lunedì 13 maggio 2013

NoveColli Ultratriathlon - ci risiamo


Ci  risiamo

Perché seguo una strada  capace di regalarmi grosse emozioni ,  di farmi vivere sensazioni forti ed estreme facendomi  sentire vivo e che sta incidendo dentro di me  parole importanti e profonde.  

Azioni, gesti, fatiche  capaci di regalarmi una filosofia di libertà che solo a respirarla  ripaga della sofferenza ,
 in grado di non farmi sedere davanti a niente mantenendomi sempre assetato ed offrendomi costantemente l’acqua .
Ricordo ancora le fatiche, le sento dentro solo a pensarci, la sensazione distruttiva delle ginocchia che “grattano” nel piegarsi, la fatica immensa  nell’alzare le gambe, la difficoltà mentale per convincerle  a rimettersi in corsa abbandonando il passo camminato. Il sonno che ti si attacca addosso come uno strato di silicone  e ancora l’inesorabile lentezza del passar del  tempo  …minuti interminabili quando la stanchezza
assume lo stato maiuscolo,  quando la difficoltà maggiore diventa incanalare la mente nella strada più lontana rispetto a quella della fatica sentita.
Sento ancora il dolore provocato dai continui crampi nella prova natatoria . Le dita dei piedi che diventano rigide provocando la contrazione delle falangi  sotto al mio sguardo  affaticato e dolorante.  L’arco plantare si  arcua provocando un dolore tale da far divenire  il classico crampo al polpaccio  una carezza.
Ricordo ….. eppure sono ancora lì,  dentro a quella voragine emozionale , incapace …volontariamente incapace, di contrastare quella sensazione che mi esplode dentro .
Insistentemente educata , presente in ogni momento della giornata , capace di affiancare la tua normale vita  e farsi costantemente sentire .
Spinge forte , spinge costantemente  ….. Impossibile non ascoltarla, impossibile resistere.
Ancora con qualche segno in corpo e in mente  dell’Adriatic Coast Rn Extreme  ed intento nella preparazione della maratona del Lamone  incrocio in un paio di podistiche locali il patron  della NoveColli Running  Mario Castagnoli .
-          allora Andrea rifacciamo come anno scorso ?

-          No Mario, facciamo di più . Mi scappa detto sorridendo  scherzosamente spiegando l’idea apparsa in mente .
Scherzosamente ma forse no   visto lo sviluppo immediato che essa  ebbe dentro di me . 
Valutazioni ,  varie ipotesi di sfida,   ipotesi di organizzazione,  messa in atto . Le  distanze , i  tempi , gli  orari previsti,  la location ….. non sapevo ancora nulla  eppure mi sentivo già dentro  nonostante stessi preparando una maratona che mi dava solo la certezza di correre per X km  e nuotare per  circa 7 km alla settimana  e questo fino al 7 di aprile .
Un mese e una settimana di tempo , per mettere su un po’ di bici / nuoto  e poter affrontare l’eventuale sfida  con un minimo di preparazione .
Strano , forse strano , ma da qualunque lato la guardassi  questo fatto non arrivava alla mia mente come un problema pur conoscendo le difficoltà, sia di percorso che fisiche, alle quali sarei andato incontro.
La mente era pronta, la motivazione , l’obiettivo  presenti e allora anche quel poco tempo disponibile per la preparazione diveniva una sfida ,  la sfida nella sfida.
Rincontro Mario , confermo la mia voglia, chiedo la disponibilità per l’acqua , la disponibilità del comune di Cesenatico  ad ospitarmi  in piscina  o meglio in mare per qualche oretta  e comincio a costruirla  seriamente.
“salire sempre di un gradino” ….. “oltrepassare il limite precedente”  questo è quello che gira nella mia mente e che sento pulsare dentro  cosa che mi ha portato, osservando  quanto fatto nel 2012 in occasione della Novecolli challenge,  ad aggiungere  qualche chilometro e togliere le pause.
Andare incontro all’assenza di sonno e a tutto ciò che ne comporta affrontando un percorso impegnativo come quello della NoveColli,   al massimo come richiede una competizione  , poco importa se con se stessi.
NoveColli Ultratriathlon , 25 km di nuoto , 2 Novecolli in bici, 1 NoveColli  a piedi  , in soluzione di continuità  dando al fisico il minimo riposo possibile .
“ a vederla mette quasi paura “  diceva in una canzone Lucio Dalla  ma i punti di vista possono essere diversi.
Proiettarsi nell’evento , entrando dentro alla locandina , immaginarsi, vedersi , sentirsi .
Carpire  la fatica, la paura ,  la voglia di provare  è già un  emozione intensa.
La fatica fisica  non spaventa,  non deve farlo, è sempre un “male” risolvibile in breve tempo , molto più veloce e molto meno doloroso rispetto al negare a se stessi di inseguire una sensazione prodotta e cresciuta dalla propria mente, organo che continua ad affascinarmi  ed estasiarmi per la potenza che è in grado di mettere in campo e per la grande parte di essa a cui non siamo in grado ancora di accedere. 
Il battito del cuore è già variato ….. Novecolli Ultratriathlon si fa  



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