lunedì 18 agosto 2014

Aquatic Runner - nasce una nuova specie

un emozionante silenzio naturale mi avvolge
occhi persi nella bellezza di una natura senza confini  ancor più fantastica per l'assenza dell'umanità.
la fortuna di poterla solcare, di sentirla entrare dentro  mentre vivo la mia grande passione.
.... è  "Aquatic Runner"  nuovo, emozionante .....anfibio

.....solo qualche rallentamento negli ultimi 15 km a dispetto di  un Isoradio strillante una situazione talmente critica  da farmi valutare il trasferimento verso Lignano Sabbiadoro su strade normali.
Dubbio dubbio e ancora dubbio  man mano che raggiungo Ravenna .... poi un colpo deciso,  rampa  e Autostrada ...... la scelta giusta.

Tocco Lignano alle 17.30 circa di Sabato 02 agosto a bordo della piccola Nissan Micra,
solo soletto vista l'urgenza medica familiare che mi ha privato del piacere di condividere l'evento con Lisa.

-  Ti farei aspettare un mucchio,  mi dice Matteo Benedetti (organizzatore e ideatore dell'evento)  mentre sono in coda al casello,  sono ancora in mare, fai così, dormi allo Splendid.
- cazzo ... ho disdetto la camera proprio stamattina
- vai , vai tranquillo che hanno posto, sei mio ospite.
Vado, parcheggio nelle strisce blu e in  due minuti il B&B è raggiunto.
Lo Splendid è in pieno centro, l'entrata, che da sul marciapiede, è ricoperta da una tettoietta anni 30 20 60 .... non so, scrivo dei numeri a caso .
Una signora in camice blu mi da il benvenuto.
- Non sono la titolare , lei è .... ha prenotato ?
Spiego la storia, non è subito facile ma alla fine ci riesco .
La camera rimane la matrimoniale (la titolare non ha letto la mail), giusto il tempo di apprendere che :
- non c'è wireless
- il bagno è in comune (lo sapevo in realtà ma la signora me lo dice perchè ci sono certi schizzinosi ....pfui)
- non 'è la colazione ma le macchinette hanno tutto e se mi servono gli spicci di fianco c'è l'edicola con il titolare gentile gentile che cambia sempre i soldi
- i parcheggi  free sono nei viali paralleli al centro
- il documento me lo restituirà la titolare
- lei è la donna delle camere
- la mia camera è la numero 29
e sono al supermercato per acquisto colazione + dentifricio e spazzolino  (dimenticati come al solito).

10 minuti dopo: salgo le scale dello Splendid  ..... sono al "settuplo" piano  :-) , sudo già.
La camera, cosi come tutto l'hotel,  è pulita ed arredata in modo essenziale roccoccò.
L'aria non è ferma , è stabile!
E' lì da almeno una settimana in attesa di qualcuno da appiccicarsi addosso.

20 minuti dopo: Pizzeria Neverland  sede operativa dell'Aquatic Runner.
Eh si , sono li per quello, per la prima edizione Europea di una "corsa acquatica"  inventata e resa possibile da Matteo Benedetti e tutta la sua fantastica banda.
Ospite "vestente" i panni di personaggio di spicco cosa che mi lusinga sicuramente  ma mi fa sempre sorridere. .....grazie grazie grazie .
Ambiente fantastico, si respira aria sana, assenza completa di fenomeni,  tutti tranquilli sorridenti e pronti a vivere/condividere questa nuova esperienza.

Ore 18.35:  gli orari sono un po' laschi  ma, in fondo , nessuno ha fretta.  Ci trasferiamo verso la spiaggia proprio mentre arriva il forfait dell'amico Daniel Fontana al quale comunico, attraverso un tweet personale, tutto il mio dispiacere sintetizzato in tre semplici parole " mi temevi eh? " .

Ore 18.45: parte la macchina  pre gara, aperitivo in spiaggia  al bagno ........insomma  quello lì ..... prima della  passeggiata perlustrativa del tratto run iniziale di percorso e susseguente entrata in acqua.
Segue rientro al Neverland per la consegna pacchi gara, brieffing, un po' di streaming e pappa.

Ore: 22.30: mi congedo buonanottando tutti.

Quattro passi e sono allo splendido Splendid già buonanottato da Lisa con in corpo la tensione giusta del pre-gara.
Una scia di odore sdolcinato mi guida fino al "settuplo" piano dove un gruppo di giovani ( i vicini di stanza) si prepara per fare la nottata non risparmiando l'uso di profumo e dopobarba.

NON      CI     SI     STA.

Li osservo per un attimo nel loro intento di "farsi belli", precisini e curatini come  .....tante ragazzine, .....dov'è finito il maschio?

Domani mattina ci ridaremo il cambio.

Apro la porta 29..... l'aria non esce,  dentro è un forno appiccicoso,  mi avvolge come la pellicola trasparente facendomi sudare già nel preparare le tenute sportive e nel posizionare la colazione sul tavolo.

Ore 23.30: il buio mi avvolge.
Dormire , tensione pre-gara a parte,  è un intento veramente impossibile.

Ore 23.45: apro la finestra sperando in un leggero movimento dell'aria.

Ore 23.55: la chiudo, l'unica cosa che entra è il rumore della vita notturna , musiche miste e mescolate, schiamazzi e urla di ogni genere.
Torno a rosolare come un arrosto di vitello senza il rosmarino impegnandomi nell'autorilassamento ed abbandonandomi ad una respirazione profonda evitando troppi movimenti fisici.

Ore 4 circa:  la "rumoreria" esterna si è attenuata, apro le finestre concedendomi quell'ultima ora in cui la quiete, viene interrotta, a singhiozzi, dal rientrare della gioventù.

Ore 5,00: la sveglia suona fiera,  felicemente assumo la posizione verticale.
Colazione cospicua a base di fette biscottate , marmellata alla fragola, yogurt alla banana e due barrette Enervit .  Aggiungo, visto che è presto$, un altra mezz'ora di riposo.
Sto bene, sono carico e colmo di voglia come un bambino con un giocattolo nuovo.

Ore 6.30: full Scott vestito entro in una Piazza Fontana attiva e movimentata.
Il motorhome per  consegna pacchi gara (i pochi non ritirati la sera prima), ritiro sacco personale e pesa scarpe (Scott RaceRocker Gr. 190) è a già attivo,  gli atleti sono già quasi tutti presenti.
Un salto alla pizzeria-bar-pasticceria -ogni cosa Neverland ( a 30 metri) per il caffè della messa in moto prima di espletare i miei compiti di atleta ritirando il virtuale abile/arruolato dal giudice supremo Marco Piacentini.
Ho la gara in testa,  i tratti corsa/nuoto sono ben presenti nella loro successione, .... non mi lasciano alternative di tattica.
Scaldo bene la macchina fisica, il primo km e 400 metri saranno sicuramente in apnea piena, faccio qualche
su e giù (podistico) di rito, collezionando circa 4 km con qualche variazione, allungo  ...sembro un professionista ....minchia!!!  :-)
L'ambiente è fantastico,  come la sera prima, ovunque mi giri trovo sorrisi,  umiltà, semplicità e voglia di partire.

E' il primo Aquatic Runner,la prima corsa anfibia in Europa , il primo brevetto (seppur virtuale)  di uomo-anfibio, fantastico nella sua idea, splendida nella sua location e realizzazione.

Ore 7.30: il responsabile addetto alla partenza, surclassato da un' imprevista rivolta del megafono, da il via ufficiale liberando il gruppo nel viale centrale di Lignano, destinazione lungomare e spiaggia.
Scatto veloce occupando la terza prima, seconda poi, posizione (che gioco di parole eh ?).
A lato di quella che sarà la posizione finale, la mia gara si farà lì, nelle frazioni podistiche nelle quali dovrò dare il massimo per accumulare un vantaggio il più cospicuo possibile che mi dovrà servire ad affrontare i tratti natatori con maggior tranquillità dando la possibilità alle gambe di recuperare (almeno un po') e permettermi di gestire il gap natatorio sfavorevole.
Un km e la natura ci apre le porte, l'aperitivo di ciò che vivremo nel corso della competizione è già fantastico.
Il respiro è a ritmi elevati quando le gambe entrano nella battigia affrontando l'impatto morbido e variabile del terreno, davanti, a pochi metri ormai,  la bandiera che indica l'entrata in acqua, 3'51 la media del primo tratto. Soddisfatto, sopratutto per l'assenza dei dolori che mi stanno attanagliando la zona bacino negli ultimi mesi ...la potenza dell'agonismo.
Cuffia, occhialini,  curva a destra e si entra in acqua.
Magia.
Il fresco che sale dalle gambe in attesa di avvolgere tutto il corpo quando, 10 passi dopo, deciderò che è il momento di tuffarmi lasciando spazio al nuoto.
Cambiano i rumori, cambia il respiro, non più libero ma legato al movimento della testa.  Pull boy saldo tra le cosce, Race Rocker ai piedi e nuotata più lunga/profonda possibile cercando la massima presa. Boe a destra, almeno in questo primo tratto.
Non è una distanza lunga ,700/800 metri (nuotati un po' meno), ma già sufficiente a confermarmi il pericolo numero uno della mia competizione .....gli esemplari di nuotatori.
Raggiungo la battigia in 5° posizione iniziando la rimonta che mi porterà ad afferrare e mantenere ben salda la terza posizione con le prime due sempre a vista.
E' già natura piena, fantastico,  bastano appena 5 minuti per essere catapultati nel silenzio di un ambiente capace di farti vivere sensazioni sublimi.
Il canto naturale, la melodia del mare calmo che si spalma sulla battigia, l'aria si fondono al cadenzato impatto dei  piedi sulla sabbia , del  respiro.
Mi sento correre ancor più libero, al massimo.  Mi "osservo dall'alto" .....che sensazione incredibile.
Ringrazio per la mente multi task in grado di farmi, contemporaneamente, percepire a fondo tutte queste sensazioni.
Scelgo di correre in battigia, proprio a pelo d'acqua  dove il fondo è più compatto e dove , di tanto in tanto, si può godere di un onda lunga che  rinfresca i piedi.
I tratti podistici non sono mai lunghi ( 5.100 max), posso spingere a fondo senza particolari paure di esplodere.
Ritmo deciso , leggero, in spinta,  mantengo  il contatto coi primi due atleti e, al contempo, creo, col passare dei km, un vantaggio cospicuo sugli inseguitori attendendo i temibili 1.600 metri natatori (ultimo tratto acquatico) evidenziati come  punto cruciale della mia competizione.
Il gradino della fatica si presenta decisamente all'uscita di un attraversamento acquatico affrontato completamente di corsa, credo il 4°, corto, non più di 500/700 acqua bassa e ...melma.
Il rientro sulla battigia offre altre sensazioni, la gamba non ha recuperato, anzi  accusa una certa pesantezza acutizzando anche i dolori fino a quel momento nascosti.
E' il momento di stringere i denti, il momento dove, in fondo, la cosa si fa interessante ed una decisa reazione non fa altro che caricarti moralmente "annientando" lo stato fisico .
"sono in grado,  sono capace, posso farlo "
E' come indossare il paraocchi, alzare delle barriere che impediscono a qualsiasi cose di entrare variando la tua decisione agonistica.
Occhi fissi sui miei avversari davanti, mai uno sguardo indietro, solo una spinta massima  e decisa per affrontare gli ultimi tratti di un emozione stupenda.
E' ancora agonismo miscelato ad una natura che non puoi fare a meno di notare, vivere, sentirti dentro.
Rassicuro i ristori  afferrando la bottiglia d'acqua
- la getto subito !  
Non voglio rimanga in quel paradiso

Grado mi aspetta al di là dell'ultimo canalone da attraversare,   faccio un po' di confusione con i tratti.
Inizio il penultimo di nuoto  considerandolo  l'ultimo ....il temibile 1600.
Ne farò 500 circa  poi  un uscita d'obbligo mi sorprende. C'è l'attraversamento degli scogli.  Tanta è la voglia di essere già dentro all'ultimo nuoto che scaccio dalla mente la realtà, ovvero quell'ultimo tratto talmente corto nel qual avevo deciso, nel pre gara, di non togliere neanche gli occhialini.
- fa parte dei 1600 metri vero ?   chiedo auto-confermandomi .

- Sali,  acqua ?
il crampo latente al polpaccio destro suggerisce sali
- bevi con calma.
il messaggio non arriva.
La carogna agonistica ha il sopravvento su tutto.
Sono già in posizione orizzontale  ......1100 metri circa  mi racconto.
Il mare di Grado ci regala l'acqua leggermente più fresca (grande gusto), una corrente completamente contro (meno gran gusto) e lo spettacolo di meduse che fiere vanno a zonzo , fortunatamente ben sotto al pelo d'acuqa.
Nuoto anche "bene" (metto tra virgolette per una giustizia sportiva) e riesco (stranamente) a vedere anche tutte le boe senza allungare particolarmente il tragitto.
Ritmo costante e cadenzato cercando il massimo allungo con controllo rotta molto frequente.
Le "ali di gabbiano"  davanti a me  sono le braccia di Denis (ora in seconda posizione dopo aver comandato tutta la gara).
Percepisco un leggero avvicinamento, forse,  mi sembra ........ divento ancora più attento , osservatore.
Guato la preda rimanendo "immobile" nel mio ritmo come un felino acquattato in mezzo alla radura.
E' un momento fantastico, ascolto ogni piccola sensazione che mi trasmette corpo. L'intensità della fatica sui muscoli, il ritmo del respiro, l'agilità del movimento, valuto la distanza (falsata dalle mie convinzioni) che manca alla fine e, proprio come il felino, attacco la "preda" .
Cambia ancora una volta tutto, è la magia, è quella forza che non senti di avere ma che la presenza di un obiettivo importante fa apparire dal nulla come un pacco regalo.
Determinazione pura,  il ritmo cambia, non di molto, il giusto per avere la conferma visiva. Mi sto decisamente avvicinando, la fatica scema mentre forza e fiducia crescono imponenti.
E' un altro momento fantastico,  una sensazione di potenza incredibile (sensazione puramente personale), che mi accompagna al momento del sorpasso mantenuto più lungo del previsto da un forte crampo al polpaccio dx.
Secondo posizione, "checche" ne dicessero in partenza, per me impensabile.
Forzo un po' il ritmo per dare decisione al sorpasso con l'intento di annullare alla mente avversaria la possibilità di reagire.
La testa lavora incessantemente, in questo momento l'impulso è forte e deciso ;  devo accumulare il massimo vantaggio possibile, i crampi non cessano e gli ultimi 800 metri di corsa potrebbero essere non troppo veloci.
Mantengo la destra rispetto al mio avversario in modo da avere la possibilità , girando un po' di più la testa all'atto della respirazione, di intravvederlo.
Bracciata dopo bracciata acquisto vantaggio, la frazione natatoria è lunga, la corrente  decisamente e contro (la conferma avviene dal cavo subacqueo delle boe teso verso di noi come una corda di violino),  mi ritrovo a sperare che le mie supposizioni fossero errate e che l'ultima frazione di nuoto iniziasse dalla spiaggia. ....... come cambiano le cose, io che spero in un nuoto più lungo ...... #contronatura :-).
E' così, l'ultima frazione di nuoto iniziava proprio dalla spiaggia e , come da regolamento, questo non

gioca assolutamente a mio favore.
Cullo il sogno del secondo gradino del podio illudendomi per un discreto tratto nel quale non percepisco l'arrivo di nessuno .....il primo podio assoluto in una competizione ufficiale, che bel sogno, che bella illusione.
Arrivano dal niente, il rumore delle loro bracciate è coperto dal fragore dell'acqua nelle mie orecchie, dal mio respiro, dal mio nuotare probabilmente ora più contratto, più corto sebbene lo consideri molto soddisfacente.
600 m  forse 500 dall'arco di uscita ..... in poche bracciate mi sfilano in tre.
Uno dopo l'altro , come dei siluri lanciati da un sommergibile.
E' un altro nuotare, un altro scivolare nell'acqua.
Cado dal podio pur senza perdere la grinta.
Provo ad attaccarmi ad ognuno di loro, cerco la scia, non c'è modo, troppa differenza di ritmo; nel giro breve c'è già il buco.
Ridurre i danni, rimanere il più vicino possibile ....rimangono pur sempre quegli ultimi 800 metri.
Ultima boa, l'acqua si abbassa, si nuota con  l'erba di mare che avvolge mani e braccia, le meduse spariscono non prima di salutarmi strisciandomi la gamba, ....gentilesse!!!
Nuoto fino in fondo, fino all'ultimo metro disponibile.
L'acqua arriva agli stinchi quando mi alzo in piedi  già perso nell'oblio del rush finale.
L'impatto col terreno è devastante, crampi pronti ad attaccarmi, il meccanismo della corsa risulta inchiodato e doloroso  come se tutta quell'acqua avesse arruginito gli ingranaggi.
Sono gli ultimi 800 metri di una splendida competizione e come tale va onorata spingendo al massimo anche se la possibilità di raggiungere  il diretto avversario  è praticamente nulla.
Forzo i primi 100 metri  con difficoltà e dolore poi la muscolatura "scrosta" gli ingranaggi  regalandomi il buon passo che mi accompagna, attraverso un campo emozionale denso di brividi e soddisfazione,  oltre la linea Finisher.
Uomo Anfibio ......... e speriamo di non iniziare a mangiare insetti :-)

Oltre alla linea :
- un grande abbraccio a Matteo Benedetti  "la cui" capacità, passione, caparbietà dimostrata nell'organizzare  un evento così complesso ed emozionale va assolutamente premiata . Grazie per avermi voluto nella starting list .... è stato un grande regalo.
- i complimenti ai miei avversari per la grande gestione di gara
- complimenti ad Andrea Pelo di Giorgio per la prestazione inattesa e la caparbietà messa in campo nonostante tutto non fosse proprio a posto .

5 atleti in soli 2'40"

l'uomo anfibio è nato



Andrea Pelo di Giorgio
 domani arriva sempre





















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