mercoledì 12 gennaio 2011

U.T.C .... il percorso


Valorosi atleti
sommariamente ed in modo molto conciso stendo di seguito il percorso dell'UrbanTrail di Cesena-Surfing Shop-Amref.
Dunque dunque , preso per certo che partiremo dalla zona ippodromo e arriveremo alla Fontana Masini in piazza a Cesena (non importa il nome della Piazza) ricordo che la partenza sarà alle ore 8,00 puntuali e avverrà proprio al parcheggio dell'ippodromo di Cesena dopo aver, per chi vuole, fatto una piccola donazione Amref ritirato la spilletta Fliyng Doctor Amref comunicato la mail per invio diploma personalizzato di partecipazione Amref- U.T.C. e ritirato il pettorale costruito e stampato da Oliver Luca Giurato l'uomo che sussurrava alle anguille.
Partenza, giro attorno all'ippodromo ed inserimento sull'argine del fiume Savio con direzione montagna (sull'ovest diciamo).
Sentiero bianco fino all'uscita di Cesena con due attraversamenti stradali , al ponte Nuovo e Vecchio, da effettuare senza guardare in modo da far scorrere l'adrenalina anche nelle parti iniziali del percorso.
Passati indenni i ponti il sentiero diventa terroso e percorreremo la strada a fianco dell'argine tutta caratterizzata da qualche dosso , buco, passaggio fangoso ma a percorrenza veloce.
Il sentiero arginoso ci accompagnerà fino a Borgo Paglia dove saremmo costretti (per non infilarci tra la vegetazione selvaggia) a percorrere un 3 km di asfalto in pianura sbucando a San Vittore dalla strada che costeggia il cimitero (saranno permesse solo soste molto lunghe)
Attraversamento del paese con passaggio davanti alla Chiesa nel cui parco cercheremo di organizzare un ristoro comunione per i fedeli (l'atto di dolore sarà 100 metri più avanti nella prima salita).
La prima salità inizia alle spalle del paese, sono circa 2/3 km impegnativi inizio bianco poi terra tramutabile in fango (sentiamo il colonello Giuliacci) e finisce sulla strada asfaltata che sale a Bertinoro passando da dietro (mai fidarsi dei retrostanti).
Si sbuca alla fontana e si gira a sx all'agolo con la chiesa abbandonata e sconsacrata.
La strada bianca sassolinosa ci porterà giù in fondo alla piccola gola passando tra le coltivazioni dei contadini ma senza calpestarle.
Ivi giunti di slancio saliremo per 500 metri bianchi -dove il buon tappi disse la parola Cazzo al suo esordio sterrato- che ci portano all'inizio dell'anello.
Abbandonata la strada bianca per il sentiero l'anello si imbocca sulla sx calpestando una strada privata che sale per 1 km e 500m impegnativi, specialmente l'ultimo tratto, con suolo misto tra terreno battuto , erba e terreno non battuto predisposto per diventare malta in caso di pioggia.
Questo sentiero costeggia la coltivazione di alberi da frutto e termina entrando direttamente nell'area cortilizia del contadino dove avrete il piacere di conoscere Sbrown il simil pastore tedesco di casa e Lip,Ted e Last tre piccoli cani scoreggia che fanno un casino che metà basta.
Salutati i 4x4 zampe 500 metri in salita ci dividono dal ripetitore in cima al Monte dei Feriti sgombro da essi grazie ad un ottimo e tempestivo servizio del 118 locale.
Ci gettiamo giu per la discesa in terra caratterizzata da curvoni e tratti sensibili al fango fino ad arrivare al punto Igsilon dove è sito un cassone di un Fiat Ducato. In questo luogo verrà chiesto un parere personale su come possa essere arrivato li il pezzo di rottame e si potranno scattare foto ricordo
Segue un saliscendi veloce con passaggio a fianco di un recinto caprato anatrato gallinato e cagnato che ci porterà dritti alla fine dell'anello .
Dopo una ripercorrenza in senso inverso di un tratto già percorso ci riportiamo a quota 0 s.l.s.v (sul livello di san vittore) giriamo a dx sfiancando una zona artigianale che ci butta sulla strada principale di S. Carlo.
Qui, dopo un attraversamento stradale a passo del leopardo, facciamo un sx dx e arriviamo in strada bianca (200 mt) sotto al ponte di Baracca - fare attenzione a Pierino - dove sarà allestito il ristoro Mamma Oliver.
Dopo la pausa recupero gli atleti che vogliono fare i 24 km saranno riportati al parcheggio, da una guida alpina assunta al momento stesso, ripercorrendo l'argine del fiume e sotto fustigazione di un vecchio generale delle SS in pensione.
Gli altri valorosi e cazzuti atleti saliranno un irta salita che li porterà a Roversano dove al passaggio dalla torre potranno fare una foto ricordo davanti alla scritta (in verde smeraldo) "pompa" fatta da un furbo ignoto sul muro di un cascinale.
Si riprende di gran carriera e si riscende in sterrato ritornando al fiume Savio che si costeggia per circa un km in una atmosfera che dona tranquillità, le colline sterpagliate a sx e il fiume con la corrente che ci viene incontro a dx.
In caso di piena del fiume o di pioggia nei giorni precedenti la zona potrà essere molto fangosa e richiedere il passo camoscio oppure il passaggio diretto dalle coltivazioni di erbaione.
Arriviamo all'innesto della salita , alla nostra sx ... a dx c'è sempre il fiume, che si presente sempre fangosa e impegnativa ... non so quantificare i km , non tanto lunga , ma con oltre 120 + di dislivello. Prima della metà potremmo respirare a pieni polmoni l'odore di un allevamento avicolo Amadoriale.
La salita termina nella proprietà di una casa in ristrutturazione acquistata da un avvocato come depandance della reggia che ha qualche centinaia di metri avanti.
Asfalto per 700 metri e dopo la chiesa di Santa ... non mi ricordo mai il nome , giriamo a sx inserendoci in un sentiero boscosetto e non che ci lancia in una discesa che può dare effetto snowboard in caso di fango.
Curva e contro curva, cane di taglia semipiccola che abbaia al passaggio , deposito di fuochi d'artificio e siamo sulla via dei Maceri .
Svolta a dx verso Cesena e svolta a dx dopo 100 metri con pasaggio davanti alla casa del guaritore Renzo Nipote del Mago Ciuma dove sarà allestito un set fotografico e potremmo usufruire di una benevole sensazione che ci accompagnerà nell'affrontare l'ultima salita impegnativa con tratti dove anche il buon Marco Olmo , prima di passare alla Suzuki , è stato in difficoltà.
Tutti allegri per l'ostacolo superato ritorniamo alla via dei Maceri affrontando gli ultimi sentieri e strada bianca . Direzione Cesena , quindi dx, 500 metri di asfalto e dopo la chiesa in curva prendiamo la deviazione a sx per affrontare il guado del fiume Savio creato da grossi sassi .
L'emulazione di Pelo che mette una gamba in acqua non è consigliata.
Una volta guadato il fiume si rientra nell'argine fatto all'andata percorrendolo però in retro-running (il trail retro-running non è ancora stato inventato potremmo assegnare dei titoli). Giusto un paio , traio di km e sbuchiamo al Ponte Vecchio.
Per rendere il finale più piccante al posto di puntare dritti al Ponte Nuovo giriamo a sx oltrepassiamo quell vecchio, raggiungiamo il parco della rocca di Cesena, saliamo quest'ultima percorrendo i gradoni di misura ignorante che non si adattano al passo e una volta su ci lanciamo nella discesa finale in asfalto ciotolato .
In fondo si potrà vedere, da sotto l'arco, la fontana Masini che è stata designata come arrivo ufficiale dell'Urban Trail di Cesena.
Nel caso vi siate portati dietro qualche spiccio c'è un bar nella piazza disposto a farci un caffè o anche più di uno.
A questo punto possiamo abbandonare l'agonismo e trascinarci per 300 metri fino alle auto dove dai bauli dell'organizzazione uscirà sicuramente qualche elemento ristoratore se così non fosse invito sin da ora tutti quanti a pranzo a casa di Oliver che abita a 100 metri .
Raccomandazioni e precisazioni finali:
L'U.T.C. non è una gara quindi il gruppo si muoverà compatto attendendosi;
Il percorso è impegnativo , specialmente se fatto in gara, ma non presente punti insormontabili ed è alla portata di tutti;
Le salite sono , si anche dure, ma corte ;
Pelo penserà, meteo permettendo, a scattare 600 foto in alta risoluzione;
Non pensate di prendere i camosci, facili incontri nella zona, vanno come il vento;
Se a Cristian sanguna il naso non preoccupatevi , è tutto nella norma ;
é consigliato uno zainetto con camel bag ( ci sono fontane in giro ma è consigliato), derrata alimentare al seguito, giubotto anti acqua (se il tempo è incerto) e un ricambio al seguito;
Scarpe da trail o comunque protettive e se con carrarmato è meglio;
I miei cani stanno bene;
Ricordiamoci di Amref , possibilmente di comunicare la propria partecipazione, di non bestemmiare , di essere cortesi con gli altri partecipanti di non dare da mangiare allo stambecco cervese Cristian;
Saluti vivissimi e teniamoci visti
Pelo

2 commenti:

  1. GRANDE Pelo, ritornato alla grande a postare.... un post così è magico, ho letto la 1° parte quando ho preso una settimana di aspettativa, BELLO FORTE, ora per la seconda parte mi metto in malattia, ma so già che è un'avventura epica, veramente tosta, belle anche le foto....a proposito, il megaultra nella neve l'hai fatto in estate vero? in quei paraggi l'estate è così oppure era inverno?...,comunque GRANDE, grande PELO e grande NORD....BELLE SENSAZIONI, HO POI notato la 'chicca' tecnica con il giubbotto antiinfortunistico per auto...deformazione professionale eh? ci vediamo alla prox. gara, magari il TA di MITICOJANE, ciao e complimenti, è sempre una bella esperienza leggerti!ciao!

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  2. grazie , in minnesotà ci sono andato in febbraio e penso fosse inverno anche là , sicuramente , visto che in estate i laghi si sghiacciano e il percorso del trail non è fattibile.
    Il giubotto era d'obbligo , non è deformazione , passavano motoslitte e di notte bisognava essere visibili. comunque l'ho sottratto da una Kia in salone. A presto
    Pelo

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