mercoledì 12 febbraio 2014

Varano Lake Triathlon Xtreme – un minuto

…… ce ne saranno 4 o 5 !!!

Certe dichiarazioni andrebbero registrate e fatte sentire alla popolazione


Attraverso il ponte di Varano poco  dopo le 11,30  di venerdì  21 settembre .
La piazza è già in leggero movimento e quella che sarà tutta l’impalcatura del Varano Lake Triathlon  sta pian piano erigendosi con tutti i suoi colori.

Io, Andrea Pelo di Giorgio, sarò il protagonista, o detto tale,  di una prova chiamata Xtreme  creata da Fabrizio Cutela  in collaborazione del  Parco Nazionale del Gargano. 
Per  la prima volta mi capita nella mia vita di sportivo di essere chiamato come  testimonial, una situazione che certamente dona un sacco di piacere ma che fatico comunque ad abbinarla alla mia immagine di eterno "cazzone" sempre pronto a scherzare su tutto.
Varano Lake Triathlon Xtreme , narra la locandina minimalista creata dall’estroso Max .
12 km di nuoto attraversando il lago di Varano ( saranno 4 o 5 ….)  200 km di bici inoltrandosi nel Parco Nazionale del  Gargano  e 50 km a piedi percorrendo l’interno e movimentato giro del lago di Varano .
Niente è semplice, questo ormai l’ho imparato sulla mia pelle e non lo era stato neanche mantenere una certa costanza di allenamento dopo aver  portato a termine , poco più di un mese  prima,  la Novecolli Ultratriathlon  un'altra sfida estrema  con caratteristiche veramente impegnative che mi avevano tenuto in ballo per oltre 89 ore.
Non è facile riprendere i ritmi di allenamento precedenti una volta portata a termine una prova di tali dimensioni  e lo è ancora meno quando la prova che andrai a tentare è più corta rispetto alla precedente.
Complici le giornate che già si erano accorciate e quel maldestro pensiero che ogni tanto faceva capolino  “hai fatto la novecolli  vuoi non riuscire al Varano ? “   mi ero concesso qualche salto di troppo negli allenamenti creando, mantenendo sempre un certo riserbo, qualche dubbio su quella che sarebbe stata la mia reazione fisica .

 
"Ce ne saranno 4 o 5"  ma al momento possiamo evitare di andare a rivangare in certe dichiarazioni che renderanno alcune posizioni scomode e difficili da sostenere moralmente ed eticamente parlando.
Per conoscere l’appassionante storia di amicizia tra me e Fabrizio, i risvolti , i misfatti, intrighi , accordi e quant’altro  è attivo 24 ore su 24  il numero 366 1954011 (30 € allo scatto ...dopo è gratuito) 

Salutato il capo mastro dell’organizzazione , visitato il bar del centro per il nr. X+3 caffè della giornata faccio le prime conoscenze coi i ragazzi della banda Varano  che mi regalano  un che di positivo con la loro semplice  spontaneità  nell’approccio.  
Presentazioni di rito ,  conosco  personalmente Roberta , addetta stampa numero 1 del Varano Lake,  qualche Nicola ( recenti  studi dell’università della Pensilvenia hanno dimostrato che oltre il 70% della popolazione di Varano  si chiama Nicola)  prima di essere  gentilmente invitato  a prendere possesso del mio appartamentino presso il camping Viola distante circa 1 km 200 metri dalla piazza principale.
L’accoglienza  è di quelle con la A maiuscola, gentilezza estrema,  disponibilità a uffa  e  ...." se ha bisogno di qualcosa  sa che siamo qui."
-          Ma lei è quell’atleta che ……
Fabrizio aveva già raccontato alcune cose dipingendomi  in modo assai colorato cosa   che sdrammatizzo con una scherzosa  “ci sono dei peccati peggiori nella vita”.
Dopo aver stretto una salda amicizia  con i due regnanti incontrastati del campeggio ,
un pastore tedesco ed un piccolo 4 zampe scuro di razza mista + 3 se non 4, mi reco tranquillo al mio appartamento. 
Sistemo  l’ armamentario   attuando la metodologia “tutto sul divano” .  
Il rosso di Enervit fa spicco  e lo fa anche il giallo della maglia indossata da Dario Daddo Nardone che si aggira nei dintorni in cerca di non so che cosa , forse solo ispirazione .

Ore 17,00

Si  corre,  c’è il camp d’allenamento al triathlon condotto  magistralmente dall’iper decorata, anche al valore militare pacifista, Edith Frini  Niderfringhen  che ho l’onore,  il piacere, di conoscere e la felicità di ricredermi su quell’idea  fattami preventivamente su una sua ipotetica  “burberità” (tutte cazzate)
Simpaticissima ,  sempre pronta a scherzare e mai  un atteggiamento che ostentasse il suo valore atletico.  Molto incline all’allegria.
6 -7 km  sul percorso gara , insieme ai primi partecipanti , alla parentela di Fabrizio, Emanuela la consorte di Dario, Roberta non so  e altri nomi a caso .
Giornata splendida  così come lo  è la passeggiata fronte mare sulla quale si rincorreranno gli atleti del Varano Lake Triathlon .
Irregolare e  ondulata  avvolta dal rumore delle onde che si inseguono fino a scivolare sulla spiaggia lasciando  una traccia scura sulla battigia. 
Imparo cose che mi fanno sorridere  come il best time  in maratona in una gara  Ironman  di Edith (cazzo se va) ed anche il suo best time  in gara singola,  . 
Assunta l’avevo già conosciuta , in occasione del pranzo di metà giornata.
E’ la suocera di Fabrizio , instancabile, dal fisico magro e i movimenti decisi  e “nervosi”.
Assunta offre  da mangiare a tutti ,  ai figli , ai nipoti , ai parenti , agli  amici di Fabrizio  ed alla comunità di Nicola  del paese .
Mi sembra di rivedere mia nonna ,  quelle persone inossidabili, mai stanche, mai dome
-          Hai già finito Andrea?  Ne vuoi ancora ?  come no ,  mangi solo quello ?
La classica “Zdora” (in romagnolo) , sana, genuina e felice di offrire ospitalità .    
L’ambiente che si sta creando è qualcosa di veramente bello , molto semplice ma pieno di genuinità , tutti hanno il sorriso e tutti si danno da fare , l’unico che è un pelo teso  forse è Fabrizio ma è anche comprensibile visto che è a capo di una macchina che richiede precisione, attenzione, responsabilità. 
Non semplice da guidare e sicuramente ancora meno  man mano che il digiuno dal sonno  assumeva livelli sempre più importanti .
La piazza si vivacizza  pian piano  assumendo sempre più le fattezze di una vera e propria festa  con colori sgargianti , stand sportivi , super transenne in legno  costruite artigianalmente da Nicola e Nicola e forse un altro Nicola ancora che  vengono posizionate  delimitando già le aree dedicate al passaggio degli atleti da quelle di transito comune .
L’arco finisher fa già bella mostra di se  e io ….?
Io vago tranquillamente da una parte all’altra facendo chiacchere,  conoscendo gente cercando di attenuare quell’alone di “mostro” dipinto da Fabrizio nell’organizzazione del mio evento solitario.
Il bar del  centro  mi vede spesso volentieri  e soddisfa la mia mania di caffè oltre all’esigenza di mangiare in continuazione  attutita in gran parte dagli alimenti tecnici Enervit e per il restante in “sane porcherie” che ogni tanto mi concedo per mantenere rilassata e tranquilla la signora mente .
La corsetta con Edith e il gruppo ci porta fino oltre le 18 allungate di un'altra oretta che viene riempita con attività varie e allegre generali.
Passaggio al campeggio Viola per una svelta doccia rilassante , una molto imprecisa depilazione delle gambe giusto per evitare un eventuale intervento della guardia forestale  prima della serata “danzante”( per altri ospiti ) e cenante al  ristorante Terrazze  convenzionato con il Varano Lake Triathlon e designato a preparare le locali e squisite orecchiette per il dopo Mezzo Ironman .
Tavolo composto da una decina di persone tra cui anche la forte e giovanissima  atleta (19 anni)  Teodolinda  al momento molto educata  in compagnia della simpatica madre.
Pizza buona , coca cola buona , bruschetta buona  e compagnia ottima mentre il deejay  esplode al massimo della sua prestazione  ed al massimo del volume disponibile cosa che dona un immenso piacere  a Roberta e Edith che dormono proprio li sopra.
Mi presento all’ora della nanna in piena tranquillità cosa che mi permette di dormire, la partenza pomeridiana gioca a mio favore .
Sveglia rilassata  e di buon ora , colazione dal giusto peso  prima della preparazione del  materiale (sempre abbondante) ,  in cinque minuti sono già sul piazzale  che trovo pimpante e più  vivo più che mai .
La mia postazione è giusto  a metà strada  tra l’ufficio direzionale della manifestazione e il palco feudo assoluto  dell’incontrastato re del microfono Dario Daddo Nardone.
I miei patners  principali Scott
Enervit  la colorano donandogli dinamicità ed importanza . Skinfit me lo porto comodamente  addosso mentre Amref  oltre al mio cuore  sta lentamente invadendo tutto il paese anche grazie alla voce di Dario che si infila decisa nelle orecchie della gente .
Grazie a Nicola ( in realta Lazzaro  ma so che non sbaglio se scrivo questo nome (…se non è il primo è il secondo nome di tutti )  arrivano anche i palloncini Amref (neri con scritta bianca) che appendo  un po’ a dx e un po’ a sx  avendo cura di tenerne un paio  che mi seguiranno nel corso dell’evento .

La sensibilizzazione legata all’evento e la raccolta fondi  inerente  vertono su Stand Up for African Mothers   campagna mondiale per combattere l’estrema mortalità di mamme Africane.
Tutto pronto.


 La bellissima e perfetta Scott Bike  fa bella mostra di se mantenendosi  in equilibrio sul  cavalletto a ruota posteriore mentre al suo fianco (in terra) T2 gialle blu (colori, fra l’altro, del mio paese)  già lise dai tanti km fatti  riposano in attesa del loro  impiego (è un regalo che voglio fargli il Varano Lake Triathlon Xtreme ….mi affeziono alle scarpe che mi accompagnano n avventure estreme)   
Non ho più niente da fare se non attendere , mangiare  e rimanere tranquillo.
Coccolato dalla comoda divisa bici Rossa e Bianca Skinfit, lascio che il tempo mi scorra addosso rilassandomi al massimo   con tratti di niente assoluto steso per terra  sotto ad un bellissimo ed ancora caldo sole.
Passaggio al bar,  per il solito ed ennesimo caffè , pranzo a base di pasta al ristorante Terrazze alle ore 11,00  prima dell’ultimo riposino a pavimento .
La partenza è prevista alle ore 14,00 dalla base Militare San Nicola Imbuti che si erge ad una 10 km da Varano .   Abbandonata e diroccata  nel bel mezzo della natura selvaggia ti avvolge  con una sensazione forte.  Chiede rispetto, infonde magia, un alone quasi di irreale accompagna i miei passi  verso al punto designato per la partenza .
Fabrizio , Nicola , i fotografi, qualche autorità del luogo e lo staff di Varano Lake Triathlon mi accompagnano in quel momento che già di per se è un emozione .
Non  perdo il mio sorriso , mi aiuta anche a scaricare una tensione probabilmente intuibile entrando nei miei occhi . 
Indosso la mia formidabile 2XU con la quale ormai convivo dal mese di luglio  (grazie a Matteo di Nutrilife  oltre al solito Fabrizio  di Cutela) , foto …molte foto   ed entro in acqua in attesa dell’arrivo della moto di accompagnamento  proveniente  dall’altra parte del lago.
Sono immerso nella natura selvaggia,  questa è la sensazione , l’acqua salmastra ha una temperatura gradevole,  giusto due bracciate per sistemare la muta e  attendiamo , tutti, l’arrivo della moto.









Il ritardo 

si attende , il cuore fa il suo lavoro secco  vibrando nel petto .
Osservo l’orizzonte senza vedere tracce di moto , qualcuno telefona  …..  percepisco prima la parola rifornimento  poi   insabbiato ....continuo a farmi cullare dall’acqua   sfruttando la galleggiabilità della muta che non  mi comporta dispendi energetici .
Una sagoma  appare all’orizzonte ……seguita da una scia di schiuma bianca.
Un imponente  moto d’acqua con al traino  una barella (tocco i maroni)  arriva .  
I due ragazzi  della guardia costiera/lacustre  spiegano i motivi  che percepisco di striscio.
Sorridente e concentrato ho voglia di partire e nel giro breve , con un ritardo sui programmi,  vengo accontentato .
Varano Lake Triathlon Xtreme c’è  ed inizia proprio nel modo più bello rappresentato da  bracciate lunghe e distense  lasciando che il corpo scivoli sull’acqua .
11 km  fantastici  nel bel mezzo di una natura ancora selvaggia ed incontaminata    che in fondo non si smentisce presentandomi un “Conto Meduse” che mi ritrovo addosso dopo appena  500 metri dopo la partenza .... leggermente diverso  dalle 4/5 previste da Fabrizio,  .
L’impatto medusa è sempre un po’ traumatico , mina la mente , ancor più  quando si tratta di quelle orticanti.
Le varanesi  lo sono in effetti molto poco , me ne accorgo subito dopo i primi incontri ravvicinati con le prime che mi sbattono in faccia e nelle mani ,  solo un leggero pizzicorio, niente di insopportabile .
Si presentano grandi come dei piatti in ceramica bianca …tendenti al trasparente,  le vedo arrivare in tutte le posizioni , verticali ,orizzontali , oblique e praticamente  me le trovo in ogni lato .
Rimango come impietrito, mi accorcio  nei movimenti del braccio, incurvo la spina dorsale   mentre continuo ad affrontare la prova di nuoto .
Leggermente  preoccupato dalla situazione  mi metto in verticale  cercando un imput positivo dai ragazzi assistenza .
-          Non abbiamo mai visto una roba del genere ……. Vuoi che ti portiamo a Riva con la barella?
PO-SI-TI-VISSIMO ….. non c’è che dire.  Un fendente al cuore ,forse,  faceva meno male .
“ ma come fai , Andrea, ad accettare l’invito barella dopo appena 700 metri di nuoto ?”
 …arrendermi  sconfitto dalla gelatina vagante non mi sembrava  una cosa bella ne per me e la mia autostima ne per chi aveva in qualche modo investito sulla mia figura.
-          Vado avanti  , vediamo cosa succede.
Presa per certa la non pericolosità di quei piatti volanti  rimaneva  il cercare l’adattamento alla situazione . 
Non facile ,  c’è sempre quella sensazione di  schifiltoso  quando affondi la bracciata sopra ad un piatto di medusa , o quando ti sbatte nella testa , nella faccia e la senti scivolare sul tuo corpo fino a sbattere nei piedi .  
Non è facile, ed è molto stancante,  anche nuotare  alla cazzo , completamente contratto , ricurvo aumentando a dismisura l’intervallo  di respirazione col chiaro intento di controllare sotto al pelo dell’acqua l’arrivo dei branchi (tali erano) dell’essere acquoso .
Eppure la forza della mente fa anche questo  portandoti pian piano a metabolizzare la loro presenza a spiegarti che in fondo  sono tu che le stai invadendo ,  sono a casa loro.
Pian piano mollo un po’ la tensione riuscendo a distendermi,  almeno parzialmente , in modo sufficiente da affrontare  l’acqua non disperdendo troppe energie nell’ambiente ( non inquinare !!!) . Convivere nel modo più degno dei modi è l’ordine mentale.
Bracciata dopo bracciata, seguendo la moto barella , dalla quale ogni tanto mi faccio allungare qualche energetico Enervit e qualche liquido  (gran lavoro quello dei ragazzi),  i km scivolano dietro ai miei piedi e la sponda d’arrivo comincia ad essere più visibile ai miei occhi modello cieco di Sorento .
-          Vedi quel campanile ?   devi puntare dritto lì
Leggermente affaticato  mi sono sentito  praticamente arrivato .
-          Bisogna fare il giro,  ci sono le reti in questa zona !!!  è stato il monito del pescatore che stava uscendo con la barchetta.
La mia espressione  rende l’idea ma  non la vede nessuno ,  neanche le meduse che nei pressi della  riva mi avevano  abbandonato (proprio quando cominciavo ad abituarmi alla loro presenza),  non so se per una questione di temperatura dell’acqua  o di altezza  di essa oppure di furbizia viste le reti presenti dappertutto.
Seguo un po’ le direttive del pescatore  poi  in accordo con motoman viro a 90° a destra e  le  oltrepasso “scavalcandole”  senza causare danni  visto il loro posizionamento  a 50 cm sotto al pelo dell’acqua .
L’"ai quasi finito" degli accompagnatori ormai  cominciava a sembrarmi una presa in giro, d’altronde la mia vista da falco (non ho occhialini graduati) mi permetteva fino a lì e non oltre.
L’entrata nel canale di unione al mare  era però segno tangibile che la fine della frazione stava arrivando.
Il ritmo non era certo quello di Federica Pellegrini e la bracciata cominciava a picchiare un po’ troppo l’acqua  ma tutto sommato  mi sono visto anche in condizioni peggiori .
La piattaforma di risalita , per scavalcare le chiuse, era alla barca verde a dx . io andavo a sx  e quello che era peggio è che la vedevo  ………. Daniele Bossari ne parlerà a mistero.
100 metri a piedi sul sentiero  con la guida Nicola (vale lo stesso discorso …non ricordo bene chi era , credo Nicola)  prima della discesa in acqua scegliendo la barca ormeggiata che mi aggradava di più.
Per un attimo sono entrato nei panni di Manolo Sector ed ho  atleticamente scalato a rovescio una barca fino ad arrivare al pelo dell’acqua per completare con le ultime centinaia di metri  la frazione natatoria.
Riconosco il ponte di Varano city ,  “la prima  parte l’’abbiamo  portata a casa Pelo”.
Lo spettacolo degli applausi  mi accoglie, li sento chiaramente mentre  lascio nel canale le ultime bracciate , ancor meglio quando appoggio i piedi  ed in posizione verticale sfodero un sorriso pieno di soddisfazione mostrando entrambi i pollici verso l’alto .
Fuori dall’acqua, in fondo già mi mancano quelle 4 …5 …6 … meduse ,
Le prime parole sono “cazzate”  ….sono ancora io  e le dico mentre correndo  raggiungo la zona cambio. Le seconde  forse sono dette con un po’ di incisività e nervoso (giuro che non volevo male a nessuno)   - l’ho dedotto guardando giorni dopo il filmato  notando  la faccia di Fabrizio Cutela  quando parlavo delle  meduse -
Ma sono fuori , soddisfatto e pronto ad aprire il secondo capitolo.
Con molta calma mi asciugo mi cambio , bevo la mia borraccia di R2 più una barretta e  attenzione attenzione ….. concedo intervista  al grande Dario Daddo Nardone che, anche lui, merita di esser chiamato Nicola  ed  alla troup televisiva  di TV …..Nicola.
Di rosso vestito ,a caffè bevuto e fanali accesi  salgo a cavallo della mia fida fiera Scott lanciandomi  ….accompagnandomi  gentilmente verso l’uscita del paese.
Nei panni  di uomo supporto  c’era Nicola, uno dei veri Nicola, che a bordo  del  suo furgone Kangoo mi  forniva le direttiva stradali oltre che preoccuparsi dei miei bisogni atletici.  
200 km  immersi nella notte umida , fresca ,  su di un percorso che  in pochi tratti conosceva la parola pianura e che mi avrebbe portato ad attraversare la rinomata foresta umbra  locata comunque in Puglia.
Sarà la parte più difficile, questo sarà accentuato anche  dall’oscurità che non mi permetterà di distrarmi dalla strada e che mi nasconderà  lo splendido panorama che mi circonda.
Ma la notte  ha sempre il suo fascino,  gioca con le luci, le ombre,  ha in se la poesia di rumori completamente diversi .  
E’ una serata stellata con un umidità  decisa si incolla addosso  già  sottocosta.
Pedalo discretamente bene, non  sono un fulmine di guerra ma quando mai lo sono stato.
Il passaggio da ogni paese  comporta spesso  salite impegnative , specialmente una volta abbandonata la costa,  ma regala sempre gioia  rappresentata da un piccolo traguardo lasciato alle spalle.
Ci sono paesi che hanno già lasciato un segno nella mia memoria come  Ischitella   il cui Sindaco Dott. Piero Colecchia mi curò in occasione dell'Adriatic Coast Ru Extreme una dolorosa tendinite proprio nel suo ufficio di Sindaco mostrando una gentilezza e disponibilità veramente  da sottolineare col pennarello grosso .
Il furgone Kangoo di Nicola,  con a bordo da qualche km anche i genitori (fantastici)   +  cabaret di pizza e cibarie per la notte + sorriso, mi  anticipa solo in occasione degli incroci  indicandomi  la direzione giusta .
La serata è splendida anche se caratterizzata da un freschino proprio niente male con l’aggiunta di un gran pizzico di umidità  di quelle che ti si attaccano addosso  e anche dentro causando il classico problema  del freddo  nei tratti discendenti .
In salita si suda , è un dato di fatto , il che di per se non fa male e non da neanche noia  anche se mi costringe a varie soste vesti / svesti per non accusare troppo  la fresca  umidità dell’entroterra Garganico in discesa.
Scandita da una pedalata costante  la notte lascia che il suo tempo scorra senza interporre ostacoli…..ci pensano i Carabinieri a farlo !
All’entrata  di non ricordo quale paese , nei pressi dello scavalcamento di giornata,  una pattuglia in regolare servizio, probabilmente stranita dalla scena  di un ciclista inseguito da un furgone bianco  decide di alzare  la paletta  proprio sulla sommità della salita.
Sbuffo dentro ,  stoppare l’auto voleva dire fermare anche la mia marcia cosa che non era prevista in quel momento  ma più avanti prima di entrare nella foresta. In quel preciso istante non ero soggetto ne a difficoltà fisiche ne ai perfidi attacchi del sonno quindi l’obbligo di uno stop  mi innervosiva.

La scena
L’auto dei carabinieri è parcheggiata in una piazzola antistante la strada principale proprio alla sommità della salita.
Fiero del suo ruolo di capo pattuglia Giovanni  il Carabiniere capo (nome puramente inventato)  vede arrivare una luce bianca forte centrale seguita a breve distanza dalle luci di un autovettura.
Forte del regolamento , che sapeva a memoria, e probabilmente non in grado di verificare la prospettiva pensa che quella che sta arrivando sia un auto non conforme al regolamento stradale che non prevede assolutamente un auto con un fanale piccolo e forte al centro .
Alza la paletta con decisione ed anticipo buttando lì un consiglio a fermarci .
Quando gli passo a fianco ha già una faccia strana.
Iin quel momento scinde la bici dal kangoo  cosa che fa crollare istantaneamente la sua teoria, lasciandolo sul chi va la.
Ma è anche vero che l’arma  richiede grinta orgoglio e fieritudine nei confronti della divisa che si  indossa quindi con fare fiero Giovanni affiancandosi al finestrino chiede a Nicola cosa stesse facendo.
Nicola risponde con la verità assoluta
-          Stiamo seguendo Andrea nella sua gara
-          Una gara da solo ? ribatte con sufficienza  l’esimio rappresentante dell'armacome come se volesse sottolineare la nostra intenzione di farlo fesso .
Ne approfitto  per fargli notare la locandina dell’evento affissa sul mezzo motorizzato spiegando come si svolgeva  la sfida .

In una situazione del genere qualsiasi persona  dotata di una mente normalmente attiva  avrebbe capito e, proprio per non creare difficoltà a chi svolgeva lo sforzo ,  avrebbe lasciato ripartire allegando anche un in bocca al lupo o buona fortuna .
Lui no,  la moglie non gliela dava o ancor peggio la dava a qualcun altro portandolo a cercare soddisfazioni  in altri campi .
-          Patente e libretto  per favore.
Capisco che la cosa andrà un po’ per le lunghe  e attuo un cambio repentino di strategia .
Mi svesto, indosso  abiti asciutti e mangio un panino  importante  con contorno di barrette , G sport  più qualcos’altro.
-          La sua patente scade il 23 agosto  .  sento  -  Ma lei lo sa che giorno è oggi ? LO SA CHE GIORNO E’???
-          Minchia  un interrogazione in pieno stile.   mi vien da pensare
-          Il 29 settembre … …  dice Nicola  con le orecchie basse
-          Appunto . Patente ritirata ….. scaduta da oltre un mese ……. 
Un luccichio negli occhi, l’ espressione del viso  (forse aveva anche la bozza nei pantaloni) mi diceva che Giovanni in quel momento stava godendo veramente come non mai  mentre il compagno di pattuglia  faceva da scribacchino riportando sul foglio di un verbale tutto quello che  il godurioso rappresentante dell’arma diceva.
Non c’è stato verso di far niente , anzi dico una bugia  qualcosa abbiamo  fatto  e cioè fargli capire che il furgone non poteva rientrare immediatamente a casa così come da suo ordine ma mi avrebbe seguito con al volante il padre di Nicola …….Nicola senior .



Asciutto e mangiato  riprendo la via del pedale, abbandoniamo il passaggio dai paesi per andare ad immergerci nella foresta Umbra.
Capto immediatamente di aver passato la porta d’ingresso dalla sensazione del  freddo porco  che mi  assale avvolgendomi completamente la parte superiore  e forse anche i piedi  ma per esserne sicuro bisognerebbe chiederlo a loro visto che hanno ormai un autonomia tutta loro.
Il resto lo fa il sonno che comincia a darmi dei colpi secchi che mi fanno assentare per vari instanti creandomi dei sobbalzi  di risveglio brusco per via di repentine ed inattese variazoni di traettoria della bicicletta.
Sosto di colpo , ho la necessità a) di staccare un attimo per non incanalarmi nel sonno completo B) di vestirmi in vista anche dell’imminente discesa .
Batto letteralmente i denti , indosso ogni cosa presente nella mia  cassetta ripartendo col desiderio vivo di uscire quanto prima da quell’ambiente cosi freddo .
La discesa velocizza in effetti il tempo  anche se si rivela abbastanza complessa per l’attenzione che sfuggiva sempre più decisamente dalla mia testa .
L’uscita  viene accolta con una manifestazione festosa  dal mio interno che organizza un trenino  sul ritmo di  “Vero Amico Charlie, vero amico Charlie Brown” 
Torno a vedere i nomi dei paesi conosciuti e metto già nel cassetto anche la prova ciclistica ,  2 su 3 . OPPLAA!!!
Scendo dalla bici intorno alle 5,50 del mattino  nella piazzetta centrale di Varano dove  Cutela mi aspetta  non so se più eccitato dalla prova che sta positivamente prendendo la via finale o se più in preda alla sclero per la competizione del mezzo Ironman del giorno seguente.
Cambio accompagnatore nella frazione podistica mi seguirà Nicola ---mo veh ?  J  il fratello di Fabrizio . Cambio totale di vestiti  mentre il freddo mi attanaglia , l’ennesimo caffè più uno offerto e portato da casa Assunta direttamente dalla moglie di Fabrizio (sempre lui) e pronti via.
Ne mancano solo 50 Andrea , poco più di una Maratona .
Parto convinto  impostando un passo  deciso perché in testa ho dei tempi ben delineati .
I primi 10 km sono dritti e piatti , bramo l’arrivo del sole , ho bisogno di cominciare a sentire il calore dei raggi  scaldare il mio corpo  ancora infreddolito  dall’umida e dal fresco .
Pochi km  e mi accorgo di non riuscire a mantenere il ritmo (il garmin conferma) , c’è un problema chiamato sonno che mi sta saltando sulle spalle  facendomi uscire la mente dalla concentrazione del passo.
Reagisco più volte imponendomi, anche con violenza (mentale), la concentrazione .
Niente da fare , non ci riesco il sonno avanza con passi da gigante facendomi ciondolare e portando la mia mente a sognare mentre corro molto più lentamente di quel che avevo previsto .
Chiedo un altro caffè e dell’acqua  e forse qualche km dopo ancora ne prendo un altro  non riuscendo peraltro ad uscire da quel tunnel che per qualche minuto .
Abbandoniamo la strada principale per deviare  verso San Nicola degli Imbuti, là dove sono partito a nuoto .
L’asfalto è più vecchio, più chiaro  ma non peggiore ,  raggiungo il massimo  della crisi,  ciondolo visibilmente perdendo definitivamente il significato della parola ritmo.  Più di una volta mi addormento svegliandomi di soprassalto sentendo la gamba cedere .

-          Mi stendo un attimo   se ti fermi . comunico a Nicola

Pochi metri ed esegue fermando il Kangoo sulla dx della strada , lo sopravanzo  per questioni di sicurezza decido di  stendermi  davanti.
Mi fermo in piedi , respiro ,  sguardo verso i piedi , sono vuoto  di tante cose ma non della volontà di reagire e non farmi sopraffare.
E’ la forza  della mente, della volontà ,  misteriosa , potente e sbalorditiva .
Appoggio le mani sulle ginocchia e mi accovaccio su me stesso  senza sdraiarmi .

-          Solo un minuto . dico

Lascio che le palpebre scendano nascondendo gli occhi , è un piacere immenso quello che entra direttamente  dentro di te .
Un minuto  intenso , vale e dura 100 volte tanto .
Apro gli occhi ,

-          Andiamo

Riparto sicuro, è un altro ritmo quello che sento nelle mie gambe , è quello che volevo , deciso, sicuro e forte. 
Pronto  ad affrontare i 35 km mancanti nella loro quasi completa assenza di pianura.
Avanzo affascinato  dall’incredibilità di quanto può succedere nell’arco di poco tempo , so che tutto può ancora succedere  ma  è come se una grande gomma avesse cancellato tutte le paure e  la tendenza al negativo che stava impossessandosi  del pensiero.
Il sole mi scalda,  me lo godo  mentre sento le gocce di sudore formarsi sul mio corpo e i km passano .
Splendido anche il lavoro di questo Nicola, che mi sostiene con una prontezza  incredibile soddisfando le mie esigenze sesso escluso (ma tanto non ne avevo) .
Facciamo le nostre soste per il caffè , l’acqua, il rifornimento energetico e tutto quello che mi serve per avvicinarmi al traguardo finale.
Una lunga discesa ci abbassa di quota,  comincio a sentire l’odore , il garmin da polso  ha cotto i ceci da un po’ quindi in testa ho solo supposizioni che , giusto per non farmi mancare niente, vengono cancellate poco dopo da quello dell’auto  che dichiara a voce alta 4 km a Varano.
Il ritmo è ancora quello, la stanchezza maggiore , la gamba sente molto di più l’appoggio e la fatica muscolare nel fare il movimento rotatorio ma ….mancano 4 km  J
L’illusione dura poco , precisamente fino ad un bivio  dove la svolta a sx indica 3 km .
Andiamo dritto …gasp ….. riazzeriamo anzi cresciamo visto che più o meno ne mancano ancora 6/7 .
Non sono colpi facili da digerire ma  è anche vero che se il percorso è quello …è quello   a quel punto un ora in più o in meno  cambia poco.
Ho la certezza di arrivare e dentro questa c’è l’attesa del momento magico che arriva puntuale come un orologio svizzero ( si dice così)  quando già siamo all’altezza del mare nella strada che entrerà diretta a Varano .
La fatica scivola via di colpo , il passo si allunga  fino a stupirmi spinto da una mente positiva.
Nicola sfugge via verso il traguardo, la troupe televisiva mi accompagna per un pezzo prendendo immagini prima di anticiparmi all’arrivo.
Rimango solo,  amo quel momento , quella solitudine in cui ti parli ,  ti complimenti dicendoti tante cose belle …… sono io immerso nel mio mondo  
 La sensazione del  sorriso  è esplosa  prepotentemente sul mio  viso ,  l’emozione che arriverà fra poco gira già dentro la mia mente distribuendo brividi , occhi lucidi, pensieri  profondi .
Ascolto il rumore del mio passo,  leggero  con una cadenza precisa ed un ritmo veramente notevole …..la magia nel sentirlo  è unica.
Guardo i miei piedi, un grazie alle mie Scott T2 gialle eblu (Cervia)
compagne di una stagione da brividi,  oltre  2000 km , prese d’aria laterali  e  ancora molto reattive  ( avranno un altro appuntamento prima della pensione) .

E’  il cartello di Varano quello che passo , il gioco sta per finire ( è sempre un peccato) ,  il passo  ancora più veloce quando giro la curva che mi immette nella piazza .
Musica , gente , applausi , scarica di emozionante adrenalina  mentre le braccia si alzano passando sotto all’arco di finisher .
La voce di Dario Daddo Nardone riempie l’aria con energia pura, sono completamente avvolto dall’emozione di una piazza che mi attende , che mi applaude  e sono felice di essere arrivato anche per  loro .
Abbraccio sentitamente Fabrizio che forse pensa  ancora che …al massimo sono 4/5 …..  acqua , respiro, un paio di parole al microfono di Dario e con la trouppe televisiva prima del relax  e i complimenti personali di tanta gente  tra cui, in primis,  dell’amico Sindaco di Ischitella .
Assunta  non mi da scelta :
-          Fai la doccia e ti aspetto a pranzo
Fantastica .

21 ore e 30  forse 21 …. non lo so , ho perso l’orario preciso di partenza e arrivo , non importa  …. Sono passato li sotto egregiamente  appena dopo un mesetto dalla Novecolli Ultratriathlon  una grande  soddisfazione   , la consapevolezza  di una padronanza mentale che mi fa sentire veramente potente (strettamente personale) .
C’è il fascino di quel minuto , la curiosità di Nicola che mi chiede  cosa in realtà ho fatto quando mi sono accovacciato.
Tanti sorrisi e un gran rumore colorato  che mi risuona dentro alla testa mentre in preda al sonno rientro all’albergo  dopo il lauto pranzo da Assunta.
È un riposo fisico  di quelli non profondi.
Il circolo del sangue  ancora veloce, coadiuvato da una mente  ancora bellicosamente  in movimento,  non mi permette di sprofondare tra le braccia di Morfeo.
Prima dell’ora di cena sono in piazza, è immersa nel movimento del pre Mezzo Ironman ,  firmo un paio di autografi J  e  confabulo con Fabrizio
-          Vediamo come sto domattina
Si cena tutti insieme , con lo staff , Teodolinda Family e non ricordo chi altro .
Nanna e questa volta si dorme.
Sveglia puntata per le 6,30 del mattino …..bellicoso Andrea Pelo di Giorgio .

Non ce la faccio ,  non ce la faccio proprio , il sonno  pesante mi porta a spegnere la suoneria per quelle tre volte  che permettono poi al cellulare di non essere incriminato per un compito non svolto.
Vado dritto , me ne rendo conto quando è già un po’ troppo tardi .
Idee bellicose abbandonate , colazione semplice  e veloce per andare in piazza  dove il clima è già molto movimentato e gli atleti brulicano come formichine .
Tanti saluti, tante domande e tanto affetto .
-          Non competo , non sono riuscito ad alzarmi ,  ti faccio un po’ di fotografie,   dico a Fabrizio
Il suo viso mi appare un tantino deluso .
Mi dispiace,  ma dal lato mio , per una cosa che avevo deciso di non fare , so benissimo che capiva la mia stanchezza.

Non duro molto.
Sarà il vedere tutta quella gente entusiasta e pronta a sfidare se stessi, sarà que senso di “dovere” per tutta l’ospitalità fornitami , sarà perché in fondo  fare anche il mezzo ironman sarebbe stato aggiungere una sfida  ….. la mente che dice al fisico  fai anche questo  ….sarà  forse anche qualcos’altro di non ben definito  che i porta ,alle 8,20 ( Dario annunciava una chiusura di zona cambio alle 8,40)  da Fabrizio.
Gli chiedo :
-          Faccio ancora tempo ad andare in campeggio a prendere la roba per partecipare ?
-          VAIII !!!  ti aspettiamo .     ….che sorriso J

Parte già la sfida , nel trovare tutto , nel prendere su tutto in un fazzoletto di tempo molto breve. 
Veloce velocissimo mi preparo , mi faccio prestare un paio di occhialini …i miei erano un po’ nel perso, riesco , già con la muta addosso a fare anche una colazione riempitiva al bar  e in un battibaleno  mi trovo lì , in prima batteria tra quelli buoni , già nel pieno della tensione di una nuova gara e su una distanza sulla quale non mi cimentavo da tempo.
Ricevo molti complimenti , molti gesti di stima , molti sorrisi .
Aspettative precise non ce ne sono  ma una certezza c’è :
“avrei dato il massimo e forse anche oltre vista la presenza del  pettorale (credo l’11)”

Pronti via !!!

La  tonnara parte,  qualche bracciate per divincolarmi e assestare il fiato e mi ritrovo a completare una delle più performanti frazioni natatorie  senza sentire la stanchezza muscolare del giorno prima.
Esco bene , piego anche in curva  J all’entrata della zona cambio.

So già che la frazione in bici sarà la più difficile e lunga,  tempo  un paio di km e vengo sverniciato dal passaggio di Edith che passandomi a fiaco non mi lascia neanche una macchia di bianco .
Completamente trasparente percorro i 10 km di pianura iniziale, iniziano i 70 km di percorso movimentato (in parte lo avevo percorso a piedi il giorno prima) ,  praticamente zero pianura.
Mi accorgo subito della non prestazione , pedalo praticamente allo stesso ritmo della 200 km  ma d’altronde  le cose non si inventano .
La sensazione è un po’ quella di essere trainato indietro tanti sono i ciclisti che mi sorpassano.
Inserisco nella mente la frequenza pazienza  (so che i 90 finiranno prima o poi) mantenendola ben salda anche quando vengo passato dalla signorina Teodolinda  che al contrario di quello che era stata nei giorni prima brilla di maleducazione fingendo di non vedermi  appositamente per non salutarmi.  
Pazienza Andrea Pazienza
E’ sicuramente il momento più difficile e che più abbatte la mente  anche perché quella stanchezza che sento dentro  la dovrò comunque gestire nella frazione podistica.
Se da una parte sono a posto con me stesso dall’altra c’è la voglia di ben figurare  di sentirmi una frazione podistica  di quelle che  ti regalano brividi e il piacere immenso di sentirti libero nella corsa.
Finalmente appoggio la bici  alla transenna, indosso le mie super leggere Scott da triathlon e via, Passo  il tripudio della gente nella piazzetta mentre Dario Daddo Nardone non perde l’occasione di ricordare la sfida , Amref  …è bravo quel ragazzo .

Dopo le prime battute imposto il ritmo gara, bello allegro ma senza arrivare oltre .
Assaggio , ascolto le sensazioni , la reazione muscolare, il respiro  ….. ci sono , è la frazione che ho chiesto, .... grazie.
La gestisco  bene, il percorso è ondulato , lascia segni  se sbagli ritmi .
E’ un'altra aria che respiro,  sento gli applausi , i complimenti di altri atleti , la gratifica fisica e quella  competitiva nel sorpassare tante rivali sportivi.
Cominciano i giochi , i calcoli di distanza  nei confronti di altri atleti ,  il "quello lo prendo , quello forse" ….. le gambe vanno da sole , la mente è estremamente forte , talmente forte che mi concedo una variazione di ritmo sensibile negli ultimi 3 giri della competizione .
Non sento i segni della fatica di ieri …….. stupendo, veramente stupendo …non so come , non so perché , so che è così e che quello che sento dentro va oltre.
Rendo onore a m e stesso , allo sport  e soprattutto sono felice per aver  onorato tutto lo staff  Lake Triathlon e del paese di Varano che mi hanno  fatto sentire veramente una persona speciale.
È  una grande cosa  che va oltre alla prestazione in se per se ,  quella resta un mio piccolo  regalo, chiudo poco oltre le 5 ore  con una mezza maratona corsa in 1h 30’, uno dei primi tempi podistici ed un 5° di categoria .

 E’ un altro sorriso che parla da solo
 ……… dentro è già Varano Lake Xtreme 2014
 
Domani arriva sempre

Andrea Pelo di Giorgio    















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