lunedì 20 dicembre 2010

16 dicembre 2010 - a Giuly -


obiettivamente per uno che crede nel Signore e in una vita futura l'evento della morte non dovrebbe rappresentare una tristezza ma la "felicità" per una vita migliore raggiunta
un sano "egosimo" umano annienta ogni ragionamento e la sofferenza prende il sopravvento cancellando momentaneamente quel futuro così roseo
difficile tramutare un immagine reale vivibile e toccabile con mano in una mentale e profonda
E così, cara Giuly, tu la tua valigia l'avevi già preparata quel martedì in cui la bianca vettura ti ha "strappato" da casa, dalle mura che ti hanno coccolato nel corso della tua vita
vita riempita con grandi cose , la tua innata simpatia ricamata da un bellissimo sorriso, i tuoi grandi valori per i quali hai sempre lottato difendendo con forza la tua famiglia, la tua immagine di eterna ragazzina ,il tuo amore per la vita, per i tuoi figli
poche ma grandi cose

lo sapevi, lo avevi già capito
lo so, me lo hai detto con gli occhi in quel difficile mercoledì pomeriggio quando per infonderti coraggio ti ho sussurrato
- ti fanno due cure e ti riportiamo a casa

quello sguardo Giuly

lo sguardo di chi aveva capito che dopo tante lotte era giunto il momento di andare
occhi che trasmettevano tristezza nel dover abbandonare il mondo

un mondo tornato a regalarti gioie che assaporavi nonostante quella bastarda malattia non ti desse tregua

difficile non piangere in quel momento
non si poteva
infondere ottimismo era, ed è, la parola d'ordine
una parola , appunto
gli occhi, i miei, probabilmente parlavano più del più del sorriso finto che ho saputo inventare
di più non riuscivo
l'ultimo momento in cui ci siamo visti, in cui ci siamo capiti, in cui le mie pupille si sono infilate nelle tue, le tue nelle mie
l'ultimo in cui ci siamo confidati

respirare la rassegnazione di dover vivere l'attesa della tua partenza senza alcuna speranza

assimilare l'idea che quell'immensità sarebbe continuata solo nel cuore e nella mente
niente più "confessioni" , niente più consigli, niente più sorrisi nel capire che mi difendevi senza obiettività anche quando te lo facevo presente

giovedì mattina eri già nel mondo dei sogni
un viso sereno in quel triste letto bianco mentre mille macchinari ti tenevano di là monitorando la tua preparzione al grande viaggio in una giornata ricoperta da una candida neve bianca
precisamente non ricordo i miei viaggi, probabilmente ho portato su Arianna col suo piedone
buffo come nella sfortuna di Ari mi dicevo quanto fosse positiva per te che in qualunque situazione hai sempre fatto di tutto per noi
ti teneva impegnata, sempre attiva

alle 16, 17, non so, sono tornato....dovevo
-rimango fino alla chiusura Giorgio

seduto in una seggiola accarezzando la tua mano, la tua gamba
ti ho guardato, parlato, sorriso
fermo, con gli occhi fissi su quei numeri che indicavano i valori vitali, il cuore, l'ossigeno che riuscivi ad assimilare, la pressione
ho pregato il Signore affinchè ti prendesse con se al più presto ma mi sono ritrovato a chiamarti a voce alta ogni qualvolta quei numeri si abbassavano andando sotto ai limiti di sicurezza
diventavano rossi mentre io non potevo, riuscivo a far altro che dire mamma tra i singhiozzi
ci hai provato almeno tre volte prima di rientrare nei limiti di "sicurezza"

non me lo toglie dalla testa nessuno
hai atteso nel rispetto di chi amavi di chi ti riaveva donato quella gioia di vivere
rispetto,stima, amore

Giorgio è tornato ore 8 circa, due chiacchere, considerazioni,un
- vai, rimango io
- vado

non me la sono sentita
non so
non dovevo
non potevo

in piedi apoggiato al muro guardando i numeri
minuti, solo minuti e hanno imboccato la discesa
era il momento
eri in pace con te stessa
avevi magicamente salutato tutti
serena,col viso disteso, rilassato
senza un minimo sobbalzo ti sei adagiata sulle mani del Signore partendo per il grande viaggio

uno zero davanti agli occhi
un dolore senza precedenti
assopito solo dalla consapevolezza di aver fatto il massimo
di averti accompagnata con tutto il mio amore

scusami se non sono riuscito a salutarti col sorriso, ahimè

quello ti accompagnerà per sempre

ciao Giuly
appuntamento al giorno X

1 commento:

  1. leggo, penso, taccio. infinito dolore per la perdita di un pilastro..
    un grosso abbraccio

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