sabato 7 luglio 2012

Randonnee di Romagna di Andrea Pelo di Giorgio ....da InBici


Continuo a dirmi che sono fortunato e questo concetto lo espongo e condivido anche con Maurizio che pedala al mio fianco nella strada che porta a Cotignola.
Sono le 22 e qualche minuto di sabato 5 maggio , entrambi (come del resto altri 37 atleti) abbiamo scelto di regalarci un sabato sera diverso dalla norma .
L’occasione è venuta con la Randonnèe di Romagna prova valida per il brevetto AUDAX Randonneur Italia sui 300/400 km organizzata dai ragazzi dell’ U.C Francesco Baracca di Lugo di Romagna.
Il clima è fresco e la nostra pedalata è spazzata da un vento deciso mentre nel cielo ancora le stelle e la luna la fanno da padroni rilegando all’orizzonte i nuvoloni minacciosi .
Io e Maurizio (che sarà compagno della parte iniziale) siamo d’accordo nell’affermare la nostra fortuna nell’aver la voglia di regalarci delle emozioni che sono lì a portata di mano e semplicemente attendono di essere vissute. La voglia di una sana sofferenza che non sarà mai tale in raffronto a quello che saprà donarti .
Già , in quelle strade di campagna, la moltitudine di luci rosse , fisse o lampeggianti, o bianche , se viste dal davanti regalano uno spettacolo inusuale e non indifferente cosa che notiamo anche quando passiamo dai paesi attirando l’attenzione della gente .
Partenza da Lugo di Romagna con direzione Cesena attraversando la campagna, ritmo allegro e allegria nell’aria.


Le chiacchere volano tra i ciclisti , ci si presenta personalmente e agonisticamente , ci si conosce , imparo che Maurizio è di Milano , ciclista da molti anni e randonneur da pochi , ama la libertà , gli spazi aperti , la pedalata libera senza lo stress della gara diventato eccessivo, a parer suo (anche mio) nelle gran fondo; che Luigi è venuto da casa (150km) in bicicletta e dovrà anche farvi ritorno; che il mio compaesano ha impegato 77 ore per portare a termine la Parigi Brest Parigi …. E ha in mente un viaggio lungo 3 mesi con 160 km al giorno
Un piccolo bar itinerante che si muove nelle luci della notte.
Raggiungiamo e oltrepassiamo Cesena e cominciano i “mangia e bevi” , il gruppo si allunga , le chiacchere rallentano mentre usciamo dalla “civiltà” girando a dx al bivio di Borello. Direzione Ranchio e Passo del Carnaio.
Pian piano ognuno prenderà il suo passo e quello che era un gruppetto omogeneo si trasformerà in piccoli gruppetti o atleti solitari che cominciano a respirare l’aira di libertà e a godersi la notte.
Praticare lo sport nottetempo ha sempre un fascino tutto particolare.
Sarà quel colore scuro , quei giochi di ombre che così caldamente ti avvolgono, sarà la bellezza dei lumini lampeggianti che sparano segnali rossi o il fascio di luce bianca potente che scava nell’oscurità , sarà che sei solo , nella pace , immerso alla vita che dorme , o forse che per quanto sia semplice farlo rimane pur sempre una cosa inusuale ai più .


Mi godo il fascino mentre la strada comincia a salire arrivando al paese di Linaro arrampicato in un piccolo dente di roccia , un piccolo borghetto caratterizzato in uscita da un piccolo e semplice cimitero che con discrezione saluta il tuo passaggio con i suoi lumini tenui e ordinati dietro ad una cancellata in vecchio stile.
E’uno spettacolo per gli occhi e siamo solo agli inizi , il vento soffia sempre forte , le previsioni hanno dato brutto tempo ma in cielo la luna e le stelle sono ancora protagoniste del palcoscenico.
Avanzo tranquillo , sistemo un paio di cose che mi portano a staccarmi dal gruppetto ma va bene , da solo sto sempre bene.
Passa , Linaro , Ranchio e da Civorio inizia una salita costante di 10 km che ci porterà a Spinello dove è previsto il primo controllo orario . Si esce definitivamente dalla civiltà seguendo la strada che si disperde nel paesaggio appenninico , non passa un automobile neanche a pagarla , sei padrone incontrastato di quel momento , occhi e mente assorbono ciò che ti sta intorno.
Passo regolare senza forzare , raggiungo alcuni atleti continuando col mio ritmo .
E’ una salita fantastica , molto bella anche di giorno, quella che porta a Spinello , regolare ma impegnativa.
Passato il paese un camper ben illuminato funge da controllo orario, dove i randonnneur fanno apporre il timbro di passaggio sulla carta di viaggio e si rifocillano in un ristoro ben fornito .
Stop di circa 10 minuti durante i quali si chiacchera , si scherza e si chiedono lumi sul percorso poi , in gruppetto si riparte.
L’unico problema nel far la sosta è il freddo che ti afferra quando riparti .
Mi sono ghiacciato a tal punto che passati un paio di km mi fermo , cavo zaino scarpe casco e indosso del vestiario lungo .
Sto bene, il giubotto di goretex è sempre l’assoluto anche se, effettivamente, in salita fa sudare….. faccio finta di niente . Scavalliamo il Carnaio (ho raggiunto altri bikers) , scendiamo a S. Sofia percorrendo circa 6 km di discesa dove lascio scivolare la bici con i freni leggermente pinzati (di notte è meglio fare un po’ di attenzione)
Si sale verso la Campigna , in totale saranno oltre 20 km di salita continua 15 di salita dolce poi impegnativi , passiamo Corniolo, la Campigna e arriviamo allo svalico del passo della Calla.
La strada che ci porta in Campigna è spettacolare e lo è ancora di più il fatto che la luce della Luna permette di salire con il faro anteriore spento ( io lo faccio) dando una sensazione magica a quel paesaggio e a te che con la tua bicicletta lo stai varcando in silenzio quasi a non volerlo svegliare . una sensazione magica . Gli occhi si gustano i paesini che si incrociano , tutto zitto , tutto fermo
Ordinati nella loro semplicità , il bar centrale di ogni piccolo borgo con tavoli e sedie tranquillamente all’aperto con ombrelloni aperti . Nessuno li porta via, nessuno fa del vandalismo .
Li noto , li fotografo con la mente e così con altri mille particolari … quante cose si notano “passeggiando” in bicicletta.
Avvicinandosi al passo della Calla la luce della luna deve sottostare alla prepotenza delle nubi , si riaccende la luce anteriore della bicicletta e si lotta con le sferzate del vento sperando che rimanga solo vento. Allo scollinamento, dopo una sosta ad un bar chiuso per riempire le borracce (un amico sapeva che dietro c’è un rubinetto) arrivo sudato fradico sotto al goretex …. c’è la nebbia e la temperatura si è considerevolmente abbassata , saranno 8° circa . Chiudo il Giubotto scherzo col compagno di pedale ( è rimasto solo lui e andremo insieme fino alla fine) … gli ricordo l’Osteria al Curvone di Fantozzi (l’ambiente nebbioso è quello) e scendiamo a freni tirati per i primi 5/7 km ….tirati tirati perché si vedeva veramente poco .
La discesa è di 16 km e fa tempo a farmi stancare le mani e la schiena alta , tra le scapole. Prima della fine arriva l’alba , le luci si spengono e con loro sparisce la magia della notte.
Affrontiamo la parte Toscana serpeggiando tra il confine di Arezzo con Firenze fino al valico Croce dei Mori (12 km di salita tranquilla e pedalabile) che affronto col mio nuovo amico di cui non conosco e non saprò neanche il nome …. ma è lo stesso.
Scendiamo a Vicchio dove al Bar Baraonda è ospitato il secondo controllo .


Ne approfitto per ordinare un toast , due brioches con marmellata, una coca cola, un caffè e per cambiarmi togliendomi le tenute fradice dal sudore creato dal Goretex . Mi alleggerisco visto che è già giorno e la temperatura è salita.
Guardandola dal basso la Colla (prossimo passo) è chiaramente sotto la pioggia ma il quarto d’ora che perdiamo al bar farà si che al nostro passaggio troveremo solo la strada bagnata oltre al vento.
18 km di salita con gli ultimi 6/7 impegnativi, scolliniamo anche quelli commentandoli coloritamente più di una volta , scendiamo velocemente, sfruttando una bella discesa con asfalto non proprio perfetto, a Marradi . Direzione Faenza inserendoci nel percorso del Giro di Romagna col quale condividiamo la penultima salita, per loro .
4,7 km sull’”ignorante” andante prima di un ultimo bel ristoro e controllo tempo dove veniamo anche elogiati dai alcuni gran fondisti.
Non ci resta che partire prendendo la strada che riporta a Faenza prima Lugo poi rientrando nella civiltà e nel traffico cittadino.
Io e il mio amico..l’i innominato…. arriviamo a Lugo alle 12.25 contenti e soddisfatti , lui proseguirà per i 100 km che lo porteranno a fino a toccare Comacchio , io mi fermo convinto di aver abusato abbastanza della fortuna col meteo , a posto con la mia coscienza atletica.
Ne vale sempre la pena.

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