giovedì 10 maggio 2012

Randonneur ….vivere la bici da "Inbici" mese di Marzo

da febbraio 2012 inizio una collaborazione "epistolare" con Inbici rivista locale ma ormai espansa in quasi tutta Italia sul mondo ciclistico
A Marzo il mio esordio su Inbici, la "mia" rubrici è "inbici nelmondo" solitamente a pagina 58.

"Randonneur.... vivere la bici"




Scelgono la tranquillità , lontani dalla calca di centinaia di ruote , lontani dal brusio di mille voci che spesso , ahimè, sono anche troppo colorite e maleducate, lontani dalla competizione , a volte selvaggia, con gli altri.
Sono i Randonneur, i viaggiatori in bicicletta coloro che vivono la sfida con se stessi, che fanno della bici una cultura e uno stile vita.
Hanno come unico avversario il percorso , il manto stradale che si srotolerà km dopo km sotto alle loro ruote .
Almeno 200 km , questo è il limite minimo per poter essere una prova Randonnèe e dar diritto al brevetto.
Percorso aperto al traffico dove vige il rispetto delle regole del codice della strada, segnalato con frecce sulla strada, cartelli appesi ai pali dei segnali stradali e soprattutto da un road book che viene consegnato al momento dell’iscrizione.
Ogni concorrente viene dotato di una tessera divisa a quadretti , uno per ogni check point previsto, nella quale dovrà far apporre un timbro (o allegare uno scontrino di un bar segnalato) al raggiungimento di quest’ultimo.
La scheda completata sarà la prova ufficiale del completamento del percorso che permetterà poi di ricevere il brevetto Udax di Randonneur.
Pronti via e ognuno decide quando (partenza alla francese) e come partire.
Non sarà cosa rara vedere ogni tipo di abbigliamento di attrezzature montate sulla bicicletta, a seconda di come viene affrontata l’esperienza , dalle esigenze del singolo atleta, dell’indole del ciclista si vedranno persone molto vestite , con borse, zaini nelle spalle dove riporre vestiario e quant’altro fino a ciclisti tirati come se facessero un uscita da 100 km .
Si potrà conoscere il ciclista che vive la sfida con se stesso come se in realtà facesse una gara con altri ed affronterà il percorso a tutta centesimando i tempi di sosta nei check point e tirando fino al limite quando è sui pedali e il ciclista che ama farla in solitaria gustandosi tutto il panorama, con soste molto tranquille ai vari check point tutto questo passando da gruppetti di ciclisti che decidono di farla insieme, in quanto amici o per aggregazioni formatesi in “gara” che permettono di fare conoscenze che rimangono dentro ad ognuno di noi in un modo tutto particolare ( è una bella caratteristica di questa manifestazioni).
Un grande rispetto tra i concorrenti , sia che uno arrivi primo che uno arrivi ultimo la propria sfida è vinta , niente invidia , o almeno solo sana invidia per uno che va due volte rispetto a noi, nessun problema se uno in un gruppetto non da un cambio perché non ne ha o non chiude il buco .
Si aspetta se si è deciso di chiudere l’avventura insieme , si scambiano due battue e si saluta amichevolmente se è un incontro raggiunto per strada che magari rivedremo passare dopo qualche ora quando noi accusiamo un po la fatica .
200 km il minimo , Il massimo forse non sarà mai fissato finchè ci sarà gente che ha voglia di andare oltre ai propri limiti .
Oggi come oggi il brevetto più rinomato è la Parigi-Brest-Parigi con i suoi 1200 km è la manifestazione Randonèe più antica . Nata nel 1891 come corsa per professionisti è l’evento più classico ancora eseguito passato poi a manifestazione non competitive sfida endurance. La Parigi-Brest-Parigi vanta migliaia di partecipanti che, per aver diritto alla partecipazione, devono qualificarsi portano a termine una serie di brevetti inferiori - 200/300/600/800 km dentro all’anno di partecipazione -
Altri brevetti Randonnèe rinomati sono la Boston –Montreal-Boston , l’italiana 1001 miglia, la Bonifay Cheaha Sfida USA , l’Amburgo-Berlino-Colonia-Amburgo fino ad arrivare a gare come la Furnace Creek e la Raam Coast to Coast che escono dai confini della Randonèe per entrare nell’estremo.
Non è necessario però andare oltre frontiera per avvicinarsi al mondo dei “viaggiatori in bicicletta”.
Nella nostra Romagna ci sono due prove:
14 aprile a Cervia “sull’antica via dei Romei” km 200 o 315
02 maggio a Lugo “Randonnèe della Romagna” km 300 con dislivello di 2.800.
Il sito ufficiale dei Randonnèe Italiani è http://www.audaxitalia.it/ sul quale si possono tutte le informazioni, le gare con relativi regolamenti e cancelli orari di passaggio entro al quale si è considerati ancora dentro alla “competizione” .
Le manifestazioni sono aperte a qualsiasi mezzo con trazione a pedali e catena, non importa il numero di ruote quindi è possibile farle anche con tricicli o mezzi particolari.
Pronti per la fatica perché tale è con qualsiasi passo si decida di affrontare la sfida , la posizione in bici, il tempo che passa lento (sembrerà veloce solo quando sarai alla fine), i dolori ai muscoli , gli indolenzimenti che ti porteranno a dire la classica frase “ma chi me l’ha fatto fare” . Lo spazio rubato al sonno per chiudere l’avventura nel minor tempo possibile, la fatica mentale di impartire l’ordine di continuar a faticare ai muscoli quando ti accorgi di perdere il controllo di te stesso per dei frangenti seguiti da dei bruschi risvegli dettati da un repentino cambio di direzione , tutto questo e molto altro fanno parte di questo modo diverso di vivere la bicicletta, lontano dall’agonismo più sfegatato , lontano dal doping e più vicino ad altri valori che purtroppo vengono sotterrati in molte gran fondo (salvando le migliaia di persone che lo praticano con la passione pura)
Un invito alla prova per respirare un aria diversa vivendo appieno bicicletta e se stessi