sabato 28 settembre 2013

Abituati



-          Mi chiedo dove cazzo ho messo il navigatore satellitare questa volta !!!
Inizia così la mattina del 13 settembre  
……. talmente sicuro di averlo lasciato dentro  proprio lì che  ----lo prendo domattina dai  !!!
Non c’è  e non c’ neanche il tempo di cercarlo.
Per fortuna  c’è il telefonino ….  oggi  smartphone.
Sfrutto la fantastica tecnologia moderna  quella di cui siamo talmente pieni che non ci rendiamo neanche più conto di averla , è tutto normalità , abitudine .
Smartphone , i pad, touchescreen , wi fi  ecc. ecc.    ne rimango terribilmente attratto ed  affascinato anche se mentalmente non riesco a concepire. Arrivo fino a lì e poi mi fermo come davanti ad un muro . 
Capire come possano  accadere certe cose  …una voce che corre nel filo …… che passa da una parte all’altra del mondo attraverso delle onde …… le immagini che arrivano nella tlevisione  ……..mi perdo solo a pensarci .  
Sempre più comodi, sempre più stabili , non costretti a muoverci,  a fare. 
Sempre più rapiti  ed instigati all’uso della tecnologia , estromessi dal branco se non la usiamo .
E’ un grande vortice quello in cui cadiamo , un vortice che ci annebbia e annienta   permettendoci di fare sempre più cose semplicemente strisciando un dito  nascondendo ai nostri occhi quello che in realtà sta diventando un incubo:   
LA BATTERIA .
Dura sempre meno  in rapporto inveramente proporzionale alle sempre maggiori  funzioni che la tecnologia inserisce  nei suoi aggeggi .
SCARICA , FINITA , OUT  , nasce una forma  ansiosa  che ti fa temere di rimanere staccato dal mondo. 
Completamente isolato , senza i tuoi contatti a portata di touch ……agonizzante  come se stesse finendo l’aria attorno a te .
La colonnina verde chiara  era già sotto la metà all’arrivo in radio , bastò un colpo d’occhio furtivo per cambiare il ritmo respiratorio creando ansia , paura , costringendo gli occhi a girovagare in cerca di una presa elettrica mentre tentavi di far credere la tua attenzione ad  Antonio il portiere .
Trovata! 
Là , nell’angolo basso . un po’ di ansia , vergogna………. poi  :
-          Posso ?  ….posso rubare un po’ di corrente ? sti c…o di cellulari moderni non durano ormai più niente.
Dice di si ,  l’ansia cala istantaneamente , è quasi come fornire una bottiglia d’acqua ad un uomo che si è perso nel deserto , come allargare la corda del cappio che ti stava strozzando .
Si torna nella normalit.
La stessa scena si ripete nel piano soppalcato perché la tua attesa è la che andava fatta.
Dopo lo dovrai usare ancora e devi ricaricarlo al massimo perché la presa Usb dell’auto non è potente,  non gli dà più energia di quella che in realtà lui spende .
Il colpo di genio ti viene tardi  quando stai per entrare in studio e lo spegni ma c’è poco tempo per fargli riprendere la carica massima.
Pazienza  , la colonnina è salita fino a ¾ vuoi che non basti ?   Milano Bergamo è uno sputo!
Le ultime parole famose ,  un po’ come la vignetta della settimana enigmistica .
Esci, pranzi  nel bar all’angolo .
 Vuoi non paciugare un po’ nel telefono per guardare quelle che sono state le reazioni  degli amici ? 
Vuoi non andare a vedere quanti pollicini in su sono stati appioppati nella tua foto “Radio Deejay… Passa di qui “  vuoi ….? 
Gli errori si pagano …tutti…. e anche  salati …………… molto .
Decidi di uscire da Milano senza l’aiuto di Pino (diamogli un nome pur che sia)  in fondo  basta fare un viale andare dritto  fino a quando trovi il segnale verde Autostrade in unincrocio.
Semplice , il traffico di Milano spesso molto fermo ti permette anche di cercare tranquillamente le indicazioni con gli occhi  e anche di accorgerti, dopo un ora, che forse un cartello lo hai saltato visto che ne scorgi uno uguale nella direzione opposta a quella che stai andando .
Pieno di volontà di uscire dal marasma infernale ti arrendi e lo accendi  …. è un altro guidare, più tranquillo e sereno  .
Ti accorgi di essere uscito dalla bolgia , la marcia diventa scorrevole fino a quando noti le luci verdi e rosse dei caselli .
Autostrada… è uno sputo arrivare a Bergamo , uno sputo e un po’  ad arrivare ad Albino dove c’è la Scott,
me lo dice Eleonora, al telefono, che mi sta attendendo .
Un bip agghiacciante distoglie la mia attenzione , giro lo schermo verso di me
Ride  con sadismo :
-            “sto finendo la forza  AHAHAHHA “
L’azione della disperazione attacca Pino alla presa USB  ma sono solo pochi minuti di vita  prima della vibrazione che indica  il nero più assoluto .
Pino rimane sotto carica mentre, anche se la strada è( dovrebbe essere )semplice i mille dubbi  mi portano all’errore  , uno , due, tre  ….. il tempo si allunga .
Disperso, senza più contatti con il mondo esterno  decidi  di tornare indietro nel tempo .
-scusi   da che parte per Albino di BG ?
- di qua, di là giri alla terza a dx , poi dopo la curva la prima a sx …………   non è mica facile ricordarsi tutto in una volta  ABITUATI  a sentirsi dire le informazioni passo dopo passo .
Avanzo, giro , sbaglio,  torno indietro ….. richiedo .
Pino ogni tanto ha una tacchetta verde che il più delle volte si consuma nell’accensione e mentre provi a mandare un segno di vita.  Si spegne ancora .
-          CAZZO  CAZZO CAZZO  
Chiedi info  un'altra volta :
-          Segui per “le valli”     dice
Ma anche la gente, Santa Madonna, ne sa delle belle ,
 -segui per le Valli.
 Lo cerco il cartello “le valli” ma trovo solo Val brembana,  Val del cip, val del ciop….. ma non potevi dirmi il nome della valle visto che ogni chilometro c’è una segnalazione che ti indica una valle diversa? .
Caffè tattico con carica telefono a l seguito ,
-le rubo un po’ di elettricità ….. sa è scarico e non riesco più a mettermi in contatto .
E’ fatta chiamo ottengo le indicazioni e dopo mezz’ora ( ci sta un altro errore nel mezzo ) raggiungo la meta.
-          Ciao Eleonora , è un piacere , ….posso attaccare il telefono  che …… ?
E avanti coi buoi . 
Mezz’oretta, tre quarti d’ora   e si riparte  con destinazione  Brescia per pizza con Paola e amiche .
Pino vive per 20 minuti prima di ripiombare nello stato out dal quale non uscirà più se non per il tempo di inviare un messaggio.
Storia che si ripete da capo , ansia che cresce per l’impossibilità di comunicare, di accordarsi su dove vedersi e come trovarsi .
Pino ride di gusto sotto lo schermo nero , lui sa di essere importante ma soprattutto sa che tu, uomo, sei un comodo , un molto comodo.
 Tutto  stivato dentro alla tecnologia , tutto a disposizione con un semplice touch , tutto  in fondo perso  quando  la batteria è out.
 Cara vecchia rubrica ………

Ps:  per la tranquillità dei lettori preciso che verrò ritrovato in un bar di cinesi con il telefono attaccato alla corrente intento a cercare di far una telefonata per farmi nutrire.

Si assicura che il sottoscritto non ha subito violenze ne tantomeno angherie e che è stato subito nutrito e rifocillato prima del rientro a casa dove ha finalmente potuto attaccare  Pino alla corrente per la notte intera ripristinando tutti i valori per una vita sana e comoda come in fondo siamo ABITUATI 

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