mercoledì 17 novembre 2010

“Se non sei al limite ….. stai solo occupando spazio”


...domani arriva sempre .... non può essere diversamente, i secondi , i minuti , le ore con il loro passo scandito e costante passano inesorabilmente e , con un po di santa pazienza e spirito di sofferenza, domani sarà lì in modo da poter dire ,domani, ancora la stessa cosa e così via per il tempo che serve ad accompagnarmi al traguardo.
Non sarebbe stato facile e quella era una certezza, le sfide che scelgo portano con se questa caratteristica , in questo caso,probabilmente, sarebbe stato ancora più complesso a causa di un altro cambiamento di vita di pochi giorni prima che mi aveva rimescolato come i panni nella lavatrice intrecciando sentimenti, nervoso, vita,rabbia , voglio ,devo , dovrei , ma si , ma no ,chissà ecc. ecc.
Di sicuro c'era che la situazione non mi donava certo tranquillità sopratutto in vista dell'impegno che avevo preso per il non tanto distante indomani agognistico.
La frittata era fatta (mai negato che mi piacciono le uova) quindi avanti Andrea il traguardo da raggiungere era là e in qualsiasi modo lo avrei raggiunto , non era la prima volta che mi arrangiavo e in fondo il mio risultato lo avevo pur sempre portato a casa.
Qualche giorno di tempo per risolvere i problemi legati al viaggio, reperire il materiale, trovare un assistente disposto a sobbarcarsi due giorni di "passione" nell'attendermi al passaggio prepararmi varie ed eventuali ed incitarmi, prenotare aereo, albergo e via ... un certo lasso di tranquillità era conquistato seppur con mille interrogativi sempre presenti.
Solito passaggio per info e consigli dal grande guru dell'estremo Eris Zama dal quale ricevo anche, in prestito, la supervaligia rigida portabici poi di li alla partenza è tutta organizzazione dei bagagli che come al solito avviene all'ultimo momento .
Non semplice da fare , armato di bilancia effettuo prove contro prove e stracontro prove spostando materiale da una valigia all'altra . Decido a malincuore di lasciare a casa qualche doppione di emergenza e qualcosa di pesante (in entrambi i sensi) naturalmente oltre ai preziosi manicotti persi per l'ennesima volta in un anno nell'ordine certosino di casa mia.
A fine gioco tre valige ..... a) la rigida che contiene bici più armamentari vari dal peso di circa 31 kg, la valigia ufficiale compresa nel biglietto che sfora i 20 di 4 etti e il bagaglio a mano , trolley portatile dal peso di 5/6 kg .
Sospiro al pensiero di muovermi con tutta quella carovana di roba e risospiro pensando a quello che lasciavo a casa immaginando che , viste le temperature previste poteva essermi utile . Nervoso persistente per i manicotti , ma con loro è una storia continua .
Va beh tutto pronto per la partenza, saluti fatti , bimbi passeggiati , valige caricate sulla kia Soul - Autoazzurra srl e via per la tappa di avvicinamento che mi portava ad avvicinarmi a Malpensa per evitarmi la levataccia il giorno dopo ...giorno dello stacco da terra con direzione U.K.
Mercoledì 4 agosto
All'appuntamento a Malpensa , ore 7.45 c'era ad aspettarmi Elena insignita della fascia di assistente ufficiale. Elena è un amica , io l'ho sempre considerata tale anche se oltre qualche chiaccherata nei suoi periodi di ferie (nella casa a fianco alla mia) non avevo mai fatto. La passione per i bulldog inglesi era una cosa certa il resto tutto da scoprire ma la sensazione che avevo ricevuto negli incontri estivi sia nei suoi confronti che in quelli della famiglia era sempre stata positiva. Questo e la passione dimostrata nel leggere i miei resoconti post gara e naturalmente la ottima considerazione che ho per la famiglia intera avevano partorito l'idea che a Elena potesse piacere affrontare un esperienza del genere.
Il suo sì tardo pochi giorni e la macchina organizzativa prese la direzione finale.
Malpensa , terminal 1 , ci accoglieva con il suo solito numero di viaggiatori che si muovono su e giù come formiche in un formicaio ma nulla di esagerato ...niente ressa . Facciamo il check in regolare vado al banco lufthansa a pagare l'extra bagagli ingombranti , 70 € per la precisione, ritorno al check in per ritirare i biglietti tenuti in ostaggio e via verso al primo bar disponible per una sana , non so , ma sicuramente costosa ( gli aeroporti se ne approfittano un po') colazione.
Andiamo tranquillamente all'imbarco che troviamo vuoto , l'hostess di terra telefono alla mano scandisce le seguenti parole:
- sono arrivati i ritardatari , manda l'autobus a prenderli!!!
Ci guardiamo stupiti , siamo in perfetto anticipo e la conferma ci viene comunque data all'arrivo sull'aeromobile dove c'è ancora ressa per entrare e fortunatamente non veniamo additati da nessuno come i soliti ritardatari.
Decollo in perfetto orario , solita trafila sulle spiegazioni di sicurezza ,solito panino con dentro tutta la tedeschità seguito da bevanda e velocemente si arriva a Dussendorf dove c'è lo scalo intermedio ed un attesa di circa un paio di ore .
Prima di prendere posto nel secondo aereo pranzo a base panino tedescato accompagnato da coca un indefinibile biscotto salato per Elena coca cola caffè espresso nel senso che l'avevano fatto subito servito in tazza da litro o giù di lì e poi imbarco , decollo , spiegazioni sulla sicurezza , viaggio tranquillo con qualche foto alle coperta di nubi varie ed eventuali e susseguente atterraggio oltremanica.
Birmingam col suo aeroporto ordinato ci accoglie molto tranquillamente , le valige ci vengono consegnate molto velocemente , ci sono tutte FIUUUU!!!!, ci traghettiamo verso l'uscita studiamo la situazione accorgendoci che l'obiettivo di raggiungere Lichfield non era così complesso.
Trenino interno verso la stazione centrale e coincidenza quasi immediata verso la cittadina britannica di Lichfield.
Tempo di percorrenza una mezzoretta circa , unico dubbio se scendere a Lichfield City o al capolinea a Lichfield periferia .
Il ragionamento di entrambi portava a supporre che l'hotel ufficiale della competizione Holiday Express Inn fosse fuori dal centro , tale era il convincimento che all'arrivo a City la decisione fu di rimanere in treno .
Giusto qualche minuto di attesa che , dopo la chiusura delle porte, il treno riparte ....... tornando indietro.
La prima reazione , dopo esserci guardati negli occhi, è una risata poi ci diciamo:
- cazzo, non va in periferia ..... fortuna che la prossima stazione è vicina vicina , scendiamo lì e prendiamo il prossimo in direzione opposta.
5minuti neanche e il treno sfreccia oltrepassando la stazione tanto attesa . Lo spauracchio che il ritorno fosse diretto ci assale e accompagna fino alla stazione successiva dove il treno ferma la sua corsa.
Alla svelta, prima che riparta scendiamo e a botta di culo saliamo cinque minuti dopo in quello che va in senso opposto ( ottimo funzionamento le ferrovie inglesi).
15 minuti e siamo a Lichfield city , in una piccola e tranquilla stazione.
Mettiamo il naso fuori, la colonna dei taxi è li pronta ad attenderci ma di sterline nelle nostre tasche neanche l'ombra. Chiedo ad un taxista dotato di un fiat scudo circa se posso pagare con carta di credito , richiesta negata , allora gli chiedo se può dirmi quando dista l'hotel .
- si trova fuori Lichfield.
Avevamo ragione , in periferia.... ma dalla parte opposta .
Probabilmente conveniva scendere alla stazione prima ..... quella dopo le mucche che si vedevano nei verdi pascoli dal finestrino del treno .
Pazienza , vista l'impossibilità di pagare con carta di credito Elena cerca e fa bancomat mentre io bado le valige davanti alla stazione .
Dopo aver fatto il giro di Lichfield , aver preso tre caffè due gelati una pizza un aperitivo ed un ammazzacaffè fa ritorno asserendo di avere preso la scorciatoia . Il taxista del Fiat Scudo circa carica il tutto nel vano bagagli e ci scarrozza verso l'hotel . 5/8 minuti forse 10 ed arriviamo per la modica cifra di 7 sterline .
Ad attenderci all' Holiday Express Inn la figlia della signora Rottermayer che ci spiega tutto molto gentilmente . camera 118 a piano terra due chiavi a tessera su richiesta , una accende solo la luce ma l'altra fa entrambe le cose .
Con la carovana di valige al seguito percorriamo il corridoio e scopriamo una camera carina e pulita . i materassi sono duri e ricoperti da un piumino che sembra leggero .
Giusto il tempo di aprire le valige darsi una rinfrescata che ci ritroviamo seduti al MC Donald attiguo all'hotel a sgranocchiare qualcosa.
Ci trovavamo a Lichfield South, così diceva il cartello all'ingresso della zona.
Dopo aver guardato attentamente cosa ci circondava eravamo perfettamente sicuridi poter asserire che Lichfield sud era : l'hotel Holiday Express Inn, il centro di sportivo e di bellezza Esperia sede del brieffing e consegna pacchi gara più uno stabile adibito a qualche attività ...secondo me uffici ed un ristroante Italiano , tutto lì due strade in croce e basta . A ragionamento , quindi la gara non poteva essere in quel luogo e neanche vicino visto che non c'era niente ( fra l'altro totale assenza di qualsiasi cosa che potesse indicare che tre giorni dopo si correva) mah..... problemi che verranno sicuramente risolti .
Di sicuro c'era che per andare in centro necessitava l'ausilio del taxi.
Usciti dal Mac , dopo aver trangugiato il vero pasto da atleta con patatine fritte e dolce finale ci si dirige in centro a bordo del taxi di lusso Skoda Superb per fare bancomat in sterline e per guardare com'era il paese.
Lichfield è una cittadina molto carina , tipicamente inglese come costruzioni , una bella cattedrale negozi e classiche zone pedonali ....tutto distribuito in un fazzoletto che necessita di 15 minuti per essere girato in tutte le sue strade.
Il tempo non era dei migliori , vento forte e freddo, nubi e pioggia a tratti. Non male ....penso ... mancava giusto l'aiuto del tempo per rendere le gara un po più impegnativa. A proposito di gara ..... nemmeno in città c'era un cartello , non una minima segnalazione dell'evento che si sarebbe svolto ...strani questi inglesi . Sorvolo i pensieri gara cercando una catena che facessè un caffè espresso lontanamente assomigliante al nostro . Il caffè Costa ( mi sembra) aveva la parvenza , almeno all'occhio , provai l'espserienza e ne uscii vivo .
Per la cena serale si riofferse il Mac Donald con i suoi menu a base di panini pollati .
Nel corso della settimana , giorni gara a parte , il pranzo fu effettuato sempre al mac mentre per la cena ci fu la variabile del giovedì che ci porto a cibarci in un pub ristorante locale del centro dove il nutrimento somministratoci era a base di mucca pazza e dove dopo mezz'ora di attesa a sedere capimmo che le cameriere portavano solo il cibo ai tavoli mentre per l'ordine uno si doveva alzare ed andare alla cassa. Le altre sere , la sera pre gara e quelle post ci servimmo del ristorante Italiano a due passi dall'hotel dove si mangiava una buona pasta una buona pizza e dolci stranamente salati. Lì si svolgevano tutti i compleanni della borgata e veniva usata la strategia dell'attesa pro drink . Non era importante quanti tavoli liberi ci fossero , anche venti , ma la signorina all'entrata diceva che bisognava attendere un po per la preparazione e donandoti una sorta di telecomando, col quale non cambiavi una beata fava, ti invitava a sederti al bancone a bere come se te l'offrissero per farsi perdonare l'attesa . In realtà tutto andava a finire nel conto finale . dopo 15/30 minuti venivi chiamato ed invitato a sederti dove , se eri fortunato, arrivava Hamilton (non sto dicendo che era uno sputato , era lui) a servirti con molta umiltà e ritmi completamente diversi da quelli che tiene sulla McLaren.
Il mercoledì era praticamente andato , mancava solo un po di relax nel dopo doccia , un po di internet con la password accesso dal costo di 12 sterline vendutami con validità per 24 ore di uso dalla figlia della signora Rottermayer (in realtà era 24 ore di tempo) poi un tranquillo sonno per raggiungere il giovedì .
La scoperta notturna fu che il piumino ti faceva leggermente caldo costringendti a scoprirti e ad accorgerti qualche minuto dopo che era leggermente freddo. La soluzione del coprirsi lasciando una gamba fuori fu , almeno per me, la soluzione ideale che mi permise di dormire tranquillamente.
Il giovedì
La colazione in hotel, a base di uova strapazzate, paste dolci, fette di pane tostato ,marmellata, succo d'arancia e qualche altra porcheria, si concluse con lo spavento espresso . La macchina multifunzione mostrava nel suo menù anche il bottone "espresso" ma sul tavolo di tazze piccole neanche l'ombra. Provo , inserisco la tazza chiudo gli cchi e spingo il bottone . I sei litri di roba che sono scesi avevano un sapore ... si può dire merda?
Idea del caffè a colazione abbandonata per sempre , quest'ultimo venne sostituito dal caffè moka bevanda che scendeva con la stessa quantità e colore ma sapeva di cioccolato senza essere cioccolato. mah!?!?!?
Il programma della giornata fatto lì per lì prevedeva l'invio di noi stessi in centro paese per la ricerca di qualche supermercato dove acquistare l'approvvigionamento gara .
Il pensiero della gara era ancora molto attenuato e la tensione presente in me era dettata dalle condizioni meteo e dalle previsioni per i giorni a venire.
Comunque , gara o non gara di supermercati nella zona centrale non ve n'era l'ombra , tutti negozietti , il macellaio, il fornaio, il negozio delle bevande ecc. ecc.
Ci fermiamo in un fornaio notando che vende anche pane bianco riposto in sacchetti. La fornaia molto gentilmente ci indica la strada per il centro commerciale e ci consiglia di tornare il giorno dopo per il pane visto che serve nel week end. Illoviti dal ben di dio in produzione acquistiamo tre "porcherie" atte a deliziare il palato e ci dirigamo alla ricerca del centro commerciale non prima però di aver fatto un altro esperimento caffè. Neanche malvagio e sono vivo ancora una volta .
Subito fuori da Lichfield troviamo il mega centro commerciale ben visibile e riconosciuto dal nome indicatoci dalla signora fornaia . Nonostante tutto sbagliamo ed entriamo nel supermercato attiguo che non centra niente e che non è tra i più forniti. Materiale di sopravvivenza , nutella con un altro nome , prosciutto cotto e panini (dimenticato l'invito della fornaia) trovati ; xxx sterline alla cassa e ....una volta capito che il super era l'altro facciamo una visita di cortesia e di acquisto bevande, nel primo una bottiglia singola da 1/2 litro di acqua non si poteva acquistare. Onestamente era tutta un altra cosa quel supermarket.
La Mattina si conclude con il solito Mac . Rientro in albergo relax per Elena e preparazione bici per me con tutte le difficoltà che continuo ad avere nel fare certi lavori manuali . I problemi principali erano lo sterzo , che non andava stretto molto e il gonfiare le gomme considerato che la pompa era rimasta a Cervia per problemi di peso ingombro e ragionamento personale .
- vuoi che non trovi una pompa nell'albergo ufficiale della competizione? Assolutamente no!!!
Un passo alla volta , ruote sgonfie montate per prime in modo che la bici stesse in equilibrio , sella pedali e sterzo facendo attenzione alle raccomandazioni dei meccanici Surfing Shop. non tiro la vite però visto che mi sembrava molto lenta una scriccatina leggera gliela do. Ultima cosa l'appendice al manubrio. Credo di aver fatto un buon lavoro considerando anche la prova di sterzo che mi da una buona sensazione . Esco alla ricerca di una pompa e rientro con il becco forgiato. Spreco 3 o 4 bombolette di aria sottovuoto per gonfiare le gomme e rimango senza scorta per la gara.
Sono pronto per la prova su strada e per la ricerca del quartier generale della gara.
Mi invio uscendo in contromano sulla prima rotondina all'uscita dell'hotel poi ricordo l'inglesismo e mi posiziono sulla sx affrontando con sicurezza curve e rotonde. La bicicletta va bene ma non mi finisce .... probabilmente ho stretto un po troppo lo sterzo .....
Il programma è di stare in giro una mezz'oretta un ora al massimo. La strada per arrivare al quartier generale era semplice bastava passare a sinistra della città proseguire oltre e poi ad un punto x girare a destra e li si trovava la scuola Frayse o qualcosa del genere dove c'era il tutto.
Pedalo tranquillamente cercando di fare comunque attenzione alla circolazione e cercando di capire le sensazioni che mi forniva il mezzo tecnico stando spesso posizionato sulle prolunghe del manubrio. Semplice o non semplice la strada riesco comunque a perdermi. Gira e rigira a naso mi imbatto in una grande costruzione con un nome similare in più c'era anche un cartello che nominava un parco di cui mi ricordavo il nome . Scendo dalla bici ed entro per chiedere info sperando che fosse la direzione gara . Dietro al banco di benvenuto c'era un signore sull'ottantina forse anche 10 in più che somigliava a Cariatide di Alan Ford, tinco come una bietta a bocca leggermente spalancata . Saluto cortesemente e chiedo se quella era la sede della gara nominando il nome della scuola . Lui non si muove ed emette un suono, ridomando ma ho la stessa risposta ..... ho anche pensato che fosse già nell'aldilà .
Mi guardo intorno e capisco da un insegna che quello era un ricovero per anziani .... non c'è problema penso tra me e me , ma qualcuno di vivo al bureau no?
Esco , ricalcolo come fa il Garmin e , tempo 5 minuti trovo la scuola .
Entro nel piazzale , finalmente vedo qualcosa che mi dice che ci sarà la gara e noto gli organizzatori indaffarati nel montare le strutture .
Incrocio una persona che mi saluta e mi porta da Steve il capo organizzazione che si dimostra subito ultra gentile con l'atleta italiano. chiedo info sulla partenza , sul discorso tenda e sopratutto sui trasporti ( erano circa 5/6 km dall'albergo). Chiedo a Steve se conosce un noleggio auto, risposta negativa ma .... chiama il giudice gara ( in futuro sarà Obelix ) parlotta un po’ e poi mi dice che se non trovavo il noleggio bastava avvisarli che sarebbero passati in hotel a prendermi . Ri-gentilissimi questi inglesi !!! Ringrazio e prendo la via del ritorno passando dal negozio bike vicino alla stazione mentre inizia anche a piovere AGHHH!!! , il fascino del clima inglese. Acquisto bombolette d'aria per eventuali forature, e faccio fare la pressione alle ruote affidandomi della loro unità di misura. Rientro sotto la pioggia battente cercando di non sbalgliare strada , cosa che, stranamente, mi riesce.
Dopo una sana doccia un po’ di relax e si fa il punto della situazione. Il brieffing era al centro benessere ( venerdì ore 18.30/ 19.00) Esporta anche se loro non ne sapevano niente o per lo meno lo sapevano in pochi , mentre la tenda poteva essere posizionata alla Frayser school dalle 21,00 . Poi c'era da risolvere il problema colazione , l'hotel ci aveva già confermato la possibilità di effettuare quest'ultima alle 4,00 a.m. ma non avevano la materia prima per il mio stomaco . Le possibilità erano quindi 2 , o trovavo della pasta cotta e sottovuoto al supermarket o chiedevo al ristorante italiano esperto in compleanni se mi vendevano un take away e non ultimo rimaneva il problema vettura .
Un passo alla volta , stop al bureau per info Rent a Car. L'omino di turno dietro al banco molto gentilmente cerca tra i numeri e chiama mister X chiedendo informazioni. In quattro e quattr'otto noleggiamo una vettura fino a lunedì mattina ore 11,00/11,30 al prezzo di 105 sterline. Mister X chiede il numero di stanza e ci avverte che ci passerà a prendere l'indomani mattina , e un problema è risolto . Passiamo all'Esporta Club dove ci confermano che il briefing si terrà il giorno dopo al piano di sopra . Una capatina al ristorante Happy Bithday dove Hamilton in persona ci conferma che possiamo fare il take away e Broom broom broom prendiamo il taxy con direzione centro per una cena in un ristorante ancora da decidere .
- Dunque, questa è la via dei ristoranti ... il cinese no , il giapponese no, questo no perchè appena mettiamo il naso dentro vogliono 50 sterline per farci sedere , il turko no , l'ubzeko no, l'italiano no, il parrucchiere no ( chissà cosa ci faceva nella via dei ristoranti mi chiedo) , comunque tutti no. In quella via niente ci attirava . Nell'attesa della decisione prendiamo un aperitivo,caffè o non so cosa in un bar pizzeria e quant'altro dove decidiamo , tra una considerazione e l'altra, di andare nel pub inglese tipico visto che servono anche cibarie . Un locale arredato in stile legnoso con tavoli bassi rispetto alle sedie, le istruzioni sul funzionamento le impariamo a nostre spese capendo tutto dopo un venti minuti se non trenta ( come da descrizione riportata in precedenza). Una bistecca di manzo con patate che in realtà vengono sostituite da verdura o forse da niente , non ricordo, una solita coca cola ed un caffè espresso giusto per non perdere le sane abitudine . Chiacchere su chiacchere prima del taxy come back , un po di internet e relax .
Il momento tanto atteso e, al contempo, temuto si stava avvicinando a passi da gigante e la tensione cominciava a premere su di me anche se cercavo di fare lo gnorri non dandole soddisfazione.
Ancora riuscivo a dormire anche se da quella notte in camera il caldo era diventato pressante, la gola si seccava spesso dandoti la sveglia per bere , solo qualche giorno dopo si seppe che Elena aveva paciugato di nascosto nel termostato del climatizzatore mettendo l'intero pianeta a rischio di scioglimento dei ghiacci al polo.
Tra due litri di sudore e tre litri di altro sudore la mattina arriva accogliendoci con la consueta colazione dell'Holiday Inn Express .
Alle ore 10,00 in punto viene a ritirarci l'indiano/pakistano uomo del noleggio che ci accompagna molto gentilmente nel suo mega ufficio ricavato in un container posizionato a fianco della concessionaria Ford. Ci assegna una Peugeot 207 nuova di pacca con tutte le sue cosine a posto , vuole i soldini subito e mi blocca un 50 sterline sulla carta di credito come cauzione di sicurezza.
Dopo averci avvertito che c'è poca benzina e che la dobbiamo riconsegnare con poca benzina, mi metto alla guida rovesciata con direzione iper per carico acqua e acquisto di qualche altra cosa , esempio banane , esempio barrette altro esempio ...non ricordo. L'autonomia della Peugeot segna 110 km, più che sufficenti per il nostro uso dell'auto . Sterline risparmiate e non fa male. A commesse fatte, dopo per l'ennesimo tentativo di entrare dalla parte del passeggero c'è il come back all'hotel. Ad attendermi c'era la signora tensione che con un sorriso a tutti denti mi ricordava il count down . La necessità di rilassamenteo passava da una visita con borsa piscina all'Esporta dove in un mega impianto natatorio 3 corsie piu una piu larga da 25 mt sbraccio molto rilassatamente per una 40ina di vasche . Elena da parte sua , in assenza da sport dal giorno in cui il Signore diede le tavole a Mosè , ne conta 30 rischiando di far scendere la neve sulla cittadina. Intanto che sono lì decido di sciropparmi anche qualche doccia calda cromoterapeutica ed un paio di giri di vasca idromassaggio chiedendomi, nel mentre, se mi avrebbe fatto bene o se mi avrebbe sfiancato. Ad onor del vero il fatto che potesse stancarmi non mi dava più fastidio di tanto ..... magari stanotte dormo , mi dissi.
Ennesimo , e buono , Mac Donald prima di un sano relax.
L'ora di preparare tutto l'armamentario era giunta , la tensione si appoggiava sulle spalle non preoccupandosi più di non pesare eccessivamente. Con la massima attenzione possibile comincio a separare ciò che penso mi possa servire da ciò che ritengo inutile. Bici , vestiario , scarpe muta , ricambi tecnici e vestiari , cibo integratori e quant'altro tutto accantonato in un angolo in modo da non rischiare di dimenticare qualcosa . La bici si dichiara pronta , anche se nutro qualche dubbio sul mio lavoro allo sterzo , io mi dichiaro pronto e lo faccio anche per non influire negativamente sulla bici. Spiego a Elena come funzionano gli integratori , poca roba , enervit R1 / R2 / carboidrati in gel /barrette "taccone" al cioccolato e potassio-magnesio. Panini prosciutto e nutella sono già di sua conoscenza . Il passo successivo è alloggiare tutto nel bagagliaio della peugeot 208 stando attenti a non fare graffi con la bicicletta che sarebbero pesati sul bilanco economio dell'avventura inglese.
Bump bump bump ... il cuore diceva già la sua e la mente cominciava a viaggiare nei meandri dell'imminente fatica .
Cena anticipata per poter prendere parte al briefing e ottemperare alla preparazione della postazione ufficiale sul campo gara. Alle 18 e qualche spiccio entriamo nel ristorante happy birthday dove con calma calma mi “scofano” un piattone di pasta più una pizza facendo una buona base di carboidrati. Mentre mangiamo ordiniamo anche la colazione , penne all'olio servite in un ottima vaschetta da viaggio che portiamo nel frigorifero della sala colazioni dell'hotel prima di appropinquiarci al briefing .
Raggiungiamo la sala briefing, primo piano dell'Esporta, che troviamo ripiena di gente . E' già iniziato ma non fa una gran differenza visto che capiamo , io un parola su 10, Elena 5 su 10, in quanto Steve parla a velocità supersonica. Ogni tanto la massa ride ...... gran battuta questa, commento tra me e me pur essendo tra le nove parole che non capivo . Steve specifica qualcosa su di un semaforo nel percorso gara ...... capisco Stop , Start, green , bike , feet e qualche altra parola ma non metto insieme la frase . Lo stesso fa Elena anche se lei ha capito and , gulp, cip ciap , cosi sia , amen e va in pace . Per non saper ne leggere ne scrivere, vado da Steve e gli chiedo se ha un briefing scritto motivando la mia difficoltà nel capire il loro parlato veloce. Steve si mostra ancora una volta stra gentile e mi mette a disposizione il suo collega che, molto tranquillamente ci spiega tutto quello che vogliamo sapere compreso il p greco mezzi e il perchè 2x2=5 solo se stai sul lato destro.
Facezie a parte sopraggiunge il momento della preparazione postazione ufficiale. A cavallo della simpatica Peugeottina, mantenendo rigorosamente la sx , raggiungiamo il campo base mentre la luce esterna va a farsi benedire .
Il montaggio della tenda avviene in modo che rasenta le perfezione da lontano. Lei , la tenda, ci fa capire di essere ben stabile e di non rischiare di essere spazzata via dal vento. Stiviamo le vettovaglie e alcune cose tecniche nella tenda la personalizziamo con il vessillo di Amref (sempre al mio seguito) ci facciamo scattare una foto per i posteri e prendiamo la direzione parcheggio mentre scatto qualche foto e..... guardo,entrando, quella zona che mi accoglierà per numerose volte nei giorni seguenti. Respiro ogni singola sensazione che scaturisce dall'osservare quel luogo mentre i click della macchina fotografica si rincorrono quasi come se giocassero a prendersi l'un con l'altro .
Tento nuovamente di salire dal lato passeggero poi mi ravvedo guidando fino all'hotel.
Camera 118, climatizzatore (manomesso da Elena) che soffia aria a 41° e mezzo ; giusto il tempo di prepararmi da nanna e sono già disteso sul letto a cercare il relax che, so benissimo, non arriverà neanche dopo la doppia camomilla preparata da Elena.
Ripasso mentalmente , tutto è a posto e tutto è pronto , anche io lo sono nonostante quei punti interrogativi che continuano a ballarmi intorno. il nuoto , la bici , la corsa ....chissà dove saranno gli ostacoli maggiori ... nel sonno, nell'indolenzimento della schiena , nella fatica muscolare nel .... ? boh Andrea, boh .......
Comincio ad estraniarmi da tutto ed entrare profondamente in quella sensazione pre gara interrotta di tanto in tanto dall'arrivo di qualche sms di in bocca al lupo , alcuni più caldi e coloriti , alcuni più freddi, non importa lego e assimilo il più bello lo avevo già ricevuto in mattinata da Giuly : " stai attento e torna vincitore perchè sei il migliore".
Il tempo di "buonanotte Elena" e non c'è più niente , il mio corpo steso e rilassato sul letto , il mio respiro profondo , il cuore teso con i suoi Bump Bump regolari e ben scanditi e i viaggi pindarici della mia mente . Sono nel labirinto e so che non ne uscirò prima della mattina seguente ... la mente come al solito gareggia già , proponendosi varie ipotesi sulle soste , riposi , cibo cercando di immaginare le reazioni affrontando distanze mai affrontate ...... in camera è caldo e mentre "corro" continuo a scoprirmi ricoprirmi , tirare una gamba fuori , rimetterla dentro ...... poi ogni tanto la mente interviene, stoppa il tutto e impone a Pelo il non pensiero assoluto per dormire un po'. 30 secondi ,forse, e sono già ripartito per la mia competizione . Pazienza Andrea , pazienza.
I voli pindarici vanno avanti fino alle 3,30 ora in cui la suoneria a “zaccola” (anatra in italiano) mi annuncia l'arrivo dell'ora X.
e' incredibile di come basti un attimo per cambiare le cose, pochi attimi prima non vedevo l'ora che arrivasse il suono della sveglia per alzarmi perchè non n potevo più di stare a letto senza dormire , mentre in quel momento non mi sarei alzato neanche se mi avessero pagato a suon di monete d'oro . Non so se paura o solo voglia di dormire un po’ ... so solo che ho ritardato il suono della sveglia concedendomi altri 10 veloci ma interminabili minuti .
Al secondo richiamo della “zaccola” mi sento deciso, pronto e in voglia di iniziare la faticosa sfida . In 10 minuti d'orologio sono lavato, vestito e pronto per la colazione . Mi sento lo sguardo fisso nel vuoto accompagnato da un respiro quasi pesante da fare , un po’ come sentire la fatica muscolare nello spingere fuori l'aria e poi riacciuffarla ..... la solita sensazione in fondo . Eseguo le operazioni del pre come fossi un automa , parlando , un po’ avaramente (nel senso che dico poco) con Elena . Il mio piatto di pasta mi attende in condizioni ancora notevoli .... non è fumante ma non si può chiedere la luna . Mangio mentre Elena mi prepara qualcos'altro , non ci giurerei ma credo fette di pane tostato e qualche brioches-ina. Bevo la solita bevanda gusto cioccolato e dopo essermi detto si,no , si ,no,si , no, no e no alla fine propendo per il si e mi mangio anche uno yogurt.
Non ho più nulla da chiedere alla colazione , mi sento gli occhi come un gufo , mi mancano quelle 5/6 ore di sonno ....te ne accorgerai domattina Pelo , mi dico sadicamente e arrabbiatamente con me stesso. Ci inpeugeottiamo e dirigiamo il muso verso il quartier generale Triple. Fuori è buio e freddo. Per l'occasione indosso t-shirt Amref, felpona e beretta Surfing Shop pantaloncini running corti e svolazzanti più gambali Surfing , sembro un po una zoccolona sportiva con calze autoreggenti ma va bene .
Operazioni di arrivo scarico e posizionamento bici (alla quale devo aggiungere una luce posteriore su richiesta organizzazione) veloci. Più o meno alle 4.45 tutto era pronto , anche io lo ero , il dentro me lo comunicava. Mangio una banana in tranquillità davanti alla tenda base del Team Surfing Shop-Amref .
La mia tenuta da puttanella con reggicalze comincia a fare fresco , manca ormai meno di un ora al via. Incrocio Steve chiedo ed ottengo il permesso di entrare nello stabile piscina . Seguito da Elena con macchina fotografica e qualche borsa faccio la mia entrata . L'aria e schifosamente calda e straumida. Uso i servizi visto che la pipì nella muta/in vasca non è permessa poi comincio a togliermi gli indumenti di dosso . Foto con faccia tesa e via anche la t shirt ufficiale Amref.
La prassi vestizione muta prevede la completa unzione con non so quanti "laffi" di vaselina profumata del Minnesota. me ne spalmo a quintali per essere sicuro che la muta si sistemi a dovere non creandomi nessun impedimento e mi stra ungo il collo per evitare le abrasioni . Indosso la parte sotto poi dopo 5 minuti concludo la vestizione proprio mentre Steve inizia a dare il buongiorno al microfono ed a presentare la gara. In corsia nr 1 ( traduco , lui non ha detto così) ....... mi giro di spalle e mi faccio sigillare dentro alla membrana gommosa da Elena . In corsia nr.05 dall'Italia Andrea di Giorgio . BUM BUM BUM BUM ...... giusto il tempo di abbracciare e dare un bacio ad Elena ungendola completamente afferrare i miei integratori e mi dirigo a bordo vasca . Noto che tutti gli atleti sono dotati di cassttine tecniche con multiborracce colorate barrette e quant'altro , io mi presento con una bottiglia da 1,5 l di bevanda magnesio/potassio ( ho paura del crampi al polpaccio) e due gel di carboidrati inseriti in uno squallido sacchetto ...quelli della verdura del supermercato ..... con l'adesivo bianco pitturato da Elena con il mio nome e numero come da regolamento. appoggio a bordo vasca , faccio finta di niente .
Guardo la piscina ...piccola anche nelle corsie con delimitazioni tipo piscine estive negli alberghi degli anni 70 . caldo irrespirabile nell'aria , mi butto in acqua , è più fresca ma calda anch'essa, faccio due bracciate fino a metà e ritorno . Mi crogiolo un po rimanendo sotto il pelo dell'acqua , sistemo la muta e faccio altre due bracciate poi tutti a bordo piscina . L'atleta a fianco me mi dice che devo fare io l'andatura , lo guardo bene e gli dico : -non scherziamo , vai tu" lui è il vincitore dello scorso anno nel doppio ironman (lo imparerò poi).
Giusto il tempo di osservare la tribuna di fare un cenno di tutto ok ad Elena e il segnale del via si diffonde nell'aria . Parte lui ..... parto io ... parte il terzo . Per un paio di vasche non vedo il quarto della corsia poi di colpo arriva , forse era al cagodromo , o forse chissà!!! Cagodromo o meno la gara è iniziata, il cuore attenua il rumore del suo battito e la mente si concentra sulla prima frazione cercando di assorbire subito le sensazioni e sopratutto non allontanandosi più di tanto da quello che il corpo stava facendo , dovevo contare le vasche per rispettare i piani che mi ero imposto e per essere sempre coscente su quanto avevo fatto e sopratutto quanto mancava alla fine del primo step.
La prima sensazione negativa arriva alla fine della prima vasca , la parte finale della piscina è molto piu fonda e trasmette al fisico la sensazione della frenata facendoti sentire maggiormente la fatica ad ogni passaggio.
Opto per non contare tutte le 456 vasche ma dimezzarle contando solo il passaggio alla base di partenza. Dopo appena 4/5 vasche mister 1 mi tocca il piede , alla virata (capriola vietata) mi sposto e lo lascio passare lui ringrazie e la sua testa si immerge sotto l'acqua riprendendo il ritmo . sarà così fino alla fine , ogni 4,5 6 vasche lui mi passava e ringraziava . Io facevo così con gli altri della mia vasca , il piu lento me lo trovavo davanti abbastanza spesso ma riuscivo a sorpassarlo anche nuotando l'altro lo raggiungevo toccavo il piede e mi faceva passare molto amichevolmente. Anche la direzione natatoria era inversa all'italiana . Scivolo tranquillamente nuotando il più lungo possibile senza metere sotto sforzo i muscoli , ascolto il rumore delle bracciate nell'acqua che mi da il ritmo , le gambe .... faccio finta di non averle , le uso solo per spingermi alla virata . imparo ben presto che, specialmente dalla parte base dove l'acqua è molto bassa, riesco a risparmiare delle bracciate e della fatica con una buona spinta subacquea senza andare a forzare i polmoni nella trattenuta del fiato . Bracciata dopo bracciata comincio a sentirmi come una pallina da ping pong che viene rimandata da una parte all'altra in continuazione. Noto più volte nr.4 ( l'ultimo della corsia) in ginocchio per terra dal lato base ( lui è molto alto e l'acqua così bassa lo mette in difficoltà nelle virate). Vasca dopo vasca il primo km se ne va , il secondo pure , mentalmente "navigo" verso la prima sosta-reintegro programmata ai 3000 mt. La sosta , circa 30 secondi, prevedeva le seguenti attività : tracanno a collo bottiglia di potassio e magnesio mentre gli occhi cercano i giudici che mi confermano i 3000 metri fatti . Chiudo la bottiglia di acqua contraffatta e mi immergo un paio di volte sott'acqua avendo cura di tenere il collo aperto in modo che riemergendo la muta incameri acqua "fresca" , quella dentro dopo qualche vasca diventa brodo . Fatto questo passo le mani sul corpo spingendo l'acqua fresca alle gambe e riparto riacquisendo il mio ritmo costante . Il traguardo adesso è spostato a 5000 metri poi ci saranno 6500m 8000m, 9000 (decido di bere un po di meno per non finire la bevanda e dover perdere tempo a farmene portare ancora da Elena) , 10000,10500,11000 e a 11.400 metri fuori dall'acqua. Ad ogni sosta la prassi era la stessa , bere , giudice ,rinfresco aggiungendo ai 5000 ed 8000, l'assunzione di carboidrati in gel. Alla sosta dei 6500 metri mi sento di amare Steve che passando con un secchio verde in mano mi chiede se voglio dell'acqua fredda nella muta. Giusto il tempo di girarmi allargare il collo della muta che sento un fiume , veramente fresco, riempirmi la muta riportandomi a temperature consone. E' stata come una ricarica da 200 al cellulare .... fantastica .... smetto di amare Steve all'istante (sono il solito stronzo) e mi riavvio . Oltre al fatto che era l'ultima sosta programmata posso asserire che il momento più bello è stato quando alla sosta ultima bevuta veloce degli 11.000 metri il giudice mi comunica che ne ho fatti 11150 ...AAAHHH che spettacolo , è fantastico sbagliare a proprio favore . Sorrido e mi getto a capofitto nelle ultime 10 vasche aumentando anche il ritmo . Mi alzo in piedi all'ultimo tocco vasca tolgo cuffia , occhialini e salto fuori dall'acqua , stanco ma non ammazzato il primo step era concluso. Osservo la piscina, mentre prendo la via di uscita con Steve che mi incoraggia e mi segue, mi sembra molto affollata . seguendo la passerella riesco a sbagliare due volte il percorso per l'arrivo in zona cambio , Steve mi corregge e , secondo me pensa che sia veramente tonto. Arrivo in zona cambio con la muta già calata e , prima di entrare nella capanna vestizione vedo Elena che mi incoraggia informandomi della mia 2° posizione . SECONDO ....cazzo Pelo SECONDO sorrido , mi gonfio anche un po , e , non capendo bene se ho freddo o meno ...ormai la testa era impegnata in altre emozioni, mi infilo dentro alla capanna accompagnato dal socio di Steve che si preoccupa di sapere come sto e se va tutto bene . Dentro alla capanna con tranquillità afferro la mia borsa-bike ben contrassegnate dall'etichetta "nr. 18 Pelo" e mi vesto a puntino per l'avventura in bici . Per non sapere ne leggere ne scrivere indosso anche il giubbotto antivento a maniche lunghe in modo da non prendere freddo almeno fino a quando non inizierò a sudare e si "asciugheranno" i residui della piscina . Accompagnato dal tifo afferro la bici e parto accompagnandola a piedi alla ricerca della linea di fine zona cambio . L'amico di Steve mi avvisa che posso salire subito e seguo il consiglio . Due secondi dopo un altra urlo mi dice " left" .... ach!!! l'inghilterra .... penso infilandomi nella corsia corretta.
Il percorso ciclistico: all'uscita della scuola si girava subito a dx e poi dopo 100 mt ancora destra dove si affrontava una salitina cortantipatica , svalico veloce e via a randa in discesa fino all'incrocio con lo stradone principale . Svolta a sx controllata dal personale di gara che si preoccupava di fermare i ciclisti quando sopraggiungevano le auto a velocità decisa . Leggero dosso di qualche centinaia di metri e poi discesa per 1,5 km dove si poteva spingere al massimo . La strada proseguiva con ondulazioni fino a giungere ad una rotonda dove , girando a dx si abbandonava lo stradone . Di li al giro boa si attraversavano un paio di paesini , un paio di curvoni veloci fatti in un senso e tranquilli nell'altro. Pendenza della strada sempre variabile . Il giro boa era creato in una rotonda e si riusciva a prendere a velocità decente anche se era meglio controllarla per via dei sassolini e per non errare la traiettoria che ti costringeva a frenare per non sbattere nel muretto del marciapiede. Il ritorno era fatto nella stessa strada fino all'incrocio di immissione nello stradone (dopo la salita). si proseguiva dritto , si prendeva una strada in leggera discesa , si saltava una rotonda e al semaforo ( il famoso semaforo tanto citato nel briefing) si girava a sx immettendosi nella strada della scuola che arrivava dopo 200 metri sulla sx . Uno stradellino diviso dai birilli ti portava alla zona centrale della competizione, qui si percorreva un cerchio , dove si poteva bere dall'organizzazione o bere e mangiare dai propri assistenti, poi via per affrontare un nuovo giro.
Totale giri da portare a termine 24 , km da percorrere 540 ( in realtà 550 o quasi).
arrivato nello stradone assumo la posizione crono disteso sulla prolunga , la sensazione ciclistica è alquato sgradevole , la bicicletta va da tutte le parti meno che seguire il filo dritto .
Ragiono , ipotizzo
A: anche se non mi sembra al 100% ho stretto troppo il manubrio Soluzione: fermarsi sotto la tenda tecnica
B: è colpa del vento laterale. Soluzione nessuna speriamo che passi
C: l'asfalto rugoso devia la direzione della ruota. Soluzione: chiamo la Moviter Strade ance se non penso riesca a modificarlo in tempo
D: sono più stanco di quello che penso e non riesco a tenere il manubrio. Soluzione a) tener duro - b) dormire
E: In realtà vado dritto ma sogni di andare a zonzo. Soluzione : svegliarsi .
Immerso nei pensieri di questo primo problema ciclistico pedalo a buon ritmo fregandomene dei clacson delle auto che mi suonano dietro perchè occupo la sede stradale. Effettuo il primo giro di boa e mi rilancio per il ritorno ....niente da fare sono costretto a correggere in continuazione la bicicletta e questo mi impegna troppo sia a livello fisico che mentale in quanto sono costretto a stare sempre molto attento . Sentendo la bicicletta ballerina su tutto l'asse decido per un pit stop veloce a bordo strada , metto la mano sulla ruota dietro la muovo lateralmente ... balla o forse mi sembra fatto sta che apro il galletto blocca ruota ed lo trovo poco ma poco stretto. lo tiro a balestra e risalgo in bici , di fermarmi subito non ne avevo proprio voglia , i miei piani erano di effettuare la prima sosta al 200 km circa mica al primo giro .
Incrocio il primo .... bici da crono , ruote lenticolari , rumore di sottofondo possente , sguardo incazzato e sopratutto veloce ..... una macchina da guerra e così rimarrà fino alla fine . Le mie gambe girano il ritmo è quello giusto , termino il 1° giro , passo sorridendo e saluto tutti , Elena è presente all'inizio delle transenne , gli comunico i problemi alla bici e gli dico che va tutto bene .
Mi sono già tolto il giubbotto per evitare di sudare sette camice ma me lo sono poi anche rimesso per evitare di inzupparmi di pioggia presa nel primo giro dopo la metà dell'andata. Tratto di pioggia all'andata , tratto di pioggia al ritorno .... i primi giri meteorologicamente andavano così ed era tutto un metti togli togli metti di giubbotto con la fatica del vento laterale e della bici che non andava dritto .
Di fare la sosta per curare la bicicletta neanche parlarne , la mia mente non ne voleva proprio sapere continuava a pensare ai 200 km e continuava a faticare nel tenere la concentrazione per domare la bici . Il proseguo dei primi giri continuava tutto su quella linea ..... bici a slalom , pioggia e non pioggia , metti giubbotto e togli giubbotto e via andare . Ogni tanto lo sguardo si appoggiava sulle gambe che facevano egregiamente il loro lavoro , l'orecchio ascoltava lo scivolare dell'aria nei tratti in discesa ed entrava in simbiosi col rumore ritmico della pedalata . Pelo stava bene ..... ero ancora e tranquillamente secondo , la testa non aveva comunque pressioni di posizione e mi gustavo gli incroci con gli altri concorrenti nei quali venivo spesso incitato e guardato come si guardano gli atleti forti.... Gran bella sensazione . Sotto il profilo alimentare tutto girava bene , assumevo bevande alternando acqua a R2 ed ogni 2x4 (8 giusto per far capire che la matematica la so) una barretta , un carboidrato in gel.
Alla fine del 4° giro decido repentinamente che non potevo più sopportare di avere lo sterzo conciato in quella maniera , la cosa mi costava troppa fatica mentale e fisica ( la tensione muscolare braccia spalle che spendevo per tenere la bici dritta era troppo dispendiosa) da togliermi il "piacere" di pedalare. Comunico ad Elena di farmi trovare un panino nutella o prosciutto cotto non ricordo ...credo la seconda ..... faccio il mio giro mantenendo il passo impostato , non prendo pioggia visto che il cielo tende a schiarire e al rientro in al quartier generale con un gesto atletico degno del re degli anelli scendo dalla bici passandola al meccanico. La mia decisione è tale che gli dico il difetto della bici in lingua mista e lui capisce subito . Mi siedo con l'occhio al meccanico, verifico che ha capito ed ha proprio capito, mangio il panino che Elena mi ha preparato raccontandogli non so che cosa , probabilmente dico già parole alla rinfusa. Nel giro di un paio, traio di minuti tutto è pronto , faccio il carpiato a rovescio ed eccomi di nuovo in sella e pronto per tornare a calcare le strade .
Lo sterzo è ok e finalmente posso lasciare la libertà di vagare alla mia mente. Il compito alle gambe era già stato insignito , quello era e quello rimarrà fino alla fine ....pedalare, sempre e comunque pedalare ...anche a buon ritmo , fra l'altro. Km dopo km il tempo faceva il suo decorso senza lasciare grossi picchi di emozione , la fatica ancora sembrava gestibile , gli occhi ogni tanto scrutavano il conta km ma più che altro si erano fatti dei punti fissi di riferimento , il cartello pubblicitario stradale , le locandine dei giornali esposte davanti all'edicola, le rotonde , abbandono strada principale e giro boa , il curvone veloce in leggea discesa che prendevo in posizione crono , la capanna con i ragazzi dell'organizzazione , il semaforo e il quartier generale.
Per 4/5 giri vengo redarguito dall'uomo che controlla il traffico all'inserimento sullo stradone , da bravo somaro mi chiedevo il perchè avessi dovuto mettere i piedi per terra , fermandomi all'incrocio quando ero in gara. sarebbe più giusto fermare le auto ...... e allora le volte che arrivando vedvo la strada impegnata dal sopraggiungere di auto facevo la curva stretta andando in controsenso fino a quando non si liberava ( sono adulto in fondo , mi so destreggiare bene in queste manovre) ...... inutile dire che i ragazzi ( che avevano la responsabilità) emettevano dei suoni molto decisi e facevano ampi gesti . E' solo una questione temporanea poi, forse grazie anche alla stanchezza che arriva, decido di diventare ligio e seguire le regole.
Tra una pedalata e l'altra , un pensiero e l'altro, un incrocio con qualche altro concorrente il giorno stava lentamente ma anche velocemente ( dipendeva da che parte si guardava) passando e la sosta riposizionata ai 270 km circa si avvicinava. Elena era sempre presente ad ogni passaggio e sempre pronta a fornirmi quello che gli chiedevo , lei combatteva la sua stanchezza andando in tenda a riposarsi tra un passaggio e l'altro puntando la sveglia per non addormentarsi e saltare il passaggio , il ristoro liquidi dell'organizzazione era attivo ( ne ho approfittato un paio di volte per l'acqua , e gli organizzatori erano sempre presenti e pronti a darti un sostegno morale ed a incitarti . La minaccia pioggi era ormai sparita come da previsioni meteo mentre il vento.... lui no , continuava a rompere imperterrito .
Arrivo allo stop prefissato poco prima dell'imbrunire o all'imbrunire già iniziato .... non ho certezze sulla luce che gli occhi vedevano .... appoggio la bici e mi siedo sulla panchina e ,non pensandoci, faccio un errore. Mangio tre panini ben ripieni uno dietro l'altro riempiendo lo stomaco a puntino ....non si fa Pelo , non si fa. Tra un morso e l'altro qualche chiacchera con Elena che si sincera del mio stato mentale facendomi domande del tipo 2+2? di che colore è il sole? domenica lunedi e ? la radice quadrata di 6758493,5 ? il nome vulgaris dell'orchidea selvatica della malesia ? Una volta ingerito, bevuto, fatto rifornimento di liquidi rimonto in bici per iniziare la discesa ( dopo la metà mentalmente si scende). Lo speacker annuncia che riparte Andrea di Giorgio 2° in classifica , io mi stupisco di essere ancora secondo , credevo di aver perso la posizione a favore di qualche atleta che in bici mi aveva passato , così non era ...mi gonfio , meno lo stomaco che era già gonfio di suo e riparto ri-assegnando ordini al fisico. Non ricordo di preciso ma penso di aver indossato in quell'occasione il giubbotto arancione sottratto da una Kia Soul in concessionaria .
Sarà stato il freddo preso nella sosta , mettersi un giubbottino no?, sarà stato il freddo preso nel ripartire a stomaco pieno, fatto sta che dopo una decina di km pedalavo dritto come un fuso con la testa girata a dx lanciando conati di vomito sulla strada ..... non mi fermo neanche se mi pagano !!!!
Alla fine dello svuotamento conto ben 6 espulsioni e credo 4/5 "are you ok?" lanciati dai colleghi concorrenti che mi incrociano sul lato opposto della strada.
Finita la kermesse faccio il punto della situazione per capire come sto togliendomi , grazie all'ausilio della borraccia, il saporaccio dalla bocca. Mi sento abbastanza instranito dentro allo stomaco , la sensazione non è delle migliori , lo stomaco è molto contratto e inacidito .... i ruttini che ogni tanto mi vengono su bruciano. Meglio pedalare , mi dico , tornerò sulla situazione un po’ più avanti ....
La notte fa la sua entrata , le luci si accendono donando un fascino aggiungo alla competizione ....... col sibillio dell'aria che ti scivola sopra le orecchie incroci delle luci bianche che all'ultimo momento lasciano intravvedere la sagoma dell'atleta nascosta dentro al buio , percepisci il rumore silenzioso della pedalata in qualche caso il rombo soffocato della ruota lenticolare che ha sempre un gran fascino . La stanchezza aumenta a dismisura, non sono tanto le gambe a cedere ma la testa pressata dal sonno che si appoggia sempre sugli occhi. Non mangio ...il dato di fatto è quello dal 280 km circa non riesco più ad assumere niente se non liquidi .... ho provato con una barretta ma anche lei esce dalle vie superiori senza passare dal via . La testa comincia ad essere minata ..... mi dico in continuazione che se la cosa non cambia la benzina finirà e allora , caro il mio Andrea sarai costretto al ritiro e questo non si fa (ordine tassative!!!). La notte sarà un impresa dura , il freddo comincia a farsi pungente, arriveremo a 7/8°, io pedalo ancora in tenuta leggera più corpetto arancione. Cerco di distrarmi nell'osservare le luci degli altri, nel fare paragoni , pensavo di avere una super luce potente ed invece incrocio atleti le cui luci danno fastidio agli occhi dal gran che son potenti. altri hanno luci anche sul casco e nei raggi della ruota posteriore , luci colorate, che riportano la mente al luna park. Continuo imperterrito fino a quando il sonno si fa possente e capisco , in quell'istante era così, che è molto peggio del sonno mentre corri . La testa parte per la tangente , il pensiero si annienta e nasconde chissà dove , completamente assente , per un attimo, un secondo forse poi la bici sbanda perchè un braccio cede o non reagisce all'asfalto e di soprassalto rientri in te stesso, a volte anche impaurito. Riprendi un filo di concentrazione e il gioco di li a qualche minuto ri-inizia da capo . Sbuffo perchè non riesco ad incanalare il pensiero da qualche altra parte facendogli dimenticare il sonno, bevo soventemente e ancora non mangio . Alla fine di ogni giro mi dico , mi consiglio a volte , forse, mi obbligo di farne un altro per raggiungere l'obiettivo preposto che , fra l'altro , non ricordo neanche. Elena è sempre presente ad ogni giro , chiede come sto e continua imperterrita nell'ottimo svolgimento del suo importante ruolo. Ogni tanto sfrutto anche il ristoro dell'organizzazione . la posizione ..... non la so ma ormai è una cosa alla quale non penso più , la fatica , la situazione dello stomaco , il sonno hanno preso il sopravvento . Il ritmo è sicuramente calato e molto probabilmente ho perso qualche posizione . Di sicuro c'è la stanchezza e la sofferenza fisica mentale ma sapevo benissimo che il gioco era quello e la mente si rifugiava già in pensieri di gloria assaporando quelle sensazioni cacciando fuori i pensieri negativi . Erano già belle mentalmente, creavano già l'effetto oca sulla pelle ....figuriamoci il cosa sarebbe stato poi. Passo al quartier generale per l'ennesima volta , avviso Elena che mi fermerò il giro seguente per vestirmi e mangiare l'ultima busta di pasta residuata dalla gara di febbraio in Minnesota. Affronto i 23 km del giro sentendo meno la stanchezza e sicuramente con un ritmo più deciso . Quella era sosta importante , c'era un piatto di pasta calda da mangiare (chissà l'effetto !?!?!?)c'erano i vestiti , c'era il riposo , il ricaricare le pile che mi aspettava .... a dirla come va detta mi sentivo stanco , molto stanco. Vestito di tutto punto mi stendo sul lettino sotto la tenda medica assumendo la posizione del "morto" e chiudo gli occhi rimanendo con me stesso . Predispongo la mente nella posizione ricarica .... un po' come un cellulare quando viene connesso alla corrente e comincio ad assorbire energia .
Rimango lì circa un quarto d'ora circa , Elena aveva il compito del richiamo all'ordine.
Elena si presenta con la pasta fumante , mangio ...anche con gusto.... poi il programma prevederebbe il via ma .....cazzo ho freddo e sento ancora una gran stanchezza .... non ho neanche il tempo di parlare con la mente che sono sotto ad un altra tenda , più chiusa, steso per terra su di un materassino per un altro periodo di relax ......
- questo è per gentile concessione di me stesso! , mi ricordo per evitare di cadere nella pigrizia.
Me lo sfrutto vivendo tutti i secondi .... sembra lungo ma è infinitamente corto . Già finito ! si riparte . Salgo in sella , evitando lo stile "alla bersagliera" di Fantozzi per impedimenti atletici .
Non ricordo se 10 / 7 / 13 km fatti .... mi dipingo l'avanbraccio dx con quello che era la minestra riportando la mente alla catena conseguienzale niente benzina , meno prestazioni, ritiro forzato!!! Vado avanti , entro nell'oblio del "pre morte" ahahaha quello che sarà dal di lì alle luci dell'alba non ha un ricordo cronologico nella mia mente . Il ricordo primario è ....una fatica estrema ..... una sorta di assenza dal resto della vita e una mente impegnata ad impartire continui imput al corpo , non alle gambe, loro giravano in continuazione senza comunicare un affaticamento tale da dare una preoccupazione ma alla parte superiore completamente in possesso della stanchezza . Il sonno era diventato una cosa quasi insopportabile , gli occhi si lasciavano trascinare via da quella sensazione ..... accettavano l'invito portandosi dietro anche la testa che di tanto in tanto perdeva l'aiuto del collo per cadere verso il basso . Lo shock era tale da donare quell'attimo di effetto occhi sbarrati, breve , molto breve . Giusto il tempo di risentire quella dolce sensazione riappropriarsi degli occhi . A niente servivano le tre capsule di caffenina che avevo assunto .
E' difficile descrivere la fatica che provavo a tenere attivo quel mezzo corpo, le gambe pedalavano senza tregua sentendo solo un dolorino al ginocchio dx...ma pedalavano . E' una sensazione interna quasi devastante che ti gira dentro facendosi sentire di continuo , non la parcheggi , non la dimentichi , la vivi , la senti addosso affrontandola con la certezza che il prossimo traguardo fissato sta arrivando ..... perchè fra non molto la appoggeremo al cavalletto Andrea .
Di lì alla fine della bike ricordo qualche altro micro sonno, e un bel 15 km al buio per la fine della carica della batteria luci.
Poi la luce comincia ad apparire all'orizzonte e pian piano le lampade della bici diventano inutili .... è un bel momento per la testa, il giorno che arriva.... uno che è gia passato.
- sei avanti Andrea , quasi morto ma avanti.
Arranco per i giri successivi concedendomi qualche stop di ricarica che ha il potere di regalarmi il giro successivo a fionda prima di lasciare spazio allo stato di catalessi che torna a rapirmi .
Il fondo lo tocco al penultimo giro quando la stanchezza ...il sonno si fa tale da non riuscire più a stare in "piedi" sulla bici . Stra arranco fino al giro di boa disegnando improbabili traettorie sull'asfalto indi, sotto gli occhi attoniti dei ragazzi addetti al controllo , appoggio la mia fida Specialized ad un palo e avvicinatomi chiedo, quasi a mani giunte, un caffè o qualcosa di caldo. Il ragazzo mi risponde che l'unica cosa che mi possono fare è un the caldo . Accetto di buon grado, ringrazio .... non mi prostro perchè ho paura di non rialzarmi, mi siedo in una sedia sdraio e chiudo gli occhi . Dopo avermi chiesto se sto bene accende il fornello da campo e mette su l'acqua . Nel giro di 3/4 minuti ho in mano una tazza, secondo me da litro, di the al latte bollente . Tenendola ben stretta con le due mani sorseggio velocemente , ma non troppo, la bevanda sentendola scendere fino allo stomaco , gli occhi rimangono chiusi il maggior tempo possibile .
Ringrazio e ri-ringrazio per la grande cortesia e mi rimetto in bici ....vai Pelo, vai a chiudere la frazione . Passo dal giro boa a velocità più allegra del solito saluto Elena dicendogli che inizio l'ultimo , anche se sicuramente lo sapeva già e mi "irrando" sul percorso salutando tutti i miei punti di riferimento . Forte di avere ormai raggiunto anche questo traguardo mi predispongo mentalmente ad affrontare la corsa
- ne manca 1 su 3 ..... cosa vuoi che sia !
L'unico neo rimane quello del cibo del rigetto automatico .
Scendo dalla bici accompagnato dagli applausi della gente , sesto, settimo non so ...... , entro nella tenda mi cambio ..... costume , body, berretto , scarpe e via verso l'ultima frazione . Passo da Elena che mi da un panino prosciuttato , credo, saluto cortesemente avviandomi di buon passo . Cammino fino alla fine del lavoro di mandibola poi parto di corsetta controllata ..... non sono freschissimo , i movimenti sono un po’ meccanici e forzati , ma questo ci stava . Mi dispiaceva invece per il ginocchio destro che ripresentava il dolore accusato in Minnesota (acutizzatosi già in bicicletta) limitandomi l'escursione della parte posteriore della gamba. A corsa così, scopro, dopo 200 metri che la diabolica stradina nel bosco vista nelle foto si effettuava in salita . 7/8 gradini fatti di trochi (tattica di salita a mo di zoppetto con gamba sx avanti e destra che segue senza passare avanti)che portavano dentro al boschetto , salita ignorante da fare 63 volte .... ma si , ti tiene sveglio Andrea. Il passaggio dentro al bosco non era paricolarmente impegnativo, qualche leggero su e giù un pelo di attenzione ai sassi e alle indicazioni ben posizionate . qualche centinaia di metri azzardo un 600/700 e si arrivava all'uscita dove marcavano il tuo passaggio su un foglio contare i passaggi . Curva a U larga e ci ritrovava sul marciapiede/ciclabile ondulato con stradone sulla sx e giardino erboso sulla dx. A fine giardino si riattraversava l'incrocio e si faceva rientro nel complesso della scuola ..... meno 1 Andrea , ancora 62 giri.
Memore dell'esperienza del doppio ironman e in considerazione del fatto che ce n'era uno in più avevo optato per una partenza tranquilla. La prima lotta da affrontare era quella alimentare che consisteva , più precisamente, nel non fare uscire il panino che mi ero mangiato al cambio. La lotta non fu tanto violenta e dopo qualche tentativo ebbi la vittoria sul bolo (ex panino). La mente ebbe una gran sferzata di positivismo e da quel momento ricominciai tranquillamente ad assumere sostanze ... a tratti anche al limite del doping ( vedi patate fritte). Il clima si era fatto gradevole e si correva tranquillamente col body senza bisogno di doversi coprire , il sonno pesava sempre , tentai la soluzione violenta assumendo 1 anzi 2 pastiglie di caffeina (no doping) che poi diventarono 3 nel giro di poco .... la testa cadeva ... facciamo 4 e non se ne parla più . L'attesa dei venti minuti che mi dicevo servissero per far effetto fu vana la situazione peggiorava.
Decisi così di agire per vie brusche inanellando una serie di giri a ritmo impegnativo che mi obbligavano ad impegnare la mente per tenere la cadenza e per ordinare al fisico di tenere quel passo .
Non so quanti ...tre , quattro , poi mi concedevo un giro più tranquillo con dei tratti camminati poi via ancora con qualche giro più forte e così cercavo di imbadarellare io in modo da allontanare il sonno . Ad ogni passaggio prendevo qualcosa da bere o da mangiare , dicevo due parole ad Elena che era il mio punto di riferimento ogni volta che entravo nel piazzale .
Non ricordo bene l'andamento dei giri , le andature di corsa e i fatti che accadevano a che giro erano accaduti, ma posso dire che il ginocchio peggiorava col passare del tempo gonfiandosi e diminuendo il suo arco di movimento, la mente lavorava per dividere in traguardi 3 da 21 giri , sottotraguardi 10 giri e sottosottotraguardi 5 giri cercando di sfuggire alla conversione km che fino ad un certo punto faceva male alle gambe . Il sonno con le ore più calde, specialmente, si fece veramente impressionante e mi capitava di sentire cedere una gamba nell'appoggio oppure la testa . Questo succedeva , sopratutto , quando ero nella direzione del ritorno , fuori dal bosco con il sole che mi stava addosso quasi avvolgendomi come una coperta . Era necessario attuare il piano igsylon che prevedeva l'attuazione dei microsonni così ogni qualche giro , un po come era successo nella frazione bike , quando mi trovavo a passare a fianco al prato verde , sulla via del ritorno podistico, abbandonavo il cemento e mi stendevo tra l'erba assumendo la posizione "morto" e concedendomi 2 massimo 3 minuti di relax puro .
Il piacere che si provava negli occhi era indescrivibile, un flash di assenza pur rimanendo presenti e le pile che si ricaricavano garantendomi energie per qualche giro .... che grande cosa il fisico umano .... non so quanti microsonni, so solo che era una gioia stendersi su quell'erba soffice ...... un po meno rispondere ai colleghi avversari che al passaggio mi chiedevano se era tutto a posto ....
tre parole non di più : relax , only relax !!!
Pian piano il tempo passava e anche i km sotto al mio passo cadenzato , a volte più veloce e leggero , a volte strascinato e lento .
Nel frattempo avevo fatto amicizia con i due ragazzi addetti all'attraversamento pedonale ; ad ogni passaggio (due ogni giro) oltre a chiamarmi per nome si preoccupavano della mia situazione chiedendomi sempre come stavo , come andava la corsa , quanto mi mancava , com'era il tempo in Italia e altro arrivando , nel corso della fredda notte che sarebbe arrivata ad offrirmi anche i guanti .
Ma era ancora caldo e il sonno si agirava sopra di me come un avvoltoio inoltre sentivo la necessita di fare respirare la pelle .
Tendezialmente, anche in questo caso , il mio abbigliamento preferito per questo tipo di gare è il body perchè grazie all'aderenza non sfrega ne capezzoli ne sotto ascella e non permette alle cosce di sfregarsi l'un con l'altra provocando poco simpatiche abrasioni . Niente problemi di vaselina creme o cerotti appiccicati. Era la prima volta che sentivo questa sensazione, la pelle si sentiva come fosse in una confezione sottovuoto . Mi toccai con mano , non avevo più sudore, il classico sudore che cola sottoforma di goccia , ma una patina densa in tutto il corpo ero come i vetri di un auto dopo giorni e giorni di parcheggio sotto ai pini .... , era come far passare un dito in mezzo ad acquerelli freschi in una tavolozza .....
Aria fresca Andrea , necessitava aria fresca ... un po' come l'acqua per un assetato .... aria fresca .
Nella testa avevo la regola che vieta ai triathleti di correre a torso nudo, una regola giusta probabilmente creata per non offendere il pudore di chi guarda e per una sorta di presentabilità degli atleti ( non so neanche cosa sto scrivendo) comunque regole o non regole la necessità si fece talmente forte che la mente fece il resto, senza offendere nessuno e senza dare spettacolo . Non so per quanti giri lo feci ma ogni volta che varcavo le scale d'entrata nel bosco , 10 metri dopo , mi abbassavo le spalle del body correndo a torso nudo fino a 70 metri dall'uscita punto in cui, con un abile mossa rinfilavo le spalline chiudendo la cerniera dietro .
Incredibile il beneficio che provavo a fare quell'azione , il fresco che percepivo era fantasticamente magico , rigenerante, era come dare da bere alla pelle e agiva da "svegliante" , anche se l'uscita dal bosco poi mi riportava alla realtà del sonno ma intanto avevo trovato una soluzione che mi dava l'imput di arrivare al giro dopo per godermi quei minuti di bella sensazione.
........il tempo passava , i giri al termine calavano, la conversione in km prendeva sembianze e la certezza che io quella sfida l'avrei vinta era ormai saldamente inchiodata a me . L'unica minaccia reale, oltre a varie ed eventuali, era il ginocchio dx che ormai aveva assunto dimensioni vergognose. A lui feci gli stessi discorsi che feci a lui ( recidivo) nel freddo del Minnesota .
I giochi mentali di calcoli , l'immaginazione di quello che sarebbe stato il concludere la gara , i saluti e le chiacchere con gli altri atleti , la gentilezza estrema dell'organizzazione mi traghettarono alla sera alla quale arrivai senza sonno . Nel corso del pomeriggio oltre a qualche lattina di pepsi cola, razione di energetico hi- 5 , biscottini salati , tre quattro sorsate di frappe gelido alla fragola di Steve ( gentilissimo nell'offrirmelo ad un passaggio) , due patatine fritte ( non credo che lo farò di nuovo ....dopo 1 km lo stomaco era piegato in due) e un hamburgher con sola carne non mangiai. L'hamburgher non lo avevo mai assunto in gara ma l'odore che mi entrava nel naso ad ogni conclusione di giro ( furbo l'omino del camion chiosco a mettersi sotto vento) era invitante in un modo talmente invitante che dopo qualche giro il mangiarlo diventò un obbligo per allietare la mente ....
- mi prendi un hamburgher senza salse Elena?
Non so se commentò la mia richiesta o esegui senza notare la stranezza dell'alimentazione fatto sta che alla fine del giro successivo ripartii con il tanto ambito panino tra le mani assumendo per qualche minuto le sembianze di Poldo triathleta .
L'esperienza fu comunque ripetuta una volta ancra prima di fine gara .
Elena per ingannare l'attesa , per farmi un po’ di compagnia e per vedere un po dove correvamo fece anche un paio di giri con me(era ammesso dal regolamento 1 ogni 5) di sicuro uno dei quali notturno ....credo .
Fino a quel momento c'era stato tutto .... mancava solo la cacca ...... non so a che ora di preciso , ricordo che era in corso la partita di Cricket nel campo che confinava con il boschetto , mi ritrovai a pensare che ancora non avevo avuto stimoli solidi .... a dire il vero non mi ricordo neanche dei liquidi ma mi sembra molto improbabile che sia andato avanti oltre un giorno senza fare pipì ...va beh , corricchiando per l'anello run, dicevo, mi venne in mente questo pensiero ...e dire che di roba , di intrugli , ne avevo fatti . Si, è vero in bici avevo vomitato parecchio ma vuoi che .... non sia rimasto niente niente dentro ? e poi tutto quello che avevo messo dentro dalla partenza a piedi ? Boh!!! vallo a capire il corpo umano , a volte si comporta stranamente quando viene messo alla frusta . Tralascio il pensiero finendo il giro e continuo, con fare semi-atletico.
Giusto il tempo di arrivare a metà del bosco che ....Tunk!!! .... è come se un sasso pesante dentro me si fosse appoggiato in fondo in fondo alla pancia . Spalanco gli occhi di colpo, tipo cartone animato, mi fermo rendendomi conto subito della criticità della situazione . Il blocco di cibo si era staccato di colpo dalle pareti dello stomaco ed era proprio appoggiato prima dell'uscita. Provo un attimo a correre ma rischio veramente .
- pazienza Andrea , cammini fino al quartier generale poi esegui l'operazione evacuazione .
Furono sufficienti 5 passi per capire che anche questa opzione era infattibile .
Concimare la natura era l'unica soluzione . Mi allontano un attimo dal percorso trovando il posto che ritenevo ideale dietro ad un albero dal largo fusto con vicino un cespuglio verde a larghe foglie (si può capire l'utilità)mi giro donando le spalle e il culo ( in senso figurato) al campo di cricket che era ad una 10 di metri da me . Faccio scendere il body ai piedi e mi rendo conto del problema principale ..... il ginocchio .
lui , più di qualche cm non si piegava,
lui faceva un gran male se si sentiva forzato
rimango in piedi a culo nudo e pisello fuori , dietro al fusto dell'albero e comunque tranquillo perchè dopo un giorno e mezzo di gara schiacciato tra due gambe che si muovono non avrebbe creato nessun "trauma" neanche ad una bimba di due anni e partorisco le ipotesi :
1) cacca in posizione quasi eretta a gambe larghe . Scartata per motivi igienici
2) cacca acrobatica . mi appoggio all'albero con una mano per mantenere l'equilibrio, vado giù piegando il ginocchio buono e mantengo dritta a squadra l'altra gamba . Trovato l'equilibrio abortisco la soluzione perchè mi rendo conto che sto già usando tutte le mie forze per il mantenimento della posizione e non ne ho per la spinta d'addome.
3) soluzione violenta . Due sospiri profondi e piegamento a piombo con forza cercando di non ascoltare il ginocchio. Il male è forte ma mi ci cimento promettendomi che farò una cosa veloce giusto per togliermi il peso principale e poter arrivare ai bagni correndo per finire il lavoro lasciato a mezzo .
Forse neanche un minuto ed estirpo il cespuglio, passo inosservato a qualche atleta che passa , mi ricompongo e parto con direzione bagni chimici . Una volta arrivato salto i primi tre per impraticabilità di campo ...... capisco la situazione ma, santa madonna un po’ di educazione..... il quarto non è indecente come gli altri e finisco l'opera pia offrendomi alla fine un acrobatico bidet che mi fa uscire con una parvenza di sensazione di pulito . Bello leggero riprendo la corsa , alzo gli occhi cerco il mio riferimento contraddistinto dalla felpa blu Surfing Shop , è là, puntuale come sempre, passo bevo qualcosa dico due cose giro la boa e chiudo un altro giro . La notte arriva portando con se qualcosa di positivo , sarà l'ultima , e qualcosa di negativo ...il freddo .
Già al calar delle luci cominciai ad avere l'esigenza di vestirmi così nell'ordine indossai la t shirt surfing tecnica sopra al body poi il giubbotto antivento sopra , poi tolsi la t shirt tecnica tenendo il giubbotto poi rimisi tutto aggiungendo la berretta ( più luce frontale). se avessi avuto un paio di guanti avrei indossato anche quelli . Come già scritto mi sono anche stati offerti dai ragazzi addetti al controllo incrocio ma ho avuto pietà e non ho approfittato .... sostavano infatti vestiti di tutto punto con piumino d'oca indossato beretta, guanti, sacco a pelo sulle spalle e in più dovevano stare fermi col passare dei giri avevano subito la metamorfsi vestiaria che trovavo in Elena al passaggio davanti alle tribune . Non passava giro che non scambiassi due chiacchere con loro , sia all'andata che al ritorno, si sono preoccupati ,sempre , di chiedere come stavo , se ero contento di come stavo andando , ironizzavano sul clima inglese più merdoso di quello italiano e varie ed eventuali che mi aiutavano a impegnare la mente uscendo dalla solitudine nel quale mi rifugiavo per impartirmi le direttive di lì a .... anche a 100 metri dopo.
Del sonno già dalle 18 circa più nessuna traccia , ero quasi allampanato ..... chissà forse le pastiglie di caffeina erano finalmente riuscite a trovare la strada.
Il passaggio nel boschetto ( la partita di cricket era finita) era caratterizzato da giochi di ombre e da sensazioni visive create dal fascio della luce frontale, necessitava di attenzione ma non era pericoloso , oltretutto l'organizzazione aveva ben pensato di evidenziare radici / passaggi con la vernice arancione rinfrangente rendendo più semplice il passaggio . All'uscita della pineta c'era il punto di controllo che spuntava il passaggio ....gli si diceva il numero e via andare ( eightteen dicevo ...nineteen ho avuto l'impressione di sentire più volte) . anche con loro avevo stretto amicizia anche se molto più fredda rispetto ai ragazzi dell'altro capo di percorso .
Della notte non ricordo tante cose , probabilmente ero assente ...presente con gli occhi ma assente con la testa o forse il ripetersi delle stesse cose, alla fine, faceva si che venissero accatastate tutte in un unico file mentale difficile da scindere in tanti passaggi .
Continuavo a girare a contando i giri che facevo e, positivamente, quelli che mancavano . Molto avidamente raccoglievo gli applausi che la gente mi tributava sentendomeli addosso come una coperta invernale.
Una notte così lunga ma in fondo così corta quando la luce cominciò pian piano ad arrivare all'orizzonte. ero passato attraverso di lei respirando il freddo , e l'umidità , giocando coi colori dei lampioni con le ombre del bosco e donandole il mio respiro , il rumore dei miei passi , costante e quasi stufoso.
Ero maledettamente vicino all'arrivo, l'aria che respiravo era già un altra come un altro era il mio sorriso che mi sentivo dentro . Il leone era lì, vivo e pronto a saltare addosso alla preda dopo averla attesa rimanendo in agguato per ore senza darsi per vinto . La luce dell'alba ormai illuminava la mia felicità; soddisfatto ,orgoglioso di me stesso .... 45 46 47 ore non importava le previsioni fatte in precedenza
Elena era sempre sveglia e ad ogni giro con qualcosa in più sopra per ripararsi dal freddo ... ormai era una montagna di indumenti .
Ad ogni passaggio riportavo il numero di giri fatti e lei me li confermava, giusto per essere sicuri di non fare errori, ma , nonostante questo , quando arrivai al giro nr. 61 ...due alla fine , il compare di Steve mi confermò......che avevo terminato il 59. E' stata come una badilata dietro alle ginocchia, penso di aver traballato mentre mi dissetavo al banco ristoro. Dopo aver asserito che ci doveva essere un errore....li avevo contati,sono sveglio e so contare .... e dopo aver sentito in risposta che non poteva esserci errore in quanto i giri erano rilevati dal chip siamo passati d'accordo ( il tutto era molto amichevole) di fare la prova del 9 chiedendo al controllo posto dalla parte opposta del giro quante volte ero passato . Quasi certo del mio conteggio, confermato da Elena, ho affrontato il giro con un più sprint per sentirmi dare una conferma .
Ivi giunto il ragazzo mi disse che ero passato 56 volte contando anche quel passaggio (il mio dubbio che ogni tanto capisse nineteen al posto di eighteen era confermato)..... tornai indietro con un po' di becco ma se dovevo farli li avrei fatti.
126 dovevano essere e 126 avrei fatto .
A fine giro dico al socio organizzatore che accetto i tre giri mancanti , chiedo a Elena di andare in tenda a prendere le bandiere che prenderò su l'ultimo giro .
Nel dirmi che le bandiere erano già nella postazione in tribuna mi dice che farà il penultimo giro insieme a me per festeggiare ... è una vittoria anche la sua ..... per poi attendermi all'arrivo con la macchina fotografica .
- 3 giri, vado di corsa , lenta ma di corsa .
Sarà il giro dei pensieri, il giro in cui la mia testa, sicura dell'imminente traguardo, si immerge in una profondità direttamente collegata al cuore.
Giusto il tempo di uscire dalla zona centrale .... la consapevolezza di quanto sto portando a termine mi invade completamente , mi proietto agli ultimi metri mentre arrivano già i brividi sulla pelle e la sensazione dell'occhio che diventa umido è già realtà . Netta la sensazione della pelle che tira seguendo gli angoli della bocca che si tendono vero l'alto dipingendo il sorriso sul mio volto stanco . Mi sento un grande , non mi vergogno a dirlo , ma non da solo ;
un pensiero a loro , ovunque essi siano ( e da qualche parte sono , lo sento) che dall'alto mi seguono (sicuramente con le mani sulla testa) aiutandomi ma sopratutto il pensiero principale e più forte è per Giuly che sicuramente sarà in pensiero per questo figlio così ... così .... così insomma
In attesa di un segnale che la tranquillizzi mentre, forte come una roccia, continua nella sua battaglia personale molto più impegnativa di un triplo ironman.
Il pensiero è profondo , molto profondo . Una sensazione intensa mi invade stringendomi e stringendo il mio cuore quasi come fosse tenuto tra due mani forti; emozionanti lacrime scendono dal mio viso mescolandosi al sorriso.
Emozioni, intense, profonde e benedettamente vere non credo ci sia fatica che non meriti di essere fatte se ti regala questo.
La vittoria è la nostra me lo dico e glielo dico col pensiero.
Esco dal bosco , faccio il mio pezzo camminato ( un po’ meno del solito) respiro profondamente inalando più aria possibile , riprendo a correre svalicando la pseudo collinetta e mi lancio verso ai miei amici dell'incrocio . Qualche altro pensiero, dispiacere per .... ma è così , le scelte , giuste o sbagliate che siano lasciano dentro dei segni ( almeno in me) ... dispiacere quindi ma, in quel momento c'è sete di gioia.
Allontano tutto, rido e scherzo con i ragazzi attraverso l'incrocio ed entro nella zona d'arrivo puntando gli occhi su dei cartelli gialli appesi che raccontano frasi ad effetto di personaggi famosi e di atleti.
Entro nel quartier generale sorridente a 34 denti giro la boa ed inizio il penultimo insieme ad Elena con la quale cammino chiaccherando , non cambia se vado straleggermente più lento , sono contento di farlo insieme di condividere quel momento . E' anche una sua vittoria,ripeto , improvvisatasi assistente nel giro di poco più di una settimana. Ignara di tutto quello che riguardava e comportava una gara del genere comportandosi, fra l'altro, in un modo veramente valido fornendomi un grande aiuto . Io la vedo e la sento così e sarei molto felice se questa sensazione fosse anche la sua. Sono quarto , o per lo meno ero quarto , me ne accorgo quando vedo un ragazzo che corre in senso contrario (segno dell'ultimo giro) quindi 5° ma per poco perche nel giro di poche centinaia di metri mi raggiunge lui l'atleta con l'orecchino che il mio sguardo mi aveva sempre raccontato come atleta forte . Grande sportivo sicuramente e me ne accorgo dal gesto al sorpasso.
Mi picchietta la schiena invitandomi ad andare con lui : follow me ! follow me ! Il suo passo di corsa è veloce e purtroppo il mio ginocchio non mi permette di neanche lontanamente la corsa a quel ritmo . Ringrazio .... Non ce la faccio , gli dico continuando il mio giro.
6° ... non nego che c'è in me delusione in quel momento , non perchè ho perso delle posizioni, sono sportivo e rispetto il valore degli avversari , ma per l'impossibilità di provare a lottare .
Nascondo la delusione chiaccherando con Elena ed dando direzioni diverse al pensiero.
- 1 .... inizia il giro a rovescio , ringrazio Elena per la compagnia e per la fornitura delle mie bandiere riprendo la corsa verso l'uscita .Prima di uscire incrocio Mr. Orecchino Nr. 4 che arriva .
Ci fermiamo , ci abbracciamo complimentandoci a vicenda .
Un abbraccio vero, tra due atleti che sanno di aver vinto la propria gara nel pieno rispetto delle regole e degli avversari , è Sport!
Esco dai recinti della scuola tutto immerso nei miei pensieri, pronto a prendermi le emozioni dell'arrivo ... decido che l'arrivo sarà oltrepassato con la divisa da giorno e cioè il body quindi mentalmente faccio la X nel punto in cui mi sarei tolto le divise sopra . Avanzo nel mio giro , il tanto atteso giro rovesciato felice ma anche un po’ no perchè tutte quelle emozioni sono in dirittura di arrivo. Pian piano incrocio tutti gli atleti che girano in senso giusto che si complimentano , chi a voce , chi con una stretta di mano chi con un abbraccio . Saluto l'uomo il lobo forato ,i tatuaggi e le catene sotto al bicipite mi ripeto che se lo vedessi di giorno forse avrei un po’ di timore e invece ..... un campione, sempre pronto ad incitarti ad ogni incrocio. Abbraccio tutti rido con tutti e non capisco quasi un cazzo di quello che dicono tutti , sento solo il "tributo di stima" che mi viene dedicato lo stesso che io ho dedicato agli altri . entro nel Boschetto saluto i ragazzi all'entrata ... i rei del 19 .... e mi godo il percorso a rovescio continuando negli incroci poi arrivo alla salita del diavolo che è diventata discesa ma viste le condizioni del ginocchio si rivela ancora più dura. Un occhiata , un saluto e l'affronto con qualche problema per capire il meccanismo meno doloroso ...poi mi mollo due passi a zampagalletto e sono giù .
Mi fermo un minutino per salutare e ringraziare i ragazzi dell'incrocio , la loro gentilezza , la loro disponibilità mi è rimasta impressa , attraverso la strada .... ci sono io , l'aria dal sapore magico , i pensieri che volano passando nella mia mente , ancora una volta i miei grazie a coloro che oggi sono nello stato di non materia , un veloce salto nel passato passato e nel passato recente , un segno di stizza ma io , adesso, sono li nel presente. Gli occhi.... gli occhi che mi regalano gioie visive, mi immetto nel "corridoio" che costeggia lo stabile della piscina ... gli occhi osservano per l'ultima volta le chiazze di liquidi , di carboidrati di alimenti gellosi schiacciate per terra. Macchie che ormai conoscevo a memoria e che automaticamente ad ogni passaggio evitavo di pestare creando immaginamente una sorta di percorso di guerra . E ancora i cartelli gialli con le frasi mi passano sotto le pupille ...sento la mente che li legge .... che aria si respira ....fresca briosa frizzante , terribilmente bella e terribilmente mia.
Entro nel piazzale d'arrivo , non sfugge neanche un cm ai miei occhi che si soffermano su un uomo posto nella curva finale che sbatte su di un cassonetto richiamando l'attenzione del compagno organizzatore di Steve . Sposto gli occhi immediatamente notando che lui parla e non ha sentito il richiamo . Rido pensando che arriverò senza essere accolto e mi stupisco di quanti pensieri riescono a passare nella mia mente in pochi secondi . Avanzo , il pubblico applaude , noto le prime mani allungarsi dalle transenne per il contatto con la mia , sorrisi e clamore eccheggiano dentro di me , bellissimo brusio , un altra botta di cassonetto mi distoglie dal mondo parallelo , gli occhi si girano automaticamente ...se n'è accorto .... verrò accolto come si deve . In un quasi attimo sono in body , giro la curva , l'arco finisher è lì e questa è la volta che lo vedo con la F maiuscola il passo non è veloce è al ritmo giusto per incamerare il più possibile quelle sensazioni , non ci sono occhi lucidi di commozione ma brillanti di felicità. Intravvedo Elena che scatta le foto mentre apro la bandiera di Amref , chiaramente al contrario, la oltrepasso , sento i click che mi inseguono e alzando le braccia attraverso quella magica linea...... TRIPLO IRONMAN ..... è una realtà ormai PELO TRIPLO IRONMAN un grande sigillo.
Dan mi attende con la medaglia che mi mette al collo , lo abbraccio ringraziandolo, gli occhi sono lucidi adesso , lo sento , ma li ricompongo in un attimo afferro orgoglioso la mia maglia di finisher e mi giro verso Elena con quella faccia lì ....da bambino peste con la berretta tirata giù che mi allarga le orecchie ... un Pierino insomma
Ho dentro anche questo traguardo e ho vinto , chiedo scusa per per la presunzione , da grande combattendo con delle avversità, anche create da mie ingenuità, che non avevo messo in conto ... oltre alla fatica, oltre alla fatica e dominando il dolore .... la testa , che immensa potenza .
Vado da Elena , non so di preciso le sue emozioni in quel momento , vedo che sorride e questo basta , la abbraccio e la bacio ringraziandola per la super assistenza , Rido, mi sento bene , molto meno stanco e acciaccato rispetto ad altre esperienze . Qualche foto davanti al cronometro con le bandiere , insieme con Dan al mio ginocchio che fa quasi paura.
Poi come se spinta da una leggera brezza quell'enfasi straordinaria viene pian piano come assorbita da me lasciandomi quella consapevolezza che ogni volta che verrà richiamata alla mente sarà capace di rifarmi sentire i brividi e donarmi quella patina lucida agli occhi. Così dopo aver indossato la felpa e stretto qualche mano .... si inizia a far su tutto quello che di nostro è rimasto nei dintorni ....
E'giunta l'ora di dormire di concedere il meritato riposo a noi. La Peugeot 207 è pronta ad ospitarci , tutti meno il casco nuovo , abbandonato per terra , e a riportarci in hotel dove chiedo un sacchetto di ghiaccio per dare refrigerio al ginocchio pallone.
Entrati in stanza lascio che sia Elena a fare la doccia mentre io mi stendo sul letto per l'operazione ghiaccio . Chiamo la Giuly ...tre squilli , quattro poi metto giù , sicuramente sta dormendo (c'è anche l'ora di differenza) ... tre minuti e mi chiama lei con la sua voce allegro-preoccupata . La rassicuro che tutto è andato bene, che mi sento molto soddisfatto e che sto bene .... è sempre una grande emozione la telefonata del dopo "impresa" . Saluti baci e nei minuti che ancora mi staccano dalla doccia mando qualche messaggio accorgendomi però di non riuscire fino in fondo. Mi addormento infatti spesse volte col telefono in mano ... e senza l'effetto dell' "andare a pesca" . Cado di botto nell'oblio. Arriva il mio turno della doccia , dolore alla pianta dei piedi quando tolgo le scarpe , le gambe risultano un attimino tiche e i primi passaggi dell'acqua mi risvegliano bruciori causati da abrasioni dei vestiti ..... poca roba comunque .
Lavato e asciugato mi infilo sotto al piumone , previste più o meno un paio di ore di sonno poi , ahimè, ci dobbiamo alzare per portare indietro l'auto .
Non sarà facile questo compito ma sotto il suono impietoso delle sveglie lo facciamo e poi, una volta scarrozzati all'albergo , facciamo la seconda parte .... forse c'è stata una veloce visita al Mac ma ad essere sincero non ricordo.
Si dorme fino alle 17 / 18 dritti come due fusi poi ancora in piedi , devo andare a recuperare il casco sarebbe il 2° nel giro di 3 settimane che perdo e non si può, Claudio (mi ha passato i caschi) non me lo perdonerebbe.
Il piano prevede viaggio con taxi senonchè mentre siamo al bureau entra una signora sulla 55ina tutta trafelata che ascolta le nostre richieste e , molto gentilmente, dice che lei deve andare alla scuola e che ci avrebbe fatto da taxy gratuitamente .
Ricazzo che gentilezza e cordialità questi inglesi , in Italia una cosa del genere non sarebbe successa.
Accettiamo e ringraziamo.
La signora sentendo il plurale precisa che può portare una sola persona così Elena riprende la via del riposo. Attendo il momento ipotizzando sul perchè poteva portare solo una persona :
- ha uno spyder/coupe forse
- varie ed eventuali
- è una maniaca sessuale e vuole approfittare di me ( casca male in quelle condizioni neanche se era Naomi Campbell..... forse)
andiamo , la signora possiede una Passat sw letteralmente invasa da oggetti vestiti e quant'altro e questo mi porta a pensare che non ha preso su Elena perchè non ne aveva voglia di stare ad ordinare la vettura.
Facciamo il nostro viaggetto , 10 minuti durante i quali dialogo con la signora facendo rabbrividire per il mio inglese.
Lei deve ritirare dei documenti , ha qualcosa a che fare con la competizione, e sparisce infilandosi in uno stabile io mi reco nella zona cambio dove ritrovo il mio casco sulla panchina e i miei guanti da bici ( mi ero dimenticato della loro esistenza). ne approfitto per salutare Steve rientrato in servizio dopo un periodo di riposo , ringrazio e lo abbraccio . Il cronometro segna 60 ore (o 61 non ricordo) e fa la sua entrata nel piazzale d'arrivo lui , il mio amico che se lo incontri per la strada vestito normale ti prendi paura. Corricchia ed ha una posizione piegata sul lato destro. Il suo viso trasuda sofferenza da tutti i pori ma si intravvede quel sorriso che si traduce in soddisfazione estrema . Attendo il taglio della linea finisher , non sta in piedi dalla fatica/dolore , istantaneamente gli viene data una sedia dalla quale si fa medagliare e donare la t-shirt finisher.
Gli stringo la mano dicendogli semplicemente "grande" risponde alla presa e sorride altre forze non ne ha e d'altronde non è necessario che faccia di più, gli occhi parlano per lui .
Prendo la via del ritorno entrando nella Passat con la signora già pronta al volante e colloquiando amabilmente rientriamo all'hotel.
La ringrazio veramente molto per la gentilezza accordatami e rientro nella nr. 118 dove trovando Elena in siesta .
Arriva l'ora in cui lo stomaco ci richiama all'ordine e per non contraddirlo andiamo a trovare Hamilton al ristorante. mi sembra di aver ripetuto l'abbinata pasta più pizza il tutto condito da molte chiacchere racconti di gara e non + dolce finale.
Stendiamo il programma per il giorno dopo che prevede una visita alla vicina Birmingam. 50km che percorreremo in treno ....servizio che funziona veramente bene..... azzeccando addirittura la fermata giusta. Mi sento già più sciolto e mi accorgo che dalla mia bocca le cazzate escono con molta più facilità risultando, forse, anche più divertente rispetto ai giorni prima .
Nonostante la stazione fosse un po più grande di quella di Lichfiel ci divincoliamo bene e in due e due quattro siamo fuori con una cartina in mano che giriamo su se stessa venti volte per capire l'orientamento . Attraversiamo due strade e siamo in un bellissimo centro stile molto moderno con negozi e quant'alto più un piccola chiesa che fa capolino venendo su dal basso con la sua struttura tipicamente inglese. La battezziamo come la famosa cattedrale indicataci dalla signora Rottermaier dell'hotel. Qualche foto a dx e manca e ci infiliamo allo Star Bucks ( se si scrive) così dove Elena da il meglio di se stessa ..... prendiamo due caffè ...anzi penso cioccolate con la panna che ci vengono fornite in due bicchieri di dimensioni notevoli coperti da una cupola trasparente . Sopra al bicchiere , una quantità ingente di pana montata riempie la cupola. In cima a quest’ultima un'apposita apertura appositamente studiata per inserire cannuccia/cucchiaino e mangiare la panna .
dopo aver fatto tre/quattro forse cinque giri con gli occhi intorno al bicchiere , con un viso che sembra dire :
- mannaggia non c'è neanche un libretto di istruzioni
Elena fa la mossa giusta per il film "le comiche 3" .
con decisione afferra il lato della cupola e la sgancia dal bicchiere estraendola.
La panna , essendo , come insegna Wikipedia, un "essere" invertebrato , non può fare di meglio che colare giù dal bicchiere e, una volta resasi conto di essere libera, cercare la fuga sul tavolo.
Lo sguardo di Elena è quasi da Oscar , immobile con gli occhi fissi la panna che scivola, inebetita ma con un sorriso alle spalle pronto ad esplodere rendendosi conto di aver fatto una cazzata.
Passano solo pochi secondi , infatti , che il fragore della risata irrompe nel locale mentre con tovaglioli su tovaglioli cerca di asciugare il lago pannoso dal piano del tavolo .
Salutiamo Star Bucks con gentilezza che ci appella con un termine inglese che suona più o meno così :
"cacaroni Italiani"
Ci avventuriamo , cartina alla mano , per Birmingam della quale apprezziamo la parte con i canali che ricorda in un certo qual modo la nostra Venezia e l'accostamento dello stile moderno a quello tipicamente inglese.
Come in ogni città ci sono personaggi variopinti , venditori di arnesi strani , predicatori che spiegano il loro vangelo a voce alta creando capannelli di gente. Elena dall'alto della sua professione architettonica mi spiega un po’ di stili del tempo passato e un po’ di stili moderni di quel o quell'altro architetto , tutta gente molto brava ma che non ho mai visto sui campi di gara. Pranziamo dopo qualche pirafrullo in un Mc Donald (originalissimo!!!!.) Poi ci dirigiamo alla ricerca della vera cattedrale , quella vista in precedenza non era in realtà la principale, e rimaniamo anche delusi in quanto molto più brutta e meno caratteristica della figlia minore . Però , entrando dentro , siamo accolti dall'english-prete che è veramente molto gentile . Scatto un paio di foto, accendiamo due lumini allegando un rispettivo pensiero personale e chiudiamo la visita clericale .
Altri due o tre giri , per la città e poi ci dirigiamo in stazione per affrontare il ritorno e rientrare per preparare le valige.
Lasciamo Birmingam con i suoi centri misto moderno/passato , coi suoi canali , con la sua famigliola di piccole anatre in una sorta di piccolo recinto naturale misto acqua e aiuola contenti di aver optato per quel programma.
Bella giornata , io stavo bene anche fisicamente .... non ero un fulmine di guerra a camminare ma stavo bene.
Percorso inverso ... dopo aver acquistato gadget ricordo in un centro commerciale adiacente alla stazione ... tra chiacchere e pataccate .... ormai mi ero mollato e non avevo più freno alcuno.
Rientriamo in quel della piccola Lichfield.
Taxi , albergo preparazione valige con annesse comiche.
Attore principale io,
Scena :rimettere dentro la bicicletta nell'apposito valigione .
Niente da fare , non ci stava , la valigia non ne voleva proprio sapere di chiudersi neanche sotto qualche spinta più decisa che modificava la forma della plastica ....... c'era qualcosa che non filava liscio ... eppure il vestiari , gli amenicoli vari erano ben posizionati tra il telaio. la sella smontata il manubrio anche e riposto esattamente come all'andata. Altri due tentativi di chiusura , due giri su e giù per la stanza e un colorito ...PORCA TROIA , I PEDALI!!!
Effettivamente non ci voleva molto a notarlo ma se così fosse stato ...non sarei stato io .
Dire che ho fatto fatica a svitarli sarebbe dire poco ma di lì ad un 20 minuti la bici era spedalata e, finalmente, potè essere rinchiusa nell'apposita valigia senza sforzi alcuni .
Visto che era l'ultima sera english decidemmo all'unanimità di mangiare eccezionalmente al ristorante italiano da Hamilton dove prendemmo più o meno le stesse cose più un palloncino verde.
Nanna presto con sveglia presto per la partenza direzione aeroporto in taxi per motivi di comodità e alla fine e alla fine anche economici .
Il nostro taxista Skoda Superb arrivò puntuale ...non ricordo se alle cinque.... e ci portò in una mezz'oretta all'aeroporto .
Eh si la vacanza andava terminando .... solita "tristezza" ma molta soddisfazione e divertimento sulle spalle .
Di lì alla fine ci fu comunque tempo per ridere e preoccuparsi
a) per un gruppo di arabi di bianco vestiti con classica barbetta più korano o similare in mano evidentemente non in regola con i documenti.
Alla fine trovammo seduti sullo stesso aereo ...la bomba ...la bomba ...
b) una sorta di Mama imbarcata direttamente dal film radici, una 60ina di anni forse e sicuramente al suo primo volo . L’unica passeggera col permesso di rimanere con la borsa in mano durante al decollo ..... d'altronde aveva provato ad infilarla ai piedi ma non ci passava dallo spazio ginocchia-schienale . Signora in grado di sgridarmi vibrandomi in faccia il cartello informativo delle sicurezze in aereo, con faccia molto scocciata pensando che il Pelo-phone fosse acceso e non in modalità aereo. Capace di sbattermi il bicchiere davanti alla faccia dicendomi caparbiamente water perchè voleva un altro bicchiere d'acqua ed infine cercando di estirpare , all'arrivo a Francoforte, le cinture in quanto non capace ad alzare la linguetta e sganciarle correttamente ....
c) fregare una brioches al bar di Francoforte airport , una brioches più due caffè ..un decello di €
Ps: il furto è venuto in maniera casuale ma una volta accorto del "furto" mi sono chiuso in un religioso silenzio commentando una volta seduti che x 10 € era comunque l minimo
d) dare un appuntamento a una Ubzekistana seduta a mangiare di fronte a me. Lei seduta a fianco alla madre era la classica figona dell'est solo con una 50ina di chili in più e quel trucco un po’ marcato che le davano quell'aspetto da .... CENSURA . Ognuno mangiava la propria colazione . Una volta finita noi abbiamo deciso di fare il check in allora ci ho provato con uno sguardo seguito da :
- cara ti attendo sull'aereo.
Non è mai venuta ...... ma forse non sapeva la mia direzione.
Elena sgranava gli occhi e forse si vergognava anche un po .... ma son fatto così.
L'aereo Francoforte Milano è puntualissimo e in poco tempo siamo a Milano dove, giusto per concludere in bellezza, attendo la consegna del bagaglio personale per una buona mezz'ora davanti alla porta delle consegne . L'addetto ...quando finalmente esce ...... mi dice :
- il valigione? L'ho appoggiato la in fondo mezz'ora fa vicino al gatto perchè la padrona era un po arrabbiata ma non la trovo più . E' suo il gatto ?
-No il gatto non è mio, è mia la valigia ringrazio per il servizio segreto e la vado a recuperare.
Il recupero dell'auto ha quasi del fantascentifico , infatti dopo aver fatto un semianello a piedi raggiungo il parcheggio e mi dirigo nel settore A senonche scopro che in quel settore ci sono le auto da noleggiare .
Infatti non ricordavo di averla parcheggiata lì. Chiedo info ai noleggiatori che mi dicono:
- non faccia fede alla lettera del biglietto , le danno a caso.
Fantastico, il parcheggio è infinito .... ma grazie alla memoria fotografica , ad un po’ di pazienza e alle gambe buone dopo mezz'ora circa riesco a trovarla.
Di lì a poco la Kia Soul viaggia sicura verso Cervia. Al suo interno allegria, emozioni vissute e una gran bella amicizia.
Due occhi si leggono nello specchio retrovisore:
"Se non sei al limite ...stai solo occupando spazio"
-Sono io!

Pelo



Clicca per visionare l'album fotografico

Nessun commento:

Posta un commento