mercoledì 7 maggio 2014

Scappa Pelo, .....scappa

Una fuga.
In fondo di questo si tratta
con l'unica differenza del sorriso, probabilmente non sempre stampato in viso ma sicuramente dentro.

E' Wings for life world run  la prima gara in fuga dove la distanza la fai tu con la tua prestazione, velocità e resistenza, nella quale rimarrai in gara fino a quando l'Auto Catcher non ti catturerà ringraziandoti  per la tua presenza e sportività.

Il week end 4/5 maggio si è liberato, gli impegni sportivi presi n precedenza sono saltati  (forze indipendenti dalla mia volontà)
Verona e un'emozione nuova, unica nel suo genere, attendono.

Sabato 4 Maggio ad, ora presta, saltiamo (io e Lisa) sul mezzo ufficiale  Surfng Shop

dirigendo il muso verso la città Scaligera.
Il meteo non è un gran "schioppare"  ma le previsioni sono positive.
Due ore e mezzo dopo  un temporale sull'intenso andate ci accoglie nel Veronese senza  riescire a spegnere, però, il positivismo delle previsioni meteo.
Alloggiamo presso il  B & B "le fate dei Prati" strategicamente posto a 6 km dall'uscita dell'autostrada Verona Sud e qualcuno in meno da Piazza Bra (zona fulcro di Wings for life)
La cortesia e l'ambiente sono a livelli alti  e, sicuramente, non proporzionati al prezzo  veramente onesto.
Gnomi, fate, esseri strani , dipinti su muri mobili e quant'altro creano un ambiente bello e particolare che ti accompagna all'interno di un mondo fiabesco dal quale ne esci solo grazie all'abbaiare della piccola pincherina regina di casa  "le fiabe dei prati" :-) .

Il tempo di un paio di sane chiacchere con la signora Elena, il salto dell'aperitivo offerto e la sistemazione  delle borse in camera, che le previste 18  sono già le 19 ....... le fate la sanno lunga.
Via di corsa (in camion)  verso il quartier generale per effettuare le iscrizioni !!!

Eh già, un po' come al solito il
"le faccio domani , le faccio domani"
si è trasformato in un impossibilità di segnarsi via web e successivamente "in fortuna che le fanno anche sul posto " .
Entro le 20,00 il limite massimo prima della chiusura del villaggio.
Regolari.  Siamo ai gazebo Iscrizioni/pacchi gara intorno alle 19.40,  dieci minuti  e  .....TUTTO FATTO !!!
Pacchi gara, pettorali (numero  42017 ....17 finale :-) ) alla mano  eristorantiamo alla già provata e apprezzata Taverna di via Stella prima di inoltrarci nell'avventura rientro al B&B in assenza di Navi Satellitare (cell. scarico).

E' un leggero peregrinare caratterizzato da  decisioni/ragionamenti spontanei dell'ultimo istante prima di ogni bivio. Risultato finale una divagazione autostradale Verona sud - Verona nord - Verona sud  prima di percorre più volte uno stesso viale che qualcosa ricorda nella nostra memoria ma non tanto chiaramente da portarci a "casa".
Non è facile chiedere indicazioni quando sei in una zona industriale dove tutto è chiuso e nella quale il traffico locale è causato da "Signorine per bene" colorate che esercitano l'antico mestiere.
Richieste di aiuto nell'ordine :
a) due ragazzi - probabilmente camionisti  :  ci dispiace non siamo del luogo
b) un ragazzo a piedi  un po' in imbarazzo probabilmente a causa di contrattazioni in essere con una ragazza vicina.   L'amore di bocca ????
c) l'uomo del Bureaux dell'Hotel Monaco :  via Chioda ?   non lo so ....... (guai a guardare su internet o tutto città) .  Faccia così , all'incrocio  col semaforo trova un bar ( chiuso)   ...chieda lì oppure vada avanti e provi a vedere se la trova.
c) l'uomo del Night Club con Lap Dance, entrata con consumazione (10,00 €) : in tre minuti mi spiega la semplice strada facendomi uscire tranquillo e ben due minuti prima del limite massimo di stazionamento all'interno di un club erotico concessomi  :-)

Il B & B le Fate dei Prati ci sorride, in 5 minuti  siamo nella camera "fattoria" diretti verso il mattino seguente  presentato dal sole entrante dal lucernaio.
E' la notizia "la migliore" che desideravamo.
Con molta calma, l'evento prende il via alle ore 12,00,  colazioniamo, saldiamo il B & B (abbiamo avuto anche l'opzione bonifico una volta rientrati a casa) e, a cavallo delle nostre biciclette (zaino in spalla), ci dirigiamo in centro.

L'Arena di Verona ci accoglie dipingendo, a braccetto col sole, una fantastica location per un evento nel quale l'agonismo puro rimane in secondo piano lasciando spazio a quello benefico ed ala gioia della condivisione.

Wings for life World Run è un evento mondiale, raccoglie fondi per curare il midollo spinale  devolvendone tutto l'incasso delle iscrizioni.



L'unicità di questo evento è la formula, sia per la fuga dalle catcher car , sia per la contemporaneità dell'evento in 32 stati differenti.
Alle ore 12,00 in Italia ed all'ora locale simultanea negli altri stati lo Start Ufficiale per  gli oltre 35.000 runner.
Le regole sono semplici,  mezz'ora dopo allo start ufficiale degli atleti  partono le due catcher car che dotate di un rilevatore elettronico di chip vanno a caccia dei podisti.
La loro velocità è di 15 km orari (4'00"/km) cosa che permetterà più o meno a tutti gli atleti di percorrere circa 10 km.
Una volta raggiunti dall'auto (una sorta di grosso pack man) si è ufficialmente fuori gara, all'atleta la decisione se continuare fino al ristoro successivo o rientrare a quello prima.
La presenza degli autobus (zone ristoro) garantisce un rientro veloce agli atleti al quartier generale di Piazza Bra.

Intorno alle 10/10.15  appoggiamo le bici alle ringhiere dei giardini.
Mi accorgo (fortunatamente prima di chiuderlo) di avere con me il lucchetto versione inapribile (se non con tronchesi)  ma non le chiavi  ....mi distinguo sempre in queste cose .
Piano B.  Lucchetto finto-chiuso con camuffamento sotto alla ringhiera più una fascetta per bloccare le due parti insieme attorno alla stessa e .......speriamo bene .
A tranquillità bici raggiunta segue l'incontro con Valentina e Luca, lei runner,  lui ciclista che per l'occasione si esibirà in circa 15 km  dentro alla tangenziale prima di dargliela su tornando alla base.
Supportino cibario per me,  preparazione atleti, consegna borse,
spazio pipì allo stesso bar del toast, un chilometrino di riscaldamento e, Scott T2 ai piedi ,via dentro i box  di partenza (ore 11,25).




Siamo nel primo , in quello dove stazionano i migliori :-)  per intenderci.
Non c'è ressa, non c'è l'appiccicamento della classica podistica con gli atleti tutti pronti ad attendere lo sparo di inizio.
Si respira girando tranquillamente ,si osservano le figure degli avversari/compagni di avventura , si incontra qualche persona conosciuta , qualche personaggio dell'ambito sportivo, televisivo ecc. ecc.
Giusto una mezz'oretta a farci baciare dal sole  osservando  l'intenso streccing di Fiammetta Cicogna piuttosto che la mise non proprio podista del campione mondiale di Kite Surf  fino ad un saluto e due parole con Giovanni Storti del trio Aldo Giovanni Giacomo.
Le interviste dei vari personaggi aiutano a far scivolare il tempo che passa tranquillamente tra un sorriso,un bacio e qualche risata.
Un minuto allo start .......saluto Lisa posizionandomi subito dietro alla prima fila.
L'obiettivo impostato sul web è di 49 km anche se già da qualche giorno penso di essere stato un po' troppo generoso considerato quel po di dislivello presente sul percorso.
Poco male.
La botta del cannone, arricchita da una coriandolata festosa e   la wings for life world run parte sottolineando un'evasione di massa da Verona (ed altre 33 città mondiali) .
La regola è correre col ritmo, correre al tuo ritmo, quello che ritieni più proficuo per portarti il più lontano possibile dalla città.
4'21" /km è il mio.
Parto più svelto , come al solito, anche se riesco a trattenermi lasciando che il gruppetto dei migliori faccia subito una selezione.
Il serpentone umano (1500 persone si mette in movimento) uscendo  dalle mura  per circa 300 metri prima di un inversione di marcia  che riporterà tutti ad attraversare la parte centrale della città e permetterà agli atleti di vedersi.
Così succede, vedo Lisa , Valentina, tanta gente applaudire i primi atleti e sopratutto la festa nelle facce di tutti.
A fine gruppo la cosa fantastica,  lo spirito e (credo proprio) il cuore.
Gli ultimi camminano da subito, faranno pochi km prima di essere raggiunti ....la felicità di esserci contribuendo con il cuore.

Scappo via  .....scappa Pelo , scappa   ......... il garmin segna un 3'55" iniziale seguito da un 4'05" che di per se è un ritmo troppo veloce se paragonato ai 49 km  previsti  che ho ben fissi in mente.
Tengo il ritmo molto agevolmente supportato da un buon stato di forma; decido di non rallentare portandomi avanti  sulla media in considerazione della variazione di dislivelo prevista più avanti.
Così va, sotto un sole spettacolare che scalda al punto giusto , nel mezzo di un percorso (chiuso totalmente al traffico per i primi 28 km,  se non erro)  molto bello e vario  affronto la mia sfida accodandomi ad un gruppetto di 3 persone , 4 con me, 5 poi, 2 dopo  e solo in fine.

Al 15 km circa, poco prima dello stato "solo in fine" , il capo gruppetto (colui che faceva il ritmo all'amico  asserendo di andare al ritmo concordato mentre in realtà  andava notevolmente più forte) esclama :
- sale fino al 20° km.
Effettivamente, tempo qualche centinaia di metri, la strada incomincia a pendere  senza però spaventare nessuno.
Per la legge della media, supportato da una sensazione fisica notevole, decido di forzare la potenza del passo per non andare oltre la media dei 4'21" nonostante la salita...salite (erano a strappetti).
Il risultato cronometrico arriva (mai sopra al tempo della media) con lui arriva anche una selezione che mi isola dagli altri concorrenti.
Al 20° km  arriva la salita decisa. GASP!!!
- ma non era "sale fino al 20° ???"

- da adesso in poi sale. mi dice il primo compagno di avventura che raggiungo.

Mente locale .......... planimetria nell'immaginazione e concepimento dell'errore

Mescolare l'obiettivo alla planimetria non va bene .......... vero che sale per poi riscendere ma vero anche che essa è, giustamente, disegnata per l'intera distanza del percorso (100 km) non il mio percorso.
L'equazione si conclude proiettando dopo al segno =  una verità praticamente piena di salita per l'obiettivo dei 49 km.

Il mio poco male iniziale, fiducioso e contento per tutti i secondi recuperati nella prima 20ina di km, viene subito smontato dal crono dei km in salita decisa.

Il conto è presto fatto,  i 15/10/7/20 secondi recuperati nei km iniziali vengono subissati dai 30/35/40 e anche oltre al minuto persi (rispetto alla media ) negli strappi/tratti di salita impegnativa.

L'obiettivo sicuramente non è raggiungibile ..... non cambia assolutamente niente, sto bene, vivo la giornata splendidamente godendomi i panorami, le strade collinari, le sensazioni della corsa e la "temibile" fatica.
I piccoli traguardi,  praticamente i ristori (5 km uno dall'altro), pian piano mi scivolano dietro, la prestazione è ottima, la gamba gira bene  ....è un po' dura ma con ragione .......  il battito cardiaco rimane stabile in regimi di piena sicurezza  che mi permettono una respirazione  mai affannata.
Mi ascolto profondamente,  le sensazioni muscolari, l'impatto del piede col terreno, i piccoli dolori che mi accompagnano ormai da tempo vengono metabolizzati man mano che il tempo passa  e man mano che l'agonismo con la A maiuscola comincia, prepotentemente, a farsi largo dentro di me.
So di essere in una buona posizione, già il fatto di correre da solo e vedere gli avversari (davanti e dietro) in piccoli numeri  me lo conferma ....... poi capita, come al solito, qualcuno che ti mette il tarlo  nella testa.
- Bravo !!!!  sei il 9° che passa.

Do sempre il massimo ........ma certi suggerimenti non mi lasciano inerme.

Mente  locale, conti della serva, ricordo il gruppetto partito davanti , questi mi hanno passato, questi li ho passati io ........ ho imparato anche a non fidarmi troppo  ........sarò 12° ...13°.
E' una posizione già molto lusinghiera sig. Andrea Pelo di Giorgio .

- ........3 o 4 ed entri nei 10 !!!

Rimane pur sempre una fuga ma da quel momento qualcosa è diverso, la beneficenza l'ho già fatta, è ora della  caccia !!!

Un grosso cambiamento, impercettibile agli  sguardi esterni
Occhi che vanno alla ricerca dell'avversario
Lo puntano studiando la sua corsa, la sua stanchezza ,  piccoli particolari in grado di "assicurati" che sarà una preda fissandosi quasi  in modo maniacale sulla figura.
La percezione  della distanza, si affina
un metro più vicino ....... assapori il gusto
aumenti la sicurezza
dimentichi la sofferenza fisica .....sei disposto a viverla
L'obiettivo comanda
magicamente  non fai altro che seguirlo

Comincio a contare,  9° o 13° ........8° o 12°,  mantengo valide entrambe le ipotesi preferendo la peggiore.
E' un tratto molto impegnativo, la posizione per qualche km risulta ballerina  prima di stabilizzarsi mantenendo una sorta di parità rispetto a qualche km prima.
Passo Manuel, atleta longilineo notato in partenza  e definito a pelle "uno forte" , dopo averlo braccato per qualche km ,  intorno al 28° vengo invece passato dall'atleta iniziale (colui che faceva il ritmo all'amico  ...ora solitario)  che si posiziona 50 metri avanti a me.
Sono un po' rognoso per la cosa, ricordo di aver sentito  un "ne faccio 30" ma non ci credo.....rimango rognoso cercando di non farlo scivolare via.
30° km ...... si ferma !!!
Un po' sorrido  ...... io non lo avrei mai fatto , allenamento pro maratona o meno ,  con un numero di pettorale appeso e sopratutto in una posizione del genere .......neanche a fucilate mi sarei fermato.
Ripreso il mio posto,  8° per quello là, 12° per me.
Ripresa la caccia .......li vedo davanti.

Pochi km .... sento dei passi ...... giro la testa velocemente, la canotta è rossa.
Si rifà sotto Manuel e lo fa velocemente, gli ultimi metri se li mangia veramente in un attimo.
- cazzo ....... è uscito dalla crisi e mi svernicia :-(
Si ferma lì, al mio fianco  (saluto come sempre) rimanendoci fino allo spugnaggio  che dista poche centinaia di metri.

Tre persone allungano la mano in avanti offrendo le spugne.
Allungo il passo sfilandolo e spostandomi sulla destra indicandogli che prenderò la prima. Probabilmente non ci comprendiamo visto che al momento X  Manuel  appoggia le sue mani alla mia schiena.
Dispiaciuto alzo una mano per chiedere scusa cercandolo con gli occhi.
Noto un paio di passi camminati  ma non gli do peso aspettandomi un suo raggiungimento nel giro breve che voglio sfruttare per scusarmi ancora per il piccolo inconveniente.
Un paio di minuti  giro la testa .......c'è il vuoto.
35° km ....altro ristoro al volo, nessuna sosta e nessun cambio ritmo.
Chiedo acqua , afferro la bottiglia che bevo in piccola parte (meno della metà) ed uso il resto per bagnare, berretto, spalle e schiena.
Ogni paio di ristori  assumo un Enervitene Gel

che faccio scivolare con i sorsi d'acqua, lui  ha il prezioso compito di donarmi un energia veloce e mettere a posto la mente.
36° km  ai piedi dell'ennesimo tratto di salita impegnativa  mi chiedono se ho necessità di acqua .......
- ho necessità di discesa !!!
c'è ancora voglia di scherzare .....molto positivo.

38° km, 39° km  ........ forse sono i conti che la mente fa , forse ....... ho la sensazione di esser estremamente solo.
La strada pende verso il basso, il ritmo è già aumentato da qualche km ...... sono 12° , me lo ha detto un signore (la conferma delle mie impressioni) , i due avversari che corrono affiancati sono notevolmente più vicini ora anche se ancora distanti . 400 metri  mi dice una persona che mi viene incontro in bici.
E' un giro di pista , corto ma lungo quando la differenza di passo non è tanta e sopratutto quando la sensazione di non avere ancora molti km di fuga comincia ad essere presente.
Scendo la discesa,  pianura, alla mia destra nello stradone vedo le bandiere del ristoro ....il 40° km, i due avversari lo stanno raggiungendo.
Giro la curva , il ragazzo in bici  con la t shirt azzurra dell'organizzazione, che mi sta a fianco da qualche centinaia di metri  mi dice:
- hai la macchina a 600 metri.
- cazzo ...... volevo farne almeno 42  è la mia prima considerazione.

600 metri sono pochi è vero ma è anche vero che anche io mi muovo e l'auto mantiene i 15 km/h .....sono già molto più lunghi.

Inizia la "guerra"  ed è su due fronti ........ i due avversari davanti (la 10° posizione) e la fuga verso i 42° km.
La variazione di passo è istantanea, non sento più il muscolo duro, non sento più la stanchezza ....sento solo la potenza a disposizione della mia mente ......la prendo cambiando totalmente ritmo mentre i ragazzi dell'organizzazione diventano 4/5.
Mi supportano con un tifo stratosferico nella mia sfida ai 42 (un altro obiettivo) stupiti da quell'energia saltata fuori da chissà dove.
Le mie prede si fermano al ristoro, in un attimo sono su di loro , li sfilo velocemente afferrando la solita bottiglia d'acqua.  10° Pelo ....10°
Finiscono lì la loro sfida  mentre io aumento ancora il ritmo.
Giro la curva , l'uomo mi dice che sono 7°  ........ non ci credo ........un ragazzo in bici conferma non togliendomi  il dubbio.

- dai che fra poco sei a 41 !!! L'auto è a 300 metri ......250 ....... vai grande !!!

Vado,  il passo si stende , il cuore si alza ...... è una sensazione fantastica ......c'è solo del positivo dentro .
Sentire...sentirsi....viversi  .....è una consapevolezza indescrivibile; mia.

Aumento ancora,  la moto davanti con un operatore mi scatta foto in continuazione, i ragazzi mi incitano ed io  scappo nel vero senso della parola,  proprio come se avessi un leone dietro.
Vedo i 42,  la strada è leggermente mossa, la macchina già mi chiama.
Ne ho ancora, aumento  fino al punto che mi annunciano che la sto staccando ....... si vola verso i 43° attorniato da quel fantastico tripudio.

Al cartello 43°,  una nuova preda cammina, tre passi poi riprende .....ho ancora 50 metri di vantaggio  ...20 in più ......

- dai Andrea che ne fai ancora .....arrivi ai 44.
Ci credo, poi giro la curva  .................la strada sale

- cazzo !!!

lo dico  e lo ripeto ..... mollo per due passi prima di inquadrare di nuovo la preda davanti a me.

E' l'ultimo sussulto.
La forza per la volata in salita che mi porta ad affiancarlo e a non cedere al suo tentativo di reazione che si esaurisce in un soffio.

- Grazie Andrea !!!   dice la voce

CATTURATO ma col sorriso ....con la soddisfazione.


Ringrazio, stringo la mano della persona seduta dietro nell'auto,  leggo la scritta GRAZIE sul lunotto posteriore.

E' finita,  lì in mezzo al "niente"  senza pubblico, senza gli applausi scroscianti di una maratona,  ma con un fascino indescrivibile e una grande emozione dentro:
.....la gioia di una fuga divenuta, passo dopo passo, entusiasmante.

Condivido subito la mia soddisfazione con Lisa approfittando del telefono al seguito (c'era una sorta di accordo con Radio Deejay, non andato in porto).
Probabilmente sono ancora in affanno ma il desiderio era quello ....subito.

Il tempo di stringere la mano al mio avversario che sono in cammino verso il 45° km dove affronterò il mio primo ristoro con tranquillità e verificherò  la mia posizione.
9° non  6° (avevo ragione).

Un autobus ci riporta in piazza Bra accentuando una volta in più un organizzazione perfetta.

Il sorriso, l'abbraccio stretto, ed un bacio  sono il preludio di un bellissimo resto di giornata nella splendida Verona insieme agli amici Valentina e Luca (uscito indenne dalla tangenziale)


ora prigioniero :-)

Andrea Pelo di Giorgio

       



















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