domenica 22 maggio 2016

Lo aveva detto. #ecomaratonadelsale

Il momento in cui capisci di avercela fatta

Forse è quello l'attimo più saporito della competizione, ....forse,
.... forse è solo il momento in cui parte tutta la preparazione porterà l'atleta al culmine del piacere nel raggiungere l'obiettivo.
Non so sinceramente ...... è comunque fantastico, sublime, arriva  come la saetta di un fulmine cambiando in un microfrangente tutto ciò che ti sta vorticosamente girando dentro.
E' l'insinuazione della sicurezza estrema al comando, il momento in cui sai,  in cui godi di ciò che hai creato passo dopo passo.

Quasi 6 km all'arrivo dell' #Ecomaratonadelsale
si è presentato aprendo il sorriso nel viso di un ancora agile Pelò intento a percorrere il viale dei cacciatori della pineta di Milano Marittima.
Sicuro, concentrato, immerso in me stesso ascoltando in toto le sensazioni di quella corsa che scendeva verso l'arrivo.
Nessun occhio attento al crono complessivo, nessuna focalizzazione precisa sul parziale chilometrico, solo un occhio per sapere, per conoscere raffrontando il tempo del chilometro con le sensazioni profonde di quella corsa  lunga uguale ma profondamente diversa.
L'arma vincente, impostata e voluta da una mente forte capace di sopperire alla mancanza di una preparazione specifica sulla distanza.

Così, forte di un buon fondo (maturato nel corso di competizioni di questo 2016) meno forte di certezze sulla distanza regina Domenica 15 maggio 2016 ero in prima fila della neonata #Ecomaratonadelsale di Cervia gara sulla distanza classica da percorrersi per oltre il 90% nel mezzo della splendida natura offerta dalla mia città e circondario (Saline, Pineta, Argini).

Ci tenevo ad esserci
Ci tenevo a ben figurare ...... a correre bene.

Correre bene,
diverso dal dare tutto, cosa di cui ero certo,
correre bene ....impostare il ritmo giusto in modo da ottenere il massimo arrivando ancora in grado di spingere aggredendo la competizione senza mai  subirla.

E' diverso,
diversa la sensazione di potenza che trasmette,
diverso il sorriso che nasce
diversa la traccia che lascia

Emozionato, teso, sicuro di spremermi a fondo e  pronto al via in quella tranquilla prima fila dopo aver salutato Lisamylove e i ragazzi di Domani Arriva Sempre presenti nelle varie distanze.
Scelta pedestre caduta sulle  #Zoot Kiawe 2.0 molto più leggere delle #Zoot Solana 2 (sulle quali avevo messo il primo pensiero) ma forti nel convincermi di ben figurare anche su un terreno accidentato e certe di assicurarmi la sensazione del terreno che tanto mi piace.

4 Gel enervitene Enervit nella tasca del body Domani Arriva Sempre , Pre Sport Enervit  assunto 45 minuti prima e  reagisco allo sparo, leggermente ritardato per colpa del passaggio a livello chiuso, come una molla lasciandomi, al solito, il primo km libero ed il secondo per rientrare nei ranghi stando molto attento a non farmi trascinare dai mezzi maratoneti che, giustamente, impongono un ritmo più veloce.
Sto lì, osservo cerco di carpire i colori dei pettorali di tutti  i concorrenti nei paraggi per poter aver  in testa una classifica "più o meno" alimentando e lasciandomi alimentare dall'agonismo fino al confine con la mente.
Un confine forte, ben addestrato, che non cede alle tentazione del cambio di ritmo;
"mantenere, attendere", questi sono gli ordini, ascoltare le sensazioni della corsa.
Non rintuzzo sorpassi di atleti, non mi spremo per abbassare quel ritmo superiore al 4'15/4'20" da me citato nelle previsioni,  il terreno detta condizioni diverse, il crono non fa testo è il feeling con la corsa a comunicare il ritmo giusto attraverso l'agilità, la leggerezza dei passi, il respiro tranquillo.
La gara è lunga, il fondo presenterà il conto, ...... lo so per certo.

Corro da solo nella realtà di un gruppetto che viaggia al mio stesso ritmo,
dai  respiri, dalle parole, percepisco la loro condizione, stanchezza, che mi lanciano input di tranquillità sotto al profilo agonistico.
Due dei tre atleti  perdono il contatto sull'argine prima di arrivare al ponte tra Lido di Savio e Lido di Classe, l'uomo di San Marino (molto gentile nel rallentare e preoccuparsi nell'istante di una mia caduta),  perderà il contatto qualche chilometro dopo , passata la metà gara...... a discesa, mentale, iniziata.


Corro ancora bene, sciolto, leggero e padrone del respiro.
Lui, San Marino,  si stacca mentre la percezione che chi è davanti sia leggermente più vicino comincia a farsi largo alimentando l'adrenalina.
Non ho ben chiara la mia posizione, a mente, a occhio, a pensiero mi posiziono attorno alla 5° che in realtà si rivelerà non vera ed ottimista.
E' il momento di "attaccare", di non attendere, di cominciare a raccogliere i frutti dell'attenzione imposta al ritmo iniziale.
Non necessariamente è un cambio di passo, l'importante è mantenne, controllare il calo fisico mantenendolo comunque brioso ed in spinta.  ....mai subire..... in modo da cominciare a vedere chi  davanti ha fatto i conti sbagliati.
Si apre il mirino, le pile mentali si caricano ed inizia la caccia.
La distanza dal traguardo è già considerevolmente calata trasportando il mio pensiero sull' "ormai  manca la distanza di un allenamento" , il difficile e stretto argine è ormai solo un ricordo e la gamba gira tranquilla lasciando parzialmente libera la mente dall'appoggio del piede.



La pineta di classe, un piccolo tratto di spiaggia pesante , un altro concorrente passato e un prossimo proprio lì davanti ....nel mirino.
Raggiunto e sorpassato prima del ponte sul Savio.

Secondo i miei conti della serva dovrei viaggiare intorno alla posizione numero due,  sorrido presumendo un errore ma sorrido comunque per ciò che sto conducendo decisamente in porto.

"Dicevamo che non arrivavi più"  mi dicono al ristoro del ponte,  ...... non replico bevendo alla svelta un bicchiere d'acqua per ripartire e completare l'attacco.
"...... al primo passaggio era 4°"    sento arrivarmi flebilmente nelle orecchie.
Mente al lavoro "subitaneamente" ...... se al primo passaggio ero 4° ora dovrei 1°  ma se "dicevamo che non arrivavi più" vuol dire che sono più indietro di prima  ....mumble mumble mumble.
Stacco anche  i dubbi rimettendomi dentro all'azione portata avanti per raggiungere l'avversario appena attaccato e staccato.
Il campo del contadino, il viale dello Stork ....ormai è fatta Pelò,  l'ingresso in pineta sancirà il via del rush finse con il viale dei cacciatori , lo stazzone e il G Di Vittorio.
Il ritmo c'è ancora, un po' appannato ma ancora fervido ed in grado di aggredire la "strada", ho la visuale libera, nessuno all'orizzonte neanche a lunga distanza.
Opto per non rischiare un rischioso cambio passo che potrebbe portarmi si a raggiungere ...chissà mai  vista la distanza ...... un altro atleta ma anche pormi al rischio di esplodere lasciandomi negli ultimi km in balia di una crisi capace di rovinare tutto.
Mantengo deciso, forse qualche secondino riesco a toglierlo ..... non lo so (considerando anche la variabilità del terreno sono considerazioni difficili da fare)  ma ho deciso che quella è la via giusta certo di portare quel ritmo in fondo nonostante la fatica inizi a farsi sentire a voce alta.

Poi, d'improvviso, c'è il regalo finale, mi spiace perché  è vittima di forti crampi che lo costringono a fermarsi.
In un flash è dietro, in un altro flash mi annunciano la terza posizione .....il podio .....
Sorrido controllando la situazione prima dell'arrivo del "momento".
La mente chiude gli spazi, non esiste più una possibilità che qualcosa possa andare storto, c'è solo il passo ancora in spinta , la distanza che diminuisce ed un traguardo capace siglare una gioia personale più possente ed importante di quanto, anche conoscendomi, si possa immaginare.
Il piacere della preparazione al piacere finale è dolce, possente ed importante.
Gli ultimi passi dentro alla suggestiva natura che ha accompagnato i podisti di tutte le distanze prima di quel paio, forse meno, di km che mi accompagnano nelle lunga passarella finale.
Sono al corrente del timing finale, il muro delle tre ore è abbattibile, non ci faccio caso, non è importante, mi lascio scivolare verso il traguardo parlando con me stesso,  intruffolandomi dentro questa mia vita densa di fatti.

La amo, per quanto tante cose non siano andate nella maniera giusta, la amo con tutte le mie forze comprese quelle in grado di accompagnarmi al raggiungimento di regali così emozionalmente intensi come questo.


Pelò ha vinto ....... lo aveva detto











Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo Di Giorgio










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