lunedì 23 maggio 2011

la chiave che ride

L'antefatto vedeva smarrita la chiave del lucchetto e ,a detta dei presenti, il e l'unico colpevole era Pelo.
I fatti avevano visto il tentativo, abortito, di portare a passeggio i bimbi inglesi allocandoli nella carrozzina biposto a traino della bicicletta.
E' proprio questo tentativo non riuscito che si rivelerà la causa principale del fattaccio.

- Se i bimbi non vogliono entrare nella carrozzina gli facciamo fare un giro dell'isolato prima di andare via, disse Pelo a Paola.
Chiudo (visto che Pelo sono io)le bici con uno di quei lucchetti arcisicuri, quelli tranciabili solo con le super cesoie , mi infilo chiavi/portachiavi in qualche tasca e "andiamo avviando" il passeggio con i bimbi.
All'incirca una mezz'oretta, forse meno e terminiamo il giro lungo dell'isolato con le solite multi fermate per l'odorando e pisciando in ogni dove più quelle per i bisogni solidi.
La strategia del del solido prevede che quelle che fanno in una zona di erbaione non calcata da passi umani si lascia li a concimare mentre quando colpiscono marciapiedi/strade si insacchetta e getta.
I sacchetti , quelli da freezer , sono celati nella mia tasca posteriore molto probabilmente insieme al laccio portachiavi con essa legata.
Il giro viene completato nella più perfetta regolarità , i bimbi emettono il loro solito rantolo di fatica e si stravaccano , una volta a casa, sul marciapiede .
Noi come da programmi siamo pronti per uscire in bicicletta.
- prendo le chiavi per ..... cazzo, ...... le chiavi!!!
Sparite, volatilizzate.

Ho quattro tasche le controllo più volte e ancora più volte etraendo anche i sacchetti rimasti ma nessuna traccia.
Non riesco a ricordare dove .... ripercorro più volte le immagine del poco prima ma c'è il buio totale di quell'attimo .
Nervoso , un gran nervoso e ..... ripercorriamo la strada fatta, rifacendo i movimenti , i piegamenti per raccogliere il maltolto dei bimbi.
Prima la parte di qua , po i quella di là , poi il giro completo , poi lo rifaccio da solo .... il nervoso aumenta ma delle chiavi nessuna traccia ,
La decisione finale .... è leggermente obbligata. Bici legate fuori dalla casa e si esce in auto alla ricerca delle tronchesi che arriveranno la mattina dopo .
Il week end pasquale finisce con le bici libere, le nostre sagome che le fanno muovere ,il lucchetto della Giuly che fa da sostituto e il nostro sorriso che fa il resto.
I giorni passano tranquilli e della chiave dispersa nessun segno ma ormai l'evento prende posto nell'angolino del cervello dove rimangono le cose che non vengono dimenticate ma non ricordate giornalmente . Il Lucchetto tranciato ha preso la via del cassonetto scindendo definitivamente la coppia togliendo ogni speranza a voi che entrate .
Giunge il Lunedì 16 maggio , normalissima giornata di lavoro durante la quale non ho praticamente visto nessuno mettere il naso in concessionaria.
Rientro con la "popotina" New Picanto a casa chiaccherando al telefono con Paola e decido ,al mio arrivo, di portare a spasso i bimbi prima di mangiare .
Loro come al solito sono fermi (aplomb inglese impeccabile) in giardino ad attendermi, mi manifestano la loro felicità nel rivedermi e la super felicità quando gli dico che andiamo a spasso.
Collari , rosso per Rodolfo , nero per Matilda giunzaglio in mano e si esce dal cancello.
Faccio giusto 5/6 passi a cani liberi , arrivo dopo la rampa del garage, poi decido di vincolarli a me.
Sono ancora in chiacchera con Paola.
Telefono appoggiato all'orecchio -tenuto con la spalla- chinato con la schiena a 90 gradi avanti/laterale ( no allusioni sex) mano sx ad afferrare il collare dei bimbi e sx ad agganciare il moschettone.
E' mentre sono in quella posizione scema e lavoro con le mani per fermare i bimbi che alzo gli occhi al palo della luce color verde che è in fronte a me .
Appesa ad un filo da pacchi verde, attorcigliato al palo in modo che non scivoli a terra , col suo portachiave da collo nero nel suo splendore c'è lei.........la chiave del lucchetto.
La vista mi invade gli occhi mentre sorrido e stento un attimo a parlare , il pensiero si divincola un attimo dal discorso con Paola per confermarmi che effettivamente è vero .
Non so come ma giurerei che mi rideva in faccia.
Inevitabile il mio sorriso, il mio ritornare alle ricerche fatte nel percorso passeggiata meno che a due passi da casa .
Lo dico a Paola ridacchiando e ricevendo riadacchiose risate
La guardo e riguardo , ha una gran faccia da schiaffi e un che di poeticamente magico (ai miei occhi)...... di bello.
Un flash visivo che merita di essere fermato ..... lo sento dentro e lo vedo già con gli occhi proiettati al risultato dello scatto fotografico .
Contento di ciò , confermata la tesi che sarebbe saltata fuori dopo aver reso inutilizzabile il super lucchetto , porto a termine il giro bimbi e finisco la telefonata con Paola.
Rientrato in casa , prima della cena, afferro la mia ferma emozioni-Canon e immortalo quell'immagine lasciandomi guidare dalla passione.
Matilda mi guarda dal cancello (Dolfo è in stato comatoso a terra) fino al momento in cui mi stendo per terra per un altro punto di vista quando esce e trotterellando viene a passeggiarmi sullo stomaco scodinzolando e piantandomi il suo muso schiacciato in viso .
Finisco il mio piacevole "lavoro", rientro in casa lasciando la chiave appesa al lampione dove sembra voler stare , dedico una serie di scatti anche ai bimbi , sempre così buffi, belli e instancabilmente guardabili prima di concedermi una cena veloce mentre ancora il rumore della sua fragorosa risata mi arriva alle orecchie .

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