martedì 5 giugno 2012

"Copenaghen" da INBICI nel mondo ... Mese di Maggio

Togliere spazio alle carreggiate stradali per lasciare più spazio al traffico ciclistico ….. fantascienza , forse un sogno verrebbe da dire, ma così non è.
La bici in fondo non è solo la MTB o la bici da Corsa usata da milioni di persone per la personale pratica sportiva , è uno dei più antichi mezzi di trasporto per persone e sicuramente uno dei meno inquinanti al mondo.
Soprattutto nei paesi del nord Europa (Scandinavia, Olanda, Svezia) dove l’attenzione alla salvaguardia della natura (di riflesso anche della razza umana) è maggiore, è capitato e capita ancora che vengano tolti spazi al traffico automobilistico per lasciare spazio alle biciclette.
Per dare spazio a questa realtà genuina Inbici per il mondo, questo mese, punta la penna sulla città considerata, a ragion veduta, la capitale mondiale della bicicletta.
Siamo in Danimarca e più precisamente a Copenaghen città dove negli ultimi 30 anni c’è stata un “anomala” inversione di tendenza per evitare che una tradizione di piste ciclabili e biciclette venisse spazzata via dalla tecnologia crescente ed una nuova cultura.
Le istituzioni cittadine hanno lavorato oltremodo per agevolare l’uso della bicicletta fornendo ai ciclisti una precedenza sia a livelli di importanza che nel codice della strada, creando soluzioni che spingano sempre più all’uso del mezzo ciclistico.
Girando per la città si possono notare, a ridosso dei percorsi ciclabili, dei contatori che rilevano quanti passaggi ciclistici avvengono giornalmente.
Questo permette si di fare delle statistiche, di studiare come si muove il traffico sulle due ruote in una giornata di sole rispetto ad una giornata nevosa ma fa si che gli incredibili numeri, visibili a tutti, abbiano un effetto psicologico nei cittadini facendoli sentire fieri di esserne parte.
4 milioni di biciclette , vie che registrano 38 mila passaggi al giorno, il 37% di pendolari che si reca al lavoro sul mezzo a due ruote , una percentuale che sale al 55% se si conta anche chi usa la bici per recarsi al cinema piuttosto che al supermercato ed una serie di misure atte a rendere il ciclista sempre più sicuro.
Carreggiate tolte alle auto per dare spazio alle biciclette, semafori con un pre-verde che da la possibilità ai ciclisti di liberare gli incroci prima delle auto , luci al led (visibili dagli automobilisti che provengono dalla parte opposta) che lampeggiano quando stanno passando delle biciclette segnalando agli automobilisti che non è il momento di girare a destra.
Una cultura diversa del cittadino che non vuol dire andare contro alla tecnologia, non acquistare o usare le automobili ma solo cercare di usarle meno e meglio in modo da non appesantire l’aria che giornalmente respiriamo con inutili e dannosi gas di scarico.
Rispettare la natura per star meglio noi stessi.
E’ provato, specialmente nelle città ad alta densità di popolazione, che il tempo impiegato per percorrere 5/10/15 km nelle ore di punta è assai minore se percorso in bicicletta oltre che ad essere molto meno snervante rispetto alle continue code in tangenziale.
L’evoluzione ciclistica oggi permette di avere bici con una moltitudine di rapporti tali da soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di “gamba” (gergo ciclistico per indicare la forma) ed, inoltre, grazie alla tecnologia moderna, è anche possibile ascoltare/seguire la propria stazione radio preferita , piuttosto che la propria musica (consigliamo di indossare solo una cuffia in modo da continuare a sentire i rumori esterni e garantirci l’attenzione).
Copenaghen , l’unica città in cui è stata creata “L’onda verde” , una ciclabile di 6 km attraverso il centro che ,se percorsa alla velocità di 20 km orari, permette al ciclista di non appoggiare mai i piedi per terra trovando tutti i semafori con la luce verde.
La creazione di posteggi sicuri per ogni tipo di biciclette e la commercializzazione delle “bici-cargo” ha fatto si che anche molte categorie lavorative/tempo libero che operano negli spazi cittadini si siano convertite all’uso delle due ruote (in questo caso anche tre o quattro) avendo oltretutto molti vantaggi economici.
Una città più viva,più in forma, meno stressata e sicuramente più respirabile quella dei paesi scandinavi cultura che in fondo non è poi tanto impossibile da abbracciare e nemmeno tanto impegnativa da vivere.
Un invito alle amministrazioni a tener conto di quanto si potrebbe fare in termini d’inquinamento e di qualità della vita promuovendo l’uso delle due ruote e lo stesso invito ai cittadini ad usare di più la bicicletta in modo da creare un movimento che non passi inosservato ed inneschi il meccanismo per un cambio di tendenza e tutto quel che ne consegue.
Forse un giorno non ci troveremo più di fronte ai blocchi del traffico , forse ma in fondo anche se così fosse non darebbe più fastidio
Noi andiamo in bicicletta

Andrea Pelo di Giorgio