lunedì 1 giugno 2015

Conigliatamente - Wing For Life 2015





- La Corte  sia ! la nostra decisione 
La cortesia  quello che abbiamo trovato varcando la soglia del Bed and Breakfast La corte. 

7 km indicativi da Verona in un vecchio borgo  isolato in mezzo alla campagna. 
Un chiesa sconsacrata e ormai , ahimè, diroccata  fa capo ad un caseggiato diviso verticalmente in differenti proprietà,  quella gialla, appena rimessa a nuovo , è colei che ci ospiterà per il week end del 2/3 maggio. 
“Cadiamo” lì grazie al suggerimento de “la casa delle fate”  che dopo averci deliziato lo scorso anno non aveva disponibilità di camere nonostante la nostra pregressa specifica richiesta fatta al tramonto della sera prima. 

Il Navigatore Samsung  insiste dicendo che la nostra destinazione è poco avanti sulla sx,
l’uomo che taglia il prato nega tutto fornendo un alibi di ferro alla corte la quale, dopo la bellissima arringa dell’avvocato, chiude il caso La Corte indicandoci la strada bianca d’entrata alla nostra destra. 
Bibiana e Stefano, moglie e marito, ci accolgono con una proverbiale cortesia che verrà portata avanti  molto naturalmente durante il corso del week end   aggiungendo a questa una spontanea naturalezza e semplicità. 
L’ambiente è bello, il bed and breakfast è talmente nuovo che ancora avviato una presentazione mediatica tant’è che le foto ,Bibiana, ce le ha, cortesemente, inviate con whats up.  
Stanza grande, arredamento bello e  semplice , un bagno nel quale manca solo il triciclo per andarci a spasso ed una caratteristica carta igienica verde che dona un tocco di colore molto originale otre che ad essere meno “sporchevole” della classica bianca. 
Tutto molto bello compreso un giardino (corte) retrostante , dove troveranno la morte le eccedenze delle mie unghie pedestri  sotto gli occhi di vari testimoni quali , capre, oche, gallo e galline razzolanti nelle adiacenti proprietà. 

Discorso  “messaggio promozionale”  chiuso :-)  ….. fatto veramente con piacere per quanto spontaneamente offertoci dalla famiglia allargata  (fino alla terra di Sicilia). 

Wings For Life ricordate “ scappa Pelo, scappa” ? 
Ci è talmente piaciuta la prima edizione che abbiamo pensato di ritornarci espandendo l’invito agli amici/compagni di squadra della neonata “ Domani Arriva Sempre ASD” 

A dire il vero le ultime decisioni si erano attestate, basandoci sulla partenza della competizione alle ore 13,00,  per fare tutto in giornata poi …… , all’ultimo momento utile, non ce l’abbiamo fatta ed io e Lisa, memori  della bella esperienza dello scorso anno, abbiamo pensato di regalarci un graditissimo week end fuori porta.

Sabatello arriva, per me molto presto vista una simpaticissima sveglia  alle 4,20 a.m per presenziare al simpaticissimo lavoro  e , dopo aver dato ridonato alle gambe un immagine consona a quella di un atleta grazie alla depilazione diretta ed effettuata da Lisa carichiamo le biciclette ne Lopelastra  prendendo direzione Verona Sud. 
Viaggio veloce,sicuro, liscio, armonioso, quant’altro, varie, eventuali ed intorno alle 19,00 siamo al quartier generale di piazza Bra per il ritiro pacchi gara e l’adempimento all’iscrizioni di Mirela e Gaelle. 
Un passeggio a destra e sinistra mentre la musica unz unz dei deejay Red Bull ritma la piazza per un gruppetto di giovani d’oggi poi ci infiliamo nella "Tavenrna di via Stella" ormai nostro ristorante ufficiale ad ogni passaggio a Verona. 

Domenica 3 maggio:  Wings for Life

E' una competizione podistica diversa, unica al mondo, almeno al momento, 
la prima competizione mondiale , viene svolta in 35 location diverse con partenza in simultanea, nella quale si invertono i ruoli. 
Il traguardo ti corre dietro lungo un percorso neanche pianeggiante di  100 km adibito alla fuga, lui , impersonato dall’ Catcher Car   ti lascia 30 minuti di vantaggio  prima di iniziare la caccia.
Un andatura lenta che aumenta a pacchetti chilometrici fino ad arrivare ad una velocità superiore alla tua che la porterà in tempi più o meno brevi ad arrivarti alle spalle osservando la tua fuga, attendendo pazientemente anche la tua ultima impennata d’orgoglio, per catturati e bandirti ufficialmente dalla gara . 
Il Ristoro precedente ( uno ogni 5 km) o il successivo saranno per te la fermata ufficiale della sita che ti riaccompagnerà in Piazza Bra  dove con calma a cavallo delle nostre biciclette  (ottimo riscaldamento) eravamo arrivati intorno alle 11.

C’è l’aria delle grandi occasioni , più allegra e divertente rispetto alle classiche maratone e piena di colori inneggianti alla vita. 


Ci ritroviamo velocemente con i “domani arriva semprini”  (che non è la data di arrivo del nostro amico Matteo)  orfani di Marco Dozio di cui non si hanno certezze.
Lo spirito è gioviale tendente al scemo...... poteva essere diverso ?

Vestizione ufficiale, rifocillamento al Bar Bra con uso di Toilette compreso, spazio fotografie, riscaldamento professionale ci consegnano alle rispettive griglie di partenza non prima, però, di aver comunicato il personale obiettivo al fantomatico quanto immaginario microfono di Lisa. 

DICHIARAZIONI UFFICIALI : 

  • Gaelle detta anche Gaerne : km 7
  • Mirela : km 15
  • Lisa : km 20 
  • Alessandro : km 15
  • Bega Paolo  : N.P
  • Pelo : 35
  • Marco : NP  neppure lui  

Anche quest’anno , con la dichiarazione del mio Personal Best  in maratona, mi ritrovo in prima griglia cosa che mi dona già di per se una bella sensazione. 
E’ una griglia calma, tranquilla, c’è assenza di professionisti della maratona un po’ per la mancanza di premi in denaro  e forse anche perchè, alla fine, servono distanze maggiori per pensare di vincere la gara.
Ansia.it comunica dirama lo scoop giornaliero senza peraltro ottenere il mio permesso.
Sono senza mutande!!! 
Lo avevo confidato solo a pochi intimi, infatti, come da tradizione decennale, qualcosa devo dimenticare a casa..... sempre. 
E’ toccato al costume ( ne ho sempre 3 o 4 in giro per la borsa), il che mi procura una certa tensione ..… non per problemi di “biscia” , tutta roba da famiglia, ma per la sensazione di “libertà” che mi infastidisce nel movimento balzante della corsa. 
La scoperta effettuata solo nella mattinata di domenica non mi concede il tempo per la ricerca e conseguente acquisto di un costume nei negozi veronesi. 
Fortuna che la scelta dei pantaloni da gara  Scott sia caduta sul pantalone con gamba lunga /larga dotato di un sottopantalone compressivo stile ciclista che, pur non facendo l’effetto costume, mi ha costretto solamente a qualche sistemazione scrotale nel corso della competizione. 
Lo spazio vitale in griglia si mantiene notevole  fino a pochi minuti dal via ufficiale.
Attendo girovagando con gli occhi metto in atto il solito gioco ”indovina se lo batto”  consistente nel cercare di capire la maggior o minor forza dell’avversario da atteggiamento, abbigliamento tecnico e concentrazione. 
I soliti discorsi da “atleta” si insinuano tra i corpi,  ….quanta gente infortunata, che non si allena da almeno 15 gg, che  chissà se arriva alla prima curva. 
Sorrido assorbendo tutti questi attimi  conditi da espressioni, movimenti, modi di anteporre la “scusa”  ufficiale nel caso di una possibile “sconfitta” .

Giovanni Storti gioca la carta dell’intimidazione  minacciando di lanciare raggi gamma fulminanti ( dallo smartphone al braccio) a qualsiasi atleta che lo sorpasserà poco prima di consigliare alla griglia che la tattica migliore per non morire dopo pochi chilometri è quella di non seguire Calcaterra. 

I 35 km in testa lasciano spazio ai sogni, alla possibilità dell’estrazione del coniglio dal cilindro; ho già inquadrato il palloncino dorato quello dei 42 km. 
E’ più forte di me,  in fondo da Roma qualche km sulle gambe l’ho messo …vuoi proprio che … ?

-E tutti i lunghi pensati e non fatti a causa stanchezza provocata dal sovracarico stile schiavismo del facchinaggio grazie alla doppia festività 25 aprile/ 1° maggio  te li sei dimenticati Andrea ? 
Come farai ad essere competitivo ?  

Non mi rispondo, faccio l’indiano sotterrando mentalmente quella realtà conscio che tutto ciò che le mie gambe saranno capaci di trasferire sulla strada sarà motivo di grande soddisfazione. 
Sereno . 

Ultimi minuti , ci si comprime , la Cicogna smette di farsi dei selfie, la Gerini è pronta allo sprint iniziale che la consacrerà in prima posizione per i primi 43 metri, Giovani Storti finisce lo show, l’aria cambia lasciando spazio alla  tensione che contraddistingue la competizione.
Sono pronto, concentrato e senza pressioni di alcun genere , lo stato ideale. 
Il countdown anticipa di qualche secondo il colpo di pistola, la mandria atletica scatta di colpo mentre milioni di coriandoli piovono sul passaggio degli atleti.
C’è già qualcosa di diverso, anomalo in quella partenza, non mi lascio neanche i soliti 2 km a ritmo libero impostando un buon ritmo senza lasciarmi prendere dalla mandria di atleti schizzati via come delle molle.
In breve tempo inquadro il palloncino dorato affiancandolo prima della fine del primo km ( 4’05 più o meno) 
Mi “accodo” al suo ritmo , sarà lui a gestire la corsa io mi devo preoccupare solo di stargli a fianco e magari, in caso di energie disponibili , scappare nell’ulta parte . 
4’10/ 4’15” sono i primi timing dettati dal pacemaker che ha il compito non facile di distribuire il ritmo in modo da guidarci ad una media di 4,28” / km lungo un percorso ondulato atta a garantire i 42 km totali. 

E’ una corsa liscia e sciolta quella che appoggio sulla strada, le gambe hanno un movimento rotondo ed estremamente pulito con un appoggio sicuro e leggero che quasi non provoca nemmeno il rumore dell’impatto col suolo. 
Scott T2 Palani  la scelta tecnica , la scarpa che copre dalla maratona alle distanze  più impervie , garantendomi leggerezza, protezione e sensazione del terreno sotto ai piedi.
Due parole col pacemaker che già comincia ad incitare positivamente gli atleti a non mollare. 
Rimango al suo fianco frenando leggermente il mio impeto podistico rispettando, di fatto, la strategia fatta subito prima della partenza. 
Non duro molto però,  neanche il tempo di uscire da Verona che lascio libero l' istinto di seguire la sensazione che il corpo sta inviando con tanta solerzia e ripetitività.
Solo qualche secondo più veloce, 5/7 senza esagerare , abbastanza per sfilare il palloncino dorato lasciandolo, pian piano, decisamente alle mie spalle .

Una nuova strategia si è fatta strada.
Lascio che siano le sensazioni a guidare, so per certo che non devo correre cl fiatone e non imprimere alle gambe un ritmo tale da indurire la muscolatura. 
Sono altresì cosciente che mi devo godere la giornata senza preoccuparmi della prestazione e che se e quando il pacemaker mi sorpasserà ….beh, quello sarà il momento di reagire lottando al massimo delle mie possibilità.

10/15 km poi la strada comincia ad inclinarsi leggermente verso l’alto.
Sto bene , ho rintuzzato l’attacco della 1° poi la 2° donna che prima di essere “rintuzzata era passata prima,  staccandole al ritmo di un passo alla volta e sgranando quel gruppetto formatosi nei primi chilometri. 
Siamo comunque tutti nei paraggi , qualcuno 10/20 metri più avanti, altri dietro, tutti più o meno in solitaria meno il sottoscritto che in questo caso si avvale del titolo di “eccezzione che conferma la regola” 
Sento dei passi dietro …splat splat splat ….vicini vicini , perfettamente nascosti nella mia ombra.
Passa poco che il titolare di essi si rivela molto cortese chiedendomi il permesso di sfruttare il mio ritmo a lui molto congeniale e stimolante.
Il mio consenso, ci mancherebbe altro, viene seguito dalla sua disponibilità a far anch’esso da fautore di ritmo per alcuni tratti.
Il pacemaker è ormai scomparso nell’orizzonte posteriore ed anche se la strada è ancora molto lunga respiro tranquillità ottimistica. 
Nei km io e ….. cavoli non ricordo mai i nomi ….. e lui  ci conosciamo raccontandoci un po’ di noi  e facendo outing sull’obiettivo giornaliero  che si rivela molto similare. 
Entrambi con un numero 3 iniziale ma entrambi sognanti il 42.
La mezza maratona è già dietro. 
Il ritmo non accenna a diminuire ma sopratutto non cambia la leggerezza di quella corsa che pare veramente uscita da un uovo di pasqua.
L’istinto è ancora padrone, ancora fautore di sensazioni fantastiche che “bevo” come fosse nettare prelibato mentre condivido il passaggio su quel tracciato podistico con il mio compagno di avventura.
I ruoli oramai sono equivalenti, ci alterniamo davanti a seconda dei tratti più congeniali e spesso corriamo uno a fianco l’altro  scambiano pareri . 
Non sbaglio un ristoro e con essi non sbaglio, dimentico, neanche un apporto energetico svuotando pian piano le tasche dei 6 Gel Enervitene che assumo costanti ogni 10 km ( no … non c’era l’ipotesi di farne 60 :-)  …. è solo per sicurezza :-) .
Il clima si rivela fantastico,  non c’è il sole pressante del 2014 e non c’è neanche la pioggia sbandierata dalle previsioni meteo ……. sembra proprio una di quelle giornate in cui tutto fila nella maniera giusta. Il coniglio, quello non uscito a Roma ascolta sorridente . 


Inizia il tratto impegnativo, la strada sale decisa e neanche per uno spazio breve;  lo scorso anno mi ha cavato l’anima facendomi segnare dei timing ben oltre 5’00 / km . 
Forse è proprio una giornata di grazia, o forse l’arrivo di uno stato di forma tanto atteso (nonostante la mancanza di presupposti) è coinciso proprio con quest’appuntamento a me molto caro. 
"la salita non va mai subita ma attaccata" ....mi dico sempre così. 
Lo faccio, facciamo, aggiungendo un tassello di sforzo al passo per limitare al massimo i danni nei confronti del fantomatico 4’28” / km . 
Il timing del primo km e quelli successivi mi sorprenderanno, lasciamo qualcosa, non tanto però e, cosa fantastica, neanche tutti i km. 
Respiro positività ad ogni inspirazione, la potenza che passo dopo passo imprimo sul manto stradale è come una scarica positiva a contatto diretto con la mia mente.
Faticosa, perseverante, potente, un azione che mi porta via inserendoti di prepotenza dentro a quell’evento al quale non sto più partecipando ma vivendo, respirando facendolo divenire parte di me stesso. 
Passano i 30 …… non gli anni, quelli sono già passati da un pezzo ……. i 35 dichiarati ormai non vengono neanche più presi in considerazione, i conti della serva segnano talmente tanto vantaggio sul pacemaker che anche camminando di passo veloce sarebbero stati raggiunti.

Il passo è deciso, sicuro  ma sopratutto libero; 
una sensazione così fantastica tanto da riuscire ad annebbiare i doloretti che ormai fanno parte stabile della mia corsa. 
E’ una fatica che non mi ammazza, è sana, mentale e …se si dice ….. spronante. 
Un supporto ed uno stimolo ulteriore arrivano direttamente dal compagno di avventura  con il quale corro spesso fianco a fianco ma che ogni tanto ( così come capita l’inverso) scivola via in avanti stimolando una mia reazione immediata per non lasciarlo andare. 
E’ un meccanismo che si innesca automaticamente, è il mio compagno di avventura ma, nel contesto della competizione, è il mio avversario al quale, se c’è modo voglio arrivare davanti. 
E’ quel sano agonismo che mi fa vivere intensamente tutti gli attimi, che i sprona,mi tiene attivo e sempre pronto a variare le tattiche piuttosto che crearne altre completamente nuove.
E’ il gioco della corsa, quello di una mente che studia, valuta, sogna le situazioni del futuro prossimo mentre rimane ben concentrata ed attiva sul presente. 
Gli comunico che saranno i 42 ad attenderci, che ci arriveremo soli , lui, leggermente più titubante, apprezza la sicurezza che infondo mentre altri importanti metri di quel tapis roulant lungo 100 km passano sotto ai nostri piedi. 
35° km  ….. le orecchie del coniglio escono. 
E’ il momento in cui le gambe si appesantiscono, in cui il ritmo cala diventando meno fluido , in cui il piacere della corsa lascia il posto principale alla determinazione ed al saper soffrire. 
Concentrazione , gestione della fatica, passo dopo passo verso l’obiettivo che ti ripagherà con gli interessi. 
37, 38 …. a volte ho l’impressione di perdere il compagno di gara, di rimanere indietro  ma è sempre e solo quella …… un impressione.  
Pochi metri prima di un automatica reazione che mi riporta sotto ….davanti a dettare il ritmo di quel tratto di gara che ci porta a Lambire il lago di Garda attraversando il paese di Lazise altro piccola parte di un percorso magistralmente segnalato e controllato nel traffico .
Nessun dolore ai piedi , nessuna vescica,  piede fresco e mai stanco ...fantastiche le mie  Scott T2
Mi mantengo modello, non salto un ristoro, afferro una bottiglia d’acqua dalla quale bevo un paio di sorsi e poi uso come refrigerante bagnandomi testa, braccia, collo  e via dicendo aggiungendo, ogni due, l’immancabile Gel Enervit , una carica sia energetica che mentale. 

Crolla il muro dei 40,  sposto il traguardo in avanti …. 45 dico. 

Varchiamo, con euforia, la distanza maratona in poco più di 3 ore che viste le difficoltà del percorso  e qualche riserva che devi pur mantenere in corpo valuto come un grande risultato. 

Ho il mio record davanti ed un coniglio impazzito che mi corre ormai a fianco, la mia testa è piantata su quel 43 anche se il tarlo della competizione comincia a rosicare dentro ed il pensiero di provare ad attaccare l’amico avversario si fa sempre più spazio. 
Con una regolarità quasi impressionante due gambe fantastiche coadiuvate da una mente stratosferica  mi hanno portato allo stesso punto in cui i nel 2014 venivo catturato ancora con notevole vantaggio sulla cather car . Fantastico ! 

Assaporo a pieni polmoni l’istante in cui il responso chilometrico scivola via alle mie spalle . 
Un sorriso, la parola record scandita a voce alta , un respiro trasbordante di cose belle vengono velocemente appoggiate nell’ angolo cerebrale per lasciare spazio alla sfida finale. 
Potrò apparire anche “stronzo” , in fondo ci siamo aiutati, ma è un gioco che mi piace tantissimo, è il sapore aggiunto ad un evento di per se fantastico. 
Quello che scatta nella mente, le valutazioni, le considerazioni, le piccole variazioni di ritmo, l’ascoltare cercando di carpire le condizioni dell’avversario per effettuare un altra variazione piuttosto che cambiare strategia. 
La disponibilità a giocarsela fino in fondo mettendo sul piatto anche la possibilità di perdere mi da una sensazione di vita incredibile. 
Allora lo faccio,mentre scendiamo leggermente, con le gambe ormai appesantite dalla fatica ma ancora sicure. 
Forzo i ritmi, imprimo delle piccole variazioni continue, mantenendo il più possibile in mano il gioco per comunicare la mia sicurezza sul piano psicologico.
Passo dopo passo, la fatica aumenta, diventa talmente pesante da farmi desiderare l’arrivo dell’auto ma c’è quell’aria diversa che mi viene incontro. 
Mi avvolge magicamente mentre vivo la mia azione, è una forza misteriosa, ma è mia. 
44 km  e mentre arrivano le prime moto, annuncianti 1’30” di vantaggio percepisco il respiro del mio compagno di viaggio allontanarsi insieme al rumore dei suoi passi . 
E’ il momento dell’attacco conclusivo, quello che demolisce moralmente l’avversario,  trovo anche quella forza.
Scivolo via, passo il 45° , il ristoro del 46° ….ma quando arriva l’auto ? ….corro ancora, pesante ma corro. 
Qualche centinaia di metri e mi sorpassa un ragazzo. 
Ha un altro passo , decisamente  un altro passo,  mi svernicia. 
- Arriviamo al 47° ....ce la fai ?
                                                                                                             
....il potere della grinta agonistica, l'adrenalina che scorre mi fa cambiare decisamente passo.
Lo affianco , testa bassa,  un passo avanti l'altro e anche il nr. 47 crolla.

La catcher è appena dietro, la musica UNZ UNZ della combriccola Red Bull suona nell’aria mentre la voce dello speaker annuncia che la caccia grossa sta mietendo altre vittime.                                                                                                              Il nuovo friend sembra contento,  soddisfatto,  io ho l’ultima impennata di orgoglio   …. “arriviamo in cima alla salita” .  
E’ una “volata”  sono le ultime forze che rimangono dentro. La corro con l’anima fino alla sommità ma lei va più forte 

Catturato, preso, afferrato !!!

47 km 300 metri 
16° assoluto 

2° di categoria 

è il coniglio delle migliori occasioni.  

Neanche il tempo di respirare che la stanchezza mi si appoggia sopra trasformando il rientro al ristoro del km 46 nella parte più impegnativa della giornata,  ci può tare ma non alla fine non la senti  grazie  al lavoro emozionale che mi sta trapassando in quel momento. 

10 minuti , un quarto d’ora  per arrivare.
Ci dissetiamo , mangiamo qualcosa prima di essere trasportati in piazza Bra dove, con un sorriso dipinto in volto, stringo my love Lisa,   Mirela e Gaelle trasferendo loro tutta la mia felicità. 

Tutti gli atleti Domani Arriva Sempre hanno o raggiunto o superato il proprio obiettivo (YESS!!!)  e, cosa più importante, tutti sono rimasti rapiti dalla bellezza della Wings For Life. 

Il tempo per vedere la volata finale dei leader mondiali per un paio di parole al microfono che mettiamo il suggello alla giornata a cavallo delle nostre fide biciclette
Al Bed and Breakfast la Corte ci intratteniamo amabilmente con la famiglia allargata prima di prendere amorevolmente la via del ritorno.

Wings For Life 2015
Capace di spazzar via dubbi, paure, di riconsegnarmi sensazioni sublimi mie fino agli ultimi mesi del 2014, divenute poi labili a causa di un concatenamento i eventi   

Voglia di lottare,  risposta del fisico
Sensazione di “potenza” 
Sensazione di libertà 

Mi sento “tornato”,  è il regalo più bello 

conigliatamente  

Andrea Pelo di Giorgio 
Domani Arriva Sempre