martedì 29 aprile 2014

rimini .......last minute

in fondo non era neanche poi così veloce .......

Rimini Marathon, la prima edizione, vicina a casa ma con  dentro un "peccato" definito da altri impegni agonistici presi in precedenza.

Poi capita però le cose non vadano sempre come previsto e programmato[(lo dico sempre che non devo fare programmi) -  "all'ultimo" ]  e per un gioco di sfida, che amo tanto,  vengano ripescate all'ultimo momento.
Non c'è la preparazione specifica, ne sono molto al corrente.
Il fondo però c'è e ci sono un 10.000 (marzo), una mezza maratona ( fine marzo/primi aprile) corsi sorprendentemente alle velocità dell'anno di grazia  2007 che narrano di una ottima velocità in seguito rilegata ad allenamenti brevi per lasciare spazio a bicicletta e nuoto  la cui preparazione è più indietro (come al solito).
Il podismo rimane rappresentato dalla classica uscita 10/12 km  in progressione  per le3/4 volte settimanali ...... niente da maratona insomma.

Lì che scatta il gioco, la sfida.
L'intenzione di riuscire a raggiungere una prestazione "importante" (valore personale) nonostante non preparata.
La mente elabora è una pallina in che gira dentro al labirinti circolare che si trovava nelle patatine.
Gira, gira, sbatte, ri-sbatte fino a trovare la strada per il centro.

Due prove
:
Mercoledì il fartlek violento ( :-) 3/5/7 x 2)
minchia fartlek per andigio in Garmin Connect - Dettagli

Venerdì, un allenamento definito sofferenza (podistica) fatto da un 110 km ciclistici con salita (4h26') seguiti da un 10.000 progressivo dal risultato sorprendente e sofferenza alta.
pacchetto 25 Aprile per andigio in Garmin Connect - Dettagli
Pacchetto 25 Aprile per andigio in Garmin Connect - Dettagli

La sicurezza di riuscire a soffrire ha, a tutti gli effetti, dato il suo personale lascia passare.
Qualche problema con le iscrizioni on line last minute,  una comunicazione mail mi conferma la possibilità di farla sul posto ........ posso decidere fino a sabato sera.

Così è,  preparo tutto il necessario, lo infilo nel mezzo ufficiale per la vicina trasferta.

I dubbi:
-un timing finale difficile da raggiungere .......(non volevo salire sopra al fatidico muro)
-la possibilità di eventuali infortuni facili in sforzi intensi

I pro:
- la bellezza di una sfida non preparata
- riuscire a centrare l'ambizioso obiettivo

lo strano:    
-una sensazione che non mi dava quella tensione giusta.

Ci dormo sopra un più o meno.
6.30 ....6,35 ..... 6.40 cado, metaforicamente, dal letto insieme a Lisa.
Colazioniamo, assorbo i suoi incoraggiamenti con contorno baciato ed è già l'ora di partire.
Ore 7,45
parcheggio comodamente a Rimini , circa 300 metri dalla zona partenza/arrivo,  sono stranamente in orario perfetto.
La partenza è fissata per le 9,00.

Caffè e  Palazzetto dello Sport per effettuare un iscrizione (devo dire un po' cara  ...anche se sono coscente del last minute) dal meccanismo un po' complesso vista qualche incomprensione con l'addetto (tessera?  mi risulta un altro nome a quel numero . documento ? il modulo?) che mi porge, infine, un pettorale dal numero sorprendentemente basso.....il 19,  bello.
Sono nella zona giusta per la preparazione che effettuo con calma sfruttando il palazzetto dello sport; ne esco alle 8,30 precise , sorridente e anche alleggerito.

Solita divisa da Maratona , body triathlon Surfing Shop e solite scarpe Scott T2 Palani (non cedo alla tentazione di indossare le super leggere Race Rocket solo per la tensione al soleo sx).
Riscaldo le gambe, le sensazioni sono buone, la mente si è posizionata sulla linea giusta, la fatica non mi spaventa ed il pensiero di "saltare" rimane in disparte.
Giusto o meno decido per un ritmo gara a 4'05"  .....evntuali decisioni alternative rimandate alla mezza (21°km....non lo'ora) .
Entro in griglia (unica) a 10 minuti dal via, 1300 partecipanti  tra i quali i supergruppi degli spingitori di carrozzelle (gran bella iniziativa) che partiranno 5 minuti prima.
Sudo calmo e tranquillo posizionandomi in seconda fila.
Pronti ? ......Via !
Blam !!!

Lascio alla sensazione il compito di gestire i primi km che risultano,solito, un po' sopra le righe.
E' compito del Garmin riportarmi gradatamente alla velocità prefissata mentre è compito della mente non cedere ai ritmi impostati degli altri atleti.
Calma Andrea ...... conosci la maratona, sai come funziona ed oltretutto, probabilmente, il 4.05" è troppo veloce per la tua forma attuale.

Mi fisso lì, rispetto la linea base godendomi il percorso (faccio subito i complimenti all'organizzazione per le segnalazioni, le chiusura delle strade, la chiarezza, i ristori, tutto il resto e l'originalità dei telati da sdraio per sostenere le indicazioni chilometriche) , il lungomare, il complesso che suona dal vivo e la partecipazione attiva della popolazione.
Passano i km, sto bene, tengo bene il ritmo senza andare in affanno.
Qualche km , mi passa quel gran signore e superatleta di Ivan Cudin , qualche centinaia di metri e chiacchere prima che vada  poi anche  Antonino Guadagnino che parte sempre per  ..... per ....... per poi andare come un treno :-)

Mi assesto bene.

A Bellaria, abbandonando la costa, vengo a conoscenza che all'arco di "Augusto è pieno di Figa e che devo tenere botta" :-)
Gestisco la gara in traguardi parziali legandoli, praticamente, all'assunzione di Enervitene  che mi concedo ogni 8/9 km  per non sapere ne leggere ne scrivere.







Tutto fila per il meglio fino al 18° km circa quando, da un km all'altro,  salto da un 4.08 a  4.17 senza però calare il ritmo.  Il rallentamento si mantiene anche nel km successivo che nonostante una forzatura non torna ai livelli previsti .
un km più lungo .....la mia considerazione
poi ci penso,  ho il garmin .... non può essere
Riesamino la situazione
- tempi più alti senza calare lo sforzo
- non ho sensazioni particolari di fatica
- il respiro è rimasto tale e quale
- gli avversari diretti  ....tutti lì , al solito posto  anzi, uno lo passo decisamente.

Sono i 45 metri di dislivello, quelli citati nella locandina, quelli che completeranno la cifra con cavalcavia e sottopassi fino quasi al traguardo.
Quella strada è falsa piatta (mai fidarsi) , lo sarà fino al 27° km infierendo immancabilmente sul ritmo e sulla tenuta muscolare.
La mezza passa in 1h25' ,  timing che mi soddisfa come, del resto, lo fanno le sensazioni nonostante il calo del ritmo.

Passaggio in una Santarcangelo gremita di gente sancisce anche la fine (più o meno) dei falsopiani.



C'è un piccolo "velocizzamento"  (parolone)  che non mi riaccompagna però  ai ritmi iniziali.
Le gambe si sono leggermente appesantite e il percorso continua ad inserire in quasi tutti i km un piccoli tratti non particolarmente veloci.
Da qualche km sono in compagnia di un ragazzo di Cremona, mi ha sopraggiunto, stringendo un po' i denti sfrutto il suo passo leggermente più veloce accodandomi, scambiando due parole e trovando la conferma dei falsopiani.  Condividiamo 6 /7 km insieme fino al segnale dei 30 km.
Ci passa un ragazzo, decisamente più veloce ....."dai ragazzi dai"  ci incoraggia scivolando via.
Agli 11km  all'arrivo decido di movimentare la corsa  pur non sentendo troppa disponibilità nelle gambe,  è un tentativo che va fatto  anche solo per comunicare una scossa al fisico evitando che si addormenti e subendo un calo del ritmo.
Accorcio la respirazione intensificando un pelo la velocità, sufficiente per andare via dal mio avversario diretto.
E' sufficiente per svoltare, per comunicare alla carogna che è l'ora di uscire alo scoperto.
Libera ai meno 9 km ,   "meno di un allenamento normale Andrea".
Una canotta bianca mi passa , scivola avanti di circa 50 metri avanti a me poi una maglia colorata (penso toscana) che però tengo controbattendo ogni sua piccola variazione di ritmo.
La carogna comincia a lavorare bene è positiva e disposta a soffrire nel corso di quegli ultimi 4/5 km.
Attacco decisamente il mio compagno di tratto che attutisce tenendo "botta" fino all'ultimo sottopasso  dove mi precede nella discesa accusando però la salita nella quale invece trovo la forza di spingere di più.
Il ritmo al km si abbassa, il fisico reagisce, la mente è molto forte.
Il mirino si posiziona proprio sull'atleta che mi aveva passato qualche km prima, lo sguardo si fissa, studio il suo gesto atletico, la leggerezza del suo passo per carpirne la freschezza.
Minimamente ma la distanza diminuisce ....mi carico aumentando in progressione, la gamba segue gli imput mentali, il fiato .....non ci penso
Il momento giusto scatta all'ultimo ristoro,  lo vedo rallentare eccessivamente (considerando i 2 km che mancano) .
Il mio è invece molto veloce, bottiglia al volo, un sorso, un po' di accqua addosso ,  e aumento ancora.
Sul ponte è fisso nella parte centrale del mirino.
Ultimo km 195 m , la via centrale di Rimini verso l'Arco di Augusto,   ha ancora qualche decina di metri di vantaggio, sento gli applausi della gente, l'aria che mi sbatte addosso, il mio ritmo....la mia reattività,  è una sensazione travolgente, allora spingo ancora di più.
E' un attimo che la caccia finisce, preso,  ma la mia è una volata lunga in crescendo , lo sguardo rimane fisso all'arco d'Augusto ancora lontano per il ritmo che ho impostato in quel finale.
Non osservo se c'è una reazione, continuo a tirare con lo sguardo fisso avanti.
195 metri ....lui non c'è ..... applausi, commenti,  gente, sensazioni ...... brividi che salgono.
2h56'39"  15° assoluto 4° di categoria .....ho vinto :-)




Maratona di Rimini per andigio in Garmin Connect - Dettagli


domani arriva sempre
















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