giovedì 14 marzo 2013

800 - Trail delle Cartiere / week end autogestito

800 i numeri della questura ,  200 quelli della curia , 3500 queli del sarto del paese  ma in realtà eravamo molti di meno al week end autogestito di Trail organizzato a Gaino ridende paesino nel comune di Toscolano Maderno (lagoo di Garda - BS)
Le cause della debacle saranno, dopo un attenta analisi dell'agenzia Ansia,  individuate ne:
-  la crisi
-  litigi intimi, dell'ultimo momento, di coppie che avevano confermato il week end sportivo/amoroso
-  anguille partorienti "settimine"  che hanno costretto  il prof. a non partire  scatenando, fra l'altro, l'ira funesta della signora.
-  comunicazione leggermente tardiva degli enti locali avvenuta proprio in contemporanea ad un abbondante nevicata che ci aveva quasi indotto ad annullare per forze maggiori
-  Berlusconi
-  Il terremoto in Irpinia
-  le votazioni
- le future dimmissioni del Papa
- varie ed eventuali

Nelle giornate di Mercoledì e Giovedì il clima ci aveva dato una mano con due splendide giornate a 12° di temperatura che insieme al lavoro certosino del comune di Toscolano Maderno aveva sciolto la neve pulendo gli accessi all'agriturismo (base dell'evento)  situato a 4 km dal paese e raggiungibile percorrendo la via   delle Camerate   che in 15 minuti ti accompagnava totalmente fuori dalla civiltà.
Lì dopo quei 4 km  sorge ,appunto, l'agriturismo San Lorenzo in Persegno gestito dal gentilissimo  Luca Tononi e signora.
Insieme a noi, i soliti allegri  suonati,  Surfing Shop , Tecnica ed Enervit  a supportarci  con gadget ed immagine e quant'altro.
Salgo nella giornata di Venerdì con la mia Kia Rio ( o Kio come la chiama  la gente che entra in concessionaria per risparmiare anche le lettere) che in realtà non è la mia  ma questo è un altro discorso, strapiena di ogni cosa  per  accogliere le 800 persone  della questura.
Dedico un oretta all'allenamento podistico sul lungo lago e poi via con i movimenti  organizzativi.
Prendiamo accordi con Daniela del bar tabacchi edicola di Gaino centro sia per la giornata del sabato nel quale il bar sarebbe stato punto di partenza e arrivo sia per quella di domenica nella quale ci sarebbe stato solo un passaggio ristoro per gli atleti.
Sabato arriva portando con se una splendida giornata di sole ed un clima veramente mite.
Tutto è tranquillo  molto tranquillo e questo non lascia certamente presagire l'arrivo di molta gente.  Gli unici Confermati e sicuri  sono il mio socio Cristian - Lo Stambecco Cervese-  , Stefano Tisso, Paola , Paola  l'altra che anticipa l'arrivo del marito impegnato professionalmente per il sabato pomeriggio,  tre o quattro ragazzi modenesi più Massimo barman della Brescia centro e neo babbo in Brescia periferia  questi ultimi presenti solo per la giornata di Domenica.
Il resto è un forse,  un vediamo, d'altronde questo  è il rischio di questi happening o flash mob (siamo moderni dunque)  che non prevedono un iscrizione anticipata,
Noi arriviamo comunque pronti ad ospitare anche qualche persona in più oltre alle 30 , non certo quelle che comunicherà la questura.
Mentre con Paola (non quella che deve ancora arrivare) agghindiamo l'entrata del Bar di Daniela  con il materiale   Surfing Shop, Enervit, e Tecnica, arriva, la triade romagnola Cristian, Tisso, Paola (romagnola acquisita) che si presenta con un tentativo del driver  Tisso di  passare da un vicolo largo 1 metro e 30.
Il lavoro di convinzione  di Cristian eviterà inutili danni. Meglio parcheggiare a 50 metri .
Il colpo più duro, inatteso e difficile da digerire  è comunque l'assenza non giustificata, ne comunicata, della sagoma di Cristian  sparita misteriosamente 10 minuti prima che lo Stambecco Cervese salisse in auto.
Della sparizione la principale ed unica indiziata risulta essere la moglie Debora.
Per fare luce sulla situazione sono stati chiamati i Ris capitanati da Jan Ras.
Bona a le!!!
L'uso ed abuso di Cristian a mo di chiodo per tenere su il telo Enervit anticipa un buon caffè e l'appuntamento alle 13.30 per le operazioni di pre partenza.
La questura parlava di 300 per il sabato,  in realtà eravamo in 5  , 3 runner e due camminatrici (il bio-Paole) anche se dal casino e dalle risate sembravamo molti di più.
Il clima ottimo permetteva un abbigliamento a pochi strati che lasciava liberi nei movimenti.
Foto di rito a fianco della vela Tecnica e si parte.
Subito d'amblè senza neanche lasciare il tempo di rompere il fiato Cristian chiede sia fatta chiarezza sul perchè  dei somari al pascolo postando la domanda in rete tramite il suo ipad a schermo pieghevole ed imbastisce un comizio elettorale nel quale promette ponti e campi da tennis agli abitanti.
Qualche km tranquillo con Tisso che non rompe il fiato ci  porta alla deviazione,a dx, verso al monte Castello introducendo sul percorso un leggero strato bianco, non aspirabile, misto a fango affrontabile senza inzaccherarsi troppo.
La strada sale decisamente siamo intorno ai 360 metri di dislivello sia nel mio satellitare che in quello di Tisso, che non ha  ancora rotto il fiato, mentre  il polso di Cristian segna 375 metri .
In una riunione estemporanea della durata di 100 metri circa lineari viene deliberata una modifica percorso  che permette al trio di cinghializzarsi abbandonando la strada maestra.
Tisso farfuglia qualcosa che si mescola al fiato non rotto e disperde nell'aria senza che nessuno colga il significato.
Erba rinsecchita sotto ai piedi  salendo per versanti indefiniti ma in fondo nessun rischio eccessivo visto che in alto ,  come n faro, faceva bella mostra di se il Monte Castello.
- saliamo qui a destra.  Secondo me ci rimettiamo nella strada che abbiamo abbandonato. le parole famose
Saliamo di quota, non prima di aver scavalcato un recinto di filo spinato (probabilmente stavamo cinghiaializzando in proprietà privata) , attraversiamo zone di caccia riconoscibili da capanni da postazione e da gabbiette adibite ad ospitare richiami vivi ( grande scorrettezza umana).
Il sentiero principale che ci avrebbe portato a transitare dal paese costruito con capannoni commerciali (non bellissimo a dire il vero)  non lo beccheremo più in quanto la strada ignota ci accompagnava alla dx del Monte Castello con direzione dritta verso alla cima.
Ci accorgiamo della situazione  dopo aver preso un bel sentiero che nel giro di poche centinaia di metri ci immerge in un paesaggio completamente innevato e in completa ombra.
Lo percorriamo per un chilometro circa prima di decidere, saggiamente , di ritornare sui nostri passi abbandonandolo al suo destino.
La discesa è divertente e veloce grazie anche ad un buon grip della neve ancora soffice.
Al bivio lo stambecco fiuta direzione Dx  che in effetti ci riporta alla strada maestra, quella che gira intorno al monte,  facendoci sbucare all'entrata della casa dal grande cancello.
I capannoni artigianali/industriali  sono alle nostre spalle, la discesa ripida in asfalto ci porta a fare le solite considerazioni sulla difficoltà muscolare nell'affrontare tratti così secchi e ripidi  ma diventa anche motivo per la registrazione di uno spot pubblicitario sulle scarpe Tecnica.
Rimaniamo concentrati , di lì a poco  un ultima deviazione sulla nostra dx ci avrebbe portato al tratto finale di single track.
Sbagliamo .... è ovvio ..... ma per non dare soddisfazione alla natura e per comportarci da cinghiali seguiamo i consigli della geometria che indicano nella retta la strada più corta.
Ruzzoliamo tra erbaioni e rovi riguadagnando la strada asfaltata per beccare pochi metri dopo la deviazione giusta mentre il sole in cielo ci sorride.
Grufoliamo alla grande, oltrepassiamo il giardino delle api (tutte in letargo) , notiamo lo spontaneo rapporto idilliaco di Cristian con i cani e telefoniamo all'amico Oliver giusto per fargli venire un po' di becco ....a lui e alle anguille che poi non si sono neanche sviluppate .
Entriamo nel paese di Folino, piccola frazione caratterizzata da tre super ville dal complesso stile architettonico affibbiate, da noi , a 3 fratelli ricchi ma oculati nelle spese a tal punto da investire su di un solo geometra per il progetto.
Si confabula sul discorso "giardino impegnativo da curare ma se ho una villa così ho anche il giardiniere e vado a correre"  mentre ormai  manca meno di un chilometro al bar da Daniela che coincide con la fine della prima giornata trail .
Tisso rompe il fiato  proprio mentre sorseggiamo un the caldo e poco prima di muoverci in direzione casa di Paola dove è stato allestito un  angolo relax  davanti allo spettacolo lacustre in grado di trattenerci fino al termine del pomeriggio.

La Cena
La cena prevista per le ore 20.30  all'agriturismo S. Lorenzo in Persegno da Luca e signora  era stata prenotata per i personaggi già presenti con l'aggiunta di Stefano in arrivo post lavoro da Ravenna.
I ragazzi ci avevano già raccontato dell'ambiente e della bellezza  trovata all'agriturismo ma per quanto fossero state convincenti le parole non ci attendevamo una bellezza del genere.
Nuovo, pulito , elegante ma non  impegnativo, legno in abbondanza, ampio salone riscaldato da una stufa a legna ed un camino che tirava che neanche il campione del mondo di pippatori avrebbe potuto tanto .
Una tavola apparecchiata come nelle occasioni migliori ci attendeva proprio davanti al camino invitandci a prendere posizione.
Poca tecnologia, giusto un pc portatile per i collegamenti d'obbligo per un attività, assenza di televisione ...appartamenti compresi .... e selezione naturale delle linee telefoniche.
Gli appartamenti per la notte  ricalcavano lo stile e la bellezza dell'ambiente principale , dotati ognuno di una stufa a legna con cesta piena e riserva in terrazza e di zona notte soppalcata che rilasciava nell'aria una sferzata di romanticismo rivisitabile anche in chiave hot in caso di coppie  anche di fatto.
Il sorriso e la disponibilità di Luca e signora erano ...e sono ....decisamente l'arma in più per rendere magico un luogo già incantevole di suo.
Tutti seduti e pronti a degustare  un abbondante (ottimo fra l'altro) menù "leggero" da atleti  proposto da Luca che ci porterà ad imparare che per quanto leggero sia  quando mangi come un ludro ti alzi comunque appesantito ...Burp!
Antipasto :  saltato a piè pari su decisione unanime - astenuti i Grillini
Primo : tagliatelle al ragù di lepre  poco furba
            gazoncelli burro e salvia
secondi : Pollo arrotolato ripieno di pollo arrotolato tritato
              Scaloppine alla classica e buone
contorno : insalata e forse anche patate al forno (la digestione già mi toglieva il sangue dal cervello e non ricordo)
Bevande: vino , coca cola, acqua gas e non
Dolci : tutti
+ castagne sotto spirito e grappa locale
caffè
il tutto , caffè escluso, in porzioni giganti.

Stefano non arriva ......un ritardo, attimi di tensione almeno fino al test di gravidanza ...... poi ci chiama sfruttando l'unica rete telefonica in grado di arrampicarsi fino a quel luogo disperso e legata, non si sa per quale strana combinazione , allo Stambecco Cervese  un uomo che  lo puoi vedere sotto tutti gli aspetti fuori che quello tecnologico.
Ma lui ti sorprende perchè oltre ad essere in possesso del tablet arrotolabile nasconde nella tasca un gioiello della tecnologia moderna.
La prima telefonata  è concomitante all'uscita Brescia Est .....wrooooommmmm ..... troppo tardi Stefano...   e fa si che, una volta acquisita la posizione del marito di Paola  noi si decidesse per partire con la cena ma non prima di aver dedicato un pensiero ad Oliver, alle sue anguille non nate e al nervoso dell'uomo venuto appositamente dalla Sardegna su di un battello guidato da Capitan Schettino.


Il telefonino di Cristian: vero gioiello della tecnologia moderna è quanto di più avanzato che si possa trovare sulle tavole degli ambulanti cinesi viene celato, per non ostentare una superiorità, dentro ad una custodia a forma di vecchio Nokia .
La sua elevata capacità funzionale unita alla nuova e tecnologica G3 d+1500 donano all'oggetto tecnico una durata  di batteria praticamente perenne e tacche di ricevimento talmente numerose che a volte fuoriescono dallo schermo.
Il gioiello ospita al suo interno varie applicazioni ludiche come  il muro, il serpentone e lo space invaders nel quale se perdi ti suonano il campanello di casa e c'è poco da ridere .
- quanti gradi ci saranno fuori ?
Lui sa, basta spingere un tasto tipo il 2 per vedere che la temperatura esterna è di 2°  o il 3 se si vuole un grado in più .
- quant'hai di pressione ?
90 ..... nello schermo abilmente attivato dalle dita di Cristian  appaiono i numeri 9 e 0
- ma è alta 90!
- ah , è alta ?  Aspetta ....
due piccoli tocchi ed ecco che sul display appare la pressione giusta  .... 70 .
L'uomo di Neanderthal tecnologico .....CHE SPETTACOLO!!!!

Alle ore 10.30 l'arrivo di Stefano che dopo essersi lasciato alle spalle l'autostrada ha volato seppur rispettando i limiti .
Per lui solo un primo, gazoncelli burro e salvia  serviti su di un piatto di quelli da portata  praticamente pieno, che viene spazzato via tra una risata e l'altra.
Tutti dicono Burp!  e la serata si chiude  ma non prima di essere usciti ad appendere striscioni e bandiere  Tecnica, Enervit, Surfing Shop avvolti da un clima frizzantino niente male.

Domenica 17 Febbraio 
Appuntamento alle ore 7.45 all' Agri San Lorenzo e più precisamente al tavolo colazione dal quale anche   io e Paola tociamo  approfittando  dell'ospitalità di Luca  che ci serve un buon caffè.
Clima è allegro e pimpante a dispetto di un clima esterno abbastanza impegnativo.
Massimo arriva in contemporanea a noi mentre il trio, orfano del 4°, di Modena si vedrà di li a 15 minuti.
Stefano , Luigi, Bruno sono già contenti  per non aver l'assillo della partenza immediata  cosa che gli permette di sedersi tranquillamente a consumare una lauta colazione.
- dove sono gli altri ?  chiede Bruno
- ma come ?  dico tra me e me . possibile che non li vedano ?  sono 797
Spiego  a Bruno come funziona la giornata, qual'è il nostro spirito nel proporre ed organizzare  le uscite autogestite ed i perchè della scarsa affluenza di trailers (salto il motivo berlusconi perchè non conosco le idee politiche :-) )
Ne rimane  piacevolmente sorpreso sopratutto  quando gli comunichiamo che il percorso non è segnalato e che lo copriremo tutti insieme attendendoci .
- non mi era mai successo !  è il suo commento .
A conti fatti siamo in 10  di cui 3 faranno nordic walking fino al rifugio "il Pirlo" .
Per gli altri 7 è previsto un percorso di circa 22 km che girerà intorno al monte Pizzoccolo, senza raggiungere la vetta, per poi scendere nella valle delle Cartiere , transitare da Gaino  e risalire poi  fino  al rifugio San Lorenzo
Foto di rito e si parte.
Clima mattiniero fresco , cielo coperto senza pericolo di precipitazioni.
Il giro inizia dai 370 m slm  snodandosi su di una strada bianca (che diventerà effettivamente bianca per la neve) lunga circa 4 km .
Stefano  e la sua barba , il modenese più giovane,parla , racconta , dice,  nonostante venga ogni tanto zittito e redarguito dal compagno Bruno che mostra sin da subito una forma  invidiabile sia fisica che di spirito alla faccia dei 65  che si porta addosso.
Corre molto bene e ci obbliga ad uno stato di allerta massimo in quanto si  arrampica in ogni dove emulando il famoso Manolo.
Il terzo, Luigi, mantiene  un comportamento più riservato mentre Massimo viaggia tranquillo non destando nessun tipo di preoccupazione per le insidie del percorso,  Tisso deve rompere il fiato.
Arriviamo  al Palace Archesane , la strada bianca finisce trasformandosi in un bianco sentiero (neve alle caviglie) che si inerpica nel bosco dal fondo  buono che garantisce un discreto grip delle scarpe sulla neve non si è trasformatasi in un lastroni di ghiaccio  grazie al caldo dei giorni precedenti .
"L'entriamo" nel bosco coincide con la trasformazione di Cristian  che a contatto col suo habitat naturale comincia a scalpitare saltando da un a parte all'altra del sentiero come impazzito
La comitiva sale ordinata e tranquilla effettuando soste  per ricompattarsi , condividere foto e gli spettacoli offerti dalla natura .... come il sedere di una certa xxxx decantata dal trio modenese proprio mentre l'attento occhio di Pelo Tv registra ogni dichiarazione.
Stefano parla imperterrito mentre Tisso ancora ha il fiato intero.
Passo dopo passo,  si raggiunge il passo del Pirlo a quota 1150 mt slm. ,  si fanno  foto , si osserva il panorama  e prima di partire si stacca Bruno dall'albero  prima che lo scali fino in cima.
Ci attende la discesa , direzione a sx  verso S. Urbano che in realtà non si chiama così ma si sono sbagliati a scrivere.
Scende , le gambe si possono mollare tranquillamente sul manto nevoso che funge da smorzatore  nascondendo però  anche pericoli tipo buche e sassi .
Dopo qualche km  abbandoniamo il sentiero principale per un affrontare un bel tratto di single track che ci diletta  occhi e  mente mentre Stefano continua a parlare.
Giù a rotta di collo a passo ben disteso , poi su a passi corti e veloci nel piccolo strappo che ci immette nel successivo tratto di discesa  facendoci giocare ai corridori , ognuno coi suoi pensieri , ognuno con le sue sensazioni.
Non ci sono storie, il posto è splendido, la compagnia è fantastica e anche  il meteo ci fa un regalo  offrendoci fiocchi di neve proprio mentre il sole splende illuminandoci con la sua luce diretta e riflessa dal manto bianco .
Non rimane che respirare il regalo.
Lo stambecco cervese corre dappertutto riuscendo ad essere presente contemporaneamente in vari punti del percorso
Raggiungiamo s. Urbano rapprensentato da una piccola chiesetta sul percorso e da un passaggio a tettoia (come un piccolo tunnel)   costruito presumibilmente per offrire un riparo ai viandanti  fornendo loro anche la possibilità di riscaldarsi o cucinare qualcosa grazie ad un camino.
Proseguiamo nel sentiero, varchiamo la zona abbeveraggio, parlando di lasagne lessate che non fanno male, di mascarpone, dolci e cibo in genere.
La bellezza del lago di Garda  si ripresenta in una  sorta di piccola terrazzina naturale che ci offre la possibilità di dialogare un po... cosa che fino al quel  momento non avevamo ancora fatto :-) .
Ormai la neve è sparita, la temperatura è cresciuta regalandoci un clima veramanete amabile.
Gli scorci che ci vengono offerti dalla natura sono fantastici e la vegetazione colpisce Stefano che vede cipressi dappertutto e di tutti i colori (chissà cosa nasconde nella borraccia)
Tramite una discesa in asfalto,  che ci fa ritornare per l'ennesima volta al discorso della contrazione muscolare ecc. ecc., arriviamo al paese di ..... fatica ricordarsi tutti i nomi .... dal quale prendiamo il sentiero nr. 19 che ci introdurrà direttamente nella valle delle cartiere  ma non prima di aver assistito alla finale del Torneo di spingi la panca tra Massimo e Tisso  il cui risultato è ancora al vaglio dei giudici per probabile comportamento scorretto di Tisso accusato di farsi aiutare nella spinta dagli amici crampi.
Nella strada che scende a valle incrociamo qualche turista intento a portare a spasso  il/i cani  tra i quali una coppia con due esemplari di cane tedesco abile nella ricerca di animali feriti.
Per non essere da meno mi sento di indicare che noi abbiamo lo Stambecco che fa la stessa cosa sfruttando il suo fiuto eccezionale , loro  forse non capiscono le nostre risate .....i cani si.
Giunti a a valle Pelo e Tisso  si appartano per due foto romantiche in riva al fiume ma vengono immediatamente tanati da Cristian che sbattendo lo zoccolo mostra una certa gelosia.
Passati i resti delle cartiere attacchiamo uno strappo che nel giro di 350 metri ci fa salire di quasi altrettanti togliendoci l'anima, facendoci sudare e vedere i sorci verdi .
Secca tornantosa piena di sassi e ripida ma alla fine sarà il giusto premio per un calmo caffè al bar di Daniela.
Siamo infatti proprio appena fuori le mura di Gaino dentro al quale percorriamo non so quante centinaia di metri per raggiungere il locale di Daniela che in realtà distava circa 60 metri .....il fascino di perdersi in un fazzoletto .....
Caffè relax e risate insieme a qualche personaggio indigeno che si informa sul giro che stiamo portando a termine.
Rimangono 4 km  di via delle Camerate durante i quali ci rendiamo conto della non voglia di Tisso di mettere la parola fine alla giornata.
Lui rallenta repentinamente per far durare più a lungo quell'esperienza ..... " a casa non ci voglio tornare .  Uffa!!! "
Diamo appuntamento a Modena city + Massimo al ponte avanti un km circa mentre attendiamo Tisso che vediamo arrivare poco dopo. Mentre Cristian lo attende io mi allungo per dare la notizia ai ragazzi che raggiungo dopo aver staccato Bruno da una roccia senza appigli.
Pochi minuti e siamo tutti riuniti sul ponte sorridenti , crampi compresi, e pronti ad affrontare la zona franata, ultimo pezzo tecnico e molto carino da percorrere.
Qualche centinaia di metri percorsi su di un versante in sbieco con un picco da oltrepassare per poi rientrare nella strada delle Camerate che con un km di salita ignorante o "che si fa dare del lei"  (dipende dai modi di dire)  ci accompagna fino all'agriturismo San Lorenzo  al quale arriviamo alla spicciolata.
Per tutti un arrivo filmato da Tele Pelo e due parole a commento.
Non c'è primo, non c'è ultimo  anche se Stefano e le sue parole sono i primi a varcare il traguardo che non c'è.
Ridendo  commenta di non accettare il titolo di primo e dice di essersi divertito , stesse parole che escono dalla bocca di Massimo che in tutta fretta corre a casa richiamato dal nuovo ruolo di babbo.
Bruno sorride, soddisfatto e divertito del giro.
Mi chiede se non sono deluso dall'assenza della gente ....
Mi sono divertito, divertito nel far divertire e questa credo che sia una cosa di se per se molto più grande e potente della delusione di aver raccolto poca gente .
Nel frattempo anche  Luigi sale l'ultima montagnola entrando nell'area cortilizia del San Lorenzo mentre di lì a poco  l'ultima scintilla chiuderà il Trail delle Cartiere regalandoci un arrivo da lacrime agli occhi  con  Cristian e Tisso che salgono la montagnola a braccia alzate mano nella mano  in segno di fratellanza, del bene nel mondo e ....nelle coppia di fatto .
Docce  disponibili per tutti e nel giro di 10 /15 minuti fanno il loro arrivo anche i walker dai visi stanchi, guidati da un pimpante  Stefano con una mise che è tutto un dire .
Si sprecano risate su una foto simil-nano con buff arancione Tecnica   "catch me  if you can" mentre ognuno si organizza per il pranzo e per rientrare ai propri affari .
Bruno mi chiede i contatti per poter mantenersi informato su altre eventuali organizzazioni
- mi piace come organizzi le cose.

Piccole soddisfazioni

Andrea Pelo di Giorgio

Un grazie sentito a

- Comune di Toscolano Maderno
- Luca e signora dell'Agriturismo San Lorenzo in Persegno
- Cristian Mazzotti e Andrea Folin
- Daniela del Bar Centrale
- La famiglia Sardone
- Partecipanti
- Meteo clemente
- Tecnica
- Enervit
- Surfing Shop