domenica 12 marzo 2017

Qualcosa in più #terredisienaultramarathon

"Qualcosa in più" 

L'antefatto c'è e mi fa sorridere poiché  all'inizio di una stagione, che definisco ancora un cantiere aperto,  una delle poche cose certe era il primo gradino.

Maratona della Sabbia, San Benedetto del Tronto,  in programma, solo nella mia testa il 26 febbraio 2017, nella realtà di tutto il resto del mondo il 12 febbraio.

Proprio una settimana prima di quando mi esibivo trotterellando nei parchi di Bucarest  con l'intento di mettere in cascina qualche km in più rispetto a quelli degli ultimi tempi .
Niente di così eclatante  se non il correre per tre giorni di fila combattendo i postumi di dolori poco simpatici.

E' un messaggio di Oliver che mi mette la pulce nell'orecchio ed il web che, in quel pomeriggio sera, mi da la conferma raccontandomi la gara esibendone le classifiche.
Eppure ero certo di aver letto quel 26, più di una volta, tant'è che , prima di Romaniizzarmi,  avevo fissato le iscrizioni per il lunedì  successivo.
Premio Patacca acquisito !!!

La corsa sostitutiva per l'esordio stagionale (va comunque effettuato) si delinea ben presto nella figura delle "Terre di Siena Ultramarathon" , 50 km  con fondo chiaramente diverso, più solido ma raramente senza pendenze.
Nonostante una serie di dubbi che si accalcano nella mente Le Terre di Siena creano subito una breccia nel mio essere trasmettendo aria di libertà, bellezza ed emozoni.
Hanno il viaggio dentro,  forse per la caratteristica di essere una competizione in linea, forse per i tratti della via Francigena che si correranno attraversando una zona d'Italia veramente molto bella.

Anche a Lisa piace così decidiamo per confermarla.
Lo faccio oggi, no domani , no doman l'altro ....certo che c'è scritto entro il 24,  ...... beh allora domani quando arrivo in studio, il 24,  lo faccio subito.
Sono di parola,  prima però prenoto l'albergo ....nel caso non ci fosse disponibilità.
Booking.com ....trovo l'occasione giusta, la fermo, la posso disdire 24 ore prima dell'arrivo senza pagare penali ... è scritto in grassetto ed in rosso.
Segnalo il nostro arrivo alle ore 19,00  così ho 5,6 ore di tempo per disdire   .... sai mai ..... !!!

Entro sul sito per l'iscrizione ..... è chiusa, chiudeva il 24 ...si ma alle 12,00.
Cazzo cazzo cazzo .
Nessun recapito da chiamare se non quello dell'azienda che gestisce le iscrizioni che però risulta aperta fino al giovedì ....ieri.
"Deve rivolgersi alla segreteria degli organizzatori" , mi dice quest'ultima che contatto tramite Facebook (visto che può essere anche uno strumento utile ?) .
Nessun numero di telefono della segreteria/organizzazione .
Ho un pò sclero ........disdico l'hotel
Entro sulla mia prenotazione vado per  ....... il messaggio che esce dice:  è impossibile disdire, pagheraàla quota per intero.
Cazzo Cazzo Cazzo alla seconda.
Chiamo l'hotel, il numero c'è.
Naturalmente non possono farci niente visto che loro le camere le vendono a booking,  l'unica cosa che posso fare è scrivere all'hotel una richiesta di annullamento e sperare che loro (booking) vedendo la mia mail inoltrata da loro (l'albergo) siano buoni e non pretendano il pagamento.

"- Le 24 ore prima ?
-lei prenota per il 25  oggi è il 24  e sono scadute.
- ma ho segnato che arriviamo alle 19
- l'ora non conta purtroppo , conta il giorno ...oggi è il 24, domani il 25 ...24 ore
- allora la scritta che si può disdire 24 ore prima senza penali oggi non doveva esserci,  dal momento che ho fatto confermato la prenotazione ero già fuori
- bisogna dirlo a Booking .
Cortesemente saluto. "

Discuto con Lisa sull'accaduto, mando la mail all'hotel  rinunciando alle Terre di Siena mentre riprendo a navigare sul web alla ricerca di un ennesima sostituta che non sia però una maratona veloce.

Rientro sulla pagina delle Terre di Siena.
...mumble mumble mumble .....ci deve essere qualcosa per contattarli, ....niente numeri, nessun contatto, solo un Form,  mi accorgo però che è organizzata dall'uisp locale.
Pagine bianche,  due telefonate e sono in contatto con una signora che mi promette di farmi richiamare a breve da una collega che segue l'ultramaratona.
La chiamata arriva dopo poco .... chiedo di poter fare due iscrizioni raccontando di aver già l'albergo prenotato  ecc. ecc.
Nessun problema....... a patto che non arrivassimo alle otto di sera.
Siamo dentro io per la 50 e Lisa per la 18,7 km .......richiamo l'hotel annullando vocalmente la mail di annullamento prenotazione.
5 minuti e mi arriva a conferma della camera.
Tutto a posto, più vecchio di qualche anno ma tutto a posto.


Siena è bellissima, Piazza del Campo mostra con orgoglio tutta la sua bellezza circondata dalle contrade che mantengono intatto lo stile del tempo che fu.
In pieno centro in un bel palazzo di non più giovane età vi è il quartier generale dell'ultramarathon con consegna pettorali, expo e quant'altro.
Tutto scivola via liscio così come la giornata, avvolta da un meteo ottimale, che ci accompagna all'albergo prima ed ad una cena in un ristorante tipico poi.
L'ora della gara arriva in un battibaleno, per me sono le 5 e 45 circa (Lisa dormirà ancora un po' avendo la partenza posticipata).
Ogni partenza avviene da un punto diverso del percorso nel quale gli atleti vengono accompagnati dal perfetto servizio autobus messo a disposizione dall'organizzazione.
Lo raggiungo a piedi, lascio dormire Lisa, corricchiando i poco più dei due chilometri che staccano l'hotel dal parcheggio di partenza.
Sto bene,  tranquillo, consapevole della mia condizione fisica, dei chilometri che ho sulle gambe e di come mi dovrò comportare per non far si che l'impegno sportivo si trasformi in una sofferenza.
45 minuti di autobus per rilassarsi continuando in un riposo che non varca la soglia del sonno complice il podista dei posti posteriori che riempie la testa del malcapitato vicino con i famosi , io ho fatto  .... io sono arrivato ..... io mi alleno ..... io ... io .... io "

S. Giminiano, piccolo e splendidamente caratteristico paesino Toscano ci accoglie ancora nel semisonno di una giornata appena iniziata.
Aria fresca,  tranquillità estrema, deserto in giro tutte le attività ancora chiuse salvo i bar che iniziano ad avere i primi clienti,  con l'ovvia aggiunta  di podisti che pian piano popolano il paese  con un ora abbondante da spendere.


Ha già un qualcosa di magico quest'ultramaratona,  la calma,  non sono ancora le 8,00 c'è una marea di tempo per effettuare  tutto senza fiato sul collo, compresa la scelta del bar.
Scelgo il secondo che incontro, non affollato di podisti, ben fornito e gestito da una signora molto gentile che tranquillamente concede il permesso di rimanervi per un oretta circa al "costo" di un caffè ed una brioche.
Ho tutto con me ...o per lo meno quasi ....d'altronde succede (spesso) anche nelle migliori famiglie di lasciare a casa i manicotti    :-), il resto c'è partendo dalle un paio di sorprendenti  Hoka One One Huaka 2 fornitemi da Outdoor Trekking and Store degli amici Moro e Massimo;
5 gel Inkospor già tutti assegnati, 10° - 20° - 30° - 40° km  e uno 20 minuti prima della partenza; body ufficiale Domani Arriva Sempre  ottimo per le corse sulla durata, aderente, nessuna sfregatura sul corpo;
maglia termica e calze Biotex;
visiera antisudore e braccia libere di sentire i brividi dell'aria fresca  che inizio a far mia da circa 20 minuti prima della partenza.

Giusto il tempo di per po' di riscaldamento, la consegna borsa al servizio di rientro e qualche gradita chiacchiera con altrettanto graditi personaggi del mondo podistico.
5 minuti al via .....nessun atleta sulla linea di partenza.  Fantastico, inusuale, si respira aria sana, tranquilla, tutti gli atleti o quasi sono ammassati sulla scalinata della chiesa, dove il sole cerca con la

sua forza di variare quel frizzantinesimo presente nell'aria della mattina presta.
Ultimi selfie e foto mentre personaggi goliardici un po' lontani dall'immagine di podista caratterizzano la piazza.
Il trasferimento in griglia avviene proprio negli ultimi minuti, ascolto le parole del Vice Sindaco, rilascio due dichiarazioni poco serie alle telecamere del network ufficiale e d'amble risulto concentrato per le non attese ma poi desiderate Terre di Siena.
BLAM !!!  ...... si parte verso l'uscita della splendida San Giminiano.
Strada leggermente in discesa e ritmo tranquillo, 4'20 circa, mentre giriamo intorno al paese.
800 metri dopo già conto quanti atleti mi precedono.
E' giusto un frangente di pochi secondi poi Pelò si incavola rispiegando a Pelò qual'è la strada maestra.
"Dimenticare la classifica, impostare un ritmo deciso senza mai correre in affanno e correre da solo senza guardare gli altri concorrenti per i primi 30 km.
Il colpo di ramina verde sulle gambe si sente e pian piano comincio a scendere allontanandomi dalla testa della gara.
E' un lavoro difficile, costante, intenso, c'è una comunicazione continua della mia testa al fisico, un freno continuo nel lasciar

andare atleti che mi passano con ritmi superiori di pochi secondi al km.
Li lascio sfuggire e con il passare di centinaia di metri, chilometri sfumano dalla mia vista.
E' giusto così, me lo devo ripetere, come mi ripeto che devo portar pazienza fino al 30° km.
Gestisco il ritmo a sensazione, deve essere una corsa leggera, non troppo dispendiosa ma neanche troppo polleggiata.


Le caratteristiche del percorso non permettono di avere un riferimento cronometrico, troppe  e continue le variazioni di pendenza,  è quindi la sensazione personale che va ascoltata  ed  interpretata.
La giornata si fa splendida confermando ciò  che mi dicevo al mattino durante il riscaldamento
- "da metà mattina in poi anche la mia Biotex termica sarà di troppo".
Il sole è caldo e fa sudare aumentando il dispendio idrico mentre, con una sana pazienza, mantengo il ritmo seguendo alla lettera le istruzioni di Pelò.
Le Hoka One One Huaka, fornitemi da OutDoor and Trekking Store di Ravenna,  sono ottime,   comode, reattive e leggerissime a dispetto di ciò che farebbe pensare la tomaia "cicciona".
Il piede si appoggia a terra in un silenzio perfetto, sicuro stabile e sensibile al terreno che scorre sotto alla continuità dei passi .
Passano i km mentre scivola sotto ai miei occhi, come fosse una pellicola, il caratteristico paesaggio Toscano fatto di strade bianche colline, caseggiati e bellissimi paesini.
Corro bene, la mia paura di cedere alla distanza pian piano si affievolisce avvolta dai chilometri che cominciano ad accumularsi in un'immaginaria catasta.
Il mio passaggio ai ristori è molto rapido, non sosto,  passo al volo infilando due dita nel bicchiere (anche due ) prendendolo al  volo con la modalità a pinza e sbarazzandomene pochi metri dopo usufruendo degli appositi contenitori.
Quando essi coincidono con i km pari 10/20/30 ecc. ecc.  poco prima di affrontarli ingerisco il mio Gel Inkospor per un apporto energetico di veloce assimilazione nei km successivi, quando invece non c'è la combinazione tra il chilometraggio di assunzione e i ristori  ...... non è un problema visto che il prodotto Inkospor è appositamente studiato per poter essere assunto senza bere dei liquidi a posteriori .....gran cosa per i podisti !!!
Sto bene , lo vedo nelle salite, dove riesco ad appurare visivamente l'incisività della mia corsa con  qualche prova di leggero cambio ritmo che funziona alimentando la fiducia per la seconda parte dell'ultramarathona Sienese.
Viaggio in quindicesima posizione circa attendendo il momento.
Fremo abbastanza mantenendomi in equilibrio su quel confine vincendo con la ragione .... "basta poco per rovinare tutto Pelò".
La prima variazione me la concedo al 25° km circa seguendo un ragazzo barbuto vestito di nero con scritte gialle.
Non so cos'ha  ..... faccio outing :-) ,  ma decido di non lasciarlo andare accodandomi al suo correre prima ed affiancandolo poi.
E' una piccola scrollata che libera le articolazioni abbeverando la mente,  sto proprio bene;
fuori si sta che è una meraviglia, la mente comincia a sbrigliarsi assaporando la libertà del seguire l'istinto.
Al ristoro seguente seguo la solita prassi, lui inspiegabilmente si ferma non ritornando più su di me.

I 30 sono come il cancello di un recinto (finalmente libero), non che cambi molto ma l'azione diviene più incisiva, i paletti escono dalla mente lasciando spazio al sapore agonistico.
Comincio ad "attaccare" ,a giocare all'atleta rientrando sui primi avversari che mi avevano staccato nei km precedenti.
Imposto il mio ritmo sfrutto le pendenze spingendo maggiormente nei tratti che ritengo più congeniali a seconda dell'avversario di turno  e scivolo in avanti.
E' come l'aria di primavera dopo un rigido inverno, mi carico di energia positiva e carico la mente che con la sua forza cancella le anomalie fisiche, mentali guardando con una grinta sorridente il muro dei 40 km divenuto in quel momento l'obiettivo successivo.
La fatica c'è  ma diviene un vero e proprio piacere,  tutto gira come una viola mentre tratti di asfalto si alternano ai sentieri bianchi e sterrati in un susseguirsi di pendenze alternate che richiedono variazioni muscolari continue.
C'è qualcosa di diverso dentro a quella sforzo, qualcosa in più.
Non è legato alla posizione di classifica che sto raggiungendo ma alla prestazione massima che sto ottenendo con la preparazione sono riuscito a fare.
E' il massimo impegno profuso, la tattica, il riuscire ad attendere imponendomi un comportamento che va contro alla mia indole.
Non so se posso chiamarla esperienza, fortuna o paura ,  so che è arrivata invadendomi con un sapore di rara intensità .
E' la corsa che scivola, il piacere di sentirsi accompagnato dallo scandire dei secondi, dal rumore soffice del passo che sbatte sul terreno.
E' il 40° km , non c'è bisogno di attaccare ulteriormente, devo solo gestire evitando di andare oltre vanificando tutto, ingerisco l'ultimo gel Inkospor per l'ultimo apporto energetico .... per la mente.
Per essa sono solo 5 i km da fare......... gli ultimi (5) ?


Beh quello è un compito di Pelò, di una magica riserva di energia che nasconde in qualche luogo ameno che non renderà mai noto.
Il fido Garmin finisce la batteria ( ogni tanto sarebbe meglio caricarlo :-) ) ma  è un problema da poco vista la segnalazione chilometrica divenuta costante ad ogni km.
Attendo tranquillo il cartello Siena, ancora fiero dei complimenti ricevuti dagli amici Laura e Roberto  qualche km prima.

La splendida città si presenta senza farmi attendere molto, dal misterioso luogo ameno si libera la riserva di forza che diviene padrona e protagonista dell'emozione finale esaudendo la voglia di finire bene, di allungare il passo godendo della sensazione di libertà assoluta.
Fantastica, intensa, piena qualcosa di magico che mi avvolge crescendo con la falcata ormai divenuta importante e tornata agile, leggera come nei primi chilometri.
Coscienziosamente, non ci avrei creduto, ci speravo solamente, ..... molto.
Arco dei due km, la gente applaude, alcuni turisti camminano in mezzo alla strada incuranti dei podisti che arrivano.  Qualche slalom, qualche parola a voce alta per avvisare dell'imminente passaggio in modo da non incorrere in tamponamenti pedonali.
Destra, sinistra nei caratteristici vicoli storici che saliscendono per la città.  300 metri alla fine, la canotta blu cammina stancamente nella salita di quel vicolo.
E' uno degli ultimi regali di questa magnifica esperienza, un altro arriva dalla stupenda piazza  del Campo ,  piena di vita in tutta la sua superficie con il rettilineo finale transennato che mi chiama all'ultimo sforzo per passare, sorridente a braccia semi alzate sul tappeto di finisher.

Che regalo Pelò, che regalo !!!

Un paio di minuti con lo speaker per le impressioni sulla competizione prima dello splendido sorriso di Lisa (che mi fotografa dalle transenne).
E' il regalo finale,  prima di un bacio ed una fusione col il mio sorriso che gigantemente sento fuoriuscire da tutto il corpo.

La posizione d'arrivo ? ....un piccolo dettaglio

Chapeaux monsieur Pelò , ....... chapeaux


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio