giovedì 3 ottobre 2013

intervistando Andrea Pelo di Giorgio




   Carta d’identità :
-          Mi chiamo  Andrea di Giorgio,  nato nel 1967 (46 anni)  a Cervia  dove risiedo   
-          Professsione?
-          Venditore d’auto (da 23 anni) con l’occhio proiettato al futuro
-          Nome di battaglia?
-          Andrea Pelo di Giorgio   
-          Passioni , Hobbie  ?
-          Sport, scrittura, fotografia …..bulldog inglesi  
-          Quale di queste le da più soddisfazione ?
-          A dire il vero  è una scelta difficile  , oltretutto non sono amante del fare classifiche.  Sono tutte belle  e tutte  in modo diverso  sono in grado  di donarmi soddisfazioni ed emozioni diverse.
Lo sport ha sicuramente una posizione di vantaggio rispetto alle altre se non altro per la fatica e l’impegno fisico mentale che comporta per raggiungere determinati risultati e per il ruolo di  musa  ispiratrice che ricopre nei confronti delle  altre
-          Bulldog inglesi compresi ?
-          (sorriso)  i bulldog inglesi  sono in realtà un mondo a parte,  una sorta di bilancia al mio essere attivo, un infusione continua di calma, tranquillità . Basta  osservarli  per un po’ per esserne rapiti , per capire di come loro non facciano nulla che li possa privare della tranquillità e che gli faccia far fatica (qui differisco).  Convivo con  due esemplari , dopo oltre 10 anni di bulldog  mi sorprendo ancora  ad incantarmi davanti alle loro facce e comportamenti.  Un cane diverso, un rapporto diverso  a tal punto che per me sono i bimbi inglesi
-          Chi è  Andrea di Giorgio?  
-          Un uomo normalissimo  che  ha sempre cercato di fare ciò che gli piace.  Molteplici esperienze di vita    
vissute hanno incentivato in me la necessità di essere sempre  allegro (facendomi  passare anche per superficiale) e di vivere a fondo le  emozioni  assorbendo  sensazioni uniche e inesauribili  che esse  riescono a darmi.  Leggermente zingaro, non curante dell’aspetto esteriore ed disinteressato ai giudizi gratuiti provenienti dall’esterno.
-          Andrea crede?  
-          Credo,  non sono praticante ,  ho un rapporto tutto mio col Padre Eterno col quale parlo spesso e a cui do del tu, come del resto faccio con tutti. Qualcosa che mi dice che il nulla dopo la vita non avrebbe nessun senso . Rimane sempre il mistero  ma non la pretesa di saperlo ora . Ci sarà sicuramente  il momento in cui sapremo  e, se  così non sarà,   sarò comunque felice di aver vissuto  una vita densa di emozioni .
-          Emozioni è una parola che esce spesso dalla tua bocca , perché ?  
-          E’ vero la uso spesso, anche volutamente  per cercare di trasferirne l’importanza nella vita di ognuno di noi. C’è stato  un giorno nella mia vita in cui sono riuscito ad assaporarne il sapore ed allora ho smesso di nascondermi dietro a quel velo di “duri,freddi” che spesso i giovani  usano  mostrandomi per quello che sono.  Sensibile ed emozionabile , molto emozionabile capace di avere gli occhi lucidi osservando la gioia di un atleta che taglia un traguardo , piuttosto che una scena romanticona .  Mostrarsi nel proprio essere è una grande cosa e ti permettere di vivere a fondo anche le più piccole emozioni,   specialmente quelle che ti regali , che ti crei  con l’aiuto della tua caparbietà /volontà . quelle che raggiungi  ponendoti degli obiettivi  di volta in volta più importanti e difficili da raggiungere.   E’ così che ho iniziato la mia “carriera” di ultratleta , seguendo le emozioni . Sensazioni che rimarranno sempre ,  capaci di riaffiorare nella loro piena originalità
grazie solo ad un gioco di memoria.  Sentire i brividi sulla pelle,  l’inumidirsi  degli occhi  rientrando in loro , magari leggendo quanto narrato , anche a distanza di anni   conferma di per se la potenza e l’importanza di determinate emozioni.
-          Quali sono gli altri aspetti delle tue emozioni   , perché tanta fatica  e il vizio di andare oltre ?
-           Pur essendovi aspetti diversi  nei perché di queste mie fatiche  penso di poter asserire  tranquillamente una loro concatenazione diretta.   La consapevolezza di  poter  “fare” è bellissima . La sensazione di aver acquisito una potenza (personale) che non ti fa mettere barriere, che  cancella i confini mentali è qualcosa di veramente grande. Sapere di poter accettare qualsiasi sfida senza paura nel prendere la decisione (nella sfida ci sarà sempre, deve esserci , è un aspetto emozionale che salvaguarderà la tua persona) .  Le incredibili potenzialità del mondo mentale mi affascinano  lasciandomi talvolta senza fiato .  La potenza che una mente ben motivata può avere sul fisico è talvolta imbarazzante. Quello che un fisico può fare quando è condotto da una mente forte  è imbarazzante . Capire che in realtà  quella sensazione che ti suggerisce “sei al massimo”  sta ad indicare in realtà un  60/70 %  di quello che puoi in realtà fare  è  sbalorditiva .  La mente è un mondo  profondo  e scuro  nel quale ci si può avventurare  usando come torcia  le prove  sempre più  impegnative  …….. è un aspetto che  mi toglie il fiato.

-          Il tempo :  il passare del tempo è sempre così veloce che spesso ti sfugge dalle mani senza accorgertene .  “dai che domani finalmente è sabato e si fa il week end” , io dico ….”cazzo  domani è già sabato  e questa settimana mi è volata via senza lasciare un segno inciso nella mia vita” . E’ ieri che avevo 18 anni e oggi,  in un battibaleno,  ne ho 46 … volato.  Il mio faticare  serve anche a quello a sentire  il tempo che passa, a capire che un minuto, quando stai soffrendo,  può sembrarti eterno . Sentire il tempo , ascoltarlo e viverlo in ogni secondo . Conquistarlo  pian piano , secondo dopo secondo , minuto dopo minuto  fino a  raggiungere il tuo traguardo  cosciente che una volta raggiunto anche quello sembrerà  volato via ma avrà intarsiate in se delle forti emozioni che in qualsiasi momento del tuo futuro ti potranno raccontare ,riaffiorandoti dentro, che lo hai vissuto a fondo .
-          Mente , tempo e consapevolezza di poter chiedere a me stesso , probabilmente questi  sono 3 importanti aspetti che mi portano a vivere la vita in questo modo  che agli occhi di molti  può sembrare pazzo, anomalo,  ma  che io continuo a definire normale  portando avanti la teoria che se non possiamo  definire normale chi cerca di fare ciò che gli piace …….. 
-          Altro  che entusiasma ?
-          L’essere un atleta ” trasversale” capace di saltare da un ultramaratona di 200 km ad un 10.000 m ,da un triathlon sprint ad un ultratriathlon con estrema facilità  e risultati discreti/buoni su tutte le distanze.  L’elasticità muscolare, un recupero sorprendente ,  la capacità mentale di variare gli imput da lanciare ai muscoli
-          Scrivere , parlare e raccontare …… 
-          Poter trasmettere agli altri quelle che sono  le emozioni  che vivo, i perché di tanta determinazione nel fare e raggiungere certi traguardi che da fuori possono sembrare solo un gioco al massacro fisico è importantissimo .  Scrivere , parlare , sviscerare vari aspetti  di questo modo di essere  sapendo  di riuscire ad entrare dentro le menti delle persone , sapere (tramite feed back) di riuscire  a trasmettere a far vivere i momenti a chi legge/ascolta  mi regala una gioia veramente grande, immensa  .  Disegnare con le parole il tempo che è lentamente passato sul tuo corpo, le difficoltà, i pensieri , gli attimi di difficoltà , sconforto cercando di trasferire che dal momento in cui hai accettato la sfida sei già vincente e che il risultato finale è relativo  è l’impegno messo che disegna la tua vittoria  mi dona una sensazione di importanza nei confronti di me stesso molto bella   rimanendo sempre nella mia tranquilla umiltà.

-           Donare, da anni ogni tuo movimento sportivo è accompagnato da Amref  com’è nata la collaborazione  e perché Amref e l’Africa?
-          Seguendo  un impulso che mi arrivava da dentro , aiutare chi è in difficoltà riempie il cuore  ed un cuore che sta bene  si rinforza e migliora la vita. Tutto è nato al ritorno dal mio primo viaggio sportivo in Africa . Sebbene non sia  stato in luogo  con un estrema povertà  ho avuto la possibilità di valutare sulla pelle l’abissale differenza rispetto alla nostra vita. La prima immagine che mi si è fissata nella mente  entrando nella capitale della Mauritania ritraeva del bestiame da pascolo  sull’uscio di una casa (quattro muri tirati su che fungevano anche da  stalla ) . Gli occhi dei  bambini, le condizioni della loro vita  in strada, i loro semplici giochi funzionanti con la fantasia.  La dignità di quel popolo mi è entrata dentro  legandosi  alla magia di quel continente  che con la sua assenza di confini è stato capace di rapirmi in un batter d’occhio.
La grande differenza  rispetto al nostro mondo  è abissale . Benessere, teconologia , modernità  e a poche migliaia di km  esseri umani che muoiono ancora per una semplice influenza …sembra incredibile  eppure …. 
Amref  mi ha accolto a braccia aperte anche quando, agli inizi, quello che facevo era veramente poco e semplice , sempre disponibili, sempre pronti a darti una mano anche nella più piccola idea nella quale apparisse il loro nome.
Chiari e trasparenti su tutto quello che fanno, sul come e dove vengono destinati i fondi , una filosofia giusta che vede l’impiego del 98%  di popolazione Africana nelle loro missioni e un lavoro incentrato sul far crescere l’Africa rispettando la cultura africana e non imponendo quella occidentale .  Rispetto assoluto ed aiuto  perché il futuro dell’Africa è in Africa e  la crescita di questo continente oltre all’importantissimo  discorso umano  sarà anche un vantaggioso discorso economico  per gli stati europei . Mi dico sempre che sarò contento  quando le persone africane sceglieranno l’Italia come meta di vacanza e non  come lotteria in alternativa ad una vita disperata.
-       
   Doppio Ultratriathlon ….Cuore Africano , puoi dirci qualcosa ?
-          E’  una mia campagna personale a sostegno di StandUp For African Mothers una campagna istituzionale di Amref che si prefigge di raccogliere fondi per contrastare la grande mortalità delle mamme africane nel periodo pre e post parto . Un aiuto alla vita e al futuro, circa 162.000 mamme all’anno perdono la vita in Africa per mancanza di cure e/o vaccini.
Sport e beneficenza  è un connubio che può funzionare , un messaggio che arriva  a persone dalla sensibilità spiccata e mente viva , persone che sentono la vita correre nel proprio corpo .
Cerco di sfruttare questo  quel po’ di popolarità sportiva acquisita nel tempo e quel riuscire a trasmettere  concetti ed emozioni  che sembra che io abbia in dote .
“Doppio Ultratriathlon  ….. Cuore africano” mette insieme due sfide personali (17 agosto NoveColli Ultratriathlon /19 settembre Varano Lake Triathlon Xtreme ) sulla lunga distanza che mi sono prefissato.  La campagna, presente sul sito www.retedeldono.it  (  http://www.retedeldono.it/iniziative/amref/andrea-pelo.di-giorgio/una-doppia-impresa-per-un-grande-obiettivo) ,  fa una somma dei km (893) che cercherò di percorrere, in questi due appuntamenti (nuoto,bici e corsa)  dividendoli  con un ambizioso obiettivo accordato con Amref Italia Onlus . 
Il messaggio è quello di aiutarmi nel portare a termine la mia sfida  donando 1 km  dal valore di € 3,36 € .  E’ una cifra piccola (vista anche il difficile periodo economico che stiamo attraversando) che  in tanti  si può raggiungere  agevolmente  tenendo presente che  quello che in Italia può sembrare, ormai , poca cosa in Africa può cambiare delle vite.
-          Concludendo ?  
-          Concludendo ?  concludendo i ringraziamenti , dovuti  a tutti coloro che mi aiutano in questa mia strada sportiva/benefica , a tutti coloro che danno visibilità a quanto faccio , che hanno fatto e faranno una piccola donazione per questa causa molto importante e a tutti i panter che mi supportano in queste mie avventure.
Grazie


Andrea Pelo di Giorgio 

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