martedì 23 agosto 2011

Osvaldo è vivo

l'antefatto:
la settimana prima delle ferie, transito in bicicletta dalla via dei Maceri, strada che porta da Cesena a San Carlo più poetica e meno trafficata di quella vecchia.
steso sul manubrio della mia fida specialized, concentrato sulla pedalata e allegramente distratto da radio deejay nelle orecchie, vengo rapito dall'immagine di un cane steso sul bordo della strada in mezzo all'erba.
la velocità non mi permette di guardare a lungo ma il flash ottico-fotografico mi imprimono nella mente dei particolari di quell'attimo.
è completamente fermo, disteso su di un fianco, sul corpo ho notato la presenza di mosche, ha un viso disteso e un espressione serena.
ragionando nelle successive pedalate, dispiaciuto per la morte del piccolo cane, arrivo alla conclusione, probabilmente suggeritami dalla sua espressione serena, che
non è andato sotto ad un auto ma è andato a morire lontano dai padroni (cosa che i cani fanno, forse come ultima prova d'amore)
un pensiero ai padroni che probabilmente lo cercano o lo aspettano (doveva essere uno di quei cagnolli abituati a scorrazzare liberi) e proseguo nel mio allenamento tornando ad altri pensieri.
era giovedì 11 agosto
mercoledì 17 agosto o giovedì 18 agosto capita l'antefatto due.
Sono in ferie a casa mia e dopo una sana nuotata in mare affronto l'allenamento in bicicletta.
Dopo vari km, in ferie gli allenamenti sono più lunghi, mi ritrovo a prendere la via dei Maceri e, a distanza di una settimana ritrovo il cagnollo ancora nel bordo strada, stesso punto, stessa posizione, stessa espressione.
mi scappano un "traio" di considerazioni al volo (sto andando a velocità supersonica hihihi)
1) il servizio di raccolta carcasse del comune è lento
2) il padrone forse non lo aspettava con tanta ansia. lo avrebbe cercato nei dintorni e trovato visto che non era nascosto.
3) si trattava di un piccolo randagio.
Continuo e finisco il mio allenamento come da programma.
Oggi, a distanza di altri 5/6 giorni dal secondo antefatto, alle 12.45 salgo in bici per il solito allenamento ciclistico della pausa pranzo.
sono le 13 e qualche spiccio quando passando nella vie dei Maceri mi torna in mente il piccolo cane:
- chissà se ci sarà ancora quel povero cagnolino.
solo qualche km e ....... incredibile, è ancora lì
stesso punto si, ma ........tranquillamente seduto sull'erba.
mi segue con lo sguardo vedendomi passare con il viso come da mattacchione.
sorrido da solo e con quella sensazione di esser stato preso per il culo per ben due volte. freno e giro la bici con l'intenzione di fare conoscenza.
forse quest'ultima , forse il casco o forse " ma guarda questo che viene a rompere i maroni mentre sono qui tranquillo" lui si alza e si sposta con aria spaventata.
ha la faccia da Osvaldo , lo fotografo, lo saluto e tranquillo riparto.
Osvaldo è vivo, sono contento.