giovedì 24 marzo 2016

L'etrusco allenante


Piccolezze, in fondo, quelle di non leggere con attenzione le locandine, cose già successe in passato ma che ormai fanno parte di me come una camicia cucitami addosso e che danno quel che di briosa improvvisazione che  porta, obbligatoriamente a cambi repentini di programmi  e quant'altro.
Avevo cercato , nel pre sonno, un Bed and Breakfast all'interno di Castiglion Fiorentino  per una comoda gestione del week end gara  che ci permettesse di non dover far uso dell'auto e lo avevo anche trovato scegliendo lo splendido B and B Suite San Michele, un confetto dentro ad una casa d'epoca Etrusca curato nei minimi particolari e gestito da persone di una gentilezza veramente squisita.

Al ritiro pacchi gara, centro sportivo di Castiglion Fiorentino, c'era una calma insolita, ingiustificata considerando l'evento in programma,  un po' come se avessimo sbagliato data o addirittura posto.
Giusto il tempo di guardarci attorno che, grazie alla tecnologia smartphone, vengo a conoscenza che ritrovo e partenza del Trail delle Valli Etrusche è si al centro sportivo ma quello di Montecchio, piccola frazione del comune di Castiglion Fiorentino ad appena 2 km, per l'operatore che mi risponde al telefono, 5 per google maps e per il contachilometri della Fiat Qubo Metanata.
Il programma Bed and Breackfast in centro non ha più valenza se non quella di dormire ed avere una sistemazione veramente "chicca".
La risoluzione del problema "come facciamo domani mattina visto che io parto alle 7 e tu alle 9 (non volevo far alzare Lisa due ore prima) " avviene velocemente grazie alla disponibilità di Antonino Guadagnino ed amici (due atleti "amici della Fatica ASD)  il cui arrivo era previsto per la mattina seguente con passaggio obbligato da Castiglion Forentino.
Prezzo richiesto per il favore un giro di caffè ancora, fra l'altro, da saldare.

La mattina arriva presto, dopo un passaggio al brieffing, una tranquilla serata al ristorante e una notte ormai classicamente insonne anche se riposante ......continua ad essere una strana sensazione.
Ore 5,10 il primo rintocco della smart sveglia questa volta puntata alla perfezione ( vedi misfatto strasimeno )
10 minuti di rimanenza nel limbo  concessi , altri 10 ancora, come da programma ed altri 10 aggiunti dopo un ragionamento veloce sulla tempistica di colazione e preparazione.
Se non avevo dormito la notte in compenso dormivo proprio al momento della colazione il che mi  costa il non ritrovamento ne di fette biscottate ne di marmellata ( che in effetti era sotto gli occhi) facendomi deviare verso l'ingurgitamento di un paio di  ottime brioches seguite da yogurt con corn flakes ed un sano e classico caffè.
Puntualissimo, dopo aver salutato e baciato Lisa >3, abbandono il bed and breakfast  direzione strada principale dove, spaccando il secondo, incrocio i ragazzi in arrivo proprio in quell'istante.
A sincronizzare gli orologi non saremmo stati così precisi.
5 minuti e giungiamo a Montecchio al centro polivalente dove i 50isti girano intorno espletando ognuno il proprio rito pre gara.
Temperatura esterna 3° , freschi ma neanche poi freddissimi e  comunque da ognuno recepiti in maniera diversa viste le mille tipologie di vestiario indossate dagli atleti tra i quali fa spicco un ragazzo, dotato un grande zaino, che immobile attende la partenza vestendo di torso nudo  senza il minimo brivido o tremolio.
50 km la mia scelta con il già comunicato intento di aumentare sopratutto le ore sulle gambe in avvicinamento alla Touscany Crossing della Val d'Orcia.
Calmo, tranquillo scorricchio a dx e sx con l'intento di scaldare un attimo gambe e braccia (leggermente rabbrividite dal clima gentilmente fresco) in attesa di approcciare alla sana sudorazione.
Il via, puntuale, ci regala immediatamente il fiato in gola con la strada che si fa subito sterrata ed in salita regalandoci, già nei primi km, la netta sensazione che andremo a calpestare un percorso veramente bello.
Giusto il tempo di smaltire il cuore in gola e di assestare il ritmo ad un passo buono, ma di conserva, che inizio a mettere in testa i traguardi parziali rappresentati dai ristori e dall'assunzione temporale delle riserve di energia Enervit in gel (Enervitene)  portati al seguito in abbondanza giusto per non saper ne leggere ne scrivere.
Ad occhio e croce navigo intorno alla 20° posizione anche se, devo dire la verità, il fattore agonistico, almeno fino a quel momento, non mi assilla in particolari modo ..... l'eventuale fattore "sofferenza estrema" è rimandato alla seconda parte di gara.
Mi rendo conto comunque subito di aver delle difficoltà abbastanza serie nelle discese tecniche dove la perdita di quel po' di tecnica acquisita negli anni del trail e la mia non predisposizione discesistica si fanno sentire notevolmente facendomi perdere il contatto con parecchi atleti.
Ad aggravare questa situazione c'è anche il fattore scarpe trail (molto più dure sull'anteriore) /unghie dell'alluce che premute a fondo scarpa mi provocano un dolore cane mantenendomi contratto come un pezzo d'acciaio e disegnandomi una lunga mattinata di sofferenza ....... siamo solo ai primi km :-).
Ma come si sa la certezza che il giorno passa è una costante ed allora, dopo una sana metabolizzazione della situazione, gambe in spalla e pedalare godendo dello spettacolo di quella natura lasciata integralmente vera .
Il trail va vissuto,  respirato dentro, anche in situazioni di agonismo estremo, in quanto capace di regalare uno stretto contatto con la natura, particolare di cui la vita di tutti i giorni tende a far dimenticare l'importanza.
Anche nei tratti più impervi dove il cuore ci preme contro la gola ed il nostro respiro fatica nel stare al passo con esso il pensiero di vivere qualcosa di speciale deve sempre essere presente.
Di tratti impegnativi ce ne sono veramente tanti, attraversando i boschi ,inserendosi nei sentieri più stretti, scavalcando tronchi abbattuti dalle intemperie del tempo  all'inseguimento delle preziose, ben visibili e perfettamente posizionate, bandelle blu.
Ma, a volte, neanche una segnalazione perfetta è sufficiente ad evitare errori.
Probabilmente la fatica, o forse la distrazione causata da pensieri o da un particolare, un paesaggio portano a non vederle e il sentiero che si prede ....è quello sbagliato :-)
Già dopo 500 metri di discesa sassosa ed impegnativa comincio a farmi delle domande vista l'assenza di tracce blu.
Il dubbio spinge ma, osservando mentalmente la strada alle mie spalle non mi sembra di esser stato distratto, continuo

fino alla presenza di un bivio senza segnalazione alcuna  che mi fa capire l'errore.
Non è molto ..... un totale di 1500 metri tra andata e ritorno che tradotto in tempo sono quantificabili intorno a 10/12 minuti inseriti gratuitamente su nel cronometro.
Non è mai un bel momento, due paroline dolci dolci contro se stessi, un risultato sicuramente compromesso anche se, obiettivamente parlando, non sarebbe sicuramente uscita una gran prestazione.
Fortuna che la filosofia Domani Arriva Sempre viaggia con me e allora scappa un sorriso ritornando tranquillamente sui miei passi  approfittandone per recuperare un po' .
Al bivio fatidico , trovo le bandelle davanti a me e alla mia sinistra e sbaglio ancora prendendo il percorso a rovescio :-)
Me ne accorgo nel giro di pochi metri , ..... un paio di concorrenti mi vengono incontro ...mumble mumble mumble.
Mi chiarisco prendendo conferme dal primo sulla direzione giusta .....sul perché io stavo tornando indietro non riesce a rispondermi ma in compenso, molto simpaticamente, mi dice che si lamenterà con l'organizzazione in quanto, con la stessa spesa, alla fine di tutto avrei fatto più chilometri e che comunque  prima ero molto avanti mentre in quel momento mi trovavo molto indietro.
Pace, mancano ancora più di 30 km,  di fatica da fare ce n'è ancora tanta, tutto può succedere e comunque,ovunque,dunque,dovunque,quantunque la cosa fondamentale è sempre l'impegno che ci si mette.
Riparto con lo spirito più combattivo in una corsa che sotto ad un certo profilo diventa anche più divertente a causa del traffico maggiore di atleti che incrocio nella mia strada col passar dei chilometri.
Una delle cose fantastiche delle gare di trail è come una sfida con uno o più concorrenti possa rimanere sempre aperta e di come nel breve tratto di una discesa piuttosto che di una salita l'avversario possa sparire completamente dalla tua vista per poi magicamente riapparire a pochi metri di distanza al cambio di pendenza.
A me succede praticamente in tutte le discese, specialmente in quelle più tecniche dove mi passano davanti anche i bruchi pelosi, che affronto con un andazzo peggiorativo causato dall'aumentare della stanchezza muscolare (rigidità maggiore e minor reattività) , lasciando in disparte il dolore alle unghie degli alluci che mi fanno chiedere l'arrivo veloce della salita.
Ad ogni modo la nuova situazione di traffico mi piace, mi tiene sveglio e attivo nel lottare, nel giocare, alla gara  puntando uno o l'altro avversario,  insultandomi alla buona quando non sono capace di aumentare il passo in discesa vanificando quanto guadagnato in salita, mantenendo, ad onor del vero, sempre un comportamento corretto con gli avversari che lascio passare nei  quando arrivavano "prementi" alle mie terga.
Se ne va il secondo ristoro (20° km) e viaggiando nello spettacolo dell'Appennino Toscano raggiungo anche il terzo (34° km) dopo quella che avevo inteso come salita più dura del trail contraddistinta dalla presenza , in un recinto fangoso, di un esemplare di cinghiale fantastico tranquillamente grufolante.
Bella inerpicata fino al cucuzzolo della montagna fatta di passo spinto con immediata corsetta appena si può e apprendendo, da un collega, solo alla fine che quella più impegnativa era la successiva che veramente si faceva dare del Lei con la L maiuscola.
Essa (come diceva Renato Pozzetto disquisendo con Cochi Ponzoni) si inerpica come non mai sotto un sole cocente che fino a quel momento, grazie alla ventilazione, non avevo particolarmente sentito.
Un passo avanti l'altro, come dice il buon Marco Olmo, a tratti con le mani sulla coscia giusto per dare un incisività maggiore al movimento, fino alla cima e susseguentemente fino all'ultimo ristoro dove, oltre al classico, erano presenti anche dei tranci di carne degni di un ristorante.
Secondo il mio personale garmin il ristoro è un tantino avanti rispetto al 43°  ...un km ...... ed è lunga raggiungerlo  ma ciò mi fa piacere (una volta arrivato) perché i 48 km totali, che avevo letto nella cartina altimetrica, erano a quel punto più vicini.
E' una domanda che non si dovrebbe mai fare ma alla fine ci si casca sempre .....
- quanti km mancano ?
- 6
E' sempre un pugno nello stomaco,  3 e spicci  contro i 6,  non è una gran differenza ma dopo oltre quaranta km  in quel terreno lì e in condizioni di stanchezza .....sposta abbastanza.
Al mio personalissimo Garmin diventeranno 51,7  considerando il km e mezzo circa di errore, il crono ha una previsione stimata di oltre 7 ore che è poi in fondo quella che avevo previsto ( 6h30' - 7h00' + l'errore ) nella mia, confermata, non competitività in gare trail più spostate verso il tecnico.
I particolari che più mi rendono contento sono lo stare bene, il sentire un fisico stanco ma ancora capace, reattivo ....non portato all'estremo per intenderci e il fattore allenante che la Valle degli Etruschi mi sta regalato con sforzi muscolari potenti, in continua variazione di intensità oltre che un allenamento cardio vascolare fatto di picchi estremi e recupero.
Inserisco in corpo l'ultimo Enervitene  attacco l'ultimo tratto, alcuni sono sopraggiunti, alcuni raggiunti e un paio praticamente con me da alcuni km ......  fatto sta che dall'ultimo ristoro parte un gruppetto nel giro di poche decine di metri.



Fortunatamente il tratto finale è fatto di discesa e sali scendi continui su terreni meno tecnici che permettono ai miei allucioni di non cozzare continuamente contro la punta  ed allo stesso tempo lasciano spazio alle gambe di distendersi ritrovando un ritmo continuo e di corsa.
Il resto è il gioco dell'agonismo, la tattica, il piacere di allungare e di mettere nel mirino l'avversario.
Lascio che vada ....anzi lo alimento in fondo è Pelò, semplice, puro e pienamente rispettoso nei confronti di tutti i compagni di avventura.
Spingo, sento il piacere, l'adrenalina che scorre dentro in quella piccola sfida di 6 km che mi porta anche a correre lungo nei piccoli tratti più impegnativi.
La sagoma del castello di Montecchio rimane nascosta dal versante del monte fino a 300 metri dall'arrivo , appare poco dopo l'apparizione di Lisa venutami incontro preoccupata dal mio non arrivo (snack).
Tratto finale in salita, entro nella corte del castello salutando le cortigiane in costume d'epoca e dopo il ringraziamento diretto all'alto alzo le mie braccine al cielo offrendo la mia testa all'organizzatore ricevendo la bella medaglia in legno di Finisher.
7h16', 2900 m D+ di "Etruschia" in corpo ....... ne esco molto soddisfatto.

Il bacio di Lisa, il suo sorriso, l'appurare che si è divertita ed è stata bene nella sua personale sfida , il rientro al B and B  Suite San Michele, che ci ha lasciato a disposizione la camera per una comoda doccia, chiudono l'ennesimo bel week end Toscaneggiante.

In ultimo e solo in ultimo un importante considerazione rivolta ai poco bravi cacciatori........ vogliamo contare quante cartucce (plastica, acciaio, piombo) c'erano a terra  lungo i 50 km di percorso ? #nonsipuovedere

Niente polemiche caccia si o caccia no, per carità,  solo la richiesta di rispetto per quel posto (che si chiama natura) che permette loro di praticare la passione della caccia ma che, ricordatelo,  è patrimonio di tutti.

VERGOGNA...... ho detto tutto


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio

 www.amref.it






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