martedì 14 ottobre 2014

Squame d'amore: il bianco - 50° puntata

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Dall’ufficio di San Pietro  non era passato , tanto meno  nell’androne dell’inferno e neppure nel bagno del purgatorio.
Ogni ricerca risultava vana.
Nel mondo dell’aldilà non vi era nessuna traccia di Elvezio che non era presente neanche nelle liste di prenotazioni  dei mezzi di transito .
Scioperi non ve n’erano  quindi la possibilità che l’anima di Elvezio fosse in sosta sotto a qualche cabinotto di attesa   era esclusa  e soprattutto dalla grande sala celestiale di controllo anime  non vi era nessuna prenotazione in merito.
Al ristorante il Cenacolo vi era però un tavolo riservato a nome suo ma  nessuno si era ancora seduto .
La prenotazione era per 13 ma forse  era un'altra storia.
L’ispettore Cannon  aveva assoldato segugio dal nome Rodolfo.
Rodolfo è un bellissimo esemplare di bulldog Inglese  dotato di un olfatto sopraffino . Esperto  nel suo lavoro  necessitava però di 20 minuti di riposo ogni 15 metri  durante i quali, camuffando l’azione dietro ad un sonoro russare , si occupava dell'aspetto mentale/intuitivo.
Cannon che non aveva tanta pazienza se ne andava in chupa chupa mettendo su chili in eccesso e svuotando le tasche incorrendo , poi, nelle lamentele della moglie stufa di dovergli allargare il giro vita nei pantaloni .

A distanza di 15 metri dalla zona del rapimento uno stanco ma deciso Rodolfo, dopo aver dormito i suoi 20 minuti, afferma  con sicurezza l’assenza  di tracce olfattive riconducenti  ad Elvezio. 

Uniche tracce rilevate (confermate poi dall’Assessorato alle tracce del Comune di Cervia ) :
pipì di matilda
gatto persiano 
lasagne con pasta verde (quelle piacciono a tutti)
pneumatci michelin radiali
chanel  nr.5  
rinazina spray nasale
carote lessate
pinzimonio con sale grosso e aceto balsamico
passera
passero
beccacino
tresette
tresette col morto
era così giovane
quando si dice il destino
non ci son più le mezza stagioni.

Nessuna traccia, il caso era più che mai complesso, Rodolfo si accomodò comodamente al sole stravaccandosi in mezzo all’erba in attesa di eventi a venire mentre Cannon , dopo l’ennesimo Chupa Chupa succhiato,  decise di porre delle domande al personale di casa Elvezio.
Vuoto, niente, nessuno era presente.

Nessuna traccia ne di Cribalda ne di  JamessignoreSissignore ,  ma quello che sembrava più strano, controllando a fondo la casa, era l’impressione che  loro non fossero mai esistiti.
Vista la difficoltà momentanea dell’ispettore la voce fuori campo lanciò un suggerimento :
-         Prova a chiamare il Cavedano

Il numero suggerito era inesistente al momento e qualora fosse anche esistito tempo addietro non era certamente  quello di un Cavedano  anche perché non si è mai visto, da che mondo è mondo, un pesce possessore di uno smartphone.  

Pivello !!! aggiunse la voce registrata della compagnia telefonica.

Cannon brancolava nel buio, tutto sembrava inesistente , Elvezio, Cribalda , il Cavedano ….. Jamessignore ….. il campanello e la risposta pronto , sembrava tutto un gioco, un derivato della fantasia dell’autore  Andrea Pelo di Giorgio .
Ma come poteva essere ?    se lo era chi lo aveva chiamato per svolgere un indagine del genere ?
E chi lo avrebbe pagato ?
La soluzione dell’arcano era sicuramente contenuto nel bestseller mondiale “esco a fare 4 passi”  purtroppo ancora nell’ imminenza imminente.  

Urgeva indagare e anche alla svelta prima che il pubblico pagante si rendesse conto della criticità della situazione ed abbandonasse la sala chiedendo la restituzione del biglietto cosa che avrebbe incrinato una situazione di già non facile di per se e per tre = 9 , forse.

Cannon prese il toro di pamplona  per le corna,  entrò in casa Elvezio saltando lo steccato tipo olio cuore  e, sedendosi  alla scrivania del salotto, abusò della linea telefonica collegando il proprio pc alla rete mondiale.

Bianco …… niente assoluto
Google non si apre
Yahoo non si apre
Youporn non si apre

Alice si apre ma  solo x 350 rose  assicurando poi di fare tutto ma proprio tutto.

La vista di Alice gli mandò il cervello in pappa assoluta , aumentò la salivazione ed il battito cardiaco.

Niente da fare, neanche raccogliendo gli spiccini rossi riusciva ad arrivare ai 350,00.
Rapito dalla libidine tentò una trattativa  offrendo un 15 + una pizza/coca/caffè .
Non ottenne risposta  alcuna.
-          - Infostrada mi fa la corte !!! esclamò facendo la parte di quello superiore rientrando nei ranghi del suo personaggio pagato forse e non so da chi per svolgere un indagine alquanto strana.  
La casa era deserta e piena di ragnatele,  proprio come se fosse disabitata ormai da anni.
Cannon si guardava intorno  cercando particolari , tracce , portafogli  pieni di soldi (magari Alice era ancora lì) non accorgendosi di uno strano fenomeno bianco che progrediva dal soffitto della casa.
Il bianco stava lentamente scendendo nascondendo ed eliminando tutto ciò che trovava davanti ala sua strada .
Ogni cosa stava sparendo cedendo senza possibilità di difesa a quella terribile avanzata .
-          Solo se nel 95% delle tue competizioni  hai ottenuto dei podi  riuscirai a salvarti !   esclamò una voce profonda proveniente dal nulla.
Lui non li aveva di certo conquistati , i podi,  ed oltretutto non ci teneva neanche vista la sua sana filosofia sportiva .
Faceva poco sport ma quelle rare volte che si presentava in pedana di salto con l’asta  non riusciva mai a gareggiare per crisi depressiva pregressa dell’asta.  
L’invasione del bianco era ormai giunta ad un  metro da terra e sembrava non voler proprio cedere il passo.
Cannon   scappò dall’abitazione esibendosi in un goffo passo del leopardo  che lo vide strisciare fino al giardino inoltrato dal quale si  alzò solo dopo aver strisciato su una cacca di Matilda, la compagna di Rodolfo.
Spariti anche loro , non c’era più nessuno , il cielo era diventato completamente bianco, niente  nuvole,  niente sole  …..ma cosa stava succedendo ?
Il bianco mangiò la testa di Cannon , il corpo riuscì a sfuggire  andando a zonzo per la strada agitando le mani  in aria ma ….ahimè ,  durò poco .
Dalla curva usci il Kangoo delle poste Italiane  che a velocità folle cercava di consegnare un intimazione di pagamento prima che il bianco mangiasse il forse debitore/ probabilmente usurpato.
L’impatto fu tremendo il corpo rimase steso a terra inerme per pochi istanti , giusto fino al passaggio di un brontosauro  fuggito dalla sua era ed esclamante “era ora”  …… circa le 20,31 ,  su Deejay  “Via Massena” consegnava allegria con le voci del Veec, Marisa,Federico   mentre il bianco era ormai padrone del mondo.

Rimanevano attive/vive solo le banche ma solo per la richiesta di interessi , spese d’istruttoria, more varie , bionde nessuna e le postine  solo per la consegna di Raccomandate dalla busta verde  contenenti minacce del tipo  “se non paghi entro 40 giorni ti porto via anche la nutella” .
Era il terrore generale, la gente scappava in ogni dove  cercando di nascondersi ma con in realtà nessuna speranza .
Quel mondo fantastico  fatto di stanze contenenti mondi completamente diversi ,  di fatti che non stano in piedi neanche guardandoli col binocolo in posizione rovesciata stava velocemente e senza un perchè sparendo .
Il Cavedano ,  l’unico esemplare tra i cavedani capace di interagire, farsi capire , usare uno smartphone e la tecnologia tutta , il mondo di Elvezio, ragazzo genuino dotato di fantasia rapito e fatto sparire all’interno dei ghiaccioli all’amarena  ancor prima di aver la possibilità di provare le gioie dell’amore fisico.....finito !!!
Il mondo della fantasia era veramente sul passo di cedere all’assoluta mancanza di idee, di sogni,  di voglia di fare.

Era il niente  il terribile niente a comandare e le speranze erano ormai ridotte ad un lumicino..  
Aveva avuto il sopravvento su tutti e tutto  Cannon e i suoi chupa chup compresi.  
Aveva  vinto imponendosi di potenza.

Tutto era bianco, candido bianco latte.

Il pubblico pagante  zittito e deluso  cominciò ad alzarsi confabulando a bassa voce minacciando  la causa collettiva con la richiesta danni più grande che ci fosse mai stata  ma ….. il bianco andò oltre invadendo  la sala ed inghiottendo anche loro.

La musica di Deejay continuava a riempire l’aria, poi  un grande e sonoro  rutto  invase il niente assoluto.
Il bianco cadde nel  classico sonno digestivo 

Una striscia d’amarena lo solcò d’improvviso










FINE DELLA CINQUANTESIMA PUNTATA             

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