mercoledì 27 luglio 2011

era la giornata ideale

alla fine sono poi sempre quelli che ti lasciano dentro qualcosa in più, che prendono un po di quel fascino di duro.
ti fanno pensare che su 10 persone probabilmente 7 sarebbero tornate indietro (è solo un pensiero che autoproduci per convincerti meglio) ma tu no .... e ne sei piccolamente fiero
sabato 23 luglio, avevo messo in programma una nuotata al mare al posto della piccola pedalata in bici visto che giusto l'indomani mi aspettavano i 200 km della straducale extreme con i suoi 4600 mt di dislivello.
ore 12.30 baldanzoso e smaronato per il continuo andamento merda del mercato automobilistico mi fiondo a casa per un veloce saluto ai bimbi inglesi e il reperimento del materiale tecnico.
- cazzo che vento che tira, mi dico.
la Pelo vespa a passo turistico mi porta verso il mare, bagno Cortesi, che funge come base d'appoggio.
se a casa mia il vento tirava 6 in spiaggia siamo a un buon 9 e oltre tant'è che non c'è praticamente nessuno specialmente nelle prime file.
saluto veloce i ragazzi e scendo a riva zaino in spalla e sacca muta in mano mentre qualche occhio segue il mio andamento.
fermo all'altezza del penultimo ombrellone osservo il mare , respiro il vento mentre mi accarezza con decisione il viso e mi scompiglia la chioma incolta.
così come una persona molto arrabbiata che non riusce a camuffare quella tensione del viso , il mare è incazzato .
non ha delle onde particolarmente alte o impressionanti ma una corrente traversa che le gira cercando di non farle giungere a riva.
l'acqua sulla riva ha valicato il primo gradino e arriva ormai alla prima fila.
osservo ancora un po' cercando la mia decisione.
c'è una famiglia alla dx in prima fila che pian piano comincia a prepararsi per abbandonare la spiaggia , una ragazza sulla prima di sx che chiude il libro abbandonando la postazione e una famigliola dietro, mamma, babbo e figlio.
lo affronto, ho deciso!
zaino e muta sullo sdraio, tiro fuori tutto , tolgo maglietta pantaloncini.
con tranquillità indosso la mia muta, cosa che richiede buoni 5 minuti, mentre insieme al piacevole vento sul corpo sento qualche occhio curioso che attende per vedere quali sono le mie intenzioni.
indosso il cardio, per una pura curiosità mia, il mio garmin che in acqua inventa i dati, mi chiudo la muta da solo (la prima volta che riesco) mentre la signora dice al marito:
- ero curiosa di vedere come faceva da solo!
- che figurone Pelo .... mi dico gonfiandomi :-)
tutto pronto.
chiudo zaino, sistemo il sandalame nella rete muta e appoggio tutto sotto all'ombrellone della ragazza lettrice scappata.
occhialini e cuffia mentre il padre di famiglia mi dice compiaciuto:
- è proprio il giorno giusto per il Surf !!!
- deve essere il fratello di quello che doveva comprare la Soul due anni fa e voleva sapere l'altro giorno quanto avrebbe speso (vedi blog)
l'acqua non è fredda, ma poi non mi importa più di tanto .... ho la mia fedele muta che amo tanto perchè fa stare a galla le gambe, faccio quattro passi e mi butto .
l'acqua è ancora bassa e nelle prime bracciate devo accorciare le braccia per non strisciare a terra; la direzione è perpendicolare alle onde in modo da non avere masse d'acqua che mi girano.
poche bracciate e già mi diverto.
applicando lo sconto burrasca decido per 40 minuti di movimento.
in quelle condizioni non si pensa più al ritmo ma solo a nuotare e a galleggiare (grazie alla muta) sopra le onde.
contro corrente ti trovi di continuo ad alzarti, fare bracciate a vuoto per poi cadere letteralmente sull'acqua mentre l'onda scivola via oltrepassando le gambe.
non vedo le boe ne la direzione precisa ma non mi interessa , non c'è nessuno in acqua , non vi sono imbarcazioni ne bagnanti , solo un wind-surfista neofita che vedo sconsolato seduto sulla tavola con vela in acqua.
nuoto tranquillo e sicuro , è una bella solitudine , il corpo lavora, la mente viaggia libera, la mente e il corpo giocano.
ogni tanto un occhiata al tempo e al 21 minuto o poco più stop.
solo un attimo fermo a controllare la posizione e via con le onde che arrivano dalle spalle.
sembra più semplice ma non lo è anche se alla fine il tempo del rientro sarà minore.
la massa d'acqua che ti raccoglie da dietro sbattendo nei piedi tende a girati facendoti cambiare direzione senza che tu te ne accorga per la mancanza di riferimenti.
ti da un attimo di velocità per poi frenarti sensibilmente ogni qualvolta ti sorpassa sfilandosi dal tuo corpo per staccarti in una sorta di volata giocosa.
ogni tanto faccio qualche bracciata a testa alta per capire da che parte sto andando ma c'è sempre un onda più alta di me davanti
non mi perdo, non c'è pericolo.
tengo la spiaggia a dx e col mio andare arrivo all'altezza del bagno Cortesi.
viro a destra affontando gli ultimi metri con l'onda che mi sbatte sulla fiancata dx e la polvere di sabbia che mi entra in bocca insieme a tratti d'acqua.
ultime bracciate, la mano che tocca a terra durante la bracciata segna la fine del gioco.
mi alzo , sono un 38 minuti alti, il garmin segna 3.900 metri ma in realtà saranno 1.900 circa ( fa un po il gradasso nel nuoto)
perfettamente a posto , sorridente e contento di aver fatto un allenamento diverso dal solito esco dall'acqua.
doccia, due chiacchere, una fetta di torta offerta e via verso casa verso il resto del Sabato
tutto bene, solo un grosso rammarico:
- era il giorno giusto per il windsurf ..... quando mi capiterà ancora :-) !!!