martedì 27 settembre 2016

Aquatic Runner 2016 - La sete non è ancora pacata

Ancora non ho smesso di dissetarmi di attingere dal suo fascino le piacevoli emozioni nel transitare, solo con l'ausilio delle mie forze e non arrecando danni all'ambiente circostante, in mezzo a quel paradiso naturale.
E' un passaggio veloce, fugace ...un onore
un regalo capace di fonderti con una natura protetta e vietata all'uomo alla conquista di un viaggio personale capace di dar luce, a chi riesce ad osservarlo con profondità, all'essenza dell'uomo.

Aquatic Runner..... il terzo anno
Il terzo piccolo grande viaggio attraverso la laguna di Grado, in grado( :-)) di non stancarti, di richiamarti per riassaporare l'emozione della natura sapientemente miscelata con uno splendido e sano agonismo.
La bellezza di un viaggio, tracciato con il pennello della fatica; partenza ed arrivo in località diverse ...una linea emozionale che attraversa parte della nostra geografia.
E' il viaggio, capace di inebriare e  dipingere un sorriso talmente forte ed intenso da non sparire neanche di fronte alla fatica più immane.

Oltre 200 le "transumanze" felici e fiere   per una gara che già è diventata simbolo entrando nei sogni degli atleti premiando l'ideatore e amico, Matteo Benedetti  uomo dallo spirito gioviale libero e selvatico.
La terza volta di Aquatic Runner , la terza volta di Pelò.



Arriviamo (io e Lisa) in orario, pochi minuti prima,  nell'in fondo semplice location di Grado.
Giriamo ritrovandoci, una volta ancora, in grado di camminarla per non so quanti km in preda ad un non orientamento alquanto strano prima che l'occhio di lince di Lisa metta fine all' innervosente e sterile peregrinare alla ricerca di eventuali conferme a supposizioni basate su ricordi.

Un paio di vessilli Rosa Aquatic Runner sulla terrazza di un palazzo con schiena  al mare e fronte ai giardini pubblici principali scoprono zona di partenza 2015 e la sede del quartier generale.
Consegna pacchi gara e brieffing dalle ore 20,30 ...siamo in anticipo :-)
Recuperiamo, quindi, l'auto spostandoci all'Hotel Merano prenotato qualche giorno prima tramite web dopo un attenta ricerca che ci garantisse una particolare vicinanza in modo da permetterci il giaciglio fino all'ultimo minuto.
Tutto perfetto, 900 metri dal quartier generale in auto,  solo 500 facendoli a piedi.
Ottimo risulta anche il complesso alberghiero , pulito, comodo e condotto dalla simpaticissima Annalisa  predisposta nei rapporti interpersonali e dotata di gentilezza estrema.

Ritiro pacchi gara, prenotazione autobus per il ritorno , brieffing e cerimonie di saluti (effettuate nei tempi previsti)  lasciano spazio ad una cena a base di ottimo pescato e derivati nel ristorante Bistrot a due passi dall'Hotel Merano.
Tutto in un fazzoletto di poche centinaia di metri come mai era capitato.
Il click di fine giornata è poco dopo la mezzanotte,  spazio al riposo che , fatta eccezione per qualche poco simpatico diverbio con una zanzare locali,  è dotato anche di sonno e tranquillità .... stranezze molto rare.

Programma per l'indomani .... in realtà l'oggi vista l'ora già oltre le 00:

Ore  5,45 Apertura del deposito bag (poi trasferite a Lignano dall'organizzazione)
Ore 6,15 Chiusura deposito bag
Ore 7,00 Partenza dopo la regolamentare spunta e l'ormai rituale ruggito "Sveglia Grado" guidato dall'eccezionale speaker Gilberto Zorat .


Ore 5,00: la sveglia chiama per la prima volta.
Ore 5,10 secondo richiamo accolto da Pelò con un balzo repentino che "lo scende dal letto" mentre Lisa si conferma un attimo più lenta nel mettere in moto la macchina umana.

Colazione in camera  ... che lusso ...... composta dal cestino gentilmente pre confezionato dalla signora Annalisa  più altre parti acquistate nel vicino ristorante "pesciato" della sera prima.
Tutto fila liscio, i pezzi per la competizione ci sono tutti e niente viene dimenticato (anche questa è una cosa rara) nella stanza.
Per questioni vitali e di rispetto all'Hotel Merano ogni tipo di scarpa viene lasciato all'interno della Renault Clio edizione limitata Graziella  parcheggiata nel parcheggio della struttura alberghiera dalla quale vengono prelevate la mattina stessa e soffocate con l'inserimento dei piedi per affrontare il trasferimento (500 mt) verso il quartier generale Aquatic Runner.
La Clio Graziella verrà premiata dalla motorizzazione civile come auto più resistente agli attacchi a base ai agenti chimici dannosi per la natura , l'uomo ed il mondo animale/vegetale.

Zoot Ultra Tempo 6.0 per Lisa,  Zoot Kiawe dalla suola più morbido e, a parer suo, più performanti su di un percorso piano e sabbioso dell'Aquatic Runner per un Pelò marchiato a freddo da un pregiato numero 6 derivante dall'appena nato punteggio di Rank di specialità tenente conto delle prestazioni ottenute negli Swim Run 2016 + Aquatic Runner 2015/2014 + la raccolta bollini della Conad x numero fisso 3,14 a casa di Eto Fornasari quando la luna è in venere.

5 minuti di orologio ed un già popolato quartier generale ci accoglie con un parterre di visi capaci di comunicare lo stato d'animo di ognuno di noi miscelato o parzialmente nascosto da un sorriso che vale come unico comune denominatore per tutti.
I preparativi da fare non sono molti, basta svestire le vesti adibite al post gara ed indossate per mantenersi caldi, indossare il bombolino (pullboy) in vita , occhialini cuffia,  inserire i gel  Enervit One Hand  che ci si può dichiarare pronti salutando con un immaginario fazzoletto la propria bag.

- ci vediamo a Lignano ....fa la brava !!!
- anche tu caro ..... dai il massimo 

Il clima gara fa capolino nell'imminente orizzonte, pronto ad essere indossato come il vestito più comodo e bello che possediamo,  giusto il tempo di un po' di riscaldamento nelle strade locali e successivamente al coperto del teatro/tendone di Grado.
Movimenti alternati a simpatiche parole tra atleti,  chi più professionalmente di più alla carlona (come diciamo in romagna) fino a chi invece alterna le chiacchere ad altre chiacchere o a chi si isola in silenzio alla ricerca di una concentrazione o vittima di una tensione ad alto voltaggio.
Ad ognuno la sua,  io mi concedo un km con due piccoli allunghi nel viale centrale con l'aggiunta di trotterellate all'interno del recinto atleti.
Il clima è buono, l'aria ancora umida ma d'altronde il sole ancora è sotto le coltri.
Mi sento bene, perfettamente a mio agio, la piacevole tensione della gara mi avvolge mentre faccio tutti i miei viaggi pindarici osservando gli atleti sconosciuti cercando nella tecnicità del loro abbigliamento swimrun il supposto livello di preparazione.
Guardo alla posizione, inutile nasconderlo, ci tengo a portare casa un bel risultato, fa parte del mio essere agonista e, in particolari modo,  ci tengo a raggiungerlo ad Aquatic Runner
E' il mio gioco, il mio essere, la mia sportività ,  quella che comunque vada sarà sempre pronta ad ammettere la superiorità degli avversari e trarre godimento dal massimo impegno che ho lasciato nel campo.

La voce di Gilberto Zorat rompe il silenzio della Grado dormiente passando di fatto sopra al brusio degli oltre 200 atleti.
Uno per uno
tutti chiamati per numero, nome e cognome,  presentati al pubblico mattiniero tutti con la stessa enfasi , con la stessa importanza.
Il recinto si riempie, siamo tutti lì, spalla contro spalla mantenendo però lo spazio vitale
Cristiano Marchese, Rainer Andergassen, Cominetti Nicola, a fianco dei  fenomeni sportivi come Cauz Francesco e Girasole Federico, conditi da anti altri amici e futuri amici di spessore tecnico più o meno importante ma dallo stesso livello in fatto di passione.
C'è anche Illo

Ho giusto il tempo per abbandonare, momentaneamente, la prima fila per un dolce saluto a Lisa che il rituale  "sveglia Grado" ruggito da Gilbero Zorat fa crescere la tensione caricandoci come delle molle.
Qualche minuto di attesa e arriva l'ok della Capitaneria di Porto che si traduce, per noi atleti, al via ufficiale.

E' una schioppettata, come aprire la scatola al pupazzo a molla compresso e nascosto dentro, si parte forte, le gambe frullano come delle trottole cercando di macinare nel minor tempo possibile i 2.300 metri che ci distanziano dal mare.
La spingo al massimo cercando di portarmi il più avanti possibile in vista della prima frazione di nuoto (1.100) che sicuramente non saranno dalla mia parte.
Escono fuori due km fotocopiati col secondo in crescita rispetto al primo (il passaggio in spiaggia è sicuramente più pesante) che mi permette di scavalcare alcuni atleti entrando in acqua in contemporanea col terzo in classifica.
La temperatura dell'acqua è gradevole, non c'è nessun impatto di temperatura, probabilmente ciò sarebbe successo anche in condizioni di acqua più fredda vista l'adrenalina che mi scorreva in corpo in quel momento.
Cuffia e occhialini già in testa, la leggera velatura formata dalle nubi aveva permesso e permetterà di correre sempre con la cuffia senza cuocersi la testa.
Mi tuffo presto, appena l'acqua sorpassa le ginocchia, iniziando la mia azione natatoria che deve essere il più lunga possibile (come gesto atletico) , decisa e incisiva senza portarmi alla carenza di fiato.
Deve rimanere ben chiara e piacevole la percezione dell'acqua, il piacere di essa che mi avvolge, permettendo al mio corpo di recuperare più di ciò che sta spendendo.
Le boe Head sono ben chiare e visibili,  le punto dirette senza preoccuparmi delle traiettorie dei miei avversari che pian piano cominciano a passarmi davanti senza destarmi più di tanta preoccupazione viste le successive frazioni podistiche.
A dire il vero mi accorgo che quest'anno sono molti meno i nuotatori che mi sfilano e questo mi conforta oltre che a suggerirmi che forse, natatoriamente parlando, sono in condizioni migliori ....saranno stati i 12 km del lago maggiore con palette ......
La marea eccezionalmente bassa, lo aveva detto Matteo (brieffing),  gioca a favore dei non nuotatori :-) in questo primo tratto creando una zona terra emersa nel transito verso l'isola con , ad ulteriore segno che la giornata piegava dal verso giusto, un errore di percorso dei battistrada rimescolava le carte portandomi in quel che era il momentaneo podio .
Raggiunta l'isola partono i 3 km abbondanti di corsa sulla battigia selvatica e spettacolare. Ad animarla solo le lievi ed educate onde del mare ed i rami/residui naturali depositati su di essa dal mare stesso o dal vento.
Il rumore ovattato dei nostri passi ed il nostro respiro  sono la colonna sonora  seminata nell'aria da una leggera e piacevole brezza.
E' un bel passo quello che riassesto dopo qualche centinaia di metri, leggero , possente e livellato al mio avversario,  la panoramica può far pensare alla testa della corsa, la vista dei miei occhi racconta del passaggio già avvenuto di Francesco Cauz , ne sono testimoni le fresche e costanti orme sulla battigia.
E' questione di tempo, ne sono cosciente, il rientro di alcuni concorrenti quotati è solo una questione di tempo ma intanto mi godo quel frangente di spettacolo agonistico che mi vede protagonista nei primi tratti di Aquatic Runner dove le frazioni a nuoto sono corte e costellate da tratti di acqua bassa che non permette di esprimere il potenziale natatorio agli atleti che fanno la differenza a furia di bracciate.
Arrivano Cristiano, Nicola, Federico, coi quali si innesca una "battaglia" amichevole e molto rispettosa fatta ad elastico, nei piccoli tratti di nuoto perdo terreno che recupero poi nei tratti di corsa più lunghi fatta eccezione per Marino (Andrea) con il quale il gioco si inverte.
Respiro le isole, la natura, una condizione fisica fantastica che non sente traccia della stanchezza provata in settimana a posteriori della prova Swim Run del lago Maggiore ....la forza dell'adrenalina agonistica ha sempre un impatto sorprendente.
Dentro e fuori dall'acqua in un susseguirsi di sensazioni fisiche/mentali  a giri sempre alti, come avere un cambio automatico a doppia frizione.
Arriviamo al primo pennello ( scogliera lunga e stretta che da riva si getta per non so quanti metri nel mare) siamo tutti in un fazzoletto.
Lo affronto cauto tra acqua che mi gira negli occhi e lenti a contatto che fanno più o meno lo stesso al contrario dei miei rivali che sono un po' più aggressivi creando un piccolo divario che diventerà ampioso (dopo petaloso ci sta) alla fine del tratto natatorio.
Cautelaggine non premiata fra l'altro neanche dalla fauna marina che mi assesta una medusata nel braccio proprio quando appoggio i piedi nello scoglio immerso.
La sensazione è quella di aver strisciato l'avambraccio sulla roccia viva e frastagliata.
C'è una medusa della razza coniglio ( giusto per far capire la dimensione) che sorride ed un braccio rosso e bruciante che così rimarrà fino a sera inoltrata.
Si nuota, tutto fino all'altro pennello, i nuotatori cominciano a dettare legge infliggendomi distacchi notevoli.
Se ne va Girasole , Cominetti, Marchese ....Cauz se n'era già andato prima di entrare in acqua nella prima frazione swim , sparisce dalla vista anche il secondo in classifica e sopraggiungono anche altri atleti che mi sfilano.
Rimango 9°/10°  ..... in lotta con Marino che da un po' gareggia  col body chiuso (dietro) dopo la mia segnalazione di qualche tratto prima.
Uscita dall'acqua, 2° pennello, un paio di crampi ben assestati (coscia e polpacci) mi ricordano che Aquatic Runner è una corsa altamente dispersiva in fatto di energie, sali, idratazione, dire fare baciare lettere testamento.
Entra in corpo il secondo Gel One Hand Enervit  seguito da una reidratazione a base d'acqua fornita dal ristoro sempre presente all'uscita di ogni frazione natatoria.


Frazione lunga di corsa (5 km) corsa nella splendida battigia lontano dall'uomo, a pelo con l'acqua che di tanto in tanto m'invade il passo (deciso e sicuro) donandomi un gradito rinfresco.
#ZootKiawe ....scelta azzeccatissima  leggerezza, sensibilità, reattività e pronte a svuotarsi immediatamente di tutta l'acqua in eccesso grazie alla suola traforata, non si molla, si spinge a fondo perché lo SwimRun, sopratutto quando si affrontano distanze più impegnative, è sempre aperto a qualsiasi ribaltamento inatteso.
4,06 ...4,10 rimango costante, esclusa la prima frazione 3.41 (...minchia Pelò :-) ) , girano bene, il respiro è importante, spinto in alto ma non all'eccesso ...c'è ancora strada da fare, agonismo da dipingere sul campo gara.
A sinistra Lignano Sabbiadoro, la terrazza sul mare è ben visibile, sembra quasi che l'arrivo sia a portata di mano quando invece so benissimo che c'è un giro vizioso ancora da percorrere.

800 di nuoto, un tratto breve breve di corsa, i temibili 1.400 di nuoto, i nuovi 3.800 metri di corsa (punto su cui mentalmente conto da inizio gara) altri 800 metri di nuoto (temuti) e la volata di 500 metri che porterà sotto l'arco finale ...ma la terrazza è li, a vista e questo mi dice che siamo un pezzo avanti.

Acqua.
Caparbio concentrato  e spinto, è ora di mettere qualcosa in più anche nelle mie bracciate,  a sx della boa in questo tratto per un attraversamento che forse riduce in danni nei confronti di atleti davanti ma mi mette in piedi con Andrea De Rosa alle calcagna  ....straminchia :-)
Poche centinaia di metri  di sabbia ed entriamo in acqua insieme alla volta dei 1.400 metri che mi salutano con un bel crampo al quadricipite sx.

Hai mai provato a combattere un crampo imposizione orizzontale in acqua ?
Trascino letteralmente le gambe  cercando di scioglierle mentalmente, rilassarle col respiro profondo .
Rimane lì, nell'anticamera della morso, fino oltre la prima boa mentre Andrea se ne va decisamente forte di uno stile natatorio più performante seguito nel tempo da Marino .....ma non nuotavo più forte io ?   e poco dopo da Rainer Andergassen  (compagno di squadra - DAS der Gassen - nella futura 1000 Laghi - SwimRun) .
Sono dodicesimo  ..... mumble mumble mumble ...... a parte il fatto che sto dando veramente il massimo e che  sarò soddisfatto in caso di arrivo con questa classifica, sviluppo un po' di "gnegna" dentro  pensando di dover/voler stare nella prima decade.
Punti a mio favore i 3.800 metri di spiaggia, sfavore gli 800 metri di acqua finali; non c'è che dire, la frazione di corsa successiva deve essere fatta a regola d'arte e spinta al massimo in modo da recuperare acquisendo un vantaggio consistente per la difesa successiva.
Scatta la super carogna agonistica, esco dall'acqua con un buon distacco dai due che sono però visibilmente nel mirino.
Stringo i paraocchi lasciando qualche centinaia di metri alle gambe per ritrovare il passo che si allunga tornando leggero, veloce, sicuro,   .....sono io, un piacere immenso vivere quella corsa,  dotato di voce alta avverto e scanso turisti menefreghisti che passeggiano in battigia facendo attenzione a non investire i bambini .
La sensazione visiva di recuperare si fa netta e questo dona un incisività ancora maggiore alla spinta, passo prima Rainer poi Andrea De Rosa (verso la fine della frazione) inquadrando anche Andrea Marino.
Tavolo del ristoro immediatamente prima dell'ultima entrata in acqua, bevo velocemente lasciando cadere il bicchiere a terra vicino al tavolo convinto che, com'era capitato negli altri pit stop i responsabili al ristoro raccogliessero ( la raccomandazione era di non portarsi dietro i bicchieri o qualora fosse stato di nasconderli nel nodi in attesa di un passaggio ai ristori) ...... fuggo veloce verso l'acqua ma
- hai buttato il bicchiere a terra ....torna indietro
- cazzo !!!
Tento un
- mah .....
- torna indietro e mettilo dentro al sacco

Con la pressione sul collo eseguo tornando indietro con gli occhi puntati sui due avversari che stanno arrivando.

- Il massimo Andrea !!!
è questo quello che mi chiedo in quel frangente, quello di spingere oltre , di tirare fuori il conigio dal cilindro della cuffia Viola Head - Aquatic Runner.

Lo faccio , entro in acqua deciso, mi getto e spingo con tutto alla ricerca di una nuotata lunga, fluida e sopratutto proficua.
Cadenza bracciate /respiro  perfetta , ogni tanto provo ad inserire anche un po' di gambe anche se, obiettivamente, dopo un po' me le dimentico.
Punto la boa, la passo, continuo senza effettuare variazioni, senza controllare, spingo e basta !!!
Un altro paio di minuti volano via,  non sento pressioni, non ho scorci visivi ne da un lato ne dall'altro quando ormai dovrei essere a metà frazione.
Decido di controllare,  vedo distante la bracciata di Andrea ........ non mi prende più,  Pelò sorride godendo e gongolando della potenza dell'adrenalina, continuando in quel ritmo che in fondo riesce a tenere senza particolari problemi.
Raggiungo Marino, lo passo .... sono tornato 9 ° prima degli ultimi 500 metri run, la soddisfazione entra in me e forse mi toglie quell'attimo di lucidità che mi sarebbe stata utile per vedere l'arco di uscita prima del pontile.
Cerco di andar dopo ....... la bagnina di salvataggio mi urla che sto sbagliando, .... ci penso e le chiedo anche se è sicura .
- Non vedi l'arco ????
- Cazzo Cazzo Cazzo che pollo.
Rientro in traettoria ripassando il pontile raggiungendo la riva.
Quando mi alzo in piedi lo speakerissimo annuncia che siamo in tre a giocarcela negli ultimi 500 metri ......
- Di Giorgio , Marino e Andergassen (rimontante su De Rosa)

Mai una volta che si possa fare un arrivo tranquillo  -:)

E' l'ultima botta di adrenalina, i primi passi sulla sabbia sono piantati, Marino mi si piazza davanti e la mia reazione non riesce a riportarmi al suo fianco mentre riesco a rimanere davanti (una volta tanto) a Rainer.
Sono gli ultimi due minuti col fiato in gola che ci accompagnano al tappeto blu annunciati ed osannati da Gilberto Zorat.
Impossibile raggiungere il mio omonimo, sorrido, ringrazio in alto, respiro il mio sorriso, la mia soddisfazione ed alzando le mani attraverso la linea di finisher.
Abbraccio, mi complimento e ringrazio Marino per la bellissima lotta che ha caratterizzato questo Aquatic Runner poi abbraccio Matteo Benedetti per quel che ha creato, per la considerazione che ha in me, per quello spirito sportivo/goliardico/avventuroso contraddistinto da una leggerezza di vita che farebbe un gran bene a molti altri.

Pelò c'è e sorride ancora alla quasi fine di questo fantastico (diverso) anno sportivo/agonistico.
Ristoro relax e una grande gioia che annienta il bruciore da medusa, da abrasioni del chip in caviglia in attesa dell'arrivo di Lisa che avviene nel migliore dei modi accompagnato da uno splendido sorriso insieme alla nuova amica Laura giunta dalla Scozia.

Chiedo e ottengo di poterle metterle al collo la medaglia di Finisher  accogliendola con un sorridente abbraccio e bacio pieno d'amore.

E' il tempo del relax nella splendida location di Lignano Sabbiadoro,  ristoro in abbondanza con la presenza gradita persino dei gelati, doccia, pasta party una sana e fresca birra in attesa delle premiazioni ufficiali dopo l'arrivo dell'ultimo concorrente accolto con la stessa enfasi del primo dagli applausi e la carica esplosiva di Gilberto.

C'è un premio finale,  un gran bel premio
un ulteriore sferzata di gioia, un ulteriore sorriso rilasciato nell'aria dal gradino più alto del podio dopo un sincero abbraccio con Matteo Benedetti, prima di un grande bacio con Lisa





La sete non è ancora pacata
Aquatic Runner 2017 ....facciamo andata e ritorno ?


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio






























1 commento:

  1. GRAZIE PELO SEMPRE EMOZIONANTI I TUOI RACCONTI, CHE MI FANNO VIVERE LA GARA COME SE LA FACESSI, CHE MI DANNO LA FORZA DI PROSEGUIRE IN QUESTA FATICOSISSIMA AVVENTURA A PRESTO. CON AFFETTO MATTEO BENEDETTI

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