mercoledì 13 marzo 2013

"Pratico Triathlon e sono normale" da Inbici di Andrea Pelo di Giorgio



“Pratico Triathlon ………..e sono normale”
Triathlon,  una parola che a vederla mette quasi paura  verrebbe  da dire  viste le reazioni  quando racconti di praticare questa bellissima disciplina.
Tre sport in sequenza in immediata successione.
Il colpo di pistola davanti ad uno specchio d’acqua e la linea finisher al termine di una sgroppata a piedi dopo essere transitati attraverso  un giro ciclistico.
Impegnativo certo come la parola sport riassume,  più o meno in proporzione all’impegno profuso e agli obiettivi  ma capace di regalare emozioni  già alla decisione di provare.
La bellezza di un fisico che viene impegnato in tre specialità molto differenti tra esse  sia per la modalità di svolgimento, per il luogo e per la muscolatura che viene chiamata in causa nella singola frazione.
Emozioni che iniziano già dalla decisione si provare quando sarà impossibile frenare una mente già proiettata all’esordio , all’enfasi , alla paura.
Ma il triathlon, lo sport visto dalla maggioranza della gente come sport  riservato ai duri , è in realtà accessibile a tutti .
Una gara sulla distanza Sprint, quella d’ingresso , impegna un atleta medio per meno di 1 ora e 30 minuti  protraendosi per gli atleti più lenti fino al paio di ore  distanza temporale assolutamente non impossibile da raggiungere da qualsiasi persona.
Basta in realtà la passione , la voglia di provare uno sport  capace di regalare un susseguirsi di sensazioni difficili da trovare insieme in altri sport.
Non serve molto , occhialini cuffia , una bici (anche la propria mtb), casco ed un paio di scarpette per mettersi in gioco e capire che questo sport ti rapirà immediatamente indicandoti , nelle esperienze a venire  le distanze più congeniali alla tua persona ma spingendosi , così come succede con la maratona per i podisti, prepotentemente verso l’obiettivo Ironman.
Fatta eccezione per qualche competizione promozionale ( tessera giornaliera)  per partecipare alle gare di Triathlon nazionali occorre essere tesserati  ad un Associazione Sportiva regolarmente affiliata alla Federazione Italiana Triathlon (F.I.Tri).
Tre sport diversi   uniti tra loro da un lasso di tempo in cui si transita dalla famigerata zona cambio (T1  nuoto-bici e T2 bici-corsa ) …. Il quarto sport  in cui tutto  deve essere al proprio posto, veloce , pratico e programmato perché anche quel tempo sarà competizione pura.
Tutto pronto , il casco appoggiato al manubrio  il numero di pettorale tra le corna del manubrio  con il classico elastico teso,  le scarpe a terra a destra rispetto la bici .. osservandola.
 Un colpo d’ occhio alla posizione  della propria bici in zona cambio  cercando un riferimento ben preciso da inquadrare al momento dell’entrata subito dopo alla frazione natatoria.
 Sarà facile  una volta usciti dall’acqua ed arrivati col cuore in gola  alla zona cambio di corsa non avere una visione lampante che individui velocemente  la nostra bicicletta.
 Alzarsi in piedi  con il cuore in gola per lo sforzo natatorio e avere la necessità di un ulteriore surplus di energia  per raggiungere la zona cambio  porterà il cuore  a livelli  ancora più alti proprio nel momento in cui serve lucidità per entrare decisi  e diretti verso la propria posizione .
E’ li che il punto di riferimento chiaro e visibile aiuterà il triathleta mentre  è già proiettato nel non sbagliare quelli che sono i meccanismi, provati e riprovati ,  del T1  . Lucidità mentale, organizzazione,  meccanicità nei movimenti  saranno quelli che ci faranno risparmiare preziosi secondi.
 Nuotare velocemente ed uscire altrettanto velocemente della zona cambio da la possibilità all’atleta di inserirsi  in gruppi ciclistici o gestire la situazione in attesa del gruppo che si crea alle spalle che ci farà risparmiare energie in vista della prova podistica.
Nel triathlon odierno la scia è ammessa, salvo diversa segnalazione,  solo nelle distanze sprint /olimpica ed è proprio per questo che su queste distanze  la frazione di nuoto e la zona transito nr 1 (T1) hanno assunto un valore ancora più importante .
L’uscita dall’acqua, la tensione estrema della zona cambio, il montare in corsa sulla bici ( la bici va accompagnata a mano fino  all’uscita della zona) ancora completamente bagnati , i brividi del freddo renderanno magico  il momento  come  sarà poi il rientro  verso il T2 (2° transizione) .  Si scende all’ingresso accompagnando la bici fino alla propria postazione , guai a togliersi il casco prima di aver appoggiato la bicicletta , si rischia l’ammonizione e sarà una perdita di tempo visto che i giudici fermeranno l’atleta facendo richiedere il casco come guai a posizionare la bicicletta a rovesciata rispetto a quando si è presa-
Infilarsi le scarpe da correre in un momento di tensione come quello , con le gambe ancora tremanti dallo sforzo ciclistico si potrà rivelare una cosa più complessa di quello che è la normalità. Sangue freddo , lucidità , ” meccanicità” 
La partenza podistica sarà veloce , spinta dalla foga del cronometro e con ancora nelle gambe il movimento potente della frazione ciclistica.
Basteranno pochi metri , specialmente nei primi periodi quando il muscolo non sarà ancora abituato, a darci la sensazione di una gamba  che diventa di piombo.
Usare la muscolatura opposta quando ancora quella ciclistica è gonfia di sangue è una sensazione “distruggente”  che non farà altro che accrescere la soddisfazione personale di andare a raggiungere il traguardo finale dove una grandissima emozione  ,anche se ti sarai misurato “solo” nella distanza sprint, ti attraverserà completamente.
È il triathlon , capace di regalarti  sensazioni potenti lungo tutto il corso della tua sfida . Mai noioso , mai stancante mentalmente anzi  …. stimolante. 
-          “Si forse non sarò un gran ciclista ma a piedi me la cavo proprio bene “
Ed ecco che la mia strategia di gara sarà diversa , incentrata nel limitare i danni  nella frazione meno felice per me, per magari andare a riprendere il mio avversario diretto nella frazione a me più congeniale .
Un a competizione sempre aperta a ribaltamenti di fronte, che porterà ad allenare più assiduamente una frazione piuttosto di un'altra a secondo delle proprie caratteristiche o a quelle della prossima gara. Allenamenti che porteranno il mio  ad abituarsi , a non soffrire più il cambio da una specialità e l’altra, a far si che  le azioni in zona cambio diventino meccaniche , quasi perfette , disperdendo sempre meno tempo possibile  perché nel triathlon il cronometro si ferma alla fine di tutto  ….non conosce soste  proprio come il triathleta.
Le tecniche , i materiali nel tempo si sono evoluti , il classico  costume e il top sopra (che si  nascondeva sotto al costume nella frazione nuoto) ormai è obsoleto , ci sono i body idrodinamici fatti di  materiale tecnico che permette di scivolare e galleggiare maggiormente nell’acqua con i quali si può pedalare e correre.  Mute morbide e comode  come dei pigiami ,  triathleti pian piano si son fatti “astuti” torvando soluzione atte a risparmiare tempo.
 Le scarpe da bici  si indossano ormai  mentre si pedala, vengono lasciate già attaccate ai pedali  cosa che permette di uscire dalla zona cambio e rientrarvi correndo a piedi nudi cioè molto più velocemente   rispetto  alla corsa con  un paio di scarpe tacchettate . anche gli  occhiali ormai non si indossano più in zona cambio  ma  vengono fissati sul casco limando anche  quella perdita di pochi secondi .
Le bici da crono nelle gare dove la scia non è ammessa sono ormai sotto al sedere di tutti gli atleti migliori  oltre che di tanti altri atleti.
Sport olimpico dal 2000 il triathlon si è confermato negli anni come   uno degli sport più spettacolari ed incerti, sotto al profilo del risultato finale,  al mondo .
La crescita di popolarità fa si che sempre maggiori  atleti di caratura mondiale si cimentino nel triathlon alimentando la crescita di questa incredibile sfida con se stessi .
Le distanze individuali  riconosciute dalla Federazione Italiana Triathlon (F.I.Tri) sono :
Sprint : 750/20/5
Olimpica : 1500/40/10
Medio: 1900/90/21
Lungo: 4000/120/30
Superlungo (distanza Ironman) 3.8/180/42
Le sedute di allenamento possono andare dalle 4 settimanali alle due/tre al giorno , tutto è relativo e proporzionato  agli obiettivi , alla tipologia di gara e alla voglia di migliorare che si ha praticando questo sport riconosciuto da studi medici come sport che fa bene alla salute  specialmente alla  cardiovascolarità dell’individuo e  validissimo nella prevenzione a malattie  come la sclerosi multipla.
Saranno poi le caratteristiche dell’atleta la voglia di sfidarsi per raggiungere obiettivi sempre più ambiti o agonisticamente importanti  a dettare la strada e ad indicare la distanza più consona  da praticare
Semplice avvicinarsi,   in tutta Italia vi sono gruppi sportivi affiliati alla Federazione Italiana , sarà sufficiente un contatto per entrare a far parte di un mondo nuovo che non ti farà sentire la fatica intesa come fatica ma provare una nuova filosofia di vita .
Il Triathlon è per tutti
Andrea Pelo di Giorgio
Surfing Shop Triathlon x info : andigio@alice.it     



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