martedì 14 giugno 2011

Il passatore a 132

100 i km , 32 i minuti che non mi hanno permesso di scendere sotto le 9 ore.
Obiettivo non raggiunto , è vero.
Non è la prima volta , mi capitò anche nel 2005 quado tentati di batttere il record mondiale dei 100 metri piani.
Obiettivo raggiunto perchè sotto lo striscione finisher, IO , ci sono passato con un sorriso che mi dipingeva il volto e con qualcosa dentro che si chiama emozione.
Io sono così, il ritiro faccio fatica ad accettarlo e , di solito, lo prendo in considerazione solo quando capisco che il mio fisico non mi porta più da nessuna parte
Sposo e porto avanti la teoria, specialmente nelle gare ultra, del saper ritarare i propri obiettivi in corso d'opera.
La soddisfazione che si prova nel non mollare nel reagire abbattendo le difficoltà impreviste ha un sapore molto intenso a volte più forte e dolce di quella che scaturisce quando tutto fila liscio.
Così come il più semplice dei Tom Tom intorno al 27° km ho dovuto esclamare il più classico dei "ricalcolo".
Stracazzo.... e pensare che le premesse erano tutte positive .
L'avventura iniziò ufficialmente alle 8,00 a.m , stazione di Faenza raggiunta a bordo della Nuovissima Kia Picanto (messaggio promozionale)con tutte le orme di gatto al suo posto.
La sveglia era suonata alle 6,00 precise per una levata alle 6.15.
Biglietto ferroviario per il trenino dei sogni Faenza - Firenze , quello che taglia in due le montagne regalando un panorama incantevole e incontro con Alina e il marito Franco, Isabel e l'amico di cui non ricordo il nome .
L'idea era quella di prendere il trenino dell 8.20 in quanto lo straordinario delle 9,00 sarebbe stato stracolmo ma come nella più classica delle partenze intelligenti il treno strapieno risultò il primo.
Viene indetto come treno ufficiale quello delle 9,00.
40 minuti di sonno buttati al vento.
Ciuff Ciuff Ciuff .
Con Alina a fianco Illo e Isabel di fronte e davanti a dx, oltre il corridoio, Paride, il forte atleta mio punto di riferimento per il ritmo gara, ci il treno si avvia alla volta di firenze.
Le chiacchere di sport si sprecano, si argomenta il trittico , il nutrimento , gli atleti presenti , si chiacchera di pataccate e anche di qualche cosa seria poi lentamente il ritmo chiacchera scema e ci si rilassa.
Qualcuno chiude si assopisce , io metto le cuffie assentandomi anche se di tanto in tanto il "ciurlare donnaiuolo" mi richiama all'ordine .
Un po' di malinconia mi pervade col pensiero di quella telefonata che non ci sarà nel dopo gara.
Manca Giuly , te ne accorgi molto in quelle che erano delle piccole cose, piccole abitudini nell quali comunicavi e condividevi una soddisfazione , un emozione e dalle quali ricevi una gioia con un semplice bravo esclamato e un "Adesso riposati" .....
Qualche lacrima mascherata negli occhi lucidi di uno sbadiglio prima di rientrare nella realtà.
Il trenino percorre la strada ferrata attraversando un quadro dalle tinte verdi fino a pochi chiloetri da Firenze dove si ferma arrivando in perfetto orario .
La stazione centrale ci accoglie col suo brusio e con una marea di persone multicolor che senbrano formichine impazzite.
La mandria podistica con ciclo accompagnatori si muove a mo di serpendone verso l'uscita strisciando allegramente fino alla zona ritiro pacchi gara che dista veramente molto poco.
Lo scorcio centrale di Firenze è molto bello e anche anomalo con quel misto di turisti e atleti.
Il punto di attesa è piazza della Repubblica.
E' precisamente mezzogiorno e per me significa l'ora giusta per infilare qualcosa nello stomaco.
Trovare un ristorante non è un problema , la piazza è ben fornita con annessi procacciatori d'affari alla ricerca di polpacci da mordere.
Scelgo il primo seguendo il criterio " ce l'avevo davanti agli occhi" .
Illo si aggrega mentre gli altri si posizionano sotto ai portici organizzandosi in altri modi.
Smontiamo subito il cameriere che esordisce recitando raffinati menù e da quel momento diventiamo un tavolo da far fuori nel più breve tempo possibile .
Tagliatelle con l'olio e spaghetti pomodoro basilico più due lattine di coca .
Il tutto viene servito in tempi brevi.
Sotto pressione del maestro cameriere dai modi gentili (imposti dalla professione) prendiamo due caffè mentre arrivano , ci salutano e si siedono Erika , Livio con un loro amico.
Che non fosse proprio un ristorante a buon prezzo me lo aspettavo ma 38,00 € per quel poco preso effettivamente mi sono sembrati un po' esagerati.
Non faccio polemiche , rido mostrando lo scontrino a Illo poi rido ancora adnando a mostrarlo ad Erika & C. che hanno appena ordinato :
- scusa scusa scusa !!! :-)
Mancano due ore e 15 minuti , mi stendo sotto al fresco dei portici con la testa appoggiata alla borsa, auricolari e pieno relax.
Poi il tempo per un saluto pre gara a Paola, due chiacchere con l'amico Arirun, un paio di comunicati su Faccialibro, qualche foto, un sms di Alle che pensa che io stia già correndo e già si è fatto il tempo di mettere in pratica il pregara e di
indossare le mie Scott T2 comp preferite alle Scott Mk3 per una questione di leggerezza (un piccolo azzardo). Visita al bar per le 4 C , caffè e c.... , una bottiglia d'acqua per idratarmi ulteriormente e la vestitura ufficiale facendo attenzione a non dimenticare niente.
Manca un oretta, sono pronto, mi sento tranquillamente sereno e carico al punto giusto.
Consegno la borsa all'autobus numero 1 (direzione Firenze) e mi "inzonzo" tra la gente incrociando visi conosciuti come il grande Mario Castagnoli , Eto Fornasari e mi fotizzo con i Never mentre Carboni mi ricorca che vuole il mio poster da affiancare a quello di Vandamme ( o come si scrive).
Vedo e chiacchero, ahimè, anche con quelli che ritengo i più "simpaticoni" del circo Ultra , coloro che la parola umiltà non sanno neanche che esista.
L'ultima attesa in piazza della Signoria con Alina , Isabel, Marco Barbieri (click la foto)poi via verso la griglia.
Ultimo incontro con l'amico Ciuffolo e ragazza o amica (non chiesi)non partecipante per infortunio alla schiena.
Mi "in boccaallupisce " e .... cavolì ancora la pipì (la 6° ...minchia lo stress).
Finisco l'attività urinatoria a 14' dallo start.
Corro e mi infilo nella famosa griglia riservata ai best runner con pettorale max 250, arrivo alla seconda fila proprio dietro al 13xx cazziato pesantemente ma lasciato lì da un addetta.
Assisto , e mi chiedo ancora il perchè, alla sparata di uno dei due "amici" umilanti che dice ad una ragazza che lui sa .... non ricordo cosa di preciso ..... ma lo sa perchè lui ne ha fatte 21 di Firenze-Faenza e tutte concluse e anno scorso ha fatto il record e ........ Umiltè .... diceva Crozza imitando Arrigo Sacchi.
Lo speaker dotato di megafono sussurrante , dopo l'inno nazionale, fa il conto rovesciato e BANG!!! .... si parte.
La mandria si muove velocemente con i soliti sprinter che cercano il posto davanti iniziale per ben figurare tra le vie di Firenze e magari apparire nelle immagini di qualche TV:
- hai visto se andavo ???
I primi km scivolano via al ritmo di 4'30"/km un passo anche troppo veloce per la distanza ma comunque non impegnativo e necessario per defilarsi un po'-
Corro tranquillamente , ho sotto controllo Paride (non sbaglia mai il ritmo) e mi godo l'uscita da Firenze gustandomi gli applausi della gente.
Al 5 km inizia la prima salita che ci impegnerà per circa 5/6/7 ( non ricordo) km prima di lasciare spazio ad un misto pianura discesa che funge da raccordo con la salita più impegnativa direzione passo della Colla coi suoi 13 km di ascesa continua.
Le mie previsioni o meglio intenzioni erano quelle di passare al 50 km in 4h 30' arrivando conuna certa freschezza per affrontare bene la 2° parte.
Non sempre però le intenzioni riescono a tramutarsi in realtà, che qualcosa non girava per il verso giusto lo avevo capito nel corso della prima salita nella quale almeno per un paio di volte non riusciì a chiedere al mio fisico una variazione di ritmo per avvicinarmi a degli alteti che navigavano 50 metri avanti a me.
Questo non era un buon segno considerando sopratutto che si correva al risparmio.
Sopravvolai rimandendo incancrenito in quel ritmo nel quale passavo il tempo a giocare ai "soprassi" con un paio di atleti transitando proprio nel tratto che la planimetria raccontava in discesa ...raccontava , appunto.
Il 27° è probabilmente il km che conferma il mio transito in una giornata non proprio positiva .
In quel frangente noto che Paride e gli altri che mi scivolano lentamente via e ancora una volta non riesco a reagire. Mi risorpassa anche la seconda donna che sfugge e a seguire anche altri concorrenti compreso anche chi , nelle mie convinzioni , dovrebbe stare dietro .
27 ..... 73 all'arrivo , un eternità , non tanto per il fisico in se stesso, ma per la mente che lo gestisce .... improvvisamente costretta ad assimilare , digerire e reimpostare il tutto .
Con quel qualcosa che non c'era e con l'intento di capire cosa in realtà fosse andai avanti subendo un po' quel passo che non c'era.
Da conta ufficiale di uno spettatore viaggiavo intorno alla 42° posizione che variava di 3 poisizioni in più 3 in meno grazie al gioco dei soprassi continui.
Le piccole variazioni tra salita discesa e pianura dettate dalle caratteristiche di corsa e le pause diverse nei ristori creavano questo rimescolio continuo tra gli stessi atleti.
E questo succedeva anche con colui che io posizionavo mentalmente dietro.
Ogni tanto arrivava da dietro mi affiancava diceva un paio di cose e sfuggiva davanti scaturendo in me quella sensazione grrr che prova un agonista quando viene passato e non riesce a far niente per reagire alla situazione . Grrrr!
- senti se sto bene e vado più forte posso arrivare davati a Pelo ? Ho il permesso ?
- ci mancherebbe altro. dico io, se vai più forte è giusto che arrivi primo.
E' chiaro che agonisticamente sapevo che avrei fatto di tutto pur di far si che non accadesse e comunque dovevo togliere la sete del guerriero al mio io non dimenticando che il traguardo principale era sempre il passaggio sotto alla scritta finisher .
Assimilo e metabolizzo la situazione e tra uno sorpasso e l'altro, uno scambio di battute , un viaggio mentale e qualcos'altro di indefinito arriva il 35° km che si presenta con un bel cartello stradale "Passo della Colla".
Mi impongo mentalmente di attaccare la salita, non subirla perchè mi sembra un modo per riuscire a rimanere attaccato alla speranza di recuperare sul mio primo obiettivo ed è una possibilità di staccare il rivale del momento che era in posizione retrostante.
La Colla è una salita di 13 km continui, non micidiale ma costante con gli ultimi 2 km impegnativi.
Il mio passo mi permette di raggiungere degli atleti e di staccare il mio avversario anche sotto l'aspetto visivo.
Nei tornanti finali nonostante le sensazioni fisiche marciassero in direzione opposta ed il cuore addirittura avesse preso la via della discesa non lo vedo più.
Tornante dopo tornante raggiungo la cima scollinando il 48° km in 4h 20' e passando al traguardo mediano dei 50 in 4h31' esattamente i tempi che mi ero preposto.
L'anomalia non stava tanto nella stanchezza fisica muscolare, quella era nella norma dei 50km finora percorsi ma nella stanchezza interna , una non possibilità di chiedere di più.
Mi sentivo un po come un treno, treno lento, incanalato in due binari dai quali non riuscivo ad uscire .
Giusto il tempo di bere qualcosa al ristoro ripartire e lui , invisibile fino a pochi attimi prima, mi passa davanti , così , d'ambleè ....sorprendendomi anche visto che non lo vedevo più. boh?!
Probabilmente in quel frangente mi passa anche Arirun che partiva per fare 65 km poi vedeva.
Ari arriverà alla fine con lo strabiliante tempo di 8h 12', un fenomeno .
Affronto la discesa con lo sgrunt! dentro , ci metto un paio di km a slegare le gambe lasciandole libere al fine di correre decentemente la discesa.
Fattori positivi:la discesa , in senso mentale (la seconda parte di gara)era iniziata e che di li a 10/15 km avei incontrato Alessandra "Zanmpetto" e Valentina che si erano offerte di farmi assistenza.
Le gambe mi portano assecondando la discesa all'incontro con le bimbe assistenza.
Prima incrocio una Valentina sorridente che viene su come una furia e mi spetula ridendo che Alessandra aspetta più giù perchè non sapeva se ce l'avrebbe fatta a fare la salita .
Aggiunge che i sali Enervit R1 li ha in dotazione Zampetto e mi fa i complimenti dicendomi che corro bene e che sono un grande .
La avverto che non sono totalmente d'accordo e che c'è qualche problema poi le faccio scuola traettorie facendole notare che taglio le curve quindi necessita un suo scivolamento davanti o dietro per lasciarmi lo spazio alla corda.
Tre o quattro tentativi con leggere incomprensioni sono sufficenti a farmi ritornare ad affrontare le curve percorrendo la traiettoria più corta , quella a filo muro.
Vale non fa una piega e affronta con sprezzo del pericolo le curve completamente contromano in mezo alla corsia cosa che mi preoccupa lievemente.
Prima dell'arrivo a Marradi incrociamo anche Zampetto e per me, oltre al piacere di incontrarla, è positivo in quanto è dotata dei miei sali di recupero che gli chiedo subito dopo ai convenevoli durante i quali anche lei esprime complimenti per la mia corsa.
Siamo in leggera discesa quando le chiedo i sali e capisco, visivamente, che non ostenta sicurezza nel guidare la bici con un a mano in discesa ooohh oooooohhh!!!
Tentativo abortito al momento che le vibrazioni del manubrio non garantiscono più una traiettoria uniforme .
Zampett si lancia a capofitto in discesa sparendo dalla mia vista per farsi ritrovare al ciglio della strada con i piedi per terra e la borraccia in mano . Prendo al volo , bevoe riconsegno percorrendo la srada Vale che penserà poi a restituirla .
Lentamente calano le luci e quello che era un bellissimo panorama si trasforma in uno spettacolo puro . Il buio sale prendendo possesso della scena lasciando a luna e stelle il compito di creare giochi visivi con le ombre.
Il lampeggiare del mio bracciale di segnalazione uomo in corsa gioca con le lucciole che sembrano andare a tempo di musica house sul ciglio della strada.
Il trenino Alessandra - Pelo - Vale avanza tranquillo nella notte, i km cominciano a calare sensibilmente, i pensieri negativi,infilatisi in testa nel corso della giornata, sono sfumati e io passo dopo passo, coaudiuvato da un bel lavoro mentale, faccio scorrere i metri sotto ai miei piedi trovando anche il tempo di divertirmi seguendo le divagazioni delle due suonate.
La mia sfida era ancora viva ma ormai inaspettatamente al termine. Lui era davanti sotto l'attenta osservazione del mio occhio vigile.
Non ricordo il nome del paese , ricordo che era uno di quelli in cui potevi entrare solo a piedi ,le bici venivano deviate nella "circonvallazione" per essere ritrovate 100 metri dopo all'uscita. Il ristoro faceva bellamostra di se posizionato proprio nell'angolo esterno di una curva a 90° a sx.
Sarà che non volevo far attendere ( quanto? 1 minuto?) le ragazze o probabilmente un impeto di agonismo improvviso ...fatto sta che alla visione della sua fermata al ristoro decido repentinamente di saltarlo uscendo dal paese senza battere ciglio.
Non so se lui fosse stanco, particolarmente stanco , distrutto, se si sia ritirato o cos'altro . So solo che non l'ho più visto (magari me lo sono dormito) e per il resto gara ho potuto trasferire quel po di energia mentale che mettevo in quella pseudo sfida sopraggiunta a disposizione per raggiungere la fine .
Avanzo con quel ritmo "blasfemo" (che se non credessi mi farebbe bestemmiare) che nella sua lentezza di apoggio mi fa sentire tutti i dolorini malefici.
Ogni tanto , e anche più di ogni tanto , qualcuno mi saluta, mi fa i complimenti . E' un piacere rendersi conto di quante persone conosci .
Il giudizio è unanime :
- dai che corri bene , sei fresco come una rosa .
E' solo una percezione esterna quella che offro dentro la sofferenza spinge e lo dico a chi mi chiede anche se non do la sensazione di credibilità.
Contribuisce alla difficoltà anche il Garmin 310 che porto al polso con una inprecisione di oltre 1,4 km fa si che lui vibri e mi indichi il km prima della realtà.
Ritrovare dopo 7/8 lunghissimi minuti il cartello con su scritti i km annunciati in precedenza dal Garmin era come ricevere una bastonata tra capo e collo, fortuna che l'applicazione rescue mentale funzionava ottimamente.
Respiro dopo respiro, passo dopo passo arriviamo a brisighella città in cui la Valentina ne ha combinate di cotte di crude ....ah se potesse parlare quella torre!
Ho appena preso un gel di sicurezza imponendo a Zampetto l'ennesima acrobazia ciclistica ( ma ormai è diventata brava) e nonostante la fatica spinga ancora comincio a sentire l'odore della vittoria personale.
Paola è quasi al corrente ...lei sa che ero molto stanco poi per una questione di telefono nello zaino non è più al corrente di notizie fresche.
10 km alla fine, ultimo ristoro, so già che quello dei 5 sarà solo un passaggio visivo. Mi sorpassano la 3° 4° e 5° donna a poca distanza l'una dall'altra, ricevo l'incitamento al megafono di Jonny del Golden che segue la sua forte atleta.
Mancano quasi 4 km dall'arrivo quando mi passa un altro concorrente , mi dice due parole di conforto poi pian piano se ne va lasciando quel 70-100 metri tra noi.
I miei occhi non si scollano dalla sua figura , lo so già , lui è la "vittima" designata.
E' al passaggio dei -3 che, dopo la richiesta di Zampetto per un bel finale, inizio la mia progressione.
Non so spiegarmi dove fossero nascoste quelle forze , so solo che è la potenza della mente, è quell'odore della linea d'arrivo che ti riempie le narici.
Comunuque sia andata è un odore di vittoria e allora la falcata si allunga, la gamba torna ad imprimere potenza sull'asfalto, il cuore magicamente sale e il sorriso torna a fari largo sul viso mente i brividi si accalcano sulla pelle .
Giuly mi passa a trovare nella mente col suo sorriso e io volo mangiando la strada che mi divide dall'amico concorrente.
Il tempo di ringraziare Valentina e Alessandra e prima della curva che porta al rettilineo finale lo passo . Non ha neanche il tempo di reagire mentre scivolo via imboccando il rettilineo .
Nel vicino orizzonte vedo l'arco d'arrivo .
Il cronometro segna un tempo diverso da quello che mi ero prefissato MA LO SEGNA!!!
A volte la battaglia si vince anche da feriti ed è proprio quella sensazione che ti fa sentire così forte e grande con te stesso.
Applausi , parole, sorriso, emozione , le braccia si alzano al cielo e Pelo passa sotto lo striscione finisher - 9h32'24".
La testa si china per ricever la medaglia mentre taglia il traguardo il concorrente dietro.
C'è una sana stretta di mano, un bicchiere d'acqua , l'abbraccio con le mie assistenti prima dell'inizio del film "apocalisse borsa ...now".
queste ultime sono state stivate sotto due tendoni in ordine alfabetico (non era più semplice coi numeri in fila?) ma non stese per terra, ammassate una sull'altra .
chiedo la mia:
Andrea Pelo di Giorgio, borsa blu con logo Surfing Shop grande.
Tempo 5 minuti e:
- può mica venire a vedere lei?
Entro e scavalcando a fatica ( le gambe ormai si erano in durite) aiuto con gli occhi.
Niente. Non la vedo nel mucchio della lettera D.
Mi manca l'aria.
Esco , non sto bene affatto, afferro una coperta della protezione civile e mi siedo coprendomi .
due mnuti dopo non riesco a stare neanche più seduto allora afferro un altra coperta la stendo per terra sdraiandomi sopra coprendomi con l'altra.
Respiro profondamente fino a recuperare la situazione di tranquillità fisica .
Dal di lì all'arrivo della borsa passano ancora oltre 20 minuti durante i quali ospito nel mio letto a due piazze un altro concorrente che necessità di relax.
Ogni qualche minuto passa qualcuno a chiedere info sul nome e sulla borsa , mi chiedono anche se nel frattempo voglio fare la doccia.
- Perchè no, poi giro nudo!
Andrea Pelo di Giorgio : sotto la D niente, sotto la A niente, sotto la P niente .
come non pensarci prima , sotto la G , effettivamente potevo ciamarmi sig. Giorgio Andrea Pelo di .
Arriva la borsa, grazie all'aiuto di Zampetto che si preoccupa anche di aiutarmi nei movimenti ormai molto intinchiti oltre che di farmi salutare Paola una volta cambiato.
L'avventura è finita, un altro finisher in bacheca , peraltro con un notevole risultato ugualmente e una 73° posizione assoluta.
Pelo viene accompagnato alla Nuova Kia Piacanto dalle due gentil donzelle che guiderà in direzione Cervia tirando su la gamba dx con la mano ogni qual volta deve tirare la frizione ignaro che la parte più dura lo aspetta davanti a casa.
dopo un ora di posizione fissa in auto un pezzo di marmo a confronto sembrerebbe morbido.
I 15 metri dalla macchina alla porta di casa ..... sono l'ultima prova che mi incorona degno del titolo di Passatore 132 .
LINK GARMIN CHE NON FUNZIONA CORRETTAMENTE - COPIA E INCOLLA
http://connect.garmin.com/activity/88821650
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