venerdì 12 giugno 2015

"Squame d'amore" 52° puntata

Potete leggere l'intera squame d'amore qui


Erano passati ormai tre mesi dall’ultima apparizione di Elvezio
Il pubblico pagante incominciava veramente a non poterne più di quella lunga attesa peraltro senza alcuna notizia ne certa ne incerta che lo mantenesse un attimo in allerta. 
Dall’altra parte il pubblico non pagante si era già divelto dalle vecchie poltrone rotte costruite in legno d’ acero  ..lacero contuse ….. rientrando a casa dalle proprie/i consorti. 
Nessuno  si era premurato di avvertire in sala che la sospensione non aveva in realtà nessun tempo prefissato  come da statuto iniziale della blog novella “squame d’amore” . 
Nessuna certezza, come nella vita,  nemmeno il passaggio del baldacchino “pop corn , patatina, fanta, coca, pancetta arrotolata  era  garantito .

Nessuno si era preoccupato di mandare delle termocoperte per donare un caldo tepore al devoto pubblico stabile sulle sedie in quella sala talmente fredda che nemmeno gli orsi polari  vi sarebbero entrati. 
L’aria era ormai irrespirabile, i colpi di freddo alla pancia avevano lasciato strascichi pesanti trasformando la sala in una terribile polveriera di gas infiammabili pronta ad esplodere alla benché minima scintilla. 
Qualcuno aveva messo le radici avviando iniziando un percorso, forse mistico, per diventare pianta dopo aver visto un tutorial sul canale youtube di un famoso vivaista polacco che aveva tramutato la madre in una pianta  di banane per attirarsi le grazie di un orango femmina ancora zitella. 

Tutto era cambiato in realtà, allo stato attuale delle cose non v’era più certezza compresa quella della reale esistenza di Elvezio improvvisamente abbandonato dall’autore per, a dir suo, impossibilità di trovare tempo ed ispirazione poco seria. 

Certo di cose ne erano successe, la vita in quegli ultimi anni non era stata delle più tranquille. Persone non meritevoli di fiducia l’avevano, purtroppo, avuta consegnandogli danni molto pesanti  anche se ben nascosti da allegria e sorrisi. 
Il momento del pignoramento del barattolo di alici arrivò senza nessuna pietà, i gatti piangevano nel cortile mentre il grande bianco, che aveva invaso la cittadina di Cervia,  cominciava a ritirarsi sotto le bordate infertegli dalla forza della natura che per pura protezione scatenò una mareggiata senza precedenti e un set di vento a folate  così forti da sradicare una gran parte dei pini rivieraschi fatta eccezione per Pino il barbiere. 
La sagoma di una persona in difficoltà  si perdeva nell’orizzonte mentre le luci dell’alba, quel giorno non nuotevole, precedevano di poco quelle della notte tanto gradite al  terribile gegno del male Cattivik. 


Apparve lui,  
uomo …uomo  …….di statura poco statura 
fare altamente gradassiano 
sorriso di circostanza creato appositamente per celare qualità poco gratificanti. 
Dotato di stomaco prominente trasbordante, sostenuto da una sapiente cinta di pantaloni ben posizionata nel sotto pancia, salutò il pubblico non pagante aggiungendo appena un 3 ore di mano d’opera scontandone poi quasi una nel caso di accordo nero in contante. 
Dotato di una considerazione nulla nei confronti del sesso femminile ,di una vergognosa  capacità di sparare giudizi ben poco gratificanti nei confronti di chiunque non fosse presente (sostituiti da sorrisi di circostanza in caso di presenza) e completamente estraneo alla parola umiltà, della quale non solo non conosceva il significato ma ne metteva realmente in dubbio l’esistenza, ebbe vita corta, giusto il tempo di farsi,ahimè,  conoscere, di lanciare colpe a destra e a manca non mantenendo giammai le parole date autoconvincendosi di essere dalla parte della ragione. 
Il pubblico pagante,  ormai sgamato sulla valutazione di certi personaggi, nonostante la sua aringa , peraltro non richiesta, non lo prese neanche in considerazione, nemmeno  nel momento di massima pressione sanguigna durante il quale puntava il dito verso persone definite poco amichevolmente parassiti, eliminandolo direttamente dalle pagine della blog novella ufficiale. 

I sindacati  per la salvaguardia di Zecche,Piattole,Sanguisughe,Tenia e quant’altro diramarono un comunicato stampa nel quale venne specificato a lettere maiuscole di non aver nulla a che fare con l’essere apparso dal nulla sottolineando anche che quando uno si ritrova a dover avere  cifre anche abbastanza importanti vista la situazione odierna anche nel caso fosse una zecca non sarebbe , in quel momento , considerato tale. 

Lo scrittore Andrea Pelo di Giorgio  intervenne immediatamente nella situazione mettendoci una X sopra lasciando la palla a chi di dovere ed il compito di comunicare gli eventuali sviluppi del caso al telegiornale di Enrico Mentana de “La 7”  e così via fino a 10 inoltrati. 

Ripartiamo dalla tranquillità esclamò a voce alta aprendo la porta di una casa in zona non ben precisata 
Fu come per magia che la parola tranquillità si ripetee in continuazione nel tempo fino ad arrivare alle orecchie di Elvezio in corsa verso altri lidi alla ricerca estrema proprio di quella. 
Oh !  esclamo il pubblico pagante , Oh ! esclamò quello non pagante rientrato di corsa non appena avuta la notizia, Oh ! esclamò Claudia Schiffer sulla nuova Opel Corsa.
Comacchio, Estensi, Classe , Savio, Camaiore ….. li aveva passati tutti mettendo nelle sue gambe centinaia di chilometri senza rendersi conto che essa, ella o anche etta era in realtà proprio a pochi passi dal punto in cui era partito. 

Aprì la porta, una a caso di quella casa dalle cose in ogni dove quando e anche perché. 

Il Gran Canyon si mostrò in tutta la sua paurosa bellezza sprigionando un calore arido e secco come mai aveva sentito. 
Trattenne il respiro per un attimo rimanendo immobile con gli occhi ben serrati. 
Suonò un campanello   driiiiiinnnnn 
  • Chi parla ?  esclamo una voce nota 
  • E’ il campanello del forno !!! sentenziò l’inconfondibile voce di Cribalda la cuoca perimetrica ,  E’ pronto in tavola, …..ahhhh  sospirò lungamente,  “che bei tempi quelli con padron Elvezio”       

Fu proprio una Carràmbata in grande stile 
Elvezio entrò in silenzio sedendosi a tavola e sorprendendo tutti.
Era tornato a casa, non nella stessa , ma era tornato , insieme ai suoi compagni di avventura, alle fantastiche porte che gli permettevano di viaggiare pur rimanendo fermo nello stesso posto . 
  • Torta coi fagioli in salmi dentro ad un fagiano che sta cercando di fuggire allo schioppo di un cacciatore,  …oggi si festeggia,  bentornato Sig. Elvezio.                                                                   La notizia fece il giro del mondo in brevissimo tempo #elveziocomeback fu l’hashtag che spopolò nel perdurare di quelle giornate.  Il telefono della nuova casa Elvezio sembrava impazzito mentre da Skype arrivò la chiamata del grande amico Cavedano  padre, da pochi giorni, di tre bellissime spigole nate dall’accoppiamento con la moglie passera.
 Narrò con le lacrime agli occhi  i trattamenti disumani ai quali erano stati sottoposti  dopo l’avvento del bianco. 
Prelevati dagli addetti ai servizi sociali dell’ INPS, pensione minima imposta (anche un po’ meno) e se dici qualcosa ti do con la ramina verde nelle gambe. Alloggio forzato  nel ricovero per anziani  “il cavallino bianco” curati da badanti russe con mani grosse come badili. 
Retta giornaliera prelevata tramite rid non autorizzato più cara dell’Hotel Palace di Milano Marittima.

Sono bastati veramente pochi mesi per mandarci sul lastrico ponendoci  al bivio multidirezionale: 
  1. lavare i piatti e far le pulizie di tutta la struttura per almeno 12 ore giornaliere
  2. costruire giochi per bambini non rispettando le regole di sicurezza manco a pagarle per almeno 14 ore giornaliere 
  3. entrare a far parte dei venditori di rose in riviera adriatica o peggiancora del gruppo “lancia eliche luminescenti con l’elatisco  verso alto”nelle strade del centro 
  4. Pisignano 
  5. Santa Maria Nuova 
  6. Lasciare che il debito fosse pagato dal personaggio di inizio puntata  forte della frase :               - tu non ti preoccupare che io i soldi li ho sempre dati a tutti   decantata quando ormai la fila degli aventi diritto a rimborsi economici era maggiore della coda alle poste nel giorno di ritiro della pensione .                                                                                                                                  Era giunto il momento di ripartire da zero, facendo tesoro di tutte le esperienze che avevano segnato la sua immaginaria esistenza.  

Salì le scale  entrando nel corridoio,  era pieno di porte 
non resistette ,  aprì una porta, non entrò , si limitò ad osservare 

era Roma , la capitale 
un gruppo di amici vi “navigava” insieme  in attesa di una competizione sportiva impegnativa, amatoriale. 
uno si era dimenticato la roba a casa, una non perdeva occasione per fumarsi una sigaretta,  senza peraltro farlo sapere a Margherita, l’altro arrivava di notte o di domani mattina o forse chissà se arrivava ; tutti avevano però il sorriso e tutti sapevano che quella manifestazione avrebbe portato dentro a loro stessi un afflusso incondizionato di ferrochina bisleri oppure idrolitina nonostante Enrico il bagnino non avesse previsto tempo buono. 
il piatto del giorno era cacio pepe mentre  qualcuno ignaro che “ i bambini muoiono di fame” gettava nella spazzatura del cibo ancora buono  levando al cielo le proteste del pubblico non pagante e pagante . 
Tutto in attesa del giorno dopo, giorno in cui una marea umana, bagnata da una pioggerella insistente avrebbe coperto coi propri passi la distanza di 42 km 195 metri.

Elvezio sapeva il perché  di quei sorrisi , conosceva la sensazione nascosta dietro a quei visi, l’aveva, provata,  assaggiata, respirata 

Fantastica, unica, appagante ma capace di lasciar viva la sete.


Pochi secondi, un improvvisa folata di forte vento sbatte la porta togliendo ad Elvezio la gioia visiva.


Il buio s’impadronì della scena, un rumore di catene echeggiò più volte dentro all’ oscurità. 
Lamentele continue, urla di disperazione. 
Era la gabbia, Elvezio se ne rese conto solo al momento in cui la luce penetrò leggermente illuminando un ambiente squallido dall’odore di chiuso ed umido. 
Tanti soldatini giravano su dei piccoli mezzi arancioni dotati di forche.
Fatica fisica continua,  nessuna soddisfazione. 

Elvezio guardò intensamente cercando di capire il perché. 
Cosa ci faceva li dentro, perché il destino lo aveva portato fino a quel luogo così ameno ?
Nemmeno il tempo di pensarci;  Mister T gli aveva già applicato il blocco mentale  chiudendogli a tutti gli effetti la cosa più grande di cui è dotato un uomo. 
Peggio della Russia dei tempi d’oro, obbedire a testa bassa senza permettersi di far valere i propri diritti, senza la possibilità di avere un impegno al di fuori della gabbia. 
L’azienda ha bisogno, i tuoi interessi/impegni non contano, nemmeno dopo 9/11 ore di lavoro continuo. 
Spento, stanco, distrutto specialmente sotto al profilo umano. 
Pazienza la fatica ma l’imposizione psicologicamente “violenta” non riusciva ad accettarla pur continuando nell’ottemperare a quella punizione
Il pubblico non pagante ma sopratutto quello pagante si chiedeva cosa era successo ancora una volta e sopratutto il perché di quest’ennesima interruzione sul servizio “Squame d’amore” . 
La realtà era che Elvezio, da buon personaggio creato dalla fantasia malata di quell’uomo là poteva anche resistere tutta la vita tra le corsie di quell’angusto magazzino ma quell’uomo là una volta uscito dal buco, oltre alla gioia di assaporare addosso l’aria, di falsi colpire dal sole piuttosto che dalla pioggia di quella singola giornata  rientrava talmente stanco e privo di tempo da non riuscire, se non sprazzamente mentalmente a farlo progredire. 
Elvezio ne soffriva parecchio, la sua fama di protagonista della più famosa blognovela mondiale  veniva offuscata da realtà televisive come Amici piuttosto che dall’uscita in edicola di 4° grado osteggiato dai parenti delle vittime e pane per i denti della nuova detective internazionale G-Raggi dal nome in codice creato dall’unità principale computerizzata della Nasa.  

Cribalda e Jamessignoresissignore provvedevano a tutto in modo molto rigido  e distaccato quasi come fossero minacciati dal regime. 
Passarono mesi nel corso dei quali la mente imparò a trovare dei buchi che permettessero di potersi mostrare in tutta la sua simpatica cazzoneria ed anche nella non accettazione di quell’atteggiamento schiavista. 
Elvezio lavorava , forse un po’ più lento di altri causa la mancanza di esperienza , causa il benestare avuto dal gestore della truppa schiavi (prenditi il tuo tempo, l’importante è non fare errori) ed anche a causa proprio della mente che gli chiedeva ogni tanto un girello a vuoto (in realtà non più di tanti) per rigenerarsi  magari approfittando dell’attesa di un collega che gli risolvesse un problema di assenza prodotto  …… ma lavorava non mancando praticamente mai ( 1 ora).
Non sopportando però gli abusi di potere, l’aggiungere ore di lavoro  senza neanche chiedere il permesso  giustificandole sempre dietro “l’azienda ha bisogno”  (impegni personali, passioni, vita una persona non li deve mica avere), non perdeva l’occasione di mettersi verbalmente contro mostrandolo chiaramente ai compagni di lavoro. 
Molto ignaramente e  velocissimamente alle sue spalle si scatenò la cospirazione, portata avanti da qualche dispensatore di sorrisi  che in fondo in fondo  doveva farsi vedere come quello che lavora sodo, ama quel lavoro per raggiungere lo stato di prediletto.
Il trabocchetto ideale, l’appiglio , la scusa perfetta veniva servita su un piatto d’argento da un giorno di festa nazionale e dalla comunicazione di un eventuale possibilità lavorativa mattiniera  condita dalla frase “ci auguriamo che tutti possano dare la propria disponibilità “ .
Ci auguriamo ….. possano ….. 
C’era in fondo chi no, non poteva per impegni pregressi o anche chi non voleva per ….perchè esiste una vita propria, di famiglia, di passioni  o anche di non voler fare un cazzo dopo una media di 45/46 ore settimanali a scaricare/caricare dei pesi.
Basta comunicarlo Elvezio ….con un po’ di anticipo ,  9 giorni   dovrebbero essere sufficienti. 

La telefonata del lunedì sera a conclusione della giornata lavorativa effettuata dalla fantomatica cooperativa dietro alle quali si nasconde un sistema legalizzato per sfruttare con una paga indegna chi ha necessità di lavorare liberando le aziende da beghe di licenziamenti per cause X Y o Igsylon, non fu delle più simpatiche. 

- Elvezio lei non h superato il periodo di prova, da domattina non può più lavorare. 
Un fantastico preavviso di 12 ore notturne, in fondo ……. vuoi non riuscire ad organizzarti una vita professionale nuova nottetempo ? 

Neanche la faccia di scendere le scale e comunicarlo di persona …… ma che bravi.

La giornata seguente a posteriori di una visita presso gli uffici dirigenziali  Elvezio venne a sapere:

  1. ci dispiace per non averlo comunicato, la situazione ci è scappata di mano,  abbiamo chiamato per posticipare il licenziamento a fine settimana ( serviva la mano d’opera) ma avevano già fatto tutte le pratiche.
  2. La goccia che ha fatto traboccare il vaso  è il non aver dato la disponibilità per la giornata di festa avvenuta in mattinata (procedure di licenziamento velocissime allora …oppure comunicazioni di qualche giorno prima) 
  3. Sei  un trascinatore …… fai una cosa tu  poi vengono anche gli altri a chiedere  e dopo noi  non abbiamo più nessuno che lavori  ……..
  4. i risultati del tuo lavoro dopo la nostra richiesta di essere più veloce non li abbiamo neanche guardati. 

Tutto chiaro ….  parole deludenti ma è fatica aspettarsi di più da chi ti segnala non capisce il  valore del tuo fare sport nelle pause segnalandolo come per invitarti a non farlo. 

Preso su il proprio fagotto Elvezio , leggermente ammaccato per la situazione accaduta, torna a liberare la mente che ora gli pone davanti una situazione psicologicamente difficile. 

Non sarebbero neanche discorsi da blognovela, lo dico come creatore di questo viaggio fantasioso-demenziale e a tratti ironico del personaggio Elvezio , ma  alla fine ho preferito così  non ritenendoli neanche degni di finire su un post ufficiale del mio blog www.andreapelodigiorgio.blogspot.com 

C’è gente così oggi, che cerca di spegnerti per spremerti fino alla fine ( in fondo c’è la fila fuori sei non abbassi la testa) , che, per quanto ne dicano, non hanno interesse di creare un ambiente armonioso dove la gente sta bene e si aiuta ma quello opposto, scindere le persone perché l’unione fa la forza e quest'ultima fa si che in assenza di rispetto umano ci sia una reazione che rallenti/blocchi il lavoro.
La vecchia Russia nel 2015 in una piccola frazione di una ridente cittadina rivierasca . 

Adattarsi si, annullarsi  NO 

Libro chiuso !!!! 

Al pubblico pagante e non  venne quasi un colpo  pensando che l’ultima dichiarazione ponesse una fine irreversibile  alla blog novella  ma,  era solo un qui quo qua. 

Zanzare ….come se piovesse ….. tigre a strisce che così larghe che parevano pedonali.
Quintali di zampironi erano stati consegnati a tutte le case della riviera romagnola  con l’obbligo di tenerli attivi almeno 20 ore su 24. 
La vendita dei fiammiferi ebbe un impennata tale da far crescere l’indice Luv della borsa di mia zia di almeno 3 punti alla fine condonati a patto che venissero usati cerotti con le graffette. 
L’ispettore Cannon e Derrick  da quando girava in città G-Raggi erano costretti a chiedere la carità ai semafori oppure all’uscita dei supermercati.
La stagione estiva era iniziata, caldo e sole sembravano aver preso il sopravvento su garbino e scirocco , i progetti, anche se difficili non mancavano. 
Elvezio riunì la famiglia (il Cavedano in videoconferenza via skype) chiedendo loro scusa di tutte le incertezze e difficoltà degli ultimi periodi, chiese scusa al pubblico, pagante  e non , ai lettori ed al tram chiamato desiderio ben sapendo che il postino suonava sempre due volte e che Youth era in fondo un film che  Lory  del Santo avrebbe girato meglio e che Sorrentino, sicuramente, non se la sarebbe cavata così bene con  i Toys Boys.
La maratona elettorale sfumò progressivamente seguendo  la faccia dì Elvezio che sdraiato sul divano cominciava ad andare a pesca. 
La notte arrivò con la sua silente magia,  il personale di casa Elvezio  spense la luce augurando a tutti gli uomini di buona volontà degli splendidi sogni colorati 

ad altri l’acronimo VFC 





















FINE DELLA CINQUANTADUESIMA  PUNTATA

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