhi racconta del passaggio già avvenuto di Francesco Cauz , ne sono testimoni le fresche e costanti orme sulla battigia.
E' questione di tempo, ne sono cosciente, il rientro di alcuni concorrenti quotati è solo una questione di tempo ma intanto mi godo quel frangente di spettacolo agonistico che mi vede protagonista nei primi tratti di Aquatic Runner dove le frazioni a nuoto sono corte e costellate da tratti di acqua bassa che non permette di esprimere il potenziale natatorio agli atleti che fanno la differenza a furia di bracciate.
Arrivano Cristiano, Nicola, Federico, coi quali si innesca una "battaglia" amichevole e molto rispettosa fatta ad elastico, nei piccoli tratti di nuoto perdo terreno che recupero poi nei tratti di corsa più lunghi fatta eccezione per Marino (Andrea) con il quale il gioco si inverte.
Respiro le isole, la natura, una condizione fisica fantastica che non sente traccia della stanchezza provata in settimana a posteriori della prova Swim Run del lago Maggiore ....la forza dell'adrenalina agonistica ha sempre un impatto sorprendente.
Dentro e fuori dall'acqua in un susseguirsi di sensazioni fisiche/mentali  a giri sempre alti, come avere un cambio automatico a doppia frizione.
Arriviamo al primo pennello ( scogliera lunga e stretta che da riva si getta per non so quanti metri nel mare) siamo tutti in un fazzoletto.
Lo affronto cauto tra acqua che mi gira negli occhi e lenti a contatto che fanno più o meno lo stesso al contrario dei miei rivali che sono un po' più aggressivi creando un piccolo divario che diventerà ampioso (dopo petaloso ci sta) alla fine del tratto natatorio.
Cautelaggine non premiata fra l'altro neanche dalla fauna marina che mi assesta una medusata nel braccio proprio quando appoggio i piedi nello scoglio immerso.
La sensazione è quella di aver strisciato l'avambraccio sulla roccia viva e frastagliata.
C'è una medusa della razza coniglio ( giusto per far capire la dimensione) che sorride ed un braccio rosso e bruciante che così rimarrà fino a sera inoltrata.
Si nuota, tutto fino all'altro pennello, i nuotatori cominciano a dettare legge infliggendomi distacchi notevoli.
Se ne va Girasole , Cominetti, Marchese ....Cauz se n'era già andato prima di entrare in acqua nella prima frazione swim , sparisce dalla vista anche il secondo in classifica e sopraggiungono anche altri atleti che mi sfilano.
Rimango 9°/10°  ..... in lotta con Marino che da un po' gareggia  col body chiuso (dietro) dopo la mia segnalazione di qualche tratto prima.
Uscita dall'acqua, 2° pennello, un paio di crampi ben assestati (coscia e polpacci) mi ricordano che Aquatic Runner è una corsa altamente dispersiva in fatto di energie, sali, idratazione, dire fare baciare lettere testamento.
Entra in corpo il secondo Gel One Hand Enervit  seguito da una reidratazione a base d'acqua fornita dal ristoro sempre presente all'uscita di ogni frazione natatoria.


Frazione lunga di corsa (5 km) corsa nella splendida battigia lontano dall'uomo, a pelo con l'acqua che di tanto in tanto m'invade il passo (deciso e sicuro) donandomi un gradito rinfresco.
#ZootKiawe ....scelta azzeccatissima  leggerezza, sensibilità, reattività e pronte a svuotarsi immediatamente di tutta l'acqua in eccesso grazie alla suola traforata, non si molla, si spinge a fondo perché lo SwimRun, sopratutto quando si affrontano distanze più impegnative, è sempre aperto a qualsiasi ribaltamento inatteso.
4,06 ...4,10 rimango costante, esclusa la prima frazione 3.41 (...minchia Pelò :-) ) , girano bene, il respiro è importante, spinto in alto ma non all'eccesso ...c'è ancora strada da fare, agonismo da dipingere sul campo gara.
A sinistra Lignano Sabbiadoro, la terrazza sul mare è ben visibile, sembra quasi che l'arrivo sia a portata di mano quando invece so benissimo che c'è un giro vizioso ancora da percorrere.

800 di nuoto, un tratto breve breve di corsa, i temibili 1.400 di nuoto, i nuovi 3.800 metri di corsa (punto su cui mentalmente conto da inizio gara) altri 800 metri di nuoto (temuti) e la volata di 500 metri che porterà sotto l'arco finale ...ma la terrazza è li, a vista e questo mi dice che siamo un pezzo avanti.

Acqua.
Caparbio concentrato  e spinto, è ora di mettere qualcosa in più anche nelle mie bracciate,  a sx della boa in questo tratto per un attraversamento che forse riduce in danni nei confronti di atleti davanti ma mi mette in piedi con Andrea De Rosa alle calcagna  ....straminchia :-)
Poche centinaia di metri  di sabbia ed entriamo in acqua insieme alla volta dei 1.400 metri che mi salutano con un bel crampo al quadricipite sx.

Hai mai provato a combattere un crampo imposizione orizzontale in acqua ?
Trascino letteralmente le gambe  cercando di scioglierle mentalmente, rilassarle col respiro profondo .
Rimane lì, nell'anticamera della morso, fino oltre la prima boa mentre Andrea se ne va decisamente forte di uno stile natatorio più performante seguito nel tempo da Marino .....ma non nuotavo più forte io ?   e poco dopo da Rainer Andergassen  (compagno di squadra - DAS der Gassen - nella futura 1000 Laghi - SwimRun) .
Sono dodicesimo  ..... mumble mumble mumble ...... a parte il fatto che sto dando veramente il massimo e che  sarò soddisfatto in caso di arrivo con questa classifica, sviluppo un po' di "gnegna" dentro  pensando di dover/voler stare nella prima decade.
Punti a mio favore i 3.800 metri di spiaggia, sfavore gli 800 metri di acqua finali; non c'è che dire, la frazione di corsa successiva deve essere fatta a regola d'arte e spinta al massimo in modo da recuperare acquisendo un vantaggio consistente per la difesa successiva.
Scatta la super carogna agonistica, esco dall'acqua con un buon distacco dai due che sono però visibilmente nel mirino.
Stringo i paraocchi lasciando qualche centinaia di metri alle gambe per ritrovare il passo che si allunga tornando leggero, veloce, sicuro,   .....sono io, un piacere immenso vivere quella corsa,  dotato di voce alta avverto e scanso turisti menefreghisti che passeggiano in battigia facendo attenzione a non investire i bambini .
La sensazione visiva di recuperare si fa netta e questo dona un incisività ancora maggiore alla spinta, passo prima Rainer poi Andrea De Rosa (verso la fine della frazione) inquadrando anche Andrea Marino.
Tavolo del ristoro immediatamente prima dell'ultima entrata in acqua, bevo velocemente lasciando cadere il bicchiere a terra vicino al tavolo convinto che, com'era capitato negli altri pit stop i responsabili al ristoro raccogliessero ( la raccomandazione era di non portarsi dietro i bicchieri o qualora fosse stato di nasconderli nel nodi in attesa di un passaggio ai ristori) ...... fuggo veloce verso l'acqua ma
- hai buttato il bicchiere a terra ....torna indietro
- cazzo !!!
Tento un
- mah .....
- torna indietro e mettilo dentro al sacco

Con la pressione sul collo eseguo tornando indietro con gli occhi puntati sui due avversari che stanno arrivando.

- Il massimo Andrea !!!
è questo quello che mi chiedo in quel frangente, quello di spingere oltre , di tirare fuori il conigio dal cilindro della cuffia Viola Head - Aquatic Runner.

Lo faccio , entro in acqua deciso, mi getto e spingo con tutto alla ricerca di una nuotata lunga, fluida e sopratutto proficua.
Cadenza bracciate /respiro  perfetta , ogni tanto provo ad inserire anche un po' di gambe anche se, obiettivamente, dopo un po' me le dimentico.
Punto la boa, la passo, continuo senza effettuare variazioni, senza controllare, spingo e basta !!!
Un altro paio di minuti volano via,  non sento pressioni, non ho scorci visivi ne da un lato ne dall'altro quando ormai dovrei essere a metà frazione.
Decido di controllare,  vedo distante la bracciata di Andrea ........ non mi prende più,  Pelò sorride godendo e gongolando della potenza dell'adrenalina, continuando in quel ritmo che in fondo riesce a tenere senza particolari problemi.
Raggiungo Marino, lo passo .... sono tornato 9 ° prima degli ultimi 500 metri run, la soddisfazione entra in me e forse mi toglie quell'attimo di lucidità che mi sarebbe stata utile per vedere l'arco di uscita prima del pontile.
Cerco di andar dopo ....... la bagnina di salvataggio mi urla che sto sbagliando, .... ci penso e le chiedo anche se è sicura .
- Non vedi l'arco ????
- Cazzo Cazzo Cazzo che pollo.
Rientro in traettoria ripassando il pontile raggiungendo la riva.
Quando mi alzo in piedi lo speakerissimo annuncia che siamo in tre a giocarcela negli ultimi 500 metri ......
- Di Giorgio , Marino e Andergassen (rimontante su De Rosa)

Mai una volta che si possa fare un arrivo tranquillo  -:)

E' l'ultima botta di adrenalina, i primi passi sulla sabbia sono piantati, Marino mi si piazza davanti e la mia reazione non riesce a riportarmi al suo fianco mentre riesco a rimanere davanti (una volta tanto) a Rainer.
Sono gli ultimi due minuti col fiato in gola che ci accompagnano al tappeto blu annunciati ed osannati da Gilberto Zorat.
Impossibile raggiungere il mio omonimo, sorrido, ringrazio in alto, respiro il mio sorriso, la mia soddisfazione ed alzando le mani attraverso la linea di finisher.
Abbraccio, mi complimento e ringrazio Marino per la bellissima lotta che ha caratterizzato questo Aquatic Runner poi abbraccio Matteo Benedetti per quel che ha creato, per la considerazione che ha in me, per quello spirito sportivo/goliardico/avventuroso contraddistinto da una leggerezza di vita che farebbe un gran bene a molti altri.

Pelò c'è e sorride ancora alla quasi fine di questo fantastico (diverso) anno sportivo/agonistico.
Ristoro relax e una grande gioia che annienta il bruciore da medusa, da abrasioni del chip in caviglia in attesa dell'arrivo di Lisa che avviene nel migliore dei modi accompagnato da uno splendido sorriso insieme alla nuova amica Laura giunta dalla Scozia.

Chiedo e ottengo di poterle metterle al collo la medaglia di Finisher  accogliendola con un sorridente abbraccio e bacio pieno d'amore.

E' il tempo del relax nella splendida location di Lignano Sabbiadoro,  ristoro in abbondanza con la presenza gradita persino dei gelati, doccia, pasta party una sana e fresca birra in attesa delle premiazioni ufficiali dopo l'arrivo dell'ultimo concorrente accolto con la stessa enfasi del primo dagli applausi e la carica esplosiva di Gilberto.

C'è un premio finale,  un gran bel premio
un ulteriore sferzata di gioia, un ulteriore sorriso rilasciato nell'aria dal gradino più alto del podio dopo un sincero abbraccio con Matteo Benedetti, prima di un grande bacio con Lisa





La sete non è ancora pacata
Aquatic Runner 2017 ....facciamo andata e ritorno ?


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio






























venerdì 9 settembre 2016

#swimruncheers tra Agonismo e Spirito Nordico

Il non sonno delle grandi occasioni,
inerme sul letto incapace di fermare il fervore di una mente assalita da un incessante attività cerebrale mossa dalle parola palette.
Al mio fianco, nel tutto sommato comodo letto del Bad and Breakfast, Lisa dorme beata, il climatizzatore continua la sua folle corsa per rinfrescare la stanza mentre io navigo attraversando laghi su laghi in uno stile libero palettato "intrinsecato" da dubbi.

Di punto in bianco, più o meno verso le 19/19,30 al palazzo comunale avevo preso effettivamente coscienza di quanto nuoto c'era,  di come fosse suddiviso nelle varie frazioni grazie a  Diego Novella atleta sognatore, swimrunner di riferimento del panorama Italiano/Internazionale e varie ed eventuali
Un briefing tecnico preciso svelante quasi tutte le difficoltà del percorso che avremmo affrontato l'indomani.

Tremila metri o poco più  è ciò che era stato fatto con carichi sulle distanze inesistenti (Garmin Connect Docet) ,  così, dopo la cordialità e l'allegria del brieffing , la cena, la serata con Lisa sulle sponde del Lago Maggiore ed il rientro al giaciglio serale il dubbio si era presentato forte non appena spenta la luce dopo il bacio della buonanotte.
Docici km con le palette, con 3.900 metri nelle prime quattro frazioni intersecate da una corsa quasi inesistente, neanche la fatica di togliere la cuffia .......
Nuoto e palette  per una lunga notte come quelle antecedenti ai grandi eventi.
E in fondo lo era, pur essendo un edizione zero con una non pronunciata competitività sentivo dentro la voglia ed il dovere di onorarla dando il massimo di ciò che avevo in corpo.
Swim Run Cheers da un idea,un sogno di Diego Novella (quello di prima) fantasticamente coadiuvato da un eccezionale ed attentissima Veronica; la prima manifestazione di Swim Run Italiana su distanze lunghe con uno spirito prettamente nordico .

Noi (io e Lisa) c'eravamo per vivere ancora l'esperienza di questo bellissimo sport e goderci il fascino di un percorso che si preannunciava fantastico mescolandolo alla fatica fisica una sorta di viaggio con destinazione finale  una grande ed importante soddisfazione personale.

Siamo lì, caldo in camera, clima che soffia gonfiando le guance facendo dando anch'esso il massimo; Lisa dorme, non so quanto profondamente ma dorme girandosi nel letto abbastanza di frequente.  Pelò attende la fine della notte per mettere fine a quel gioco mentale che dura  fino a 10 minuti prima della sveglia momento in cui tutto si ribalta portando il desiderio a non far finire mai quei pochi minuti mancanti.
Storie strane che da sempre fanno parte del fascino emozionale della mia sportività, a volte irritanti  ma sempre ricordate, poi, con una grande positività e sorriso.
Suona "la Terra degli uomini" è un risveglio migliore;

ore 5,20 la commissione per la tutela dell'uomo, inteso come essere umano e non sesso, concede la proroga nanna di 10 minuti accolta con positività da Lisa che forse non si sveglia neanche ricapitombolando in un sonno mai abbandonato e da un "non so" mio che nel sonno non ero ancora entrato.
Alle 5,30 scattano le non proroghe e con un minimo di malumore ci si alza dal letto.
Solo qualche minuto necessario per uscire dal torpore che l'impegno sportivo torna a premere con insistenza nascondendo Pelò dietro ad un velo di preoccupazione subito sgamato da Lisa.

Palette è ancora la parola chiave, i dubbi sulla resistenza continuano giustamente alimentando la possibilità di non riuscirere a far mulinare le braccia una volta cotte spalle e braccia.
- che non siano controproducenti ?  mi chiedo a Pelò
Lui non risponde, dice "vedremo" , Lisa infonde coraggio :-)
Mon Amour correrà  la distanza short (un bel ventottello di km) trovandosi, poi, unica donna a non far ausilio delle palette cosa che la svantaggerà non poco.

Colazione un po raffazzonata al bar sottostante,
Due crostate alla marmellata più caffè per Pelò, un caffè più una crostatina in un sacchetto per Lisa, che sarebbe partita un ora dopo dall'altro versante del lago.
Risalita in camera per alleggerimento globale, lavaggio denti ed inserimento di lenti a contatto (solo da lontano) per la prosecuzione ad interim della telenovela "dove sei finita ? "  e via in perfetto orario (incredibile) con  la cubo metano smetanata che vola in direzione Verbania Pallanza avvolta dall' amabile tensione tipica della nostra passione sportiva.

E' quasi giorno, il clima è buono anche se in felpa (che tengo fino agli ultimi istanti) non si sta poi così male.
Siamo in 10/12 ad affrontare la lunga distanza più altrettanti per quella corta.







Le solite cose, i soliti riti, vasellina bianca nel collo e sotto gli elastici del giro manica del body, pullboy fissato in vita,  cuffia, occhialini e le magiche Zoot TT 7.0 ultra  che mi hanno ormai accompagnato su ogni tipo di terreno senza dire beo;  6 Enervit One Hand inseriti tra il tessuto compresso del body D.A.S e la pelle viva ....almeno fino a quel momento :-)

Ci sarà di tutto, ogni tipo di terreno, compreso una marea di nuoto ....forse anche in salita,  con partenza e arrivo proprio in ambiente acquatico,  ... Ditemi che sono felice :-)
Rispolvero di brieffing con Diego che comunica il suo ruolo di scopa (peccato nn gareggi competitivo), foto di gruppo e, tolta la felpa, ci si getta in acqua facendo attenzione a non scivolare sulle alghe.
Entro per ultimo dopo aver baciato Lisa con l'augurio vicendevole di divertirci.
L'acqua è ottima, leggermente fresca al momento, il giusto per richiedere un via in tempi brevi che avviene, senza tante formalità ed allineamenti, dalle spalle grazie alla voce di Diego che scatta via come un missile.

Distendo la nuotata preoccupandomi della lunghezza del movimento non pensando ne a velocità ne alla frequenza.
Seguo la sensazione del respiro, della fatica, .....non devo andare in affanno neanche un attimo ..... controllando con il colpo d'occhio, la canoa che mi fiancheggia un po' a sx un po' a dx disegnando la rotta ideale.
La boa è sul lato destro dell'isola Madre, ancora non la vedo nonostante  le lenti apposite per la lontananza ma vedo l'isola ed il canottiere, questo mi basta.
Passo qualche nuotatore, mi distendo in un ritmo buono (l'adrenalina della competizione ha sempre una gran potenza) e non focalizzando la posizione mi concentro sul primo obiettivo che è quello di raggiungere la costa del lago per affrontare la prima frazione di corsa sulla oltre il km che deve bilanciare il surplus natatorio.
L'isola Madre si presenta con la doppia bellezza di Diego, volato nella prima tratta di nuoto  e l'ingresso nella grande villa piena di ornitologia colorata, grandi parchi e strutture architettoniche (si dice così ?) da favola.
400 metri di corsa tra gradini anfratti per rientrare in acqua dalla parte opposta dove, non resistendo, chiedo la mia posizione.
2° mi dicono, sono dietro a Cristiano forte atleta milanese ..... e non è una sorpresa.
Rientro in acqua.
Ora ho un doppio obiettivo,  difendere la mia posizione e raggiungere la frazione di corsa ...l'agonismo è già dentro e lavora "scontrandosi" con una mente attenta e ben consapevole delle distanze/difficoltà.
Non sento più nessun tipo di brivido fresco, l'acqua è gradevole, rinfrescante il sapore è lacustre, non dico buono ma in fondo non spiacevole, la bracciata è regolare e continua mentre la vista ...beh quella lascia il tempo che trova ma i santi canottieri aiutano.
All'arrivo alla seconda isola (ancora in acqua) vengo affiancato dalla coppia francese (uomo e donna), si mettono in piedi una frazione di secondo prima di me, ....mi impongo subito in quel piccolo tratto di corsa ( 700 metri) per capire ( per quel che poteva contare in uno spazio così corto) com'era il confronto podistico.
Scivolo d'avanti, li aiuto in un bivio dubbioso indicando le orme bagnate/fresche di Cristiano sul cemento e rientro in acqua già più forte per la piccola considerazione podistica.
Terza frazione di nuoto, viaggiamo affiancati con la differenza che facilmente tengo la loro bracciata non lasciandoli passare (probabilmente loro non fanno neanche caso a tutto questo ..... a me piace farlo, è un gioco che mi stimola mi tiene concentrato e mi aiuta a dare un po' di più) .
Usciamo insieme e rientriamo insieme dopo poche centinaia di metri con direzione costa del lago.
Il  guizzo competitivo, l'attesa della corsa mi portano a spingere un po' di più gestendo la frazione davanti ai due compagni natatori.
Finalmente fuori !!!
Cominciavo a sentirmi carpa, via cuffia occhialini e spazio alle gambe mentre la piacevole sensazione di acqua che cola dal corpo mi invade regalandomi freschezza di movimento.
Il tempo di attraversare la strada e si sale decisamente per un paio di km abbandonando lo spettacolo delle Isole nel proseguio di questo favoloso viaggio sportivo.
Fuggo dalla coppia francese affrontando la salita di buon passo gustandomi la favola della corsa attraverso le strade locali che si inerpicano decisamente.
La vista è sfuocata, l'occhio sinistro mi comunica la sensazione di un corpo estraneo al suo interno ..... faccio due prove coprendo con la mano un occhio per volta.  Il sinistro effettivamente vede sfuocato, la lente non è più al suo posto e vaga per l'occhio provocandomi a) fastidio  b) disagio ed insicurezza .... da buon mancino l'occhio predominante è proprio lui.
Ricordando il post Idro (20 giorni con una lente persa nell'occhio) incrocio le dita abbasso la testa e spingo sulle gambe  #cèsemprelaltroocchio
Ristoro, gel Enervit al lampone  , acqua in bocca .... in testa (che goduria)  prima di scappare nell'impegnativa  discesa verso il lago Maggiore che mi/ci attende con una frazione sotto al km parallela alla costa che conduce alla partenza della versione short.
In sicurezza entro, nuoto bene scortato dal mio canoista ormai di fiducia, la paura palette ormai non esiste più, l'agonismo nasconde e carica allo stesso tempo mentre la mia seconda piazza sembra aver preso una buona solidità .
L'obiettivo ora è sfruttare le frazioni lunghe di corsa per rafforzare il vantaggio in attesa della traversata del lago di Mergozzo, la tratta più lunga con i suoi 2440 metri di fascino sportivo (mi dirà il garmin).
Ma la gara, che poi non è gara ma è comunque gara, è ancora lunga e le sorprese sono sempre dietro l'angolo ....... #maidimenticarlo.
....... fuori dall'acqua, cuffia e occhialini sotto la spallina del body, palette vaganti in tutte le posizioni possibili e le gambe spingono subito affrontando la salita;  ristoro con sosta veloce e prassi enervit + acqua bocca e testa , strada che diventa sterrata, tre bandelle che costeggiano la curva e dritto per un cento metri circa.
Bivio, a sinistra sale libero a destra pianura chiusa da catena, nessuna segnalazione.
Vista la catena tesa scelgo sinistra, salgo, piazzale verde con casa diroccata sulla sx. Tutto chiuso. Mi arrampico (spirito nordico) sulla sx della casa , salgo aggirandola trovandomi su una terrazza naturale  sopra il diroccamenti. tutto chiuso, nessuna strada , sentiero .... sono dietro l'angolo :-)
Tre parolacce.  #cistanno.
Torno sui miei passi, salto la catena, altro spiazzo naturale contornato solo da rovi , nessuna uscita #altreparolacce.
Devo essermi dormito qualcosa, ..... e poi sono stato attento, ...sto cavolo di lenti, penso tornando indietro scaricando le colpe.  Scendo fino alla curva, trovo le bandelle ripercorro la strada, nessuna bandella ...... ero stato attento.
Ripercorro un altro paio di volte le possibilità di strada prima della decisione di riprendere la strada verso il ristoro da poco passato per chiedere info.
Leggermente innervosito ritorno sui miei passi, incrocio, in zona curva, il duo francese , il 5° ed il 6° concorrente che mi osservano.
Allargo le braccia
- non so dove.  comunico.


Cerchiamo in quattro ricalcando le strade percorse più volte #nientediniente fino al momento in cui, grazie a illo (non ricordo il nome) razzolante tra i rovi troviamo una bandella invisibile in mezzo alla boscaglia inesplorata #spiritonordico.

La colpa è dei soliti idioti che si divertono a togliere le segnalazioni di chi si fa un mazzo grande come una sporta per organizzare qualcosa.
Si riparte #vantaggiazzerati, non tutti per la stessa strada però vista una bandella del metanodotto molto simile che inganna.
Io e illo crediamo nel selvatico e conosciamo Diego ) i francesi e il sesto provano la via del metano.
La strada, il sentiero risulta veramente da trovare, in mezzo alla natura estrema, impossibile da correre .
Lo facciamo insieme
- in due vediamo meglio poi tanto tu scappi via come prima.  mi suggerisce.
e fortuna che gli do retta perché mi trovo più volte in condizione di difficoltà nel trovarlo ....#cazzodilenti.
10 minuti circa e il sentiero si apre permettendo la corsa, scende;
ci salutiamo, allungo riprendendo il mio ritmo seguendo il percorso che porta giù prima di riprendere verso l'alto.
Un paio di tornanti e mi trovo in un altro spiazzo sormontato da una chiesa o qualcosa del genere ...... assenza di segnalazioni   #minchiancora.
Guardo e riguardo, cerco aggirando la chiesa .... niente.
Torno indietro, scendo pensando di rincontrare illo ma niente anche perché  al  tornante vedo ben chiare le bandelle appese che indicano che la curva non andava fatta ....ach !!! distrazionen!!!!
Sono terzo GRRRR !!!!  e anche di un po' vista la strada in salita.
Aumenta lo stimolo .....recuperare, riprendere la posizione cosa che non dovrebbe essere particolarmente difficile vista la lunghezza ancora da percorrere.
Mi ne rendo conto del tempo perso  nell'ultimo tratto di strada prima dell'imbocco dl pontile quando vedo l'amico illo già distante dalla partenza idrica affiancato dalla canoa.
Salto dal pontile in verticale proteggendo gli occhialini di Diego per evitare di farli uscire dalla testa e perderli.
Non avevo invece seguito (dopo settimane che usavo quelle palette) la ragione che avrebbe dovuto dirmi di fermare le corde gommose che tengono dita e la mano incollate alle palette.
Tuffo tranquillo, occhialini protetti , ----lo schiaffo dell'acqua fa il resto facendo fuori uscire il laccio gommoso dal foro della paletta.
Sospirone necessario .
Illo sfugge via, prende il largo anche in senso di traettoria proprio come mi suggerisce il canoista che consiglia di allargare la trattoria per acqua bassa nel lago e possibilità di, detta in romagnoleggiante, palta sul fondo nonostante.
Costeggiamo la curva del lago nei pressi della foce del Toce (e non è un gioco di parole) che nasconde ciò che Diego non aveva detto nel briefing tecnico.
D'improvviso l'acqua, temperatura media 25°, comincia ad essere percorsa da lingua gelide che strisciano il corpo dando la sensazione di brividi.
Come se di colpo strisciassero un ghiacciolo sulla schiena piuttosto che sull'addome .... un passaggio veloce, ben distinto, poi più frequente e di colpo è tutto  10/12°,  il reparto verdura del frigorifero ti avvolge totalmente.
E' un effetto devastante, manca il respiro.
Nuoto, vado in affanno, forzo la respirazione, la testa mi dice in continuazione "dai cha passa - dai che passa" .... ci credo e ci ricredo fino a quando alzo la testa ed intimo al canoista di condurmi in un posto in cui si tocca. Necessito di respirare.
Neanche il tempo di ... che sento la vena calda tornare;  un abbraccio fantastico, me lo godo, respiro, riprendo il ritmo e controllo la rotta individuando boa d'uscita e Illo.
La fantastica Veronica mi ragguaglia sul passaggio di Lisa (chissà quante madonne avrà tirato col freddo penso) rimettendomi all'inseguimento.

E' la tratta lunga di corsa, otto km e spicci, ciclabile campeggio, bosco, sentieri sassosi in salita e discesa per raggiungere il lago di Mergozzo con il suo splendore di paese old che affaccia sul tranquillo lago.
Le mie Zoot T.T 7.0 trovano pane per i loro denti, metto la quinta impostando un ritmo deciso che garantisce un bel passo senza mandarmi in affanno, raggiungo illo dentro al campeggio dileguandomi nel sentiero del bosco.
La strada impenna, ricordavo le parole di Diego, pochi minuti e il rumore del mio respiro viene intersecato da quello di passi in arrivo.
E' Cristiano (evidentemente anche lui ha avuto le sue disavventure), ....#minchiaeroprimo :-) , passa staccandomi un pelo in quella simpatica rampetta in asfalto.
Decido di non reagire, considerando che ancora manca abbastanza e la sua superiorità atletica, a me già nota sul campo.
L'osservo mentre pian piano crea lo spazio tra di noi .... non mi ama più ???? :-)))
Noto però, che la distanza si stabilizza, non varia anzi raggiunta la zona di discesa/ mangia e bevi (termine ciclistico) la mia corsa è più proficua.
Non conosce il suo comportamento nelle lunghe distanze cancello le decisioni prese  e mi porto alle sue spalle dando il via al gioco (il mio) agonistico/sognante ..... mai lasciare qualcosa di intentato.
E' uno stimolo importante che aiuta nell'andare oltre, nel nascondere la sensazione della fatica sotto ad una fusione di sensazioni, immagini e pensieri molto intense.
Il pontile del lago di Mergozzo si presenta, Cristiano è più veloce, lo percorre e salta subito in acqua mentre l'addetto all'entrata gli parla dietro.
Affronto la cosa più tranquillamente, ingurgito un Gel Enervit e bevo ( niente acqua sulla testa) mentre ascolto l'uomo.
Mi indica la boa (una piccola macchia arancione) ma sopratutto un pennone, gru, colonna o non so cos'altro che la sovrasta a vista d'occhio.
- quella è la direzione, il tuo collega sta facendo una traettoria a pancia così come stanno leggermente spanciando le due ragazze la davanti ( ...una deve essere Lisa) .
Faccio tesoro di quell' indicazione saltando giù dal pontile verso la diagonale lacustre.
Sarà un nuoto molto lungo ma fantastico, lungo nella bracciata, costante e non forzato nel movimento condito da una cadenza di controllo rotta che mi porterà ad un attraversamento, geometricamente parlando, quasi perfetto.
Sulla sinistra avanti la sagoma di Cristiano.
Non mollo la presa e non mi distraggo se non per un attimo rapito dalla figura di due donne leggermente in sovrappeso e non più in tenera età, che mi trovo in traettoria proprio in mezzo al lago.  Sguazzano stando in posizione verticaleggiante tranquille come fossero a pochi metri dalla riva, no occhialini , no cuffia, no battelli, canotti o quant'altro nelle vicinanze.
Sorrido e saluto (non so se se ne accorgono)  portando a compimento la mia traversata.
Il mio "rivale" è ancora lì, subito davanti,  serve un pelo in più di tempo per riprendere un passo decente e sciolto, la fatica comincia a farsi sentire nei cambi.
Attraversiamo il campeggio che ci riporta al lago maggiore, incrocio Diego che accompagna l'ultimo senza capire il perché sia lì, evidentemente anche la testa comincia a far fatica.
Pochi chilometri, distanza che rimane invariata fino alla penultima entrata natatoria dalla spiaggia del campeggio dove raggiungo Lisa sorridente e affaticata.
Un bacio e pluff  per i 1500 metri (alla fine più lunghi) lottati con le alghe pungenti (cercavo di tenere la traettoria più stretta possibile per limitare i danni).
Frazione lunga con bracciata più pesante anche se le palette ormai sono sconfitte :-) .
Il mio rivale (ma lui lo sa? )  si avvantaggia quel tanto da togliermi il riferimento visivo nell'ultima frazione Run ....quella che riporta a Pallanza.
Esco in strada,  vengo incitato da tante persone con la frase
- dai che è vicino.
Do il massimo impostando un ritmo allegro,  3 km 200 metri + un altro 1500 di nuoto  .... salvo crolli (suoi) non ho praticamente possibilità ma continuo perché
1) non si sa mai
2) mi piace dare il massimo
3) lo devo a me stesso
4) potrei battere il record mondiale :-)

Strada statale, lungo lago e la visione dell'arco Head mi annuncia che sono pronto per l'ultima frazione, il giro dell'isoletta che mi consacrerà #atletaswimrunnercheers a tutti gli effetti.
Cristiano è già la  verso l'isoletta al momento che entro in acqua.
C'è corrente, non ho più una fretta esagitata, cerco di godermi quell'ultima frazione che mi accompagnerà al traguardo di un evento fantastico condito da uno spirito sportivo puro e semplice che molti dovrebbero imparare.
Lunghe ma gustose quelle ultime bracciate come gustoso sarà, dopo la complicata uscita dall'acqua sulla terrazza algosa, il passaggio tranquillo sotto l'arco di arrivo.
Alzo le braccia ... le palette e sorrido staccando la spina della fatica.
6 ore 36 minuti, un fantastico viaggio fisico e mentale,  Pelò c'è !!!

Cristiano è subito dopo l'arco, è arrivato da poco oltre i due minuti, gli stringo la mano complimentandomi per la prestazione (cosa che dovrebbero fare tutti con un  avvresari leale) e per la vittoria in quella gara non competitiva sulla carta ma non sul campo (almeno da parte mia).
C'è soddisfazione per la distanza #swimrun raggiunta, il chilometraggio natatorio importante con palette e sopratutto per una condizione fisica che coadiuvata da una grande forza mentale continua a sorprendermi.
Lisa passa davanti alla rampa di uscita,  le mancano ormai 1.300 m, l'attendo mentre stringo la mano, parlo e conosco l'olimpionico Carlo Tacchini (Canoa C1) , bevo, attendo un po' e sorrido all'arrivo della mia Lisa autrice, senza palette di una prova sopra alle righe.

Finisce il gioco #swimrun,  inizia il Cheers (dopo un riassestamento veloce delle nostre figure) con la degustazione di fresche birre negli stand della fiera dedicata.
Sorrideni e soddisfatti muoviamo noi stessi alla ricerca di una locanda, ci regaliamo una serata aggiuntiva al lago per un giusto riposo ed una giornata senza impegni (l'indomani) tutta nostra.

Ore 18,30 Diego Novella, Veronica, Carlo Tacchini e lo staff aggiungono la ciliegina sulla torta consegnando agli atleti finisher un originale "medaglia" che completa l'opera.
Swim Run Cheers  l'intensa emozione di un affascinante viaggio nel mondo dello swim run.
Lo spirito nordico regna sovrano

Ringraziando infinitamente Diego/Veronica per la gentilezza, professionalità, simpatia e disponibilità aggiungo un particolare ringraziamento, ahimè, ai soliti idioti che con il loro stupido ed irrispettoso fare hanno contribuito a rendere rocambolesco #SwimRunCheers donandogli un surplus di eccezionalità e sorrisi.  :-)


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio































venerdì 2 settembre 2016

Gliel'ho detto

Serata (qualche ora) passata al pronto soccorso di Cervia in accompagnamento , con Lisa, a un'anziana signora.
Ambiente classico ospedaliero contornato da uno squallidume di un pronto soccorso/ospedale ( già di per se un ambiente da me non amato) , in direzione abbandono che, sebbene non ci fosse nessuno, ti trattiene comunque per un tempo molto più lungo di quello che pensi.
Rimango nei corridoi di attesa esterni agli ambulatori mentre Lisa e la signora vengono chiamati dentro dopo mezz'ora di attesa non troppo giustificati ed un unica risposta " La Chiamiamo Noi" alla domanda "quanto pensa ci sia da attendere? "

Attendo espletando le classiche azioni che si fanno in queste situazioni.

Passeggio su e giù ad oltranza, leggo e rileggo  tutti i cartelli informativi e non appesi al muro, alternandoli a sedute di attesa con distrazione smartphone fino al momento in cui la batteria regge. Distrazione aggiunta,  qualche veloce parola con persone che arrivano per necessità di cure.

Giusto un paio di famiglie separate da un lasso di tempo che non le incrocia ed
entrambe per ferite da taglio ai propri fanciulli, niente di grave fortunatamente.

La seconda si presenta in forma più agitata, il loro bimbo piccolo è ammaccato sulla fronte.
Ha un taglio è sporco di sangue che non fuoriesce più.
Il piccolo è tranquillo e gioca, i genitori (giovani) un po' meno, sopratutto lui  ragazzo magro in pantaloncini e maglietta, che gira su è giù nervosamente.

Osservo nel silenzio i passi nervosi di lui,  lei tranquilla gestisce il bimbo che gioca col cellulare.
Qualche minuto e si rivolge a me:
- Una vacanza rovinata !!!

Sdramatizzo decisamente evidenziando la tranquillità del bimbo, che gioca, il fatto che non sanguina - Al massimo gli metteranno un paio di punti.
Rientro nel mio attendere.

Il bimbo indossa una t shirt verde recante una scritta nella schiena
- Www.corriinmontagna  dice l'infermiere che controlla il bimbo nel corridoio in attesa che possa entrare.
- Gliel'ha regalata il babbo,   è lui che corre. Commenta la mamma (un PO' meno atletica)

Tempo zero, arriva lui che, accarezzando il bimbo sulla schiena, afferma a voce decisa:
- Diglielo che il babbo ha fatto quarto anche domenica mattina  e poi ....  e non capisco il resto

Osservo e ascolto sorridendo all'ostentazione  vivendo la mia attesa ormai un po' troppo lunga.

Attendo  ancora.

Prima di Lisa escono loro, ora più tranquilli col bimbo (bell'incerottato) aggrappato al collo della mamma.
Vanno verso l'uscita,  lui si ferma e:

- Corri anche tu ?
- Si , faccio qualcosa. Affermo nella massima tranquillità
- Quanto hai nella mezza maratona ?
- Rimango un po' basito per la domanda ma rispondo  con un non preciso "poco meno di 1h19'

Un attimo di silenzio, un sorriso pieno, un gonfiaggio di persona e
- Io ho 1h 13'  (43 denti di sorriso)

Mi complimento,
un piccolo attimo di silenzio:
- ............ ho fatto il Decaironman

Gliel'ho detto :-)

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio





martedì 23 agosto 2016

lunedì 8 agosto 2016

Craven ......Pochi Cazzi !!!

 "mi disgusta la loro mentalità di vincere ad ogni costo"

appoggio la mozione,  non aggiungo altro 








Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio
    

sabato 6 agosto 2016

Pelò Olimpico



- L 'oro alla cerimonia di apertura è alla mia portata



















colazione con Nibali e Cassani per raffinare la strategia.... attacco appena smaltite le qualificazioni di       canottaggio, subito prima di salire sul Ring e scendere in piscina.















Ciclismo femminile ....la Rai regala inquadrature prevalentemente da dietro














- Garozzo ha fatto un Fioretto



















- Tennis : battere Djokovic camuffato da Del Potro non ha prezzo 

 










- Tiro con l'arco qualificazioni : Robin Hood eliminato 















- Scendo in acqua per le qualificazioni della pallanuoto di fondo, vasca da 25 km


- Nuoto : Federica Pellegrini in vasca alle 03,00  anticipa l'uscita dal Pineta Visionaire















- Dooping : sotto indagine le squadre di tiro 














- Fossa Olimpica: rinvenute salme a 5 cerchi















- Dichiarazioni
  Pelò : le finali le ho prenotate con booking.com

















- Volley : Usa impotenti davanti al Muro organizzato da Pelò
















- Tiro al piattello:  l'industria ceramista di Faenza si oppone, "spreco inutile"














- Nuoto : abbi Fede .......
















- Ultimora : Federica Pellegrini rinuncia alle qualificazioni dei 100 
  Gatlin tira un sospiro di sollievo 
  Bolt balla la samba 















Boxe: fuori Clemente, ...è stato un Russo














- Tiro: i piattelli abbattuti ?  Tutti Innocenti #medagliadargento
















- Doping:  Schwarzer ribatte, "sono pulito" 
effettivamente bagno schiuma e shampoo erano iniziati















- Canotaggio : Pelò in acqua nell'8 con 















- Okey, ...ma su prato















- al velodromo non ce l'acqua
..... e nemmeno una barca



Lancio del Peso : coscenza favorita


1500 m. : batterie .....diavolo in difficoltà coi coperchi


Lancio del disco : solo 33 giri 



100 metri : gli uomini jet dirottati a Malpensa 


Medagliere : Pelò Domina Rio 2016 


La "facilevolezza" di corsa dimostrata da Bolt mi preoccupa.
Indosserò le scarpe leggere 

Nuoto : Oro e Record del Mondo nei 1500 
"Son soddisfazioni" 


Ciclismo su Pista - Inseguimento
Oggi in programma Polizia Vs Malviventi


Inverno a Rio , Manassero indossa il Golf 


Tuffi : Pelò s'inchina alla bravura di Tania Cagnotto 


Pelò : alle mie spalle vedo e preferisco Usain Bolt


Salto in lungo:  Pelò atterra oltre la pedana 
Oro


Bolt: gli son bastati 100 metri 


Pallanuoto: settebello qualificato 
Hatu gongola 

Tennis : Murray - Del Potro - Pelò
Pelò vince facile in 3 set   5-4-7  3-3-6  5-1-6 


Lancio del Martello: il marito, fabbro, comincia ad esser stanco


Salto in Alto : senza Gibo non sono motivato 


Nuoto di Fondo : la terza è un Boa ....l'organizzazione consiglia di virare decisamente largo


Finale 200 metri : Corsia 0 per Pelò 


3000 siepi : favorito il giardiniere 


Disco Femminile : Pausini in pedana


Atletica: Vittoria nei 400 metri e qualificazione dal trampolino per la Miller


Settebello, SetteRosa e Tresette col morto l'Italia conquista le semifinali


Tuffi: Esclusione dalla finale  e dai 400 metri per il tuffatore sovietico Zakharov


Atletica Leggera : Jamaica regina indiscussa della velocità .....roba buona 


Atletica Leggera : La notizia Rai merita spazio su "Pelò Olimpico" che seppur dispiaciuto sorride


Atletica : Gatlin .....miao ai 200


Boxe/Scandalo Arbitri : l'international Boxing Association conferma l'acquisto di arbitri scadenti c/o "Tutto a meno di uno YUAN" (China) 


Triathlon : Pelò debole in zona cambio ....davanti all'armadio


Salto con l'Asta : L'Italia Schiera Rocco 


Coming Out :  Triplicati i coming out a Rio. 
Medaglia d'oro a Pelò ...è sposato anche con Matilda


Triathlon : il Triathlon Olimpico parla inglese 
"the pen is on the table"


Pallanuoto: avevano in Serbo una prestazione arcigna 


Pallavolo : usa gli Usa 


Atletica - 200 mt : Bolt si inchina solo a Pelò 


Ginnastica Artistica :  la prova agli anelli è sponsorizzata da Compro Oro 


Matematica Olimpica : 4x 100 = 9   ...parola di Usain Bolt 


Atletica 4x100 : Squalifica del Team Americano , al Canada va veramente De Grasse


Pallanuoto: Bronzo al Settebello  .....il nuovo colore dell'amore

Ateltica Leggera/Maratona: Pelò .... " clima molto umido, sarà importante bere molto, .....userò il cameo bag" 

 Atletica - Maratona : quella con Kipchoge è stata una battaglia leale tra due sportivi con la S maiuscola,  mi dispiace quasi averlo staccato negli ultimi 41 km  - cit. Pelò - 


Cerimonia di chiusura : aspettate prima di spegnare il braciere olimpico ..... ho quelle salsicce vinte come premio di categoria 



Ultimora: Ikea vuole comprare le nostre medaglie di Legno

.... e con lo spegnimento del braciere olimpico (nonostante le richieste di Pelò che aveva quel kg di salsicce da cucinare) finisce anche questo fantastico gioco.

Pelò sbanca conquistando un medagliere che farebbe invidia persino alla potenza Americana vincendo tutto quel che c'era da vincere partecipando a gare in contemporanea, maschili, femminili, intrasex (come scrivono i giornali in merito all'identità della Semenya) e di squadra (calcio escluso) . 
Un enorme ed ironica potenza la sua, possibile grazie ad una sana dose di fantasia, alla voglia di creare sorrisi e sorridere unite ad un enorme passione sportiva. 

La magia delle olimpiadi, evento immenso , diverso da tutti , nel quale nonostante interessi, soldi, doping e quant'altro è ancora possibile respirare l'essenza dello sport.

Capaci di emozionarmi, commuovermi, rendermi partecipe ed appassionarmi a sport di cui non conosco nemmeno il regolamento. 

Esternazioni di gioia, lacrime allegre, delusioni, prestazioni fisiche, agonismo, forza, magia pura ....rimango incantato nell'osservare gioendo con la sana invidia di chi, ahimè, certe sensazioni potrà solo immaginarle amplificando a potenza il gusto provato in modesti risultati sportivi ottenuti.  

Passione, sofferenze, storie, sacrifici fatti per raggiungere già l'incredibile traguardo sono un libro dal quale bisognerebbe trarre tanti insegnamenti. 

C'è stata una grande Italia capace di regalarmi/ci emozioni incredibili.
Ci sono stati grandissimi atleti capaci di lottare gli uni contro gli altri dando più del massimo di ciò che avevano  in corpo,  gesti di Fair Play capaci di elevare l'umanità, atleti di tutto il mondo uniti gli uni agli altri a conferma che  NON ESISTONO DIFFERENZE e  che CONDANNANDO OGNI TIPO DI VIOLENZA.

16 giorni di gare, una certezza, ..... vincere anche arrivando ultimi.      #questoèsport


Grazie


Domani Arriva Sempre 
Andrea Pelo di Giorgio