martedì 12 novembre 2013

in fondo è bello così . Maratona Ravenna Città d'arte 2013

si potrebbe fare meglio,me l'hanno detto ...... proposto
- "se mettessi la testa a posto potresti ...."
molto lusingato, grazie

un 2h45' in maratona o anche meno , i 10000 a 3,30" .

bello,  deve essere veramente una sensazione magica, da agonista e da atleta  mi piacerebbe un casino  ma .....c'è una fantastica libertà acquisita nel tempo che non mi lancia l'imput per il baratto.
bella, potente e mentalmente capace di cancellare i confini.

una stagione piena di soddisfazioni nella quale praticamente tutto mi è riuscito
velocità e fondo alternati con una facilità quasi imbarazzante (continuo a stupirmi), corsa/triathlon - ultramaratone/ultratriathlon ...emozioni sportive, personali .

chiudo, col doppio impegno del Varano Lake ed i campionati Italiani di triathlon sprint in quel di Lovadina, appendo la bici al chiodo (fino a primavera) e rallento col nuoto lasciando scemare quel "dovere competitivo" che senti dentro.
rallento anche a piedi  ma vista la condizione ottima di Lovadina mi concedo qualche podistica sulla distanze classiche (10.000 km più - km meno) .
controllo ritmi, sensazioni .....vado forte (considerazione e valore sempre personale)

la maratona di Ravenna mi guarda con insistenza
- come faccio a non notarla ? è qui vicino , gioco in casa, tra la gente che mi conosce .
un primo ragionamento mi dice no ,
- ho fatto già tanto .....poi quell'infiammazione nell'inserzione dell'osso ...... dai Andrea  accontentati

mi accontento ....ma lei chiama così forte che ......
- dai, faccio due prove  poi decido ..........."ma come cazzo faccio a fidarmi ancora di Andrea"

molto positivamente mi baso su dati veritieri anche se passati da un pò
- il fondo ce l'ho  ..... questo è indubbio
- a fine settembre al Varano ho fatto l'Xtreme (21 ore) e a distanza di meno di una giornata il triathlon medio concludendolo con una mezza da 1 ora e 30
- Lovadina  le due prove dei triathlon sprint (5000) a 3,39'/3,41 al km
- la Deejay Ten  3,41 x 10 km

in realtà c'è una voce che mi racconta di distanze che non percorro più da un po'.
la maratona è pur sempre una brutta bestia e certi ritmi  che possono sembrare facili per i 20/30 possono rivelarsi insostenibili in mancanza di prove specifiche.

è una voce che parla piano, volutamente non ascoltata ...lasciata a parte con la storiella del faccio le prove.

tre settimane  all'evento  inizia la "preparazione"

un lungo collinare (20 km)
un doppio giro di fartlek impegnativo (tot. 15 km finali)
un oretta al 70%
10x800 forti con 200 metri relax (400-200-200)

week end con relax podistico anche a causa di una leggera contrattura al soleo

martedì un 11 km sciolto  (prova soleo positiva)

supercarico :
giovedì  19 km collinari
venerdì 14.5 gara "la serra" collinare al massimo (3'51")
sabato: 19 km di corsa su sabbia al mare
sabato 15,7  giro dei gessi al massimo  (4,00")

ne esco col sorriso ....Ravenna mi guarda con occhi invitanti e Mercoledì pomeriggio confermo l'iscrizione.
Pettorale 659 , sono in ballo ....... in corsa

pronto o presunto tale non importa,  è la sensazione che vivo, che sento , mi permette di iscrivermi a gare impegnative all'ultimo minuto pur non avendo programmato, non avendo seguito una preparazione specifica. Il risultato migliore ?
quello che decreterà il cronometro alla fine di una competizione nella quale avrò dato il massimo  con la sicurezza che un 2 ore 55' mi scriverà dentro le medesima soddisfazione di un 3 ore e 5.
Sarà il come verrà che cambierà le sensazioni, il riuscire a trovare il ritmo giusto che permettà di arrivare bene senza pesantezza nelle gambe esaltando la bellezza della corsa e della maratona
 
scarico dell'ultima settimana :
12.000 sul lungomare di Riccione con prova ritmo gara (4,10") e aumento finale
10.000 sotto l'acqua sabato ora pranzo dai 4,30 ai 4,10
non devo faticare ma ho come la necessità di sentire la sensazione muscolare a quella velocità
risultato finale .....non so', non proprio convinto dalla sensazione muscolare





forse non sembra, ma la sento dentro, il pensiero è sui ritmi da tenere ...., suppongo, penso a  ciò che ho fatto nel passato,    mi dico 4'10" ............ 2h55', sarei contento
il muro delle 3 ore l'ho sfondato solo una volta,  sono comunque pronto all'eventualità, anzi ci scherzo sopra con Daniele Cesconetto  che mi chiede se voglio stare sotto al muro delle 3 ore .
-  ....voglio provare ad andare sopra ......  è li che non riesco :-)
 
la testa macina tempi su tempi, prova i ritmi, ricorda la sofferenza fisica nell'errore
è la potenza della mente a condurre  il gioco mentre io sono già completamente  immerso dall'emozione.

venerdì e sabato, 4'10" in testa quasi a freno di un esuberanza agonistica ....., non so , non mi  finisce

arriva Paola e il sabato vola via
rivedo un attimo i tempi usufruendo di internet- calcola la tua velocità - ridigito il 2h55 ....4,10   poi guardo anche il 2h50 .....4'02 ..... veloce, lo so, ma ora ho in testa anche quel parametro.
notte serena, tripla sveglia alla mattina,

ricordo tutto , lo avevo preparato nella tranquillità del sabato sera.
Garmin già al polso , Dan Air in auto , Scott T2 sotto al termosifone  per asciugarsi dallo scarico, Enrevit pregara e gel  in borsa, divisa gara nella sedia ........uno strano Andrea Pelo di Giorgio.

alle ore 8,00 sono al Pala de Andre' di Ravenna
tempo giusto per fare tutto tranquillamente.
ritiro pacchi gara, caffè ... il 2°.... il 3° con quello di casa che comunque non conta....
preparazione, riscaldamento.
ore 9,00 rientro all'auto, via la tenuta da riscaldamento ed ultimi 10 minuti di movimento giusto il tempo di due allunghi .
saluti e bacio a Paola

pronto, Amref e il nr. 45506 * sono con me,  il passo mi sembra leggero  all'impatto col terreno , la sensazione è buona ....mi sento pronto manca solo la decisione sul  ritmo da tenere ..... so già che non sarà quel 4'10" che dicevo ,  racconto qualcosa in meno.

giusto il tempo di un attimo di tensione
- cazzo Andrea hai lasciato il Dan Air in auto (mi pareva che tutto andasse bene)
la ricerca di Paola e Betta per reperire il congegno respirante  si rivela fortunata e sono già confabulante  nelle prime file dello schieramento.

700 partenti circa, la possibilità di fare bella figura sia personale che generale ma anche l'inconsapevolezza del tenere  certi ritmi che  lascia un banco di nebbia fitto nella seconda parte di gara.
pronto a tutto, sempre consapevole del massimo impegno  e, fatto questo, .....a posto con tutti (essendolo con me stesso)
       
BLAM (fumettistico colpo di pistola) ....via !!!
al solito  due km liberi .... anzi 3 prima di mettersi in testa il ritmo prefissato
non è sempre facile farlo, un po' per colpa dell'agonismo che spinge a seguire  altri atleti che passano davanti e un po' per colpa di un ritmo che, specialmente all'inizio, non ti da la sensazione di faticare ..... la maratona il conto lo presenta alla fine.
la mente comincia a lavorare sul serio,  osservando i passi, il ritmo che il garmin ti racconta sia sull'istantaneo che a fine km  quando suona e vibra sul polso .
anche le differenze minime , un secondo o due possono portarti un conto salato  verso la fine.
- non lo seguo mi dico..... stai qui Andrea
conosco Jonh
- belgio,  mi dice ...4 minuti km
- andrea   ....4,05 tirando fuori dal cappello un francese quasi corretto.

qualche km insieme , il ritmo è sicuramente più veloce , varia dai 4,05 ai 4'02/1 poi lui e un il gruppetto che si è formato pian piano  si allontana fino a creare un buco.
lascio l'occhio sul garmin , sempre regolare nella corsa con qualche variazione di secondo , regolare nel bere ai ristori e regolare nel ciucciare le dosi di carboidrati in gel tenendo ( e lo scrivo maiuscolo) IN MANO O IN TASCA L'INVOLUCRO FINO AL RISTORO DOVE CI SONO I BIDONI .

lungomare di Marina di Ravenna, il 1° quarto è passato, "veleggio" verso metà gara dove ci sarà l'appuntamento con le prime campane.
il meteo è ideale, 13/14° ... il sole ci bacia ancora anche se in arrivo ci sono nubi.
quel frangente il percorso, grazie ad un giro boa in rotonda, permette di verificare una prima volta la corsa/condizione degli altri atleti  e quelli che sono i distacchi.
noto il buco consistente creatosi tra me e i vari atleti  compagni di qualche km, sento il fiato e la corsa pesante di un atleta che sta sopraggiungendo da dietro  completamente contrastanti col mio appoggio quasi impercettibile e il mio respirare tranquillo (cazzo che conta il dan air :-) ).
giro di boa,  qualche minuto , il palloncino delle tre ore sopraggiunge dalla parte opposta , è lontano, vado bene sia sotto al profilo di sensazioni di corsa che in quello del ritmo.
mister xy dal passo e respiro pesante nel frattempo mi ha raggiunto e passato   per  posizionarsi davanti rallentando leggermente ...almeno penso
lo ripasso nel giro di 500 metri , forse  è un affronto quello che faccio visto che istantaneamente si riposiziona davanti .
il mio ragionamento , quando ormai siamo al ristoro dei 15 km ,  è lineare, semplice e non legato ne hai ritmi ne alla ragione (poteva anche essere che lui avesse ancora 15 secondi in meno al km nelle gambe)
- non può un passo così pesante e un respiro così impiccato  starmi davanti .
il fatto che mollasse impercettibilmente, per me, parlava a voce alta così, mentre sopraggiunge ( a sorpesa) Giampiero Mazzotti e amico in sella alle MTB  faccio un piccolo cambio di ritmo .
Cede , lo stacco e dopo poche centinai di metri non sento più la sua colonna sonora.
due chiacchere e considerazioni con Giampiero cercano di affievolire i suoi complimenti sul mio ritmo e la mia corsa.
- i punti verità saranno più avanti ....per il momento però va bene.

curva a dx  abbandoniamo il lungomare , veloce sottopasso e via verso le idrovore mentre  in un battibaleno si alza un vento imperioso , fastidioso laterale e contrario.
i km seguenti , quelli prima di metà gara saranno probabilmente i più difficili sotto ad un profilo fisico.
la forza maggiore somministrata al passo per mantenere il ritmo cronometrico non è facilmente digeribile, alza i ritmi cardiaci  e di respirazione portandomi per qualche km oltre
metabolizzo, la preoccupazione svanisce proprio in virtù di una reazione non facile ma decisa, passo la mezza maratona  dopo 1h25'  ..... perfetto , mi sento come un orologio svizzero.
Il vento continua ad esser teso , chiacchero (a tratti) con Giampiero e l'amico (non ricordo il nome) , ogni tanto provo a nascondermi dietro le bici ma non conta ...il vento soffia contro  e si sente tutto.
- al 30° decido cosa fare, vedo se è possibile aumentare .... se invece è l'inverso non avrò bisogno di deciderlo ..... arriverà da sola (la crisi)
23 ...24 ....25 km  ,  noto che comincio a recuperare sugli atleti che mi erano scappati nelle fasi iniziali
navigo intorno alla 20° /21°  posizione  contati e confermati anche da Gottarelli sul lungomare di Marina

è uno di quei frangenti in cui ancora una volta ti sorprendi della potenza mentale, la sensazione della fatica passa in secondo piano mentre un bonario mirino si accende davanti ai tuoi occhi .
passo il 30° km  , il ritmo non cala, la fiducia aumenta e mentre pian piano raggiungo altri atleti il pensiero di una crisi taglia gambe sparisce completamente .
respiro già un aria diversa saporita,  la mente si proietta avanti mentre passo anche il marocchino  dato per favorito ma crollato al 30° .
l'uscita dal parco di Teodorico e l'inserimento nelle vie centrali del centro taglia via completamente il vento, il duo mtb mi fa da apripista tra la gente distratta che passeggia nel centro, il sapore dell'aria che respiro si fa forte, intenso .
sento l'ennesimo vai Pelo, passo un atleta e già gli occhi puntano quello successivo con una "cattiveria" (nel senso buono della parola) che mi sorprende .
occhi fissi  sull'avversario , sul passo, scatta  una sorta di determinazione metrica per effettuare il sorpasso.
a 4 , forse 3 km  passo il mio amico belga , poi  altre due persone  che porteranno ad 8/9 gli atleti raggiunti e passati nella seconda metà di gara.
l'emozione ha raggiunto livelli altissimi passo dopo passo, in una giornata che potrei definire magica, una di quelle in cui tutto va bene ed in cui ti godi solo le sensazioni positive non dando importanza ad una fatica fisica che comunque senti costante.
il tempo di un piccola sensazione di crampo al polpaccio mi trasporta fino all'ultimo km  dove gli amici mtbkers vengono bloccati  lasciandomi solo  nel "volo"  finale.
gonfio il petto, mando un bacio al cielo e leggero come una piuma mi godo gli applausi percorrendo gli ultimi metri sul tappeto blu.
braccia al cielo , medaglia al collo ...2h53'36" ...rido dappertutto mentre mi accorgo che il respiro è importante .
giro gli occhi cercando Paola ...... Betta
trasmetto a parole la mia felicità  prima di cambiarmi e fare quell'attimo di personaggio al microfono di Danny Frisoni e di Nuovarete (italia 8 gold) che fa sempre piacere .
Lontano dal personal best ottenuto a Ravenna 6 anni prima ma ...stessa sensazione, stessa magia ................ la maratona perfetta

in fondo è bello così

Maratona Città d'Arte - Ravenna per andigio in Garmin Connect - Dettagli


ps: esiste un altro tocco di felicità molto importante n questa maratona legato ad Amref che mi accompagna da anni (* inviando un sms al 45506 aiuterai le mamme Africane nella lotta contro la morte) ed  a Mowat Wilson, al mio piccolo  impegno nell'aiutare a far sapere cos'è e cosa comporta l'imbattersi nel terribile morbo di Mowat Wilson  e nel lasciare il mio €, all'atto dell iscrizione, come piccola donazione a favore di chi purtroppo è più sfortunato di  me.

Grazie a Silvia per l'abbraccio sincero donatomi nel post gara.
http://andreapelodigiorgio.blogspot.it/2013/04/morbo.html



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