lunedì 6 dicembre 2010

via lattea trail...2 , 3... 10...12 ore


uscita nr. 9, tangenziale Torino ...direzione bardonecchia....
uscita nr. 9 appunto, Sauze D'Oulx rinomato comprensorio sciistico dal difficile pronunciamento (effetto appallottamento lingua garantito)
Appena 10 km di strada e siamo... io e Paola .... al "Grand Hotel La Torre" sede ufficiale e arrivo della competizione "Via Lattea Trail".
Non manca molto alle 13,00 quando facciamo l'ingresso nell'imponente struttura circolare dove, come da suggerimento organizzativo avevo prenotato la camera per due motivi:
- il prezzo convenzionato di 25,00 € per n 4 stelle
- comodità. una volta tagliato il traguardo camera e doccia calda senza necessita di cambiarsi per raggiungere un altro luogo.
Con quasi il pieno di borse, qualcosa era in auto nel parcheggio trovato sfruttando il metodo "bus de cul" , ci presentiamo al bureaux e, documenti alla mano seguo la prassi ....
- buongiorno sono Andrea Di Giorgio , ho prenotato ........
La signorina gentile guarda la mia patente scartabella due tre pagine ci dice
- non ci siete.
Le dico della prenotazione effettuata in abbinamento alla competizione allora lei guardando un ulteriore foglio ci dice :
- siete stati trasferiti. Hotel Assette ....uscite dalla porta , salite la salita e una volta arrivati su a dx c'è l'albergo .
Dimostro il mio disappunto , sopratutto per il mancato avvertimento e dopo aver ascoltato la "discolpa" della signorina , che effettivamente non c'entrava , ci avviamo all'albergo indicato tentando di entrarvi direttamente dall'omonimo barpubosteriaristoante situato a fianco.
Capito l'errore entriamo dalla porta giusta dove , fra l'altro , c'è un bel cartello appeso che narra un poetico "rivolgersi al bar" (per un attimo mi sento preso per il culo)
Entriamo e veniamo accolti gentilmente.
La signora.... ragazza boh? , una volta ascoltato e controllato una lista di prenotazioni, con aria molto tranquilla e sorriso sulla bocca ci dice:
- qui non ci siete !
- ma come , dico io
- siete al La Torre
- ci han mandato loro qui
- aspetti che telefono
un paio di botta e risposta al telefono e al termine della seconda chiamata ci dice che siamo anche fortunati visto che andiamo in un 4 stelle e non in 2 come il suo.
Veramente, mi limito a dire io , il pacchetto prevedeva un 4 stelle ....quindi tutta questa fortuna....
- scendete la strada sulla sx, arrivate in piazza guardate alla vostra dx e vedete il Relais Hotel.
Con il sorriso del meglio ridere afferriamo le borse ed incrociando le dita ci avviamo .
Con nostro sollievo l'uomo dell'ufficio sapeva tutto e non ha fatto altro che porgerci le chiavi sotto ostaggio di documenti e firme.
Ascensore, camera e via a mettere qualcosa sotto ai denti al ristorante più ambito e chic della ridente cittadina.
Oltre allo "squallido" al ristorante servono pasta al ragù ma non dicono il tipo e non azzardarti a chiedere il caffè al tavolo perchè , se lo vuoi, vai al banco del bar e poi saldi il conto .
Rientro al Relais dove abbiamo modo di renderci conto che è più caldo nel corridoio rispetto alla camera che ci hano assegnato e dove, accompagnato da qualche click fotografico, preparo il materiale gara per andare a fare il regolare controllo materiale obbligatorio.
Il pettorale lo avevo ritirato al primo passaggio dal grand Hotel la Torre ,
Nr. 109 ...... senza infamia e senza lode ma simpatico.
Mezz'oretta di riposo, mentre due o tre pinguini chiedono dal corridoio di entrare per trovare un clima a loro più consono prima di iniziare le procedure entrando ufficialmente nel clima gara.
Al controllo materiale si preoccupano sulla possibilità che non indossi i doppi guanti ... li rassicuro dicendo anche "giurin-giuretto parola di boy scout" .... Abile arruolato , apuntamento per il briefing pre gara ora 17.45 davanti alla piazza del nostro (in senso figurato) hotel.
Rimane a disposizione uno spazio riempi stomaco che sfruttiamo in un bar live music dove mangio un toast vs una crepes alla nutella di Paola e ci accompagniamo con due tazze di classico the inglese che mi ricorderà di esistere (il the)nel corso della prima salita.
Siamo sull'ordine delle 16.45 circa, in giro c'è fermento in ogni dove concorrenti scorrazzano su è giù tra la propria sede e l'hotel La Torre.
Ascensore , 2 piano camera 203, 213 boh? non ricordo comunue riconoscibile per il via vai di pinguini foche orsi polari e quant'altro .
Ultimi preparativi tecnici, vestizione e ,alle 17.30, si riscende in piazza dopo aver optato , in ultima istanza, di correre senza giacca a vento nascondendola dentro allo zaino...naturalmente lasciando il bicchiere dentro alla tasca - la voce era che ai ristori non c'erano bicchieri quindi ....va beh ci penserò al momento.
La piazza è piena di gente , le luci frontali si accendono man mano che i minuti allo start diminuiscono, è uno saltellare continuo, due foto con Paola prima di intrufolarmi nel gruppo, lo speacker fa il briefing. Tutti pronti allo start,l'adrenalina scorre incurante del freddo, la tensione è palpabile e c'è pure Giovanni del Trio Aldo Giovanni e Giacomo che passa con un sacco pieno di bastoncini da sci forse mimando il babbo natale personaggio del nuovo film sponsor della competizione.
10 , 9 , .......3,2,1 VIA , la mandria si muove senza mezzi termini, sembra la partenza di un 5000.
Un paio di curve in paese, giusto un 500 mt prima di imboccare la salita che porta agli impianti.
La musica cambia con l'inclinazione della strada , il fiato si fa subito grosso e il cuore avverte che è arrivato già in gola.... più veloce della luce , e ...non è un bene!
Abbandoniamo ben presto l'asfalto immettendoci in una strada innevata che sale a buon ritmo segnalata da bandierine con catarinfrangente e fettucce appese qua e là.
La prima sensazione è che agonisticamente non sarà proprio la mia giornata, il cuore rimane molto alto, il fiato è grosso e fatico più del dovuto a trovare un ritmo giusto. Oltre a questo sono partito con le racchette da sci troppo corte e nella fase di spinta appena arrivano dietro alla mia figura scivolano fuori dalla neve..... ma prima di arrivare alla decisione di fermarmi per allungarle ci metto un po ....troppo .
Alla fine le sistemo (obbligo di rallentamento) e trovo un ritmo giusto che mi permette di avere un passo cadenzato e abbastanza proficuo.
Riposizionato fiato e battito cardiaco la gara prende un altro aspetto, vengo sfilato da parecchi concorrenti , molti di più rispetto quelli che passo io ma non è poi un gran problema.
Sono conscio delle mie possibilità nei trail ed in questo caso avevo già capito che per una prestazione doc dovevo arrivare in altura almeno tre giorni prima per abituare il fisico alle quote alte.
Pian piano il serpentone umano si allunga e i km cominciano a passare mentre la strada bianca impietosamente sale . Il suolo non è dei migliori , lo strato di neve non è uniforme e molte volte cede sotto ai tuoi passi facendo affondare il piede rendendoti più pesante e spezzando la cadenza impostata .
Uff , sbuffo cercando la parte più dura del sentiero ... seguendo spesso i passi dell'atleta che mi sopravanza, sarà una gran fatica Andrea.
Vero, ma che spettacolo!
Era sufficente un attimo per respirare la sensazione di essere immerso nella via lattea , di esserne parte.
L'infinita coltre di stelle era appena sopra di te come ricamata su una coperta profondamente scura , vista l'assenza della luna , guardandoti intorno potevi osservare lo spettacolo di un percorso che si perdeva nell'orizzone illuminato dall'alone luminoso e tondo creato dalla luce dei cannoni sparaneve appositamente accesi
Davanti a te, verso l'alto, distinguevi i colori degli atleti vicini e la sagoma nera di quelli più lontani tutti accomunati da un fascio di luce proiettato sulla neve candida che ballava seguendo il ritmo imposto dall'atleta
Dietro una marea di luci bianche balzellanti seguivano i tuoi passi salendo la bianca strada donandoti la sensazione di correre in mezzzo alle stelle.
Col passar del tempo e dei passi arriviamo al primo ristoro posto in un rifugio dove , come quasi tutti , mi concedo un paio di bicchieri di the caldo e qualche cosa di solido in bocca. L'entrata al caldo è traumatica per gli occhiali che in un nano secondo si appannano con tre o quattro cm di condensa. Decido sedutastante per il loro inserimento in tasca ed il proseguimento ad occhio nudo ...cieco si... ma una pista riesco a vederla tranquillamente. Esco, mi rigetto sul percorso che per un tratto molla un po dandomi la possibilità di correre , mi sento bene in quel frangente e mentalmente mi aspetto la discesa che invece c'era solo per chi faceva i 10 km.
Tempo forse un chilometrino e la pendenza tornava impegnativa, riportando a galla il problema dei solei. Costretto a camminare appoggiando il tallone ( è tutto un dire in salita) e a stare eretto andando contro la fisica e il problema cuore fiato.
Il fiato era direttamente proporzionale al ritmo , il cuore no. Lui batteva incessantemente a dei ritmi alti ma si nascondeva , non so dove, quando trovavi il ritmo giusto. Incredibilmente saltava fuori martellandoti la gola col suo battito ogni qualvolta ti fermavi al ristoro facendo risuonare al tuo interno un incessante Bump Bump Bump.
Salita, ormai il gruppo è sgranato e ci si ritrova in quattro o cinque atleti che , in fila, seguono il perscorso. I ritmi sono similari, a volte variano le distanze col variare delle pendenze poi si riaccorciano riportandoci vicini . Il problema principale , per me, è nei punti in cui sono poco più veloce dell'atleta davanti . Una volta dietro ai talloni la forza impiegata per fare il sorpasso, velocemente, per mi manda in crisi di fiato e ossigeno. Mi ritrovo davanti e pressato dall'atleta che ho appena passato.....e il più volte lo vedo mentre ripassa davanti. Che cretino sono .....gettare vie le energie .... uffff!!!
Ancora immersi in quello spettacolo quasi surreale
un candido silenzio interrotto solo dal cigolio delle racchette, delle scarpe sulla neve
la melodia del tuo respiro più o meno affannoso ti sussurra nelle orecchie la tua fortuna nel assaporare certe emozioni
sentirti addosso quella fatica indice di vita
respirare quell'aria , così fredda ma così pura mentre gli occhi scrutano quell'immenso quadro che è la natura bevendo le immagini in modo da fissarle nella mente.
Sale , la strada sale e la fatica è veramente muta e bianca ... in questo caso posso dire che ci sta a pennello .
La fine della prima salita è lì , solo l'ultimo strappo ci divide dal secondo ristoro .
Lo guardo , fa quasi paura, non so se sono 500 600 700 metri al 36% di pendenza.
Parto piano venendo sfilato da 3/4 atleti , le racchette in questo caso sono benedette e lo sforzo delle spalle viene quintuplicato . Noto gli atleti partiti senza racchette salire a scaletta e molto lentamente per non scivolare ...fanno veramente una fatica immensa a passare quel tratto .
Il mio passo si rivela vincente in quel tratto tant'è che a meta salita ripasso gli atleti che mi hanno sfilato all'inizio più qualcun altro . Forzo gli ultimi 100 metri e arrivo al ristoro con la lingua che arriva sotto le scarpe e il cuore nelle orecchie. Siamo a 2700 metri il freddo si sente sopratutto nelle braccia e spalle ...il vento si infila e fortuna che soffia poco.
Freddo si ma non abbastanza da giustificare la sosta per tirare fuori la giacca a vento dallo zaino
Thè caldo ustionante , un gel , una fetta biscottata con la nutella e poi fuori dove , finalmente , la discesa mi attende .
Non è facile neanche quella , io non sono un discesista ma grazie alla neve che cede un po sfrutto l'ammortizzazione e mi ritrovo a farla bene. Quando passo di là dai limiti o la gamba sprofonda più del dovuto piombo per terra facendo un bel 50 metri di culo-scivolo.
Imboccata la discesa, appena fuori dal rifugo, incrocio un atleta Parmense che corre a rovescio la discesa all'urlo :
- ho dimenticato lo zaino al rifugio.
Capita anche questo.
La discesa ci porterà a Sestriere, ben presto gli occhi avranno un altro spettacolo incamerando l'immagine della rinomata cittadina vista dall'alto . Una macchia arancione che illumina il profondo valle lasciando intravvedere le forme delle sue abitazioni .
Entriamo in paese , siamo in tre o quattro , ho raggiunto qualcuno in discesa sorvoliamo velocemente un ristoro nella piazza centrale afferrando un bicchiere di the e corriamo l'unico chilometrino in asfalto che ci porterà in cima alla seconda salita.
Mi informo, la salita non presenta strappi inverosimili come la prima ma sale costante fino ai 2500 m poi cala un attimo risale e li troveremo l'ultimo ristoro prima della discesa finale.
Gnick gnick gnic , si sale, passo costante senza strappi. La temperatura , scendendo , è aumentata di quei due tre gradi e la sensazione del freddo è sparita.
L'ascesa sarà interminabile, faccio un pensiero al tempo ...sono senza cronometro.... le 3h45'/4h00' ipotizzate leggendo la classifica dello scorso anno mi sembrano terribilmente lunghe, ho la sensazione che andremo ben oltre ... il percorso è cambiato quindi è difficile fare riferimento al passato.
Al km igsylon comicnio a sentirmi stanco di quella salita interminabile e chiedo al ragazzo di Parma (quello dello zaino dimenticato) se,secondo lui, manca molto sperando che non mi dia la botta psicologica con un SI.
- No, ormai dovremmo essere verso la fine.
Rientriamo nei silenzi , io contento per la notizia.
Mi sorpassa avvisandomi della sua stanchezza poi una volta davanti paga l'effetto sorpasso ... è come se venisse risucchiato indietro .... io ripasso avanti .
Lo sguardo cerca la vetta e devo dire che la fine vicina sembra un po più lontana quando si apre lo scenario seguente che mi lascia intravvedere sagome e luci arrampicate ben più in alto.
- è solo l'effetto , Pelo , in realtà la distanza non è molta , mi dico
Effettivamente l'ultimo frangente della salita passa velocemente e si arriva allo svalico . C'è solo un mezzo cingolato , la pendenza passa in negativo , il ristoro ci viene annunciato a 500 metri circa là dove mancheranno 5 km di discesa alla fine della gara .
Affronto il tratto di leggera discesa valutando e pensando di saltare il ristoro ma devio la decisione velocemente a causa di un piede e una mano che stanno perdendo la sensibilità causa freddo .
Giusto due minuti per due bicchieri di the.
Mi getto nella discesa. Tempo 400/500 metri per calibrare il passo e comincio a recuperare terreno agli avversari che mi precedono.
La discesa è impegnativa e senza attimi di particolare relax, la muscolatura è sempre in tensione nel fungere da freno/ammortizzatore. Ripeto la tecnica della prima discesa e cerco i punti dove c'è uno strato di neve fresca in modo da avere un attimo di ammortizzatore naturale. Ogni tanto lascio talmente andare che mi sembra che qualcosa si debba rompere la dentro .... la sensazione della tensione muscolare/tendinea al limite... è come sentire una corda che pian piano si lacera.... fortuna che sono solo piccoli tratti . Ogni tanto piombo per terra a sacco di patate e scivolo a mo di culo-bob in piena velocità.
La mente è già avanti, si gode quell'ultimo sforzo caratterizzato da sorpassi e folli velocità in discesa .
L'immagine di Sauze d'Oulx che si presenta nel candore delle sue luci è uno spettacolo ,il tempo in movimento è lungo , mi sento sulla pelle un oltre 4h30'
Il tempo scorre sempre alla stessa velocità , i minuti di fatica sono assai più lunghi ma donano una grande soddisfazione nell'esser vissuti.
L'ultimo atleta che sorpasso procedeva veramente coin difficoltà tenendosi frenato con i bastoni da sci , passo , affronto il canalone e girando a destra sono proiettato nell'ultimo scorcio di pista . L'abbandono della pista viene salutato da un cannone sparaneve attivo che saluta facendoti sentire i puntini di freddo appoggiarsi sul tuo viso .
Inforco la strada che attraversa il paese pronto ad affrontare la torre finale.
Ho ancora il tempo di cadere un ultima volta sull'asfalto ghiacciato .... cazzo che sleppa di culo ....
Vedo la multipla dell'hotel Assette (truccata da asse di legno) svolto nella via finale che percorro a passo deciso evitando gruppi di giovani intenti a fare il Sabato sera .
Mi preparo sfilo i guanti e tengo i bastoni sulla mano dx lasciando la sx libera e pronta per sfilare le scarpe .
L'uomo dell'organizzazione mi apre la porta entro appoggio i bastoni e le scarpe escono come burro dai miei piedi.
Applausi e bravo , dai , forza mi arrivano alle orecchie.
Affronto la scala rossa a chiocciola che mi fa salire di mezzo piano, mi guardo intorno cercando la figura di Paola , che mi attende da ormai 2 ore forse anche 6/7.
Non so se la stanchezza o la concitazione ( non so neanche se si dice concitazione) del "tornello" finale che sale per 15/20 piani ma non vedo niente e nessuno. Una voce mi dice :
- a destra ..... era Paola (lo imparerò poi)
Inanello i primi giri a buona velocità poi mi accorgo che quel girare è assai lungo ....riposiziono un po il passo .
Mi svesto di berretta luce frontale, mi godo i complimenti della gente e degli atleti già arrivati che stanno riscendendo.
Linea finisher sulla porta della terrazza , 4h 54' in 88° posizione risultato non in linea con le idee partorite nel pre avvenimento ma è il massinmo che potevo e quello è sufficente a disegnarmi il sorriso sul volto.
Veloce ristoro in terrazza , sotto ad una tenda , alla quale arrivo a piedi nudi caminando sulla neve con immensa gioia delle piante che la trasmettono istantaneamente al corpo.
Con un bicchiere di cioccolata calda in mano scendo il tornello e mi metamorfotizzo in tifoso incitando gli altri concorrenti che arrivano.
Al primo piano trovo il sorriso e il bacio di Paola alla quale confesso di non averla assolutamente ne vista ne capito che la voce "indicazione dx" era la sua.... lei ride e mi rammenta che ormai erano 9 ore che mi attendeva ....
Cambio veloce con panni asciutti , stanco, probabilmente febbricitante , ma ok.
Tentiamo di andare al pasta parti senza buono (lasciato in albergo) offrendo come prova corsa al maitre le mie scarpe .
Non accetta sbandierando la necessità di avere il cartaceo.
Dietro front , rientro in hotel per doccia cambio vestiti e "accattazione" del buono.
Ci ripresentiamo al maitre inbuoniti poco prima di mezzanotte. Lui cerca invano di venderci un pasto aggiuntivo.
Il bere è a pagamento ( e questo mi sembra una cazzata cara la mia organizzazione!!!) ... bottiglia d'acqua 2 € coca cola .... non chiedo neanche
Il pasta party è a base di polenta salsiccia umidata e pane (forse).
Nel giro di qualche minuto passa un cameriere che vedendoci seduti in due ci porta due razioni di pasta party.
Zitti zitti occhieggiando la zona circostante, per difenderci da un eventuale incursione del maitre e facciamo sparire la doppia porzione ironizzando con gli amici reggiani del tavolo vicino.
Di soppiatto usciamo dalla sala facendo rientro al Relais hotel dove raggiungiamo il letto nell'ormai pinguinario ocale per gustarci un meritato sonno che tale non sarà, almeno per me, a causa di tosse prepotente , sinusite colante e febbre presente. Pazienza.
La mattina seguente , con molta calma, fece il suo arrivo .... colazione giusto 3 minuti prima del limite massimo poi, dopo un passaggio al Grand Hotel La Torre , una passeggiata per il paese inpronunciabile ci mettiamo sulla via del ritorno col bagagliaio pieno di stelle.... si..... ma anche 12 ore di attesa....
insomma!!!