martedì 29 giugno 2010

Idroman : alive in hell !!!


...effettivamente "durino" l'Idroman . Duro a tal punto che la fatica che ti senti addosso a fine gara , complice anche l'umidità , è paragonabile a quella di un Ironman .
Dopo nove anni di assenza, grazie a Renzo Straniero e al Team Spartacus, torna quella che è sempre stato il più temibile Mezzo Ironman Italiano , uguale all'originale, anzi con solo due differenze.
la prima ciclistica : due giri ciclistici al posto di uno mantenendo i tratti piu duri dell'originale e raddoppiando i passaggi
la seconda , se non ricordo male , nell'eliminazione della H anteposta al nome attuale .
Facezie a parte Pelo presente alla partenza, un pò per la storia, che mi aveva visto partecipante già in 4 o 5 edizioni passate, un pò per allenamento in vista del triplo di agosto , un pò per il sano masochismo di cui sono , fortuna o purtroppo, dotato da tempo .
L'arrivo a Idro è intorno alle 18.30 di Sabato pomeriggio dopo un viaggio con Claudia dei non più distesi e rilassati. Stretto riserbo sui c...i miei.
Ritiro pacchi gara alla piscina comunale, visita alla zona cambio/partenza sono le prime azioni fatte mentre tra il sorriso era tornato sui visi e ancora una volta la famosa frase , non rivolta a me , "hai pisciato nel battesimo" era eccheggiata nell'aria . Il lago ....non era un granchè effettivamente , le acque limpide descritte nella locandina di presentazione gara erano un po' difficili da trovare cosa confermata anche dai gruppi di zaccolame che lo abitava . La fauna zaccolistica si divideva in due diverse famiglie:
1)le classiche a sfondo marrone (femmine) e colorato (maschi) dal simpatico QuaQuaQua
2)le anomale di colore nero con becco uncinato bianco (rosso in qualche caso) , più contenute nella dimensione , che non quaquazzavano ma offrivano uno spettacolo di corsa ad ali sbattute sul pelo dell'acqua veramente niente male .
Temperatura dell'acqua a ginocchia piegate e mano a mollo ottimale .
Dopo la visita alla zona cambio e le ipotesi fatte sull'uso del sacco gara della tenda spogliatoio , la inutile ricerca del cartello bivio 70.3 segnalato sulle spiegazioni nel pacco gara come punto d'attenzione e la scoperta che il percorso completamente in pianura della frazione podistica era, vallonato leggermente/più o meno (lo stesso percorso del passato) si risale in auto ancora coi dubbi sul posizionamento cartelli bivio.
Grazie al potente e parco motore della Kia Soul ci inoltriamo sul percorso bike dove, completamente dalla parte opposta alle segnalazioni del sito , troviamo il primo bivio e l'anello di lancio ciclistico dotato, giusto per far capire l'antifona, di un paio di salite (chissà come faremo a lanciarci). Visto che siamo lì continuiamo infilandoci nella prima salita che percorriamo totalmente fino all'altro bivio segnalato come posto da prestare attenzione . Facciamo fatica in auto e questo è tutto un dire . Arrivati al bivio ..... : - ma si andiamo avanti e facciamoci del male gratuitamente. La seconda salita 12km contro i 10 della prima è forse ancora peggio . la Kia Soul chiede se c'è un ristor, finiamo il giro e troviamo il B&B sito a 100 metri dal lago e 800 dalla zona cambio . B&B veramente molto carino ricavato da un solaio di un abitazione ,nuovo ma in stile anziano , all'interno di una mini borgata con giardino in comune per tutti .

Tutto ok, a parte il bagno in comune con un altra camera, notizia imparata sul momento.
Appoggio valige , conoscenza con l'altra camera abitata da due atleti più una signorina veneta e fuori per nutrimento corpo.
La scelta cade su una Pizzeria di fronte al lago. Veniamo serviti subito ma poi un po dimenticati, la signora più ingombrante del locale, probabilmente anche titolare, cammina strisciando i piedi completamente sbilanciata in avanti dando l'impressione di dover cadere da un momento all'altro con pizze o bevande comprese. Trattengo i commenti ironici ma rido sotto ai baffi. La pizza si rivela non all'altezza dell'aspetto mostrato ma in fondo si mangia o si fa mangiare .
Ritorno in camera , operazioni lavaggio completate dopo tre o quattro tentativi (c'era traffico nel bagno) e via di nanna o di pseudo nanna, visto non dormo (ormai una costante del pre gara). Oltretutto mi devo accontentare di uno spicchio di letto soffocato dalla insana abitudine di Claudia che dorme comodamente nel mezzo del materasso rubandomi anche le coperte.
Alle ore 6,00 l'impietoso suono della sveglia decreta la fine della notte. Come al solito sono diviso in due , bene perchè non ne ho più voglia di stare steso senza dormire , male perchè è l'ora della fatica - com'è strana la mente -
Lavaggio e vestizione in tempi rapidi senza intoppi nel bagno , i vicini, in piedi da prima di noi, avevano già espletato . Lauta colazione tutti insieme nell''unico tavolo disponibile, e operazioni di pagamento - vuole la ricevuta? non le faccio mai !!! ahahahah
In 5 minuti siamo al lago , troviamo il parcheggio vicino alla zona cambio , ci offriamo un caffè espresso nel bar dell'hotel centrale dove risiedono la maggior parte delle squadre blasonate , usufruiamo anche dei servizi igienici indi torniamo all'auto per la preparazione ricordandoci di non dimenticare niente .
Appoggiato e preparato il tutto nella mia postazione mi offro un 150 metri di riscaldamento corsa, poi anche le mie, ormai consumate , scarpette raggiungono la loro posizione d'attesa.
Muta in braccio e ciabatte ai piedi ci si azzonza in giro (andiamo a zonzo) poi , quando i giudici chiamano tutti fuori dall'acqua, si entra in acqua a fare due bracciate di assaggio temperatura e aggiustamento muta. La temperatura si rivela ben fresca per mani, piedi e l'acqua si conferma sul putrido andante . i sassi sotto ai piedi fanno maluccio camminando e il pensiero va alla fine del primo giro e alla fine fraz. natatoria quando quel tratto si dovrà correre senza attenzione. 3 minuti di acqua sono sufficenti per perdere Claudia che però ritrovo al momento di effettuare le operazionei di spunta , ACH!!! .
Siamo arrivati dunque al dunque e come ogni gara che si rispetti ci si appresta allo sforzo . Il tempo di un in bocca al lupo un bacio e ognuno con se stesso ed i propri pensieri gara respirando la propria tensione .
Posizionato in prima fila, come se fossi un nuotatore, respiro l'aria dell'imminente via con molta tranquillità.
Al suono dell'avvisatore acustico .....qualche passo di corsetta sui quei sassi cosi simpatici ai piedi e quando l'acqua varca il ginocchio un tuffo plastico mette in moto il meccanismo natatorio. Capita assai raramente nelle gare di triathlon ma .... non si prendono botte , il ritmo e l'agonismo ci sono ma non c'è la foga , sarà il motto della gara "alive in hell" ( sopravissuti all'inferno) che la spegne. Questo mi facilita sicuramente nella ricerca del ritmo giusto e nella rottura del fiato permettendomi di cadenziare subito un ritmo deciso ma che non mi manda in affanno . La prima boa arriva in un lampo , ci troviamo in 3 o 4 a volerla girare tutti nello stesso centimetro. Con un tacito accordo lo facciamo molto ordinatamente e gli occhi cercano già la seconda . Mi impongo di pensare (impresa straordinaria visto che a volte non riesco a farlo all'aria aperta) allo stile cercando , nel limite del possibile, di nuotare bene non sprecando energie con movimenti inutili. Recupero col gomito alto , bracciata lunga dietro facendo strisciare il pollice sulla coscia imponendomi di notare il tocco ad ogni passaggio , l'uso delle gambe anche con la muta. Tra un compito e l'altro passo la seconda boa e dopo poco ( detta così può sembrare che nuoti forte) sono già all'uscita del primo giro . Passerella, per lo spettacolo, come dei modelli storpi a causa dei sassi e delle dolci carezze che ricevevano le suole e il rituffo , questa volta mi adopero per farlo carpiato con triplo avvitamento, riprendendo immediatamente il ritmo di prima . Nel secondo lato ci do un pò giù con la manetta chiudendo il giro molto bene, almeno questa era la sensazione che sentivo dentro. Via cuffia , occhialini, muta (senza l'uso delle mani come i professionisti) . La zona cambio la faccio velocemente , ho giusto il tempo di notare che la bici a fianco a me è ancora al suo posto e giusto il tempo di accorgermi che i calzini dovevo metterli prima di montare in bici ..... troppo tardi! Li metterò pre corsa. Giro di lancio, lancio?, dove incrocio Claudia che dice qualcosa (non capisco e non vedo neanche dov'è) e via con i primi 10 km di salita continua . Il caldo fa sentire la sua voce e l'umidità ti si attacca addosso come fosse carta moschicida ma non è velenosa , è meglio del freddo ed è pur sempre una condizione mentale . A ritmo che le mie gambe ritenevano giusto con estrema pazienza e resistenza alla sofferenza fisica percorro tutto il primo muro con i suoi tratti del 15% , con i suoi tornanti e la sua insistenza cocciuta che mi costringe ad usare anche il rapporto ,che io chiamo, d'emergenza più di una volta . Finalmente dopo x (ics) tempo vedo i cartelli relativi al bivo 70.3 / sprint .... si scende per 7/8km e come si scende . Ricordo perfettamente quella discesa tecnica , già 9 anni fa mi piaceva e già 9 anni fa mi sembrava di farla velocemente . Giusto il tempo per abbassare le mani sul manubrio e sono già in pieno pronto ad affrontarla , per vincerla . Lei scende decisa , è stretta , si snoda tra la montagna che costeggia la parte sx con la roccia viva e il ...."cadi di sotto se esci di strada" a dx. Molto onestamente mi esalta , mi fa gustare il brivido di guidare la bici, di sentirla in mio possesso. Velocità intorno ai 55/60 km h, staccate al limite , curve tagliate ( dove si vede) ed inserimenti in curva con bici piegata e ginocchio in fuori . Comincio a recuperare e passare atleti che mi avevano passato nella salita, ogni tanto entro in curva accorgendomi di un eccessiva velocità o di una traettoria leggermente sbagliata , un leggero tocco al freno anteriore e piego la specialized . Lei mi segue senza scomporsi ,fidandosi ciecamente, fino al termine ed al buongiorno della seconda salita che arriva dopo qualche km di relativa pianura . 12 km, giusto per gradire, nella mia testa meno impegnativa dei primi 10 (considerazione valida solo al primo giro). Dura dura e ancora dura , specialmente quel paio di km adombrati che salivano al 16% dove la speranza che si appiattisse almeno un po era continua sino all'entrata a Persona paesino a 898 m s.l.m . Lì effettivamente spianava un po e la mente si abbeverava di ottimismo considerando che eravamo a solo 100 metri di dislivello dal punto più alto . Dopo Persona un po di saliscendi facevano da antipasto all'ultima discesa , non so chilometricamente se era 10 , 12, 8 , 3x3 , 5x2+1 o altro comunque era veloce su strada larga con tornati. Mi getto giù , canno completamente i primi due tornanti facendoli in piena corsia opposta . Capisco che entravo troppo forte , che la frenata era da tarare diversamente rispetto alla prima discesa in considerazione del fatto che si raggiungevano i 70 e anche qualcosina oltre. Dal terzo in poi tutto regolare, mi gusto la velocità mi gusto i sorpassi a ciclisti qualche auto e moto :-) che , devo essere sincero , si sono comportate/ti molto civilmente dando la precedenza di passaggio ogni qualvolta incontravano concorrenti . Giro di boa, applausi di incoraggiamento e via verso il secondo giro di lancio nei famosi tre km .
La salita è sempre la stessa ma risulta molto più dura ( i due giri della nuova edizione sono più duri del giro unico della vecchia. Decisamente più duri direi). Mi metto di buona lena senza cercare di straforzare, lascio che sia la gamba a decidere il ritmo adattandolo alla salita , io lavoro con la testa mantenendola positiva e dicendogli che prima o poi anche il secondo giro sarebbe finito . Metro dopo metro, tornante dopo tornante la previsione si avvera , tornano ai miei occhi i cartelli con l'indicazioni del bivio ... mi lancio , esattamente come avevo fatto nel corso del primo giro. e' come dar da bere alla mia mente che rimane attenta e concentrata sull'impegnativa discesa ma allo stesso momento si rigusta l'ebrezza della guida veloce. L'aria nelle orecchie rumoreggia fino a quella svolta a sx dove si riinizia a pedalare e dopo qualche km a salire .
L'ultima salita sarà distruttiva a livello di fatica , i ritmi rimangono più meno quelli ma la fatica si amplifica e il rapporto d'emergenza fa capolino qualche volta in più. La mente dice che ormai è finita anche nei 2 mostruosi km del 16% . Persona-paese raggiunto, il ritmo aumenta anche se l'ultimo km della salita lo devo pedalare più rotondamente possibile per controllare i crampi modello morso del cavallo. Percorro la discesa dove noto atleti uomini salire a piedi con la bici a mano ; al contrario del primo giro non sbaglio niente se non proprio l'arrivo alla zona cambio dove varco la linea rossa che delimita l'entrata a cavallo della specialized. Il giudice mi chiede dove penso di andare . Freno di colpo, scendo dalla bici e sorridendo torno di corsa alla riga rossa. Ridendo e ricordo alla figura fitri che sono un onesto e che ero solo soprapensiero . Faccio il cambio al volo mettendomi anche i calzini partendo per la mia frazione preferita a buon ritmo.
Mi accorgo subito che la frazione ciclistica lascerà i suoi segni ma continuo con il ritmo impostato , in fondo con i km fatti in bicicletta e sopratutto le salite non fatte in allenamento di più non potevo fare e quello che avevo fatto era molto soddisfacente.
Corro comunque bene , anche se più forzato nei movimenti , per quasi tutto il primo giro . Conto la mia posizione giusto per rendermi conto di quanto avevo perso nella frazione ciclistica. Bevo costantemente un bicchiere d'acqua anche due ad ogni ristoro afferrando due spugne bagnandomi testa schiena spalle e palle ,brrrr rabbrividiamo. La fine del primo giro coincide con la crisi di fiato , la milza duole , manca il fiato e sono costretto e respirazioni corte e veloci per diminuire il dolore . Rallento il meno possibile, il secondo giro è iniziato e la fine è vicina esattamente a..... meno di 1 (giro) . I cinque km scorrono , pian piano ritrovo un ritmo decente ,incrocio e incito Claudia che ha iniziato la sua fatica podistica , trovo la di forza di aumentare e di lottare con un atleta che mi staccherà negli ultimi 500 metri per manifesta superiorità , i miei piccoli traguardi arrivano uno dopo l'altro , come sempre del resto , basta avere un po di pazienza e non mollare per assaporare , comunque sia andata la gara , la soddisfazione di finisher e confermare la mentalità vincente.
L'arrivo si presenta dopo 5 ore 50 minuti (52 minuti in più del 70.3 di Candia con 15 km in meno di bici), lo attraverso col sorriso , ri-sorrido quando mi viene messo il bel telo in microfibra sulle spalle ( ho temuto prendesse fuoco). Capisco che sono , fisicamente abbastanza oltre , bere l'acqua mi da quasi fastidio , lo stomaco è rigido e chiuso ha bisogno di fresco , il fisico ha bisogno di fresco . Mi siedo respirando affannosamente e chiedo gentilmente alle signore del ristoro se possono passarmi del cocomero poi dopo una decina di minuti deambulo fino al lago e vi entro dentro pensando al metodo ottimale per rinfrescare i bulldog inglesi quando sono surriscaldati. Due minuti di acqua fresca fino al ginocchio e i brividi di freddo mi ricoprono la schiena ridonandomi una temperatura più consona. Attendo l'arrivo di Claudia che taglia il traguardo dopo 7 ore 14 minuti alti chiudendo 2° di categoria . Ottima prestazione chiudere una gara del genere con quasi 20 gorni di stop bici/corsa e 4 pseudo allenamenti la settimna prima della gara. So già che a caldo non mostrerà la soddisfazione che in realtà sarebbe giusto ci fosse perchè caratterialmente è portata a : -se stavo bene...
Io sono contento. Lei lo sarà molto nei giorni successivi, lo so.

Rinfresco e premiazioni prima di rientrare tranquillamente all'auto con tutta la nostra attrezzatura.
Optiamo per una sana doccia a pagamento nella piscina comunale che ci da la possibilità di lavarci con calma sotto ad un getto caldo in un ambiente pulito e di gustarci un gelato e acqua al bar annesso .
La Kia Soul Autoazzurra ci riporta a casa nella più totale tranquillità , rallentamenti per raggiungere l'autostrada a parte . Gli ultimi sprazzi di Pelo-scemo si possono osservare all'autogrilli in una scenetta con la barista che non vuole macchiare il caffè con il gelato.
Week end concluso e operazione riuscita , fatica volevo fare e fatica ho fatto e felice anche per la finisher Claudiana.
Sorrido al ritono dell'Idroman , gara che ha accompagnato i miei primi anni di triathleta-"duro" , mi complimento con gli organizzatori (le inesattezze sulle locandine sono perdonabili) per l'originalità e ricchezza nei premi di partecipazione ristori e sopratutto per la chiarezza e sicurezza lungo i percorsi
Infine ,personalmente, sorrido perchè ancora una volta ho la prova che chi lo sport lo fa con la bocca non può far altro che finire in figura di cacca, che raddoppia poi nel caso di ritiro dalla competizione.
Effettivamente "durino" l'Idroman , effettivamente ....alive in hell !!!

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