sabato 5 settembre 2015

Squame d'amore 53° puntata - Cavedano, è la fine ?

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   Il termometro segnava spesso tra i 39 ed i 77 gradi in quell’estate 2015.
Era talmente caldo che Cribalda, la cuoca perimetrica, non aveva più la necessità di accendere la fiamma per svolgere il suo dovere.
Non pioveva ormai da tempo , la siccità incombeva causando danno ingenti sulle coltivazioni agricole.
Elvezio sudava in continuazione ma, da amante del caldo ,non si lamentava di certo cosa che invece faceva  Matilda  un po’ per la pronazione del muso che le rendeva particolarmente difficile il respiro un po’  per il continuo sporcarsi delle orecchie che le procurava un fastidioso prurito. 
Nemmeno una tromba d’aria, abbattutasi violentemente ed inaspettatamente in riviera, era riuscita nella pulizia delle trombe di Eustacchio di Matilda, lei , svolgendo egregiamente il suo lavoro aveva creato panico sollevando e distruggendo  circa una settantina di ombrelloni e attrezzature da spiaggia
Chi erano Matilda ed Eustacchio non era ancora dato a sapere; il Cavedano e famiglia erano temporaneamente migrati a largo con la speranza di incontrare acqua più fresca evitando così di finire lessati naturalmente andando però incontro ad un pericolo maggiore vista la presenza di specie ittiche carnivore ed il passaggio di motopescherecci. 
In quell’estate in cui l’unica certezza erano i 12 giri del mini Bruco Mela, Elvezio decise di darsi allo sport avviando un progetto che potesse divenire utile per la popolazione turistica
della zona rivierasca.





Nel frattempo in televisione iniziava la Tv dei Ragazzi conla messa n onda del telefilm “ Le Piccole Canaglie”  a cui sarebbe seguito il cartone animato del Prof. Balthazar  per concludere con Gustavo prima del Sig. Bonaventura.
Tutti i bimbi del paese rimanevano caabolizzati davanti a
quel piccolo schermo che per quanto piccolo fosse era sempre più grande di uno smartphone. 
Gli oculisti lavoravano sicuramente di meno ma sopratutto erano gli psicologi ad avere il calo maggiore rispetto al giorno d’oggi.  Anche i becchini accusavano un calo vista la minor inclinazione ai suicidi/omicidi per problemi di povertà, di cuore, depressione ecc. ecc. .
Era in atto il sovrapponimento di due epoche, il passato stava tornando prepotentemente sovrapponendosi ad un presente che da quel punto in poi non lasciava spazio al futuro per non divenire anch’esso passato. 
Quello di verdura rimase in disparte attendendo tempi migliori scongiurando il ritorno al comando della nobile famiglia Crostini che l’avrebbe prosciugato. 

Presente !!!  esclamò Giulio da in fondo alla classe. 
Chi era Giulio non era importante, un bambino, forse un adulto, un pluribocciato alle scuole elementari o forse a quelle per adulti, non importava affatto. 
Importante era la sua presenza risultante, poi, basilare, per la vita del Cavedano  e tutta la famiglia. 
Il mare era calmo a tratti senza una logica ben definita. 
Era infatti stato messo giù un po’ alla cazzo direttamente dal Signor Iddio in persona che in quella giornata afosa aveva bisogno di divagare ulteriormente.  
Una logica ben definita era invece stata presa dallo scrittore Andrea Pelo di Giorgio che aveva piantato in giardino un paio di progetti sotterrando l’immagine dell’uomo con la X (già a chiamarlo uomo …..)  dal quale doveva avere ben oltre il Mille. 
Il buon Dio avrebbe fatto girare la ruota schiacciando l’Xpersonaggio  dall’onestà assente.
Niente tensione, nervoso, avvocati ecc. ecc.  solo comunicazione e spassionato consiglio del non acquisto in quel laddove la X imperversa.
La coda creditizia equiparata proporzionalmente a quella di jonh Holmes poteva tramutarsi in uno scoglio complesso da evitare.
Uno scoglio è sempre uno scoglio e se a bordo non hai , o lo tieni spento, l’ecoscandoglio rischi di finirci sopra cosa che accadde, da lì a pochi minuti, alla Motorshift Apollo di rientro  dalla gita ai pozzi metaniferi dell’Agip , uscita di circa 22 miglia durante le quali veniva offerto ai turisti il piatto tipico “paganelli mit trebbiano” cosa che, per quanto testone possa essere, non piaceva affatto al Cavedano regolarmente iscritto al sindacato per la tutela e protezione ittica.
L’impatto fu deciso e lo squarcio che si creò permettee all’acqua di mare di entrare velocemente all’interno della parte sottostante dell’imbarcazione. Il risucchio fu talmente violento che tutti i pesci presenti nell’arco di un centinaio di metri si ritrovarono all’interno del natante.
In cabina di comando la maggior autorità tal,  Schetti - NO !!!, stava subendo un vero e proprio attacco-pompa da una giovane badante-ballerina-agronoma esperta in piselli-tabaccaia-dottoressa mentre teneva, in collegamento con l’Università Sapienza di Roma una video conferenza sulla sicurezza che prima o poi sarebbe venuto o comunque andato a fare.
L’urto fu galeotto, la violenza dell’impatto creò infatti una lesione tonsillare ad ella anticipando, di per se, la venuta del comandante Schetti - NO !!! che da quel giorno fu additato col nomignolo di coniglio 
L’allarme suonò silenzioso per non allarmare i turisti, tutto l’equipaggio si riversò nella stiva dove grazie all’uso di un sofisticato gioiello della tecnologia moderna chiamato tubo di gomma riuscì a travasare tutta l’acqua entrata dentro alla motonave all’interno della ballerina- agronoma ecc. ecc. usando un altra entrata visto che una era già occupata dal comandante
La Cavedano family capitò sfortunatamente sotto le braccia del cuoco che li afferrò gettandoli in un secchio segnando contemporaneamente sul menù “Pesce Fresco”.
Elvezio correva in spiaggia ignaro di tutto ciò guidando delle genti verso un allenamento  proficuo ed alquanto divertente.
Si può dire che il cavedano era proprio finito in cattive acque e per lo di più lo era dentro una stiva luogo in cui le invisibili onde dei ripetitori telefonici non riuscivano ad entrare rendendo vani tutti i suoi tentativi di chiamata agli amici. 
L’unica chiamata che riusciva a fare era quella al numero d’emergenza che puntualmente riattaccava sentendosi dire -  “sono un Cavedano, vi sto chiamando da un secchio ….. “ 
Il tempo stringeva sempre di più , Motorshift Apollo aveva già riacceso  i motori  e stava puntando la prua verso il porto di Cervia dove una volta attraccati nel bel mezzo della festa d’ Anzante avrebbero servito la grigliata di pesce misto. 
Mario D’Anzante era un vecchio generale della Legione Straniera ritiratosi a miglior vita alla tenera età di 79 anni + 5 che riportavo  a causa di una leucemia fulminante. 
La moglie Riccarda Piroetta in D’anzante  non reggendo al dolore non era mai riuscita a separarsi dal corpo esanime. 
Lo aveva chiuso e sigillato in un grande sacchetto sottovuoto che si portava perennemente appresso creando anche qualche problema alle strutture turistiche che accettavano malvolentieri la sua prenotazione per due. 
Mario si era spento col sorriso nonostante la sua vita non gli avesse mai regalato tanti motivi per farlo. 
Il rapporto con sua moglie durava da 77 anni, lei, la Riccardina, lo tradiva sistematicamente da circa 86 anni e tre mesi non facendo sconti e non regalando la condizionale a nessuno. 
Nella sua professione aveva perso i gradi da Generale dopo aver subito una pesante sconfitta al gioco della guerra simulata con la classe 1° b dell’ elementari di Pisignano diventando, da quel momento, lo zimbello di tutte le forze armate mondiali fatta eccezione per L’Isis che pensava di usarlo come uomo bomba in qualche evento molto importante tipo Rio 2016 di cui lui era già in possesso di due biglietti dal 2003. 
La miglior vita lo raggiunse e superò durante una gara di Curling facendolo stramazzare al suolo mentre appoggiava il  “ferro da stiro” che fra l’altro fece punto, partita, vittoria, campioni del mondo per l’altra squadra. 
Elvezio rientrato dal lavoro, docciato stirato ed imbalsamato i capelli si siede al tavolo accendemmo il pc per dilettarsi in qualche lavoro di grafica vettoriale direttamente per il sito www.YouPron.gnaf  portale di nuova creazione frequentato da utenti che nella vita sono abituati a prenderlo nel di dietro  in senso figurato. 
Una sorta di associazione on line di persone sfortunate nata per aiutarsi a vicenda. 
Improvvisamente sullo schermo del Mac-Elvezio una grossa medusa della rara specie coniglio appare sottoforma di salvaschermo lanciando fette di scossa tagliate grosse all’interno della stanza.   
E’ proprio una di queste, che colpendo la stampante attivò la stampa di una pagina SOS con tanto di sigla di riconoscimento dell’ACI  (Associazione Cavedani Italiani) :


Il messaggio è inequivocabile “ Der Motorshift Apollo - Help Me, Elvezio.
Infinitamente allarmato dal messaggio lo  tagga senza motivo alcuno tutti gli utenti il cui nome finisce per Ino.
Tino, Mino, Rino, Cino, Dino, Lino ,Nino, Fino e similari.
La notizia rimbalza su tutti i portali Social.
Twitter, Linkedin, Google Plus, Kindle, Fischbook, Trippaoggi, Risoinbiancodomani, Geovaallaporta, ottengono il record mondiale di entrate. 
La borsa Cinese crolla, Ziprack si dimette facendo orecchie da mercante, il mercante asserisce di non saperne niente mentre l’ape 50 passa nelle vie gridando PESSSSCE PESSSSCE !!! 
Elvezio prova in continuazione a contattare il Cavedano senza successo, le onde si infrangono sempre nella chiglia della motonave Apollo scivolando dentro l’acqua. 
Non c’è niente da fare, la vita della Cavedano Family ora è proprio appesa ad un filo fra l’altro ormai proprio sottile vista l’entrata in porto della motonave ormai orfana del comandante Schetti - No  gettato a mare da un inchino troppo forbito della motonave davanti ad una bella turista passeggiante in spiaggia. 

Giulio, presente sin da prima, pensa che sia giunta l’ora di rivelare la sua identità segreta. 
Muovendosi senza destare sospetti si muove alla ricerca di una presa di corrente nella quale  attaccare la sua cabina del telefono gonfiabile per poter finalmente assumere le sembianze di Zambrusco Lenoro temibile super eroe sconosciuto ai più, ai meni, ai per e ai diviso.
L’operazione cambio avvenne regolarmente, la prova indiscutibile fu quella del nove, accompagnata dalla replica su Italia 1 dell’omonimo gioco forse condotto da Vianello ma forse anche da qualcun altro cosa che rimase nel limbo del dubbio per la mancanza di un wi fi che potesse permettere di interrogare la rete  uno a zero palla al centro. 
Si era leggermente caduti nella battuta facile e scialba, cosa che  non andava bene sopratutto al pubblico pagante ma, in fondo in fondo, neanche a quello non pagante dotato di ironia della sorte e simpatia per la morte. To moh !!!  
Al di fuori della storia un rumore metallico cadenziate interrompeva la notte di alcuni dormienti, era un gatto nero come la pece ed anche poco furbo.  
La golosità lo aveva portato ad infilare la testa in una scatoletta di carne rimanendone incastrato . Il tentativo di liberarsi lo portava a sbatacchiare il capo a destra e a sinistra sul marciapiede  ma non durò molto, giusto il tempo di far apparire tre pastori belga, belghi, belgi ……un pastore belga anzi 3 che lo dilaniarono giusto giusto una mezzoretta prima dell’apparizione di un uomo nudo che camminando in modo animalesco ( a quattro zampe senza appoggiare le ginocchia a terra ) entrava mettendosi in piedi in una porta dal quale riusciva per ripetere ad oltranza lo stesso iter. 
I carabinieri, interpellati dall’osservatore di turno sospirarono profondamente pensando che quella sarebbe stata una lunga notte. 
Prima il Cavedano direttamente dal secchio , poi uno che vede gatti neri , cani neri e uomini nudi ……. sarà proprio una lunga notte si dissero tutti d’un tratto in coro ….Pasta del Capitano !!!! 
Ma quello (il gatto i cani e l’uomo) era storia di un libro futuro che racconterà la storia di Maggiolina una vecchia signora in grado di trasformarsi in tenda da fuoristrada pur di far dormire la gente al riparo da scorpioni pericolosi. 
Per dovere di cronaca Maggiolina  è assolutamente estranea e lontana dalle vicissitudini del Cavedano. 
Zambrusco Lenoro stentava ad uscire dalla cabina gonfiabile a causa di un elastico fuoriuscito dalla tuta di supereroe ed incastratosi casualmente nell’apparecchio telefonico. 
I vari tentativi di liberarsi risultarono tutti vani, inutili e sfiancanti sia fisicamente che mentalmente a tal punto da indurre il supereroe (????) a chiamare i carabinieri attraverso la cabina telefonica. 
Fortuna volle che Zambrusco tenesse sempre con se circa  un milione di  gettoni telefonici ; non si sa mai nella vita …..potrebbero anche raddoppiare di valore
Fece il 113 narrando tutta la storia. 
L’appuntato carabiniere, dopo il Cavedano dal secchio, il gatto con il barattolo in testa  seguito dai cani e dall’uomo nudo ed Zambrusco Lenoro si sparò un colpo in testa lasciando un biglietto alla moglie con su scritto “nella gita a San Francesco d’Assisi faranno una tentata vendita di pentole”  .
Il tetro cadde un altra volta sulla blog novela sentenziando una volta ancora che nella vita è necessario alzare i piedi e guardare dove, questi ultimi, si mettono. 
Der Motorshift Apollo attraccò in porto , la musica iniziò promuovendo un corso di Zambo nuovo ballo di concezione zuava chi si pratica seguendo la vettura funebre che sta celebrando il funerale di una persona di cui non te ne frega una beata fava.
Il tempo stringeva sempre di più, ormai solo pochi minuti dividevano la famiglia del Cavedano dalla padella rovente, quel filo, diverso dal filo di arianna ed anche da quello interdentale era veramente sottilissimo  


Elvezio, non sapendo più che pesci pigliare ,pensò che fosse ora di prendere proprio il Cavedano.
L’unica speranza che gli era rimasta era legata al suo non rinomato ed  infallibile fiuto. 
Nessuno lo sapeva ma, tanti anni or sono,  il protagonista era stato dato in affido temporaneo  (dagli 8 ai 14 anni - il tempo di permettere ai genitori putativi un paio di giri negli autoscooter Alberghini) , ad una famiglia di Lagotti Romagnoli che al posto di fargli continuare gli studi gli aveva insegnato la preziosa arte del ritrovamento di tartufi. 
Così, dopo aver annusato un paio di mutande squamate di pesce, partì a spron battuto certo di aver trovato la pista che di lì a poco avrebbe reso salva la vita, forse, al grande amico di sempre ed alla sua famiglia. 
Ma ….non aveva fatto i conti con il caso e non aveva neanche tenuto conto di aver giusto un attimo la testa in disordine cosa che invece balzò agli occhi a Schillon e paruchir il quale, senza pensarci due volte, lo rapì addormentandolo con uno spray per capelli all’essenza di olio tigre che lotta contro il male .  Schillon era un precisino , uno di quei personaggi che quando va in piscina appende tutto ordinatamente nelle grucce dell’armadietto e da tale non poteva accettare  che certe   persone andassero in giro con
la testa disordinata. 
Elvezio riprese coscienza di se stesso , non precisamente però, sulla poltrona del lavatesta, la vista, ancora leggermente confusa , riuscì ad inquadrare il parrucchiere che scartabellando in un armadietto pur che sia tirava fuori spazzole, bigodini, lacca, retine, colore (disponibile in tutte le nuance della terra) e così via. 
Anche per lui la situazione si faceva pesante, forse più di quanto lo era quella del cavedano ….. l’imposizione della spartita in mezzo alla testa con i capelli tutti impomatati  era un affronto non affrontabile a tal punto che all’avvicinarsi di Schillon , Elvezio rammentò l’abile trucco di Sean Connery in 007 la spia che spiava.
guarda,  c’è un somaro che vola 
Fu nello distrarsi per cercare il somaro che il parrucchiere diede il tempo al prigioniero di reagire. 
Sgong , una botta con una mastellina da colore appesantita con una roccia da 35 kg che aveva sempre in tasca lo fece crollare a terra privo di sensi. 
Elvezio parti a razzo dirigendosi a spron battuto verso il porto della cittadina rivierasca mentre, nel contempo, anche il super eroe Zambrusco Lenoro  riuscì a liberarsi dalle forze elastiche che lo trattenevano  all’interno della sua cabina ….gabina ….. telefonica gonfiabile. 
La corsa furibonda alla salvezza del Cavedano  era partirà da entrambe le parti, troupe di Tv nazionali ed internazionali pullulavano già sulla zona attendendo l’evolversi degli eventi che , come da copione di ogni telenovela che si rispetti , si evolveranno nella prossima puntata. 


FINE CINQUANTATREESIMA  PUNTATA