giovedì 28 aprile 2016

#TuscanyCrossing ..... con onore

Forse, non so
forse non ho ancora metabolizzato quanto e perché è successo alla Tuscany Crossing, il mio rientro podistico alle lunghe distanze.
E' stato un evento strano per certi versi, pieno di fatti, eventi improvvisi che potrebbero anche aver condizionato la prestazione ma forse anche no,  forse la mia condizione attuale quello mi permette di fare ....forse,  dico e forse lascio perché non ne sono fondamentalmente convinto.

Di una cosa però lo sono, della felicità, soddisfazione nell'aver portato a termine la competizione, cosa fondamentalmente non così scontata, almeno per me che la situazione fisica la vivo da dentro, sopratutto ripensando alla fine 2014 momento in cui il presagio partorito dalla situazione tendinea e zona pubica era pieno di punti interrogativi sulla ripresa o meno dell'attività podistica.

Ero in partenza per una cento km, quindi qualcosa di positivo è stato fatto :-), Tuscany Crossing quasi interamente fuori strada, il terreno probabilmente peggiore per i dolori pubici/ischiatici che molto gentilmente continuano ad accompagnarmi.
Una sollecitazione molto maggiore della parte dolorante dettata dall'impossibilità di impostare un ritmo costante di molto aiuto nella metabolizzazione di un dolore o fastidio interno.
Potevo scegliere una gara su strada, è vero, sarebbe stato più semplice ma ........ cosa vuoi andarci a farci ...... la freccetta era già stata scagliata verso quel bersaglio sebbene nell'avvicinamento mi fossi già accorto della scelta non "la migliore"

Ma si parte, #tuscanycrossing  è quella l'idea nata subito dopo la Maratona della Val D'Orcia e quella si doveva portare a compimento insieme agli amici del team Domani Arriva Sempre ma senza la compagnia/supporto di Lisa impegnata (purtroppo) nelle vicinanze lacustri (Garda) in un corso di formazione.

Venerdì 22 la carovana guidata da un non impeccabile Fabrizio Tovani dopo varie ore di peripezie

stradali imbocca la strada giusta per la cittadina di Castiglione d' Orcia  unita al resto del mondo da una strada statale in cui stanziano figure di uomo in attesa, battezzate dalla colta informatrice tuttologa Gaelle come la nuova figura professionale di puttani.
Il viaggio, partito da Cesena, attorno al 1910 era fondamentalmente andato bene sebbene la città Castiglionese Val d' Orciana  aveva completamente ignorato il nostro arrivo.
L'impatto con il quartier generale dell'evento è comunque subito buono, le operazione di consegna pettorali , pacchi evento,  si svolgono abbastanza velocemente nonostante la controversia tra gli organizzatori e le nostre atlete straniere Mirela e Gaelle costrette a parlare l' inglese in quanto, appunto,  straniere.
Tutto a posto insomma; spazio piccolo spuntino, pezzo di brieffing e direzione hotel per sistemazione e cena.

Composizione ed impegno podistico del team Domani Arriva Sempre:

1) Andrea Pelo di Giorgio ....Pelò 103 km
2) Oliver Mordenti 103 km
3) Mirela Cacaj 53
4) Tovani Fabrizio 53 km
5) Grottoli Alessandro 53 km
6) Gaelle Lambrickx 14 km
7) Foschi Giorgia 14 km
8) Barbieri Sandra 14 km
9) Amica famiglia Tovani  14 km

Nella splendida Val D' Orcia , piena di casolari B&B infrattati in mezzo alla natura l'hotel che avevo trovato, seguendo nell'ordine i seguenti filtri - distanza minima - prezzo  più conveniente - era l'hotel intitolato a quello che fu ferito in una gamba ( un buon presagio...... a pensarci :-) ) .
Lo stile barocco risultava ben nascosto (molto ben) dal moderno stile Motel per appuntamenti distolto, ad onore del vero,  dalla presenza di letti singoli e molto stretti che allontanavano quell'idea nonostante la posizione ideale dietro al piazzale della pompa di benzina sulla strada, credo, statale.
L'organizzazione consegna chiavi documenti non è della migliore, Mirela si esibisce in giochi  di illusionismo facendo sparire le chiavi nr 111 prendendosi beffa persino dell'acuto Grottoli a cui non sfugge mai nulla.
Giorgia e amica + Oliver e Sandra alloggiano per una questiona di bilanciamento mondiale, per rispetto alla natura e per non aggravare la situazione del buco nell'ozono in strutture più consone al paesaggio che ci circonda.

Per contro il ristorante, nel quale ci troviamo poco dopo, è tenuto molto bene e dotato di una cucina molto buona anche se un po lenta nella consegna piatti.
Per una strana coincidenza del caso nella stessa serata si spengono più volte le luci per i festeggiamenti a sorpresa di compleanni tra cui anche un atleta/atletessa D.A.S. del/della quale potremmo fare il nome solo dopo il consenso ricevuto firmando l'apposito modulo di concessione uso immagine.
Arriva la notte , ore 22,00 e qualcosa , tutti nella propria camera avvolti nel silenzio interrotto solo e continuamente fino oltre a mezzanotte  dalle altre camere grazie a fantastici e moderni muri di cartongesso.
Puntuale, dopo aver dato la buonanotte a Lisa, mi viene a trovare la tensione pre-gara accompagnata dall'amica, forse meno simpatica, dal nome Prova, un po' come mi sentivo dentro,  in prova .
Una prova atta a sancire una verità che avrebbe potuto farmi sorridere od anche il contrario comunicandomi che forse non sarebbe più stato il caso di affrontare corse oltre una certa durata.
Nel mio avvicinamento c'erano state una 50 km sulla sabbiosa spiaggia si San Benedetto,  un oltre 7 ore al trail degli Etruschi ed un  4h40' ore nei 36 km trail di San Savino  che in comune accordo avevano sancito l'indurimento della parte incriminata (nessuna erezione :-) ) dopo un certo numero di ore.
La luce si spegne, inizia il solito programma con gli occhi che si chiudono e la mente che parte correndo attraverso al come sarà, come correrò, che tempo farà  ecc. ecc.
E se tutto ciò non fosse stato sufficiente a rendere quelle 4 orette, o poco più,  interminabili ci si sono infilati anche due temporali di una violenza che mai avevo sentito prima .
Vento ed intensità d'acqua veramente incredibili e "spaventevoli" per un agitazione del cuore che parte istantaneamente pensando ad un lavoro del genere in partenza o nel bel mezzo del percorso.

La sveglia dice che sono le 3,50, un orario infimo per alzarsi che ha il permesso, accordato in precedenza, di divenire le 4,00  infimo comunque ma ....quasi un a liberazione, uno stop alla mente.
Colazione comprata al bar la sera precedente, preciso ligio al dovere faccio tutte le cose previste presentandomi all'appuntamento con Oliver in perfetto orario nel piazzale della pompa di benzina.
Ore 4,30 ci mettiamo  in movimento con la cura di mantenere un'andatura di stracrociera, approfittandone per due sane chiacchere, condivisioni e riposo mentale.
Ore 4.45 puntualissimi al parcheggio pronti per fare tutte le nostre cose, ore 5,11 in prima fila dello schieramento dopo esser passati, per sicurezza, sette otto volte sulla pedana del chip.

Luce frontale accesa, tensione al punto giusto, tattica non ben definita e puntuale come un orologio svizzero dopo aver abbracciato l'amico Oliver arriva il via della Tuscany Crossing.

Composizione di Pelò partendo dal basso verso l'alto :

- Scarpe Road Zoot Solana 2
- Calzini lunghi a compressione
- Calzoncini corti ma lunghi (sopra al ginocchio) rigati orizzontalmente Zoot 
- Maglia Bike Surfing Shop
- Canotta ufficiale Domani Arriva Sempre
- Manicotti
- Occhiali come sempre .... se no non vedo il prete nella neve
- Visiera Running  Zoot 
- Zainetto contenuto marca Stambecco Mazzotti
- Due borracce frontali Enervit una con acqua ed una con sali minerali G Sport 
- 9 Enervitene in gel ( 1 ogni 10 km) + 2 d'emergenza mia o di altri concorrenti
- 1 busta di recupero R2  nella borsa al quartier generale + carta Pre-sport regolarmente ingurgitato 40 min. prima del via.

Non piove, almeno al momento, e non sono nemmeno previste precipitazioni a carattere violento come quelli della notte stessa.
Scappo via dai pensieri mettendo in moto le gambe a ritmo non forzato seguendo il gruppetto dei primi .
La notte, il silenzio, le viuzze di Castiglione d'Orcia che si arrampicano verso l'altoo ..... è già magia che mi rapisce  ...... e  forse non solo a me visto che chi, davanti , guida  sbaglia strada.

Al bivio tutti fermi ..... voci

- abbiamo sbagliato strada
- forse bisognava girare a dx al bivio precedente
- XX@@@!!!@@## !!!

- Forse  esattamente si !!!  comunicano le bandelle gialle e rosse appiccicate alla serranda di in negozio circa 600 metri prima con un sorriso beffardo

E' un inizio con il sorriso, in fondo, pochi minuti di gara e abbiamo già sbagliato strada..... chissà cosa  potrà succedere in 100 km :-)
Magra, consolazione non esserne l'artefice ........ almeno.

Dietro Front !!! Avanti Marsc !!! .....e dietro a tutti , cosa non gravosa in fondo, vista la lunghezza della gara, ma che lascerà , probabilmente, qualche involontario segno a ciò che accadrà.
Risaluto Oliver e mi stendo in avanti iniziando una sorta di rimonta imposta dall'errore cercando di non mettere sul campo un ritmo superiore a quello considerato, da me, giusto per l'impegno da affrontare.
Pochi km e siamo già immersi nella splendida natura toscana resa ancora più fantastica dalle sagome di quel treno umano illuminato da centinaia di piccoli fasci di luce.
Corro districandomi tra il gruppo attendendo con impazienza l'arrivo della luce naturale per nascondere definitivamente la frontale (errata) che avevo al seguito  ...... già non vedo di giorno , figuriamoci di notte con una frontale tenuta in mano.
E intanto corro bene, non in affanno lasciando che il movimento sia naturale ed assolutamente non forzato, cuore basso,  più alto in salita ma senza farlo arrivare a sforzi gravosi.
Di pianura non ce n'è e non ce ne sarà in nessuno, quasi,  dei 104,39 km che, alla fine, il mio fido Garmin 901 sottoscriverà.
Arriva il giorno,  con esso ci inoltriamo nei tratti che, causa pioggia caduta, si riveleranno i più impegnativi sotto al profilo di sforzo di ripresa gamba.
Le carvaie, i sentieri in terra che scendono tra i campi, molto solidi all'occhio non appena il piede ci si appoggia sopra ti regalano chili di argilla trasformando le scarpe in una sorta di pattine pesanti che altro non sono che Stanislao Moulinsky in uno dei suoi più diabolici travestimenti.
Chili attaccati alle scarpe per un movimento impegnativo e corroborante nel tempo.
Il pube avverte che lui c'è anche se mantiene una posizione ancora ininfluente senza esprimere pareri di sorta su quanto stava accadendo nel complesso meccanismo fisico.
Non ci faccio caso affrontando le asperità con impegno e virgulto (metto lì un vocabolo a caso) ancora intento al raggiungimento alle posizioni avanzate del gruppo pur rendendomi conto però della difficoltà di capire, in realtà, la situazione effettiva.
Inizia a piovere con decisione, lungo quella strada bianca che unisce quel posto all'altro, resisto, non ho voglia di fermarmi per estrarre l'antipioggia ....tempo perso ..... perderei troppe posizioni.
Tengo duro un po', poi un altro po' ed un altro ancora, poi sono zuppo,  incomincio ad avere freddo perché l'acqua che scende è ormai più forte del mio calore corporeo.
Sbuffo, mi fermo.
Zaino a terra, antipioggia , zaino in spalle e riparto ......... smette di piovere.
- Vaffanculo !!!
Operazione inversa ... 7 , 8 , posizioni perse .@@††@@~~@@@ GRRRR!!! ......

I km e le ore iniziano a passare, mantengo un buon ritmo costante e più performante in salita, questa non è una novità.
Corro, senza ammazzarmi,  al ritmo di 10 km all'ora cosa che mi fa rispettare le stime fatte nel pre gara, raggiungo atleti fino ad arrivare alla la seconda donna (o almeno quella che penso sia la seconda donna)  con la quale condivido ad elastico, le andavo via in salita ....mi riprendeva in discesa, un periodo abbastanza lungo  avvicinandoci alla prima ( ....se lei era la seconda).
L'obiettivo di quel momento è raggiungere lei ed un ragazzo che naviga in una posizione mediana ma qualcosa cambia e pian piano vedo anche la seconda donna scivolarmi via in quel susseguirsi di continui sali e scendi.
Qualcosa incomincia a stridere la in basso, qualcosa si è indurito .....e non facciamo le solite battute  :-) , quell'elastico legato alle zampe è diventato una corda e quando arriva in fondo rilascia una sensazione al momento non definibile dolorosa ma costantemente presente.
E' un rumore sordo che batte continuamente in testa e che mette il corpo sulla difensiva  rallentandomi di quel tanto sufficiente a farmi perdere il contatto con i miei diretti "sfidanti".

Ascolto passo dopo passo l'evolversi della situazione e mentre loro, gli atleti, spariscono velocemente dalla mia vista  la mente lavora per mettere una toppa consistente alla foratura.
Il vicinissimo 40° è troppo imminente,  voglio capire cosa succede la dentro prima di far qualcosa, vedere se riesco in qualche modo a passare oltre e metabolizzare quel fastidio; prendo tempo.
Pochi km, giusto il tempo di assumere un altro rinforzo energetico  che decido per l'assunzione di un antinfiammatorio (Volfast) al passaggio da Montalcino - 52° km ,  per mettere a posto la testa ormai in "balia" di quella sorta di puntura costante.
Il gioco della divisione a blocchi della distanza ,scissa dall'integrazione energetica ha sempre un impatto positivo e mi aiuta a velocizzare il passaggio dei km.
Corro bene, non ho la sensazione di stanchezza ne sulle gambe, ne sul fisico, tantomeno sulla mente, corro ancora tutte le salite accorgendomi, anche a sensazione, di essere performante. Cambiano i miei compagni di avventura, qualcuno arriva dal davanti e qualcuno da dietro,  il gioco è sempre il medesimo scappo e mi riprendono, scappano e li riprendo io nella salita successiva.
Anche i ristori giocano a mio favore, non sosto mai molto, giusto il tempo di farmi  riempire la borraccia nel qual mentre afferro qualcosa di solido e qualche bevanda.
Solo quello del 52° non è particolarmente veloce,  Montalcino, metà gara, dove mi regalo qualche minuto in più.
Zaino sulla sedia, Volfast in polvere (assunto direttamente sotto la lingua) , sostituzione dell'amata maglia Surfing Shop con una termica a mezze maniche (un bell'abbraccio devo dire), coca cola, "rubo" una fetta biscottata con la marmellata e riparto alla volta di un tratto boschivo molto carino e
discesante.
Il passaggio al 50° km  è stato in 5 ore 20 minuti  un tempo considerato dalla matematica buono dalla "percorsistica" un po' meno visto che nella seconda parte ci saranno da affrontare un paio di salite impegnative che sicuramente abbatteranno l'opinione matematica.
Corsa di attesa (mentale) ...20 minuti per l'effetto che in fondo non arriva, la corda tira comunque ed il gioco up &  down con una serie di altri concorrenti continua.
Siamo noi,  ci scambiamo saluti ad ogni sorpasso per riemergerci nella nostra "solitudine" di podisti in viaggio con la propria fatica.
Combatto la tensione pubalgica con dei respiri profondi che riversandosi  fino alla zona bassa tendono a darmi la parvenza di rilassamento o per lo meno a non farla andare oltre, la bellezza della terra toscana continua a venirci incontro lentamente come fosse una pellicola ed il passo, nonostante le ore comincino a far la mucchia sul garmin non tende a calare ..... in salita.
I piedi stanno bene ,  l'unico dolore  è stato nelle dita del piede destro autore, in fase di recupero gamba, di un calcio ad una pietra talmente deciso da scatenare anche le lamentele di quest'ultima.
La scelta della scarpa stradale è stata azzeccata, le mie Zoot Solana 2 sono egregie nel loro lavoro, comode, protettive e sicure nell'impatto,  unico difetto, come qualunque scarpa in quelle condizioni, il non riuscir a lasciar l'argilla a terra.
60 ....70 .... 80 km   ed inizia il mille D+ da portare a casa  .......  "dai che è finita,  dopo ci sono 10 km di discesa  :-( :-(  poi risali a Castiglione d 'Orcia e il gioco è fatto" .
Il tempo passa ...è passato, me se ne accolla addosso un altro strato bello spesso nel corso di  quella salita quasi interminabile e complice nel mio gioco di acquisire un vantaggio consistente sui diretti avversari; riempio, bevo, ingurgito qualcosa e velocemente riparto per gli ultimi due chilometri e mezzo di salita che completeranno il mio attacco presentandomi la lunga discesa.
Un occhio all'orologio per la conferma di un timing finale considerevolmente più alto rispetto alle stime con una nuova previsione assolutamente da mantenere ...... Non sopra alle 13 ore Pelò ..... non si può !!!
Succede presto, prima di quando pensassi, probabilmente la conformazione del percorso, quei dieci chilometri prettamente scendenti ....  il serio rischio di veder sfumare il lavoro fatto in salita, la paura che i 3 chilometri finali in salita risultino insufficienti per raggiungere chi mi avrebbe sorpassato nel corso della discesa ..... sta di fatto che sale la carogna agonistica dal sapore secco, deciso, possente,  più forte della sofferenza e capace di chiudere il paraocchi perché in quelle ore rimaste c'è un binario preciso da percorrere dal quale non dovevo uscire neanche un attimo.
E' un sapore che si autoalimenta prende forza dalle sensazioni che attraversano il mio essere; combattivo , sorridente e non disposto a cedere, a distrarsi.
E' una fatica mentale grande, imporre il passo più lungo alla gamba nonostante la corda sia al limite e tiri, mantenere sempre una respirazione  profonda ed anche eccessiva per i reali ritmi del cuore.
I km iniziano a calare.
Passano i 90 km ....ultimo Enervitene ....è finita;  L'ultimo ristoro (95°km)  mi vede scivolare via senza sprecare tempo.
5 alla fine della discesa, in realtà 6 e spicci visto l'errore iniziale, l'odore si avvicina ...ragiono, faccio un piccolo esamino,  ho corso bene, ne sono convinto e me lo dicono le sensazioni.
C'è un minimo di dispiacere ...non tanto per la previsione non raggiunta ma per quell'inghippo pubalgico che fa si che .....  ma è la mia realtà attuale ed allora c'è tanta soddisfazione nella capacità di reagire, soffrire, metabolizzare, convivere con la situazione per raggiungere l'emozione di essere "....io" anche nel caso non sia la cosa più salutare per me.
Istinto, essere, ..... parte di vita
Non esco dai binari  spingendo per quanto posso lungo gli ultimi chilometri della lunga discesa,  lo passo, .......deve essere il primo caso :-) , lo stacco  e via ancora con quel passo, sinceramente lento, ma che mi permette di difendere il vantaggio preso.
Serve solo un altro po' di pazienza e la strada cambierà inclinazione, Castiglione D' Orcia è li sopra svettante e sorridente nonostante la pioggia che cade quasi in maniera gradevole mescolandosi col mio sudore.
Giriamo attorno al paese, al solito ....perchè salirci direttamente ? ...... la strada si inclina leggermente,
non sono rientrati , sorrido ....non molto però perché arriva lui, l'unico  passato in discesa.
Ci sorridiamo da avversari,  non penso neanche un secondo alla condivisione di un arrivo, al non tentare di impormi.
Poche centinaia di metri, .... la strada impenna.
Lo faccio anch'io, forzo decisamente lasciandolo sul posto.
Spingo deciso, non controllo, saranno le
orecchie a comunicarmi un suo eventuale arrivo; la pioggia continua a picchiettarmi addosso mentre  comincio a sorridere a Pelò che così semplicemente è in grado di regalarmi emozioni , di piacermi, in questo suo lottare fino alla fine preferendo una "sconfitta" piuttosto che la ricerca di un accordo per un arrivo insieme.
Il cimitero mi guarda, .... è fatta !!!
E' un regalo che festeggio a mani alzate passando sotto l'arco arancione, con le orecchie dalle grida degli amici e gli applausi della gente.
Mi emoziono, stanco ...non distrutto, sorridente e felice di essere così.

Tuscany Crossing ...... con l'onore di Pelò #domaniarrivasempre





Boschi, campi, natura, piccole cascate, acque calde e fumanti nel grigio di una giornata quasi autunnale, lunghi viali accompagnati da cipressi, passaggi in paesini dai quali trapela la storia e dentro i quali l'immaginazione può volare ai tempi passati, risulteranno compagni di una bellissima corsa/viaggio organizzata alla perfezione.  #Tuscany Crossing

 #enervit #zoot #justpilatesstudio ...ma quanti grazie 

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio






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