sabato 1 agosto 2015

Aquatic Run ..... il ritorno

La fusione perfetta tra agonismo ed emozioni .... anche cambiando direzione.

Un anno per tornare a Lignano Sabbiadoro rinomato paese della riviera adriatica in cui il progetto AquaticRunner ha preso ufficialmente vita nel 2014  grazie  alla volontà di Matteo Benedetti e di  tutto il suo team.

Impegnativa, divertente, naturale ed unica Aquatic Run 2015 è chiamata a confermare

la spettacolarità messa in campo nel 2014 per diventare un appuntamento fisso da non perdere o assolutamente da provare. 

L’inizio è col piede gusto i posti disponibili sono sold out in poco più di una giornata.
180 atleti ai cancelli di partenza contro gli 80 del 2014 e sopratutto  un parterre agonistico arricchito da presenza di atleti di livello quali lo Svizzero Dettorì, lo svedese Antonov e l’italiano Francesco Cauz che si affiancano alla riconferma, quasi totale, dell’entusiasta schiera di atleti 2014.  

Ci sono anch’io …… o meglio c’è Pelò, voluto ed invitato, anche quest’anno, da Matteo col compito di ben figurare e partecipare insieme al Dario Daddo Nardone Nazionale ed Elisa al programma reality trasmesso in  diretta dal campo gara. 

Lo stato di forma è sicuramente ottimo, almeno sotto ad un profilo fisico e di fiato da spendere mentre per quel che riguarda la velocità è un po’ tutto un punto interrogativo (Richiamo all'ordine ...#aquaticrun). 
Ma Pelò c’è, con lui una grande voglia di agonismo serrato e sopratutto di riprovare quel mix che scaturisce nell’attraversamento delle isole, zone naturali protette normalmente interdette al pubblico.
Un passaggio a stretto contatto con la natura selvatica che scatena emozioni talmente intense da non essere mai sotterrate dalla foga agonistica in grado, addirittura, di affievolire la fatica. 
Attiro anche Lisa nella “trappola”  facendole dapprima provare un paio di allenamenti combinati per  poi trovare un pettorale disponibile grazie agli amici Dario e Matteo. 

Venerdì 24 Luglio ore 18,00 
La Qubo Nave viaggiante a Metano (almeno per una parte del viaggio) approda al campeggio ospitante dopo un viaggio rallentato in zona Venezia da alcuni tamponamenti e in zona Lido di non so che cosa per l’avventura “rifornimento Metano” terminata, dopo 20 minuti di ricerche pompa, con un cartello guasto.
Il campeggio è gestito da una signorina avvolta da uno strato di “gentilmente triste andante” 
che riempie l’atmosfera.
E’ ben fatto, affollato di turisti stranieri con maggioranza Olandese, dotato di macchinette self services per caffè cappuccino, cioccolate, fiesta, crostate , bibite e quant’altro,  di ampie piazzole per il posizionamento di tende/camper/roulotte e bungalow dotati di impianto d’aria condizionata, con la spia accesa, che in realtà non esiste. 

Due chiacchere telefoniche col Dario Daddo Nardone nazionale (arrivo previsto per le ore 19.30)  e via andare verso Grado.


Sostiamo nel  parcheggio consigliato dall’organizzazione per poi raggiungere a piedi l’Aquatic Run Resort distante circa 800 metri divenuti per uno strano gioco del destino, chiamato orientamento, circa 1.600 se non 1.700, dove ottemperiamo a tutte le procedure pacchi gara, incontriamo amici,atleti, ascoltiamo il briefing di Matteo per poi fare rientro con tutta la troupe (Dario ed Elisa) aumentata per la presenza di Matteo (un altro) al Camping. 

Bungalow rinfrescato, temperatura decente. 
Ora di “spenta luce” 00,30 - Dormo, (gran cosa) e  sogno  pure la gara
Ora di “strimpello” sveglia 5,20 - 30 - 40 - 50 -  6.00 
Ore 5,30: Lisa mi comunica di avere un gran sonno e di non farcela, “vai tu,  ti aspetto qui” 


Tergiverso lasciandola suonare varie volte ed incominciando a coltivare un po’ di ansia per il ritardo di levata. 
Aguzzo l’udito , oltre la porta un gran silenzio , solo Dario era in piedi , fuori dal bungalow quindi ...... era come fosse a letto. 
Finalmente alle 6,00 ci alziamo  …. Dario mangia la pizza della sera prima mentre io mi scofano l’ultima crostatina rimasta nella macchinetta self services con l’aggiunta di una brioches e caffè , Lisa va solo a due caffè gli altri  non pervenuti. 
Espletamento bisogni fisiologici  e via. 
Arrivo al parcheggio : 7,07 , orario previsto per la spunta pettorali 7,15, partenza 7.30. 
Considerando un altra visita ai bagni ……… no riscaldamento, no caffè del bar , si nevrosi. 

C’è comunque il sorriso e la voglia di vivere AquaticRun 2015 al massimo delle mie possibilità
Saluto e bacio Lisa sorridente e tranquilla inserendomi nelle prime posizioni dello schieramento. E’ l’ora di Pelò. 
Qualche minuto, utile allo speaker per chiamare i numeri non spuntati a noi per due chiacchere scarica tensione, prima del via ufficiale dato dall’assessore a non ricordo cosa di Grado.

Pronti?  Via !!! ….. a palla (come al solito) , a freddo come non si dovrebbe mai. 
Ai piedi le fidate Scott Race Rocket 180gr appena già testate e promosse nel 2014 , sotto alle gambe del body 2 gel Enervitene per un surplus energetico molto utile.
Primo km a 3.43 (o giù di lì).
Cuore in gola dopo 500 metri  ma gamba agile. 


Scivolo in decima posizione poi risalgo fino alla settima recuperando sullo svizzero Cattori e sullo svedese Antonov. 
Un po’ più lento il secondo km, non meno intenso , anzi ….la sabbia fa il suo dovere alzando ulteriormente ritmo e  cuore accompagnandoci alla prima entrata in acqua dopo 2.400 m. 
Entro settimo , in scia al duo straniero …… 1300 metri certamente non congeniali alle mie caratteristiche ma in cui penso di limitare i danni vista la freschezza fisica. 
E’ una tragedia :-) , nuoto rigido  con l’acido lattico dappertutto subendo in particolar modo la corrente che mi sballotta a dx e a manca. 
La debacle mi crea sconforto,  credevo acqua, non tempesta ed invece, dopo qualche centinaia di metri ,cominciano a passarmi da tutte le parti con ritmi completamente diversi. 
Per un attimo mi auto sconforto poi ragiono ripercorrendo le caratteristiche della competizione. 
Passato quel tratto saranno i tratti podistici a far la differenza, quelli natatori diverranno corti e spesso si potranno anche camminare ….. l’ultimo tratto lungo a nuoto ?  
Beh,  lì c’è il coniglio pronto a dare la zampata.
Tolgo la mente da quel canale scomodo , rilasso la mia azione allungandola e rendendola il più economica possibile. 
Quando mi metto in piedi, il crono racconta già qualcosa oltre alla mezz’ora, occhialini sotto alla spalla del body e occhi  fissi sul serpente agonistico che mi precede. 
E’ lungo, più di quel che pensassi ma non è poi così distante ed è abbastanza uniforme permettendo allo sguardo di avere sempre un riferimento. 

Inizia la sfida, pochi passi prima di sentire il flusso energetico impadronirsi delle mie gambe. 
E’ una sensazione fantastica, gli arti si stendono battendo un ritmo veloce sulla riva della prima isola incuranti del suolo impegnativo; il mare, quest’anno, ha restituito alla natura molte più alghe, stringendo la  striscia disponibile per la corsa (sempre che uno non volesse correre sulla sabbia morbida) che praticamente veniva effettuata direttamente in acqua. 
E’ una corsa magica, veloce, impegnativa sotto tutti i profili ma libera; una sensazione talmente forte da garantirmi che la vena che sento non si esaurirà abbandonandomi prima della fine. 
Accendo il mirino, lo punto sul primo gruppetto.
Inizia l’azione che mi porterà a recuperare posizioni su posizioni nel breve tragitto di 2 km e qualche metro del secondo tratto podistico. 
E’ un mix di sensazioni, l’impegno, la concentrazione agonistica, il passo sulla sabbia leggermente cedente della riva, gli schizzi dell’acqua che si alzano schiacciando l’acqua con le scarpe, la decisone del punto in cui passare l’avversario e sono solo all’inizio. 
Al termine del tratto podistico ha già recuperato una ventina di posizioni il che vuol dire, facendo i conti della serva essere attorno alla decima posizione. 
Ora sono più radi, gli avversari,  cambia già la gestione del mirino …. rientro in acqua, il secondo tratto è corto e si fa quasi tutto camminando. 
La velocità è praticamente la stessa, dove posso cerco di nuotare se non altro per dare un po’ di sollievo e relax alle gambe.
L’uomo col body azzurro mi precede a distanza, il mirino è fisso su di lui mentre la sabbia si srotola sotto ai piedi, mentre le gambe continuano incessanti a roteare iniettando una carica positiva sempre più potente.  

E’ incredibile di come la percezione si affini in determinate condizioni, di come anche  un piccolo guadagno in metri possa diventare percettibile al proprio occhio creando energia disponibile per l'incremento dell’azione fisica stessa. 
Con pazienza, respirando ogni piccolo istante della mia corsa, avvolto dalla poesia selvatica della natura circostante lo raggiungo ingaggiando  un piccolo combattimento sul ritmo. 
Qualche centinaia di metri prima di scivolare via davanti .....c'è un altro gruppetto gruppetto. 
Ormai ne vedo pochi, i primi devono essere distanti, Cauz, gli stranieri con il loro (un altro( passo hanno fatto il buco nella prima frazione di nuoto. 
Raggiungo il gruppetto al gazebo del ristoro laddove l’uomo del reality mi chiede di tornare indietro per pormi le domande. 
“- Non scherziamo”  è la mia risposta completamente rapito da quel gioco agonistico. 

Affronto l’acqua, si nuota, allungandomi ed impegnandomi al massimo per non perdere il contatto con gli atleti raggiunti.
All’uscita ci sarà il tratto più lungo della corsa, i 5000 in cui lo sforzo fisico deve essere maggiore, i 5000 nei quali devo, come dicono in Toscana, mettere il fieno in cascina in vista di quello che sarà, più avanti, l’ultimo tratto di nuoto. 
Non calo nell’intensità dell’azione,  passando uno ad uno i diretti avversari  e mettendo nel mirino Del Bianco , podista da grandi maratone  triathleta da grandi Ironman , già compagno di sfida/avventura nel 2014. 
Lo raggiungo in concomitanza di un recinto in muratura, lungo circa 200 metri , che divide la riva battuta dalla sabbia morbida. 
Tratto di sabbia morbida impegnativo …. per me ….. lui è un funnambolo ,  salta sul muriciattolo largo una spanna e lo corre tutto  seguito da un atleta con muta abbassata che ci aveva raggiunto pochi metri prima. 
Abbiamo lo stesso passo, gli  segnalo che è un fenomeno 
- è un ostacolo naturale 
- cascherei dopo due passi 

Finisce il muro, mentre il sopraggiunto cede vittima dei crampi, ci spalleggiamo rispettosi uno dell’altro, non risparmiando un grammo di sana cattiveria agonistica, ……tattica.

Il terz’ultimo tratto d’acqua lo camminiamo/nuotiamo,  spiandoci, studiandoci, proiettandoci in quelle che saranno  le ultime tratte da percorrere. 
All’uscita cambia passo scappandomi via, non riesco a tenerlo neanche forzando la mia andatura al massimo, limito i danni conscio di essere più forte nel nuoto (strano a dirsi). 
Sono oltremodo convinto che quello che ci attende sarà ’ultimo tratto natatorio.
Alla nostra destra/dritta un orizzonte nero e solcato da fulmini  è il protagonista assoluto. 
Fa sentire la sua voce insistentemente attraverso tuoni importanti e alimentando un vento sempre più imponente. 
Il secondo uomo del reality mi corre a fianco con la go pro facendomi qualche domanda poco prima dell’ingresso in acqua. 
Rispondo che passato quello saremo un pezzo avanti e che sto bene, mentre lo sguardo è sul mio avversario che è già entrato in mare. 
_ Segui la boa rossa.  mi dicono.
  1. non vedo niente di mio
  2. il moto ondoso è impegnativo e il gioco delle onde mi fa veramente faticare nel trovare la direzione.

La fortuna vuole che ogni qualche bracciata riesca a vedere le braccia mulinanti di Del Bianco prendendo un riferimento importante. 
La percezione di raggiungerlo è effettiva, aggiungo un piccolo sforzo e mi faccio sotto. 
All’uscita dall’acqua ci saranno solo 100 metri per giocarsi la battaglia. 
Nella sua difficoltà è un mare fantastico da affrontare con la carica agonistica,
la riva arriva prima di quel che pensassi (ciò non mi porta a pensare che non sia l’ultimo tratto) sono in piedi a pochi metri da lui. 
La riva è sgombra da qualsiasi cosa …neanche questo mi porta a pensare che non sia l’arrivo ….. ho il dubbio ma, scanso equivoci, faccio un piccolo sprint per affiancarlo mentre studio la situazione. 

Ci rimango un po’ male quando, dopo qualche centinaia di metri percorsi cercando l’arrivo, la direzione che ci fanno prendere è quella dell’acqua.

L’ultimo 1.100 m. , mare incazzato , corrente impegnativa , visibilità poca,   è il momento di spendere tutto ciò che è rimasto.

Acqua , uno a fianco all’altro , poche bracciate e veniamo raggiunti e sorpassati da un avversario. Del Bianco scivola indietro mentre io riesco a far riferimento sul nuovo arrivato che fortunatamente nuota alla mia sx, 
lato in cui respiro, diventando un  
importante riferimento. 
                                                                                         "foto di Daniel Miot www.dm8.it"                                           

Forzo il ritmo per mantenere quella posizione ideale mentre zigzaghiamo alla ricerca delle boe bianche. 
Avanti, costanti e decisi, bracciata dopo bracciata ci avviciniamo al pontile finale.
Virata a destra, è il canale d’uscita. 
Gli ultimi 100 metri natatori sono seguiti da soli 100 metri finali per passare sotto l’arco. 
Provo un attacco in acqua con l'intento di gestire, poi, la volata finale. 
Riesce !!! :-) Effettivamente mi metto in piedi qualche secondo prima del mio avversario, poi ci  pensano i crampi ai polpacci. La sensazione è talmente potente che è lui ad uscire prima dall’acqua ed imboccare il rettilineo finale. 
Non mi resta che stendere il passo ed affrontare il mio arrivo a testa alta e col sorriso stampato in volto mentre lo speaker riempie la scena di fantastici vocaboli richiamando gli scrosci di applausi dei bagnanti. 

E’ sempre una grande emozione, una grande soddisfazione la certezza di aver dato il massimo come lo è stringere la mano all’avversario che mi ha appena battuto porgendo i complimenti. 

E' Sport, è la mia sana filosofia sportiva.



Abbraccio Matteo Benedetti , al quale vanno mille ringraziamenti, reintegro qualche litro di liquidi e rimango lì fisso  attribuendo il giusto applauso all’arrivo di tutti gli altri concorrenti  ed attendendo Lisa che col suo splendido sorriso donerà al mio Aquatic Run 2015 qualcosa di veramente speciale.





L’arrivo di un sorridente Dario Daddo Nardone (attribuito dell'onorificenza D.A.S. man)  ,il vero reality man, sancisce il via a tutte le classiche operazioni post gara che ci traghetteranno al ritorno verso casa 
sorridenti, 
soddisfatti, 
sereni 

ANFIBI :-)





Andrea Pelo di Giorgio 
Domani Arriva Sempre