giovedì 17 maggio 2018

Arricchito

Profondamente arricchito,
è così che mi sento alla parziale conclusione di quanto da fine 2017 porto avanti con passione, determinazione e divertimento.

Mi sono dissetato conoscendo aspetti entusiasmanti, altri li ho affinati ad altri invece sono riuscito a dare un nome legando miei comportamenti sportivi (e non) ad una realtà psicologica molto importante.
E' il viaggio di Sfera  (si concluderà a settembre con la Tesi), il viaggio nell'affascinanza mentale guidato ed  accompagnato da cocchieri di prima scelta.

Ne esco ....anzi ne entro (perchè in fondo di quello si tratta) arricchito, aggiornato nel mio io (proprio come i programmi del PC), migliorato (ne sono certo) e sicuramente più aperto, pronto a valutare, conoscere ed ancora più stimolato nel non emettere giudizi.
E' stato un "gioco" stupendo  e questo grazie anche, ma probabilmente più di anche, ad un fantastico gruppo di ora amici che con me ha condiviso e condivide il percorso.
Ognuno profondamente diverso, per storia personale, carattere, studi fatti, professione, scelte e qualsiasi altra cosa della propria vita ma tutti pronti ad accettare e conoscere con spirito di grande curiosità (lasciamoci incuriosire) ogni piccolo particolare degli altri.
E' stato un semplice lasciarsi conoscere  senza doversi nascondere dietro inutili paraventi, senza mostrare maschere per paura di non essere accettati.
E' stato un fantastico mettersi a nudo senza paura di essere giudicati, (con la certezza di non esserlo) lungo un percorso costellato da emozioni, allegria, stima, rispetto e una grande verità.
Un gruppo omogeneo nel quale antipatie, rivalità, gelosia non hanno mai trovato un terreno fertile per metter fuori il naso, un gruppo che ha viaggiato fino alla più grande scarica emozionale nata nel porre la domanda:

- Che cosa c'è di unico e speciale nel relazionarti con me?

Ciò che mi è stato detto mi ha riempito l'anima, emozionato e commosso.
La mia unica "tristezza" è stata non avere avuto il tempo di raffrontarmi con tutti.


Grazie a tutti "Sferici".

Sono pronto per entrare nel nuovo mondo del futuro
#mentalcoach

Andrea Pelo di Giorgio
Domani Arriva Sempre

















martedì 8 maggio 2018

Costruttivismo



Rispondo  qui, a casa mia, per evitare l'innesco di una cascata di risposte polemiche e inutili batti e ribatti sulle pagine di Facebook.
Rispondo perchè mi sento in dovere di farlo, come podista e come uomo.

Non faccio parte dell'organizzazione, ho solo prestato se così si può dire, la mia immagine per cercare di dar un aiuto a persone che molto onestamente me l'hanno chiesto,   ho solo realizzato un paio di clip per mostrare in pochi secondi  alcune bellezze di percorso che si potevano oltrepassare con le proprie gambe e vivere col proprio io da podista abitudinario o da podista/passeggiatore improvvisato per la giornata.
L'ho fatto perchè è la mia Cervia perchè il percorso merita tantissimo e per dare una mano a delle persone che so che ci mettono passione e cuore  nel fare le cose e, mi riferisco alcioni del Golden, che sono già dei professionisti navigati in materia.

Ora, innegabilmente qualcosa è andato storto, il fatto che il percorso sia complesso non giustifica certo quanto è successo e nemmeno che i "teppisti togli segnalazione" che scorrazzano nel Milano Marittimese vittime della movida o irrispettosi di loro naturalezza, il percorso di gara deve essere ben segnalato e mettere i concorrenti affaticati nella condizione vedere chiaramente e con certezza quello che è il percorso.

Detto questo

credo, penso ....anzi sono certo che le critiche costruttive vadano fatte parlando direttamente con gli organizzatori esponendo civilmente quali, a proprio  modo di vedere, sono stati i punti negativi della manifestazione e cosa/come si doveva fare per migliorarli.

Sicuramente non lo sono ne i comizi ne tantomeno gli articoli sul giornale che personalmente definisco come un bisogno di mettersi in mostra alimentando la vendetta dei poveri.
Qualsiasi comportamento "violento" , vendicativo risulta sterile nella soluzione dei problemi, crea astio e va ad allontanare le persone annientando dialogo/aiuto vicendevole che sono il pane per poter crescere ed avere eventi sempre più belli ed importanti atti a soddisfare tutti gli appassionati.

L'organizzazione ha tempestivamente contattato tutti gli atleti scusandosi per le problematiche ed offrendo loro un bonus se non il pettorale per la prossima edizione, compreso chi due settimane dopo si è preoccupato, dopo aver ricevuto scuse ed offerta, di soddisfare il suo ego vendicativo scrivendo personalmente un articolo per una testata giornalistica.

Personalmente  sono uno di quelli che sono incappati in un errore di percorso.
Ho corso 750 metri in più trovandomi nella situazione di dover cambiare la gestione della competizione  cosa non semplice ma devo dire stimolante da portare a termine.
Potrei anche recriminare un primo posto mancato, perso per 4 minuti nei confronti di un bravissimo atleta non incappato in errori, ma mi sembra greve e riduttivo;  come sempre corro per me stesso, per l'impegno che ci metto e per la capacità di riuscire a reagire e saper gestire gli eventi straordinari ridefinendo le sfide in corsa.


Chi organizza sa bene che le cose possono capitare e sa anche distinguere quando c'è un dolo voluto e quando invece, purtroppo, si tratta di un errore fatto ma non voluto ed al quale si cerca di rimediare sin da subito in modo costruttivo.

Altro da aggiungere



Andrea Pelo di Giorgio
Domani Arriva Sempre

PS: i km senza ristoro erano 12/13, non 18 ....c'è già una bella differenza

























sabato 5 maggio 2018

Pelò al Giro d'Italia













6° Tappa
169 km
Catania - Etna



Vince Chavez grazie al grande gesto di Yates che si accontenta di indossare la maglia rosa, 3° Pinot oggi grigio.
Aru, Froome e Dumoulin arrivano dopo il Pinot ed accusano 26" di ritardo mentre la ex maglia rosa Dennis non abbiamo il permesso di comunicazione .
Pelò scappa acquisisce un grande vantaggio poi si ferma al torneo di scacchi amatoriale organizzato dalla pro loco dove vince un cabaret di cannoli siciliani.
Risalito in bici chiude la tappa soffiando sul collo di Froome accusando anch'egli i 26" di ritardo.
Nella tappa di domani un cavalcavia è impegnativo.
La direzione editoriale si scusa per la mancanza di informazioni nel corso della tappa ma l'addetto alle notizie in attesa dell'attacco all'Etna non si era resoconto che in realtàstavaguardando il video registrato della 4° tappa .
Son cose che capitano anche nelle migliori redazioni.

Nel giro di pista singolo Palmiro Dettorello ha fermato il cronometro dopo 2' e 95".










5° tappa
Km 152
Agrigento - Santa Ninfa
Si continua con le tappe mosse,  molti su è giù un gran premio della montagna, uno strappo al 12%, uno muscolare, un caffè macchiato fino all'arrivo tendenzialmente in salita , ma forse no.

I Ciclisti in gruppo hanno appena attraversato Sciacca,  i 4 fuggitivi lo hanno attraversato 3'45" prima.
A 87 km dall'arrivo tutto è tranquillo.
Froome conta le righe tratteggiate del fondo stradale, Aru gioca a battaglia navale sullo smartphone, Pelò fa le X sulla maglia degli avversari

L'israeliano Guy Niv, probabilmente lavato male, si ritira.

1° traguardo volante
Vince Verdrame davanti a Zhupa, Mullen, Didier; primo del gruppo Viviani  il tutto mentre arriva in zona arrivala carovana del Giro con Miss Italia in pompa magna.
Confermati 13 sloganti di polsi dx 6 sx.

Inizia la salita verso il GPM ...... l'ammiraglia sta spiegando a Froome cosa vuol dire l'acronimo.
Mullen, Didier , Zhupa, Verdrame nell'ordine al GPM mentre nel gruppo uno cade in salita, probabilmente andava sotto i 6km/h

Cane libero,  atleta della Trek Segafredo rischia di centrarlo nel taglio della rotonda, Didier prova a scappare da solo  ma gli altri lo prendono e gli danno un colpetto (non si fa !!! non si fa !!!)  il distacco si riduce a 1,47"  a 22 km dalla fine quando manca ancora un GPM.
Il prezzo degli asparagi è alle stelle .

Groviglio !!!

Enrico Battaglin si impone nella volata lunga.
Nessun scossone nella classifica ufficiale maglia rosa a parte gli oltre 40 secondi persi da Lopez (capitano Astana) andato a margherite a pochi km dalla fine.
Pelò mantiene l'anonimato e continua nel suo mangiare ciccioli di maiale stivati nelle tasche della maglia.
Andrea Verdrame raggiunto ad un km e mezzo dalla fine.
Non si fa, non si fa, non si fa !!!





4° tappa
Km 191
Catania - Caltagirone
Tappa mossa caratterizzata da molti su è giù e salite non troppo impegnative

Aggiornamento
A 47 km dall'arrivo una fuga di 5 prodi corridori  mantiene ancora 2'20" di vantaggio.
Tutti gli uomini di classifica sono tranquilli in gruppo in attesa degli ultimi strappi.
Pelò, attardato in partenza dalla richiesta di un'abbiente signora che indossava una bici forata e priva di segnalatore acustico, sta rientrando sul gruppo.
Aru ha letto sulla gazzetta dello sport di essere il favorito nella tappa che salirà all'Etna si è già toccato le palle , Froome vorrebbe essere a conoscenza di alcuni risultati prima di decidere se spendere energie supplementari o prendere il regionale veloce e rientrare a casa oltremanica.

La maglia Rosa Dennis sfoggia una bici rosa  appositamente verniciata durante il rientro aereo da un giovane e prestante artigiano Israeliano ora ospite di Lory del Santo.
16,6  km dall'arrivo .... uno ha forato.
Pelò è rientrato nel gruppo ed al momento è impegnato a giocare a Not Not con lo smartphone.
22" il vantaggio dei fuggitivi sul gruppo  dopo oltre 163 km di fuga.
13,6 km dall'arrivo fuggitivi ripresi, per loro si aprono le porte di Regina Celi
10,00 km dall'arrivo  scappano Zardini e Conti  poi Conti abbandona Zardini (che mesto mestolo viene riassorbito dal gruppo)  e scappa da solo seguendo il suggerimento Pelò della settimana delle Palme.
4 km all'arrivo  preso Conti  .......#mandovvai
Pronti per la bagarre finale, Pelò ride nel gruppo forte di aver sorpassato il livello 20 di Not Not
Volata vinta dal belga Tim Wellens  in 5h17.
Invariate le classifiche salvo piccoli movimenti, la generosità di Aru che lascia 6" a Doumulin viene battuta da quella di Froome che ne lascia 11 (ha comunque detto che poi se li riprende con gli interessi).
Chiamati all'antidoping Massimo Giletti e Nino frassica




3°tappa
km 229
Be'Er Sheva-Eilat
Tappa lunga per velocisti, panorama fantastico regalato dall'attraversamento del deserto, temperatura di 32°, fuga riassorbita a 7° km dal traguardo  con successiva volata vinta anche oggi da Viviani nonostante il tentativo di un ciclista austro-ungarico irlandese o giù di lì di stringerlo nelle transenne.
Di forza e astuzia Viviani appoggia la propria spalla nella spalla dell'avversario  gli dice un sereno"che cazzo fai" e scivola in avanti.
In classifica maglia Rosa tutto rimane invariato con Rohan Dennis in maglia rosa per un secondo.
Pelò, stretto nelle transenne al 1°km, decide di pedalare sulla sabbia nel tratto  desertico per rendere la corsa più  impegnativa, al termine perde una 30ina di secondi ma solo perchè attardato un attraversamento di dromedari locali.
Domani pausa e rientro in Italia.
Dopo domani il #giroditalia riparte dalla terra Sicula.













ULTIMORA: i ciclisti minacciano uno sciopero generale qualora Bar Refaeli non venisse in Italia


2° Tappa
km 167
Haifa - Tel Aviv
Una fuga, una figa (Bar Refaeli), un autostrada meno costosa di quella Italiana, pubblico non educato che corre dietro ai ciclisti in strada, ultimi 8 km nervosi.
Vittoria in volata, con una bici di vantaggio, di Elia Viviani che dedica un ditaculo a #tutticontroelia.
Maglia rosa sulle spalle di Roan Dennis con u 1" di vantaggio di Doumulin.
Pelò si ferma al Bar  a 3 km dalla fine per un cappuccino in compagnia e arriva a centro gruppo















1° Tappa
Km 9,7 Crono
Gerusalemme
Froome in croce (+ 37")
Pelò non forza ma è maglia Rosa con Dumulin



giovedì 26 aprile 2018

Una certa pressione

Puntualmente e velocemente è arrivato.
Come sto ?

Direi bene, qualche acciacco col quale ormai ho imparato a convivere ed un po' di stanchezza nelle gambe derivante dall'EcoMaratona di Cervia che già si portava qualcosa sulle gambe da quella di Russi  ma a dir del vero la mia sensazione parla in positivo.
Così come lo fa la tensione, quella certa pressione, che da mesi (dal momento che ho detto ok) gira dentro di me e che dagli inizi di aprile, in concomitanza con l'inizio delle prove in mare, ha cominciato a farlo vorticosamente.
E' sempre così.
Il cruccio, il pensiero di immergermi nell' acqua fredda è già di per se un impatto di non poco conto,  farlo sapendo che la temperatura esterna non è poi così gradevole da garantirti un tepore veloce (che spesso non arriva prima del rientro in acqua) è cosa abbastanza impattante col proprio intimo.
Quella dell'acqua è una coperta molto diversa,  dai 15,14...13° verso il basso  puoi sbracciare quanto vuoi che lei ti avvolge addormentandoti pian piano dei pezzi di corpo facendoti sentire costantemente la sua presenza bruciandoti rapidamente le energie.
E' stato l'asse portante della mia non tranquillità alla 1000 laghi, dove ho raggiunto livelli di tensione molto alti, togliendomi preziose energie e facendomi vivere un po' troppo oltre l'attesa dell'avventura.
Ci ho lavorato su in quest'ultimo mese,  con me stesso, la mia mente, grazie al metodo #sfera che mi porta ad una conoscenza sempre più profonda di me stesso, dei miei comportamenti suggerendomi come ottenere la miglior prestazione grazie ai miei punti di forza e come agire per ottimizzare  le mie aree di miglioramento .
Così facendo, tra una nuotata effettiva e un pensiero profondo ho attenuato molto l'agitazione che derivava dal freddo e grazie anche alla conoscenza della mia #noosfera  (Tutto ciò che non sapevo di dover sapere) mi presento a #togetherforthefuture (il primo evento di swimrun estremo) con un aria di tranquilla tensione sportiva.

Le valige sono pronte, i pezzi della muta (gambe e braccia tagliate come da prassi) sono saltati fuori e l'aereo che ci porterà a Ginevra ci attende fra qualche ora all'aeroporto di Venezia.
#Matilda #bulldog inglese dorme russando al mio fianco gestendo in maniera esemplare la sua tensione per la mia partenza.

Non mi resta che ringraziare l'amico Terry che ci raccoglierà a Ginevra scarrozzando me e Lisa in terra Francese  (ha organizzato lui il tour alberghi e quant'altro per l'inseguimento a Pelò SwimRunner);
la mia amata Lisa che mi seguirà (insieme a Terry) lungo il corso di quest'avventura;
Jean Christophe Bastiani  per avermi dato un posto tra i 20 disponibili ed i miei patner che mi garantiscono il prezioso appoggio tecnico.
All'energia aggiunta, recupero, reintegro:  Inkospor Italia
Alla reattività, leggerezza e comodità podistica: Hoka One One (#evojawn)
Al comodo e caldo abbraccio fisico: Biotex (#soffio #belike)
Al mantenimento del correto uso corporeo: Just Pilates Studio 
Alla disponibilità acqua per gli allenamenti: Piscina di Cesenatico 
Alla cortesia, disponibilità, reperimento materiale, consigli tecnici varie ed eventuali: Outdoor and Trekking Store

110 km Run 5100 D+ , 16 km di fresco nuoto nei laghi , 24 ore dispersi nel mezzo della maestosa natura delle alpi francesi
Together for the Future sarà un grande viaggio in piena armonia con me stesso e la natura che mi circonderà, una splendida ed emotiva condivisione con persone di ogni parte d'Europa, un occasione in più per conoscere meglio le mie potenzialità fisiche approfondendo ancora una volta il fantastico pianeta mente.

Mi godo quella certa ed amabile pressione

Andrea Pelo di Giorgio
Domani Arriva Sempre

Ps: Donare fa bene al cuore : www.amref.it  #donaora









lunedì 9 aprile 2018

Nel fantastico mondo MokoLab


Cose apparentemente strane ma poi, in fondo, neanche tanto. 
In effetti, io e Moko, siamo persone completamente diverse ma in quell'incontro casuale (acquafan di Riccione , dal quale entrambi passavamo per dei saluti a Radio Deejay - passione comune) sono subito emersi degli aspetti che ci rendono simili che portano dentro il fantastico potere di non farti più perdere di vista regalandoti il piacere di voler sentire o incontrare periodicamente l'altro. 

Son passati 12 anni, nel corso dei quali ci siamo sentiti occasionalmente grazie alle tecnologie moderne, ci siamo visti nei miei passaggi a Milano e ci siamo divertiti in ospitate nelle Web Radio create e condotte da Moko e il suo MokoLab

Entrambi abbiamo una passione che portiamo avanti con dedizione e volontà per il piacere delle emozioni, del divertimento e della sfida personale.                                                                                                       Lo speaker in radio è sicuramente il suo campo,  lo si intuisce seguendolo per pochi attimi ....seguitelo per la conferma.                                                                                       Sapere che il suo percorso a Radio 105 ha avuto un seguito positivo, che oggi è fisso nel week end di una delle principali radio italiane  e che dalla prossima settimana il programma prenderà una veste personal assumendo il nome del suo progetto "Mokolab" mi ha reso veramente felice confermando, ancora una volta, che passione, dedizione, mente positiva e pazienza portano sempre ad ottenere risultati.                                             
Sabato 07 Aprile ospite a Mokolab a Radio 105
per me essere ospite in studio (al posto di una diretta telefonica) è una figata galattica;
sei lì, sei dentro, sei parte del programma ( di una parte) respiri un altra aria e vivi un emozione incredibile che si propaga dal cuore alla mente. 
Il resto è scivolato via da solo, una piccola traccia indicata su un foglio e tanta improvvisata #assenzadiconfini  #DomaniArrivaSempre 

Grazie per la fantastica esperienza Moko


Andrea Pelo di Giorgio 
Domani Arriva Sempre









  


martedì 3 aprile 2018

Terre di Siena Ultramarathon - qui ed ora

La giornata ideale ,  e dire che non sembrava, almeno fino a quando l'occhio osservatore fissava l’attenzione sui particolari sbagliati traducendoli erroneamente.
Pioggia, vento, freddo. 
Una settimana completa caratterizzata da un regredimento stagionale passata a girare la lama dentro a noi stessi. 
Continui passaggi compulsivi su ogni tipo di app meteorologica sperando in un cambiamento che, viste le preghiere, è poi arrivato.
Burian il temibile vento freddo proveniente dall'est europa con tanto di cumulonembi neri e carichi di qualsiasi tipo di precipitazione era appena sceso dal treno (miracolosamente in orario)
E' buffo come noi uomini ci infiliamo volutamente dentro a vortici negativi ed è ancora più buffo di come siamo capaci nel trasformarci in ruspe per addentrarci sempre più in queste  condizioni che altro non fanno che impoverirci di preziose energie.

A Siena ci eravamo iscritti già da tempo forti della felice e soleggiata esperienza del 2017.
Per la cronaca ed il piacere di condividere un evento, Domani Arriva Sempre schierava in partenza 
8 atleti divisi nelle varie distanze di gara disponibili :
Pelò e Oliver -> 50 km
Daniele ->32 km
Lisa, Alessandra, Mirela, Gaelle e Oscar  ->18 km .

L'arrivo in loco è sabatiano, l'appartamento da tutti condiviso è in piena zona centrale, proprio poche centinaia di metri dopo l'inizio della ZTL da noi oltrepassata dopo un semplice e veloce scambio di battute telefoniche con la proprietaria dell'immobile.
-Signora c'è la ZTL ,  possiamo entrare?
- Certo è libera a quest'ora

Qualche minuto dopo l'addetto alla presentazione dell'appartamento ci chiede gentilmente di far pervenire tramite whatsapp foto della targa, modello vettura, intestatario ed ora indicativa di passaggio per comunicarle alla polizia municipale e chiedere di non emettere la contravvenzione.
...come fan presto a cambiare le carte in tavola :-)

L'orario d'arrivo è intorno alle 12,20, abbiamo a disposizione tutto il santo giorno per il ritiro dei pacchi gara e bighelonaggio nella splendida città di Siena in compagnia di un vento già impegnativo ed una giornata color grigio topo fortunatamente ancora esente da precipitazioni.
Nonostante un clima allegro, amichevole, scherzoso e sereno non facciamo altro che alimentare il timore  globale del gruppo soffermandoci sempre più spesso su quelle che saranno le condizioni meteo previste.
Il problema principale di Terre di Siena 2018, il mio, è sicuramente la vestizione, 50 km impegnano per diverse ore e non azzeccare gli indumenti giusti, in entrambe le polarità,  potrebbe portare a sprechi inutili di energia, non riscaldamento del corpo, consumo di sali eccessivo, scomodità nei movimenti e sicuramente inquinamento mentale.
E' prevista pioggia, neve, vento freddo con temperatura in picchiata fino ai -5°/ -7° , il vortice, scavato dal Team Domani Arriva Sempre, assume dimensioni sempre più profonde lasciando gli atleti in caduta libera . 

Al termine di vari scorrazzamenti nel sienese si decide all'unisono che l'incameramento di ulteriore freddo è cosa inutile; l'opzione bevanda calda con biscotti/dolci più olimpiadi invernali in Tv è accolta positivamente anche dal leader politico Coreano  Kim Jong-Un il quale non comprende però come Oliver possa aver fotografato ed inviato alla titolare dell'appartamento la targa di un autovettura  uguale alla sua parcheggiata appena 3 posti prima.
L'errore diventa di dominio pubblico nel tentativo di aprire l'auto prima col comando a distanza poi con la chiave per appoggiare inside alcune borse.
Alzare lo sguardo e vedere delle frecce che lampeggiano poco davanti agli occhi non ha prezzo .....specialmente per la mia ilarità gratuita e quella di Oscar testimoni dell'accaduto.
Le mura dell'appartamento assorbiranno le grasse risate scaturite salvando il distratto Oliver dallo scherno pubblico fatto salvo per la polizia municipale che riceverà una nuova comunicazione di targa con scuse per l'errore ....... ma del resto capita anche nelle migliori famiglie.

Torno in me impegnato, prima della nanna,  davanti al mio zaino IM (non me l'ha prestato nessuno ...giusto per rispondere alla signora di Torino P.Susa:-) ) .
E' aperto e completamento svuotato di tutto ciò che ho infilato dentro prima di partire.
Tutto sparso nel pavimento.
Osservo in silenzio, valuto, vivo le sensazioni, ascolto la le mente, percorro esperienze pregresse.
Devo star leggero in virtù del fatto che sono lì per esprimermi al massimo, con tutti i dubbi che nutro su ciò che la mia forma mi potrà raccontare, ma l'intenzione è proprio quella. 
Se spingo sulle gambe devo esser vestito leggero, comodo ….. punto.
Posticipo la decisione sull'indossare l'antivento o meno alla mattina dopo confermando a me stesso (poi anche agli altri)  l'abbigliamento scelto.


- calzini lunghi a compressione e maglia termica con tasche posteriori Biotex
- calzoncini (modello ciclista) corti D.A.S
- canotta D.A.S. + manicotti non so
- guanti leggeri run più guanti igienici da infermiere
- scarpe stradali Hoka One One Clayton 2
- Pacchetto Energetico Inkospor : nr 07 Active Gel + sali minerali Mineral Light pre-post gara

- varie ed eventuali: giubbotto antivento/traspirante D.A.S .

L'ora della nanna è giunta, osservo tranquillo la preparazione degli indumenti sul pavimento e con animo tranquillizzato mi appresto a dormire, non prima di aver letto un capitolo di #metalitàvincente del prof. Vercelli .
Lisa giace abbastanza tranquilla al mio fianco gestendo i suoi dubbi ben conscia delle differenze termiche presenti me e lei.  
Bacio della buonanotte (l’amore non si può fare per la stretta “comunicanza” tra le stanze :-) ) e via verso la notte che  mi sorprenderà lasciandomi dormire una buona fetta di tempo contrariamente a quanto è nella normalità pre gara
DRIINNN
5.20 a.m  giù dal letto per me e Oliver.
Ci troviamo in cucina per la colazione e per il disturbo a Mirela ospite del divano letto.
4 fette biscottate con nutella, caffè solubile imbevibile, yogurt alla banana e, dopo aver baciato ed augurato buon divertimento a Lisa, prendiamo la direzione parcheggio autobus per il trasferimento nella bellissima S. Giminiano.
900 metri a piedi, l'aria è frizzante ma non fredda, almeno fino a quando rimaniamo dentro le mura e siamo coperti dal vento.
Al momento non piove, il bar del piazzale è chiuso, niente caffè decente. 


Scegliamo di prendere il primo autobus in partenza  in modo da star tranquilli e far le cose con calma,  stesso motivo per cui ci siamo alzati alle 5,20 .
In effetti  le abbiamo prese molto con calma visto che alle 7,00 (non ricordavo che il viaggio fosse così veloce) siamo  già nella piccola meraviglia di S. Giminiano.
Ora di partenza ....9,00 in punto .
Il viaggio è utilissimo, per entrare in contatto con me stesso osservando da dentro quanto dovrà succedere.
Focalizzo i punti, rientro nel vortice facendolo girare dalla parte inversa.
E' sufficiente, la calma, il silenzio, la propria intimità, per osservare le cose dal lato giusto e per focalizzarsi sui propri punti di forza a discapito di quelli dolenti .... aree di miglioramento ....
E' freddo, pioverà, nevicherà, sferzerà il vento ..... si soffre di più, vero ma è anche vero che quando la competizione diventa dura ed estrema Pelò ha sempre dimostrato essere coriaceo, resistente e di saper soffrire trovando  la prestazione, ..... è un punto di forza.
In fondo ho sempre esaltato la prima selezione, quella naturale, per come la penso io una gara deve essere in regime di condizioni splendide oppure estreme che sia verso il caldo torrido o il super freddo non importa. La selezione naturale è una condizione che mi ha sempre avvantaggiato, non vedo perchè questa volta dovrebbe essere diversamente.
Rimango lì nei pensieri, ripercorro la gara dello scorso anno (meteo splendido) cercando di ricordare passaggi e chilometraggi cruciali al fine della prestazione.
Ricordo il crono dei primi due km (4'30" e 4'03") li tengo ben presenti perchè mi saranno utili come parametro iniziale. 
Terre di Siena Ultramarathon non ha praticamente un briciolo di pianura quindi risulta impossibile acquisire un ritmo preciso sfruttando Santo Garmin 920 XT .
E' la sensazione che fa la differenza, che fa la gara, la capacità di SENTIRE la propria sensazione fisica, la capacità di espanderla per tutti i 50 km, saper tener frenata la macchina, usare una propria strategia e non lasciarsi prendere dai sorpassi facili subiti ....almeno nei primi 3/4 di gara.
Ore 7,00 scendiamo dall'autobus, sono positivo, convinto, non mi pongo aspettative se non quella di dare il massimo ed usare la testa .
S. Giminiano ci incanta col suo centro medioevale, è una vera bomboniera con i suoi viottoli, scorci e strade dalle pendenze impegnative.
L'arco di partenza (davanti alla chiesa) è proprio a due passi dal bar che ci ospita, inizia a piovere ma la notizia non è ormai più in grado di scalfire la mia sicurezza.
Ci godiamo l'oretta e trenta che ci separa dalla preparazione all'evento assicurandoci un tavolino con due posti a sedere al bar, uno dei vantaggi di arrivare presto, assaporando un buon caffè (due io) e gustando la squisita gentilezza dei gestori.
Chiacchere.  E' sempre bello farle con Oliver, passare dal serio al cazzone miscelando sapientemente  entrambi gli aspetti, d'altronde siamo Amici incredibilmente conosciutisi in Mauritania quando gravitiamo a pochi chilometri l’uno dall’altro..

8.20 a.m, l'ora di muoversi, di acquisire l'assetto giusto, riscaldare il fisico e sopratutto prendere l'ultima decisione.
Cade la pioggia, non fastidiosa ma comunque decisa.
Indosso ciò che ho previsto, la tenuta che in altre occasioni non proprio calde mi ha tenuto compagnia senza mai togliere la sensazione di estrema comodità, protezione ed abbraccio (Belike Biotex)  con l'aggiunta del formidabile giubbotto impermeabile traspirante D.A.S .
Bastano poche centinaia di metri per farmi capire che il mio dubbio era fondato.
Troppo "ingombrante" per l'esecuzione di una competizione di quelle che, passate il termine" amo ancora definire “veloce" cioè su una distanza in cui il ritmo è ancora tale e da trasformare il fisico in una stufa attiva.  
Per quanto comodo sia l'esigenza di sentirmi libero privo di  abiti non aderenti al mio fisico è forte e richiesta dalla mente. 
C'è la prova del nove,  bastano un paio di rettilinei di corsa con il giubbotto calato in vita per sancire le conferme, per capire che il freddo sarebbe stato una sensazione forte solo nelle fasi pre partenza.
Mettere il giubbotto dentro la sacca che ritroverò all'arrivo è il gesto che comporta l'attivazione. 
Mi sento un altro,  deciso, pronto, sicuro .....forte.
Il maltempo è a tutti gli effetti un opportunità, molto impegnativa, ma un opportunità da sfruttare al fine di raggiungere una prestazione degna di nota.
Un buon quarto d'ora dedicato al riscaldamento, alla concentrazione, all'immaginare il video mentale di ciò che sarà ed ad ascoltare l' utilissimo consiglio di Oliver
"non gettare i guanti (quelli da infermiere)  mettili in tasca, pesano talmente poco"
E' vero, .... lo faccio.
Entriamo in griglia 6 minuti prima della partenza,  l'unica gara al mondo in cui fino a pochi minuti prima la gente non entra in griglia.
Gli unici presenti sono un gruppo di runner tranquilli  posizionati nel senso di marcia invertito.
Sorridono mentre si infilano attraverso le prime file dello schieramento ufficiale per acquisire i posti, non più in prima fila, regolari.
Il tempo di un "buon divertimento, in bocca al lupo" accompagnato da una stretta di mano modello atleti Cazzuti/uomini cazzoni prima degli ultimi minuti  in compagnia di me stesso.
Un veloce check up generale, un richiamo ai doveri con la ferrea volontà di entrare, anzi di rimanere dentro alla #sfera per tutto l'evento.
3....2.....1...... Sblam   e inizia il gioco.
Mi lascio scivolare, sin da subito seguendo il ritmo che il mio corpo sente come quello giusto. Lascio che sia la sensazione trasmessa a mente e corpo ad essere padrona.
Controllo con ottica critica e di parametro i primi due chilometri, giusto per .....
Volutamente avevo memorizzato solo quelli,  ne rimango sorpreso,  sono veloce , considerevolmente più veloce di anno scorso, cosa che inizialmente mi porta a spaventarmi un po' ma che poi sfuma nel niente cancellata dalla sensazione positiva che vivo.
Il corpo ben presto comincia a produrre calore approfittandone per trovare una buona condizione fatta eccezione per le gambe, o meglio dire per la pelle delle gambe.
Ci pensa Burian (il vento freddo) a mantenere lo strato superficiale di esse ben fresco e conservato.
Non è una questione muscolare,  loro stanno bene e girano di conseguenza,  è solo una questione perimetrale, di percezione, sento la pelle fredda sul vasto mediale, basso quadricipite e ginocchio.
Il calzone belga (sotto al ginocchio) sarebbe stato più giusto ma la sensazione era assolutamente non prevista e mai provata.
Nessuna soluzione al momento se non quella mentale ....non dare ascolto alla sensazione, in fondo i muscoli stanno bene e salvo cali drastici di ritmo e/o bruschi cambiamenti di condizioni metto sarebbe rimasta sotto controllo.
Lascio che passino,  non reagisco a nessun sorpasso, neanche a quelli che subisco da atleti della mia categoria o presunti tali, seguo il mio ritmo senza osare niente di più di ciò che le mie sensazioni mi suggeriscono.
La pioggia continua imperterrita, la salita si alterna alla discesa e l'asfalto fa lo stesso gioco con lo sterrato, Pelò, come capita sempre in competizioni con queste caratteristiche tecniche "gioca" con alcuni avversari ai quali, a seconda delle proprie caratteristiche tecniche, si viene legati da un elastico immaginario che si tende e accorcia da ambo le parti.
Zitto, sempre zitto, anche quando corro in gruppetto con altri,  magari in ascolto ma raramente impegnato nel proferir parola.
Resto lì decisamente fermo e concentrato nel mio qui ed ora,  immaginare e fare  allo stesso tempo per una perfetta sincronia che mi accompagnerà verso il raggiungimento di un obiettivo come mi ha insegnato #sfera, raccontandomi e collegando, parti e sensazioni già vissute  a qualcosa di logico ed ora conosciuto.
E' incredibile come cambiano le cose e come, già con poco, l'atteggiamento messo in campo, anche se non troppo diverso, possa essere estremamente diverso nel suo essere vissuto.
Corro, respiro, vivo le splendide sensazioni di una corsa difficile ed impegnativa ma non stancante ripetendomi “qui ed ora " e consigliandomi di rimanerci dentro .
E' come una magia, quando ti accorgi che le cose funzionano  le forze, al posto di diminuire, si mantengono fresche, vive e disponibili ad essere sfruttate.
Tutto procede, la mia tattica è precisa come il bisturi di un esperto chirurgo ( ehhhh ? :-)) , i ristori si passano al volo, senza alcuno stop. 
Afferro un bicchiere d'acqua con le tecnica "dito dentro" (a volte due)  bevendo nel giro molto breve,  ogni 7 km , ristoro o no (tanto vanno giù tranquillamente senza acqua ....vi invito a provarli), assumo un magico ed energetico Energy Gel Inkosport che ricopre l'importante compito di garantirmi il mantenimento delle riserve di energia, mettermi a posto la testa e spezzarmi la gara in sotto traguardi.  Fa già la sua differenza dire 50 o dire 7.

Non ricordo di preciso quando, ma da un momento all'altro le mani mi comunicano di essere fredde,  è una cosa non frequente,  solitamente dopo qualche km , qualsiasi sia la temperatura tolgo i guanti correndo a mani nude e calde.
Pioggia,  guanto zuppo e il soffio di Burian  agiscono in modalità freezer.
E' proprio in questo contesto, nel bel mezzo di una strada bianca che ringrazio Oliver per avermi fermato nell'atto di quel gesto insano di gettare i guanti da infermiere.
Con un minimo di complessità riesco a infilare i guanti infermieristici ai quali aggiungo i classici inzuppati
Una combine perfetta,  non avendo la possibilità di respirare e forte di una coperta in materiale termico la mano comincia velocemente a sudare riacquisendo il calore perso, Pelò riprende a sorridere e sposta il pensiero avanti offrendosi un altro regalo.
Forse a qualcuno farà un po' schifo, non sono abituato a farlo nella corsa, ma in condizioni meteo difficili è già capitato.
A stimolare la cosa aiuta anche il freddo, raramente in corse su distanze del genere mi viene lo stimolo della pipì anzi direi praticamente mai o nel caso verso la fine quando tranquillamente si riesce a trattenere senza sforzi di nessun genere con la tecnica “devia il pensiero”.
Al contrario in quelle condizioni lo stimolo parte  in compagnia di un tarlo che lo spinge di continuo a ricordarmi che è lì e che non riuscirà a trattenerlo per molto tempo. 
Lo so , lo porto avanti per qualche km ragionando sull’ipotesi di comportamento migliore e più proficua.
Manca ancora troppo per far finta di niente, fermarsi è sempre tempo perso ed inoltre c'è il pericolo di un raffreddamento muscolare repentino; sono bagnato fradicio, di certo non pulito e alla pelle delle gambe un passaggio caldo sopra non gli farebbe proprio male.
1+1 , matematico, preciso e poi a me non fa schifo ..... che differenza c'è farla nella muta o sotto la pioggia battente ?
Mi basta rallentare un attimino , portare il pensiero nell'addome, spingere curandomi di avere un attimo di insistenza, sentire una scarica muscolare percorrere le gambe e  lasciare che la "corsa" iniziata abbia il suo termine godendomi un passaggio caldo e godurioso come pochi.
L'unico piccolo neo è, come sapranno tutti e tutte, lo sbilanciamento del flusso/passaggio verso una parte (mio caso sx) dovuto al posizionamento di ...... pippo, pisello, cippa lippa o come ognuno/a preferisce chiamarlo.
Tre regali graditi a fine gara, tutta roba mia e, mi dico sempre, dopo la prima …è praticamente acqua .
D'altronde il lavaggio continuo fuori è garantito visto che nel menù del giorno il cielo aveva solo acqua o neve.

Al passaggio da Monte Gridolfo, 32° km (partenza della 18 km) sono carico a molla, la reattività e decisione con cui ho affrontato la dura salita che porta al paese ( qualunque sia la velocità e/o la potenza disponibile le salite non vanno mai subite ma attaccate) mi ha positivamente sorpreso. 
Mi sento bene, carico e sopratutto in una grande armonia con me stesso e il paesaggio che mi circonda anche se fa un freddo cane
Lasciando correre la mia mente, proiettandola in avanti verso il traguardo finale, non vedo la possibilità che qualcosa possa cambiare in negativo.
Respirare questa sensazione è fantastico specialmente poco prima del momento del cambio di azione.

Le prime prede.
E' di li a poco,  in concomitanza di una salita impegnativa che i primi atleti lasciati andare nelle fasi iniziali  tornano a farmi visita,  è come se pian piano dalla loro posizione avanzata mi venissero incontro pur continuando a correre nel mio stesso senso di marcia.
Il primo è proprio un atleta Agè, un avversario diretto.
Lo ritrovo intento ad indossare un anti pioggia in concomitanza di uno scroscio d'acqua, l'azione di indosso, la chiusura della cerniera lo costringono a rallentare ed a camminare per un piccolo tratto di salita, il che mi permette di sopravanzarlo.
Il punto del sorpasso è anche l'inizio di condivisione di qualche km di percorso.
Rimane alle mie spalle fino al termine della salita per sopravanzarmi nel tratto successivo caratterizzato, per usare un termine ciclistico, da mangia e bevi non troppo impegnativi per le gambe.
Lascio che sia lui a condurre le danze inserendomi proprio alla sua "ruota", il più vicino possibile ai suoi piedi in modo da far sentire la mia presenza anche quando effettua cambi di ritmo.
Accetto la sfida, aggiungendo quel tanto di brio in più che so per certo che non metterà a rischio la mia gara. 
Il certo mi viene fornito direttamente dalle sensazioni e dal piacevole suono dell'orchestra che è in quel momento il connubio mente e corpo.
"Qui ed ora continua ad imperare nella mia mente,  me lo sono ripetuto in ogni frangente più difficile, in ogni punto in cui la mia mente poteva allontanarsi dalla mia corsa rischiando di togliere incisività al gesto atletico e me lo ripetevo anche in quel momento in cui la sfida era stata lanciata.
Lo lascio davanti fino all'ingresso di un tratto sterrato di cui ho un fervido ricordo dall'anno precedente.


Lo passo con decisione, è il mio punto,  so dove mettere i piedi e come far girare le gambe adattandole all'irregolarità di quel tratto. Sono sicuro del comportamento preciso e reattivo (fantastico) delle mie Hoka One One #Clayton2, posso forzare il ritmo. 
Cambio l'ordine dei sensi lasciando il ruolo di primario all'udito che mi racconta il comportamento e le reazioni del mio avversario.
Sento il passo adattarsi al mio e la sua presenza a ridosso della mia figura.
Questo fino al reinserimento in un tratto asfaltato.
Poco prima, di punto in bianco è il silenzio a divenire il compagno  della mia corsa.
Non c'è più l'eco ai miei passi, nessun rumore neanche in lontananza...... strano.
Mantengo passo e direzione di sguardo per altri 500 metri circa poi mi giro a controllare.
Nessuno , il vuoto più assoluto, solo strada  sotto ai miei occhi fino, in discreta lontananza, alla bici che accompagna la prima donna in lenta rimonta da ormai parecchi chilometri.
Il mio avversario diretto ha improvvisamente mollato ed ha giudicare dalla velocità di sopravvenuto silenzio lo deve aver fatto sparendo come il migliore degli illusionisti.
La neve scende , siamo ormai ai meno 15 km,  il freddo rimane talmente intenso e tanto che mi concedo l'ultima scaldata alle gambe :-) .
I passi che sento arrivare dietro non sono quelli del mio avversario diretto che torna a farsi sotto ma quelli della prima donna che mi sta raggiungendo. 
Lascio che passi, mi complimento con lei.
Corre molto bene, ha un ritmo deciso, una respirazione regolare ed una velocità poco superiore alla mia.
Non è il momento di "strappare"   penso di dover fare ancora far mio il ritmo che sto mantenendo da qualche km, devo raggiungere lo stato in cui scivola via nelle mie gambe a tal punto da non sentirlo più come imposto ma naturale lasciando spazio alla mente di crearne uno più veloce.
Rimango in attesa mentre piano piano scappa dalla mia figura . La sorpasso solo con gli occhi fino a raggiungere la coppia che la sopravanza.

Riconosco il ragazzo di sx,  lo avevo notato in partenza per un paio di prerogative:
-l'abbigliamento leggero, canottiera e manicotti, a spalle nude
-il ritmo di partenza talmente veloce da farmi credere fosse tra i favoriti.
L'attenzione è tutta lì, lei sfuma via dalla mia mente, sebbene non voglia assolutamente arrivarle dietro non è l'interesse principale dell'attimo.
E' come un oggetto che in quel momento non serve,  è come dimenticato, riposto in un cassetto virtuale.
Rimango in attesa della fine dell'attesa, ......ancora per pochi minuti.
Sono i -14  che sanciscono la fine dell'attesa.
E' il momento di entrar ancora più decisamente nel presente, di chiudere i paraocchi non permettendo più a niente di distogliere la mia mente da quello stato di sincronanza magnifica.
Le gambe cambiano passo, la potenza dell'appoggio, la spinta aumenta così come lo fa la frequenza del passo.
Bastano poche decine di metri per sorpassare decisamente i due atleti che si interpongono tra me e la prima donna che mi sopravanza, in quel momento, di un centinaio di metri circa. 
Da un analisi veloce della loro corsa e del grado di distrazione che hanno nel chiacchierare insieme capto che sono entrambi stanchi e quel loro parlare gli serve per allontanare dalla mente il sapore forte della fatica che provano fisicamente oltre al pensiero dell’ancora lungo tempo che manca alla fine. 
Affondo ancora il passo e metto nel mirino lei, il momento è arrivato proprio in quell'istante.
Gli occhi fissi sulla sua figura mi danno la percezione netta che i metri stanno diminuendo mentre la strada ancora sale .

Per avere un idea della prestazione avevo controllato il ritmo al passaggio del 25° km raffrontandolo con la metà del tempo impiegato lo scorso anno.
7 minuti e qualche decina di secondi di vantaggio.
Tanto, ma la seconda parte di gara ha un D+ (dislivello positivo) maggiore e sopratutto il dispendio energetico è stato maggiore; un calo fisico può tranquillamente esser messo in preventivo.

Riprendo in mano il crono proprio mentre la inseguo.
Ipotizzando una media di 5 minuti/km  chiuderei in 4 ore 3 minuti e spicci,  un minuto in meno dello scorso anno che, considerando il meteo, definisco una gran prestazione.
Rimango concentrato, chiuso dentro ai miei paraocchi.
La cosa bella ed entusiasmante è che quando stai bene, quando senti il fisico che vola e sopratutto la connessione mente e corpo è ben salda, ti viene in mente che puoi fare qualcosa di più.
Il pensiero positivo che, corre forte, suggerisce 


che il muro delle 4 ore non è poi così lontano.
Bastano, in fondo,  pochi secondi al km per abbattere un muro  non  segnalato da nessuna parte se non nella mia testa.
Lo metto come obiettivo da raggiungere, se non riesco non è certo la fine del mondo ma non tentarci mi sembra un affronto.
#Quiedora Pelò, solo quel parametro per raggiungere la massima prestazione possibile.
Nella mia testa sono solo e poco più di 6 km quelli in cui devo forzare per raggiungere l’obiettivo, giusto quelli che staccano dagli ultimi 5  in cui la magia esce da sola, spontanea prorompente regalandomi le energie celate chissà dove. Succede sempre così in fondo.
Allungo il passo, imposto un ritmo diverso che in breve spazio mi porta a superare e sfilare la mia avversaria.
Avverto velocemente di aver intrappreso il canale energetico giusto,  il respiro è regolarmente accellerato ma non in affanno, la sua cadenza mi tiene compagnia sposandosi perfettamente alla cadenza di corsa divenuta estremamente decisa ed imponente.
Sento il ritmo, è talmente piacevole e fluido che è capace di cancellare la stanchezza fungendo da dinamo. Più assaporo quello stato di piacere estremo più mi carico di energie.


La strada scivola sotto le mie gambe mentre la neve continua a scendere appoggiandosi sul mio viso e

sulla mia bocca. Gli occhi, ...gli occhiali sono protetti dalla visiera del berretto Hoka One One mentre la in basso le mie Hoka One One #clayton2  continuano imperterrite a coccolarmi il piede fornendogli il massimo della reattività .
L'occhio, l'attenzione è un po' su tutto,  sulla strada che sale spesso, sugli ultimi paesaggi che fra poco lasceranno spazio alla diversa bellezza della città, sugli avversari che pian piano mi vengono incontro e sul Garmin-schermo che mi indica il parziale chilometrico ad ogni segnale acustico.
Il muro è ben fissato nella testa e io vesto i panni del momentaneo ariete.
Anticipo l'integrazione di energia al 40° km cacciandomi l'ultimo Energy Gel Inkospor la mia coccola mentale, l'ultimo microtraguardo ingerito 2 km prima per fornirmi quel plus che sapevo servirmi per gli ultimi km. 


Una sferzata in più me la da il mio avversario diretto che appare nel mio campo visivo.
Gli occhi si fermano lì, fissi sulla sua figura  attentissimi alla valutazione della distanza. 
Come, quanto e in che tempi calava.
Mi sento un rullo compressore, avanzo in quegli ultimi km con freschezza e spinta nel gesto atletico incontrando e sorpassando atleti assaliti dalla fatica la cui corsa ed aspetto si sta tramutando in sofferenza, in desiderio di finire il prima possibile.
Ci sta tutto ed in fondo e spesso è la sofferenza estrema a donarci poi quel picco di soddisfazione che ci fa stare bene ed in pace con noi stessi.
In questo caso Pelò sembra aver azzeccato tutto e, veramente, vorrebbe che quella sensazione, leggerezza di esercizio potesse prolungarsi dilatandosi nel tempo e magari nel clima ormai tranquillamente qualche grado sotto lo zero.
Il sorpasso è sicuro, potente e deciso.
Gli passo di fianco, vicino ma senza invadere la sua zona di corsa, il mio sguardo rimane rivolto avanti e fisso mentre lo sfilo ed immediatamente creo distanza tra le nostre figure.
I km calano, ne rimangono 8 ...meno di un uscita standard di allenamento .
Il conti crono sono difficile da fare, ogni chilometro è diverso e le salite rallentano ma la sensazione è  positiva e conscia degli imminenti ultimi 5 km cittadini.
Tengo "tranquillo" il ritmo forzandolo un altro po' fino all'entrata della città.
Gli atleti in cui incappo sono molti di più, già da vari chilometri ci sono anche i partecipanti della 30 km che spesso e volentieri si distraggono dal loro intento per applaudire e fare i complimenti ...è sempre un gran piacere.
5 km, in concomitanza con la città di Siena inizia la progressione finale, ritrovo con piacere quell'energia nascosta  che puntualmente si fa trovare come fosse una sorpresa natalizia.
Apro il pacco,  non c'è più niente intorno, ci sono io, la mia corsa, il mio respiro pieno di aria positiva e una bellissima sensazione di auto efficacia  che mi avvolge proteggendomi come una calda coperta di lana.
Imprimo velocità mentre l'occhio cade sul crono ..... qualcosa mi dice che il gap è ormai molto limitato.
Aumento ancora e poi ancora fino ad entrare dentro le mura dove tutto è ancora più eclatante spettacolare.
La percezione è quella di volare leggero attraverso turisti provenienti da tutto il mondo che visitano Siena protetti da giubbotti anti pioggia e ombrelli.
Occhi curiosi, applausi, sguardi di approvazione e stima accompagnano  tutti i podisti spingendoli verso il traguardo situato in una splendida, qualsiasi siano le condizioni atmosferiche, Piazza del Campo.
Siena è una favola, non un metro di pianura, avvolta da mura storiche e dal fondo irregolare delle strade di una volta.
La ingoio tutta di un fiato ma vivendo ogni singolo secondo di quella sfida ormai divenuta esaltante. La fatica, il respiro, che ormai non riesce più a seguire quel ritmo importante,  sono nascosti dietro ad un velo di fitta ma colorata (gialla) nebbia chiamato cronometro.
Solo il piacere delle gambe che volano e di un Pelò che si sta rivelando fantastico (considerazione molto personale), determinato, mai domo e completamente padrone/conscio della sua personalissima #sfera.
All'ultimo km , proprio mentre raggiungo e sorpasso un altro avversario,  il crono mi mostra in anteprime le crepe sul muro delle 4 ore  ..... c'è solo l'ultimo sforzo, la volata finale che mi lancia proprio sull'ultima curva presentandomi la magia di piazza del campo piena di puntini bianchi che dolcemente scendono a terra. 

C'è la magia dell'attimo, dell'entrata sul tappeto finale forzando quegli ultimi metri con lo sguardo che solo all'ultimo centra il cronometro mentre le braccia si alzano in segno di vittoria personale ma anche di saluto e ringraziamento a coloro che con un impegno maiuscolo ci hanno fornito tutto il necessario per vivere questa grande emozione.
3 h 59' 20"  :-) di presente continuo (qui ed ora), impegnativo, a tratti scomodo  ma sicuramente esaltante e degno di diventare un ricordo conta R maiuscola  
Percepisco un bellissimo sorriso sul mio viso, nel mio cuore, nel mio essere più profondo, lo rispecchio in quello magnifico che sfoggia  Lisa  in entusiasta attesa alle transenne.
La bacio rovesciandole addosso tutta la mia felicità, tutto il mio essere  prima di sentire i muscoli irrigidirsi ed il freddo che diviene padrone del mio corpo. 
E’ la variazione immancabile dello stato presente che con i suoi tempi rientra nella normalità portando con se un altro piccolo tratto di vita veramente speciale condiviso con chi amo e con gli splendidi amici di Domani Arriva Sempre. 

#soncosecheaccadono 

Andrea Pelo di Giorgio 
Domani Arriva Sempre