sabato 13 maggio 2017

Può capitare

E' probabilmente il sogno sportivo, il desiderio recondito di tutti gli atleti.
Regala già piacere solo ad immaginarlo, a provare a viverlo solo facendo lavorar la fantasia;
lasciandogli spazio, entrandovi dentro  è impossibile non sentire gli angoli della bocca rivergere verso l'alto ed ancora più innegabile negare il dolce piacere che avvolge la propria immaginazione.

Può capitare in fondo.
Niente è dato per scontato nello sport e nell'organizzazione degli eventi sportivi, compreso anche il fatto che atleti più quotati, quel giorno lì, scelgano qualcos'altro.

Gioco in casa, Cervia è la mia città e ci tengo ad esserci, conosco la spettacolarità di un percorso che  si snoda in mezzo alla natura attraverso un suolo non facile muscolarmente parlando.
A sorpresa mi ritrovo il pettorale numero 1 ....mannaggia il mio 17 è già stato assegnato ..... e a sorpresa vengo virtualmente insignito del ruolo di favorito fatto che aggiunge un piccantissimo particolare in più al mio pre-gara.
Dormo tranquillo comunque, sono ormai lontani i tempi della tensione pre-maratona.  La mattina mi regalo un pre-gara fatto per il verso con tempi abbondanti, colazione tranquilla, riposino di 10 minuti al termine di questa ed arrivo in loco 1 ora prima della partenza.
Il tempo di far tutto con calma, caffè, pubblic relations,  riscaldamento e quant'altro sia utile a farmi sentire a posto accompagnandomi sereno verso il via che avviene puntuale dalla battigia di Cervia davanti al Bagno Fantini.
Poi ci metto del mio affinché l'avveramento del sogno non rimanga solo ed unicamente casuale.
Coroo come sempre, con il massimo dell'impegno fisico e mentale che è in fondo l'aspetto che più mi gratifica, rapisce ed in grado di ottenere il massimo dalla mia prestazione fisica.
Corro fantasticamente bene, il passo è sicuro, leggero, lungo e frequente,  è un piacere ascoltarlo, viverlo, osservarlo.

E' accompagnato da un respiro che non va oltre ,  non mi impicca e mi permette di essere presente e lucido lasciando ossigeno alla mente che elabora continuamente la sua strategia; libero di provare piccole azioni atte ad accrescere la mia sicurezza di, temporaneamente, primo assoluto.
E'  il piacere di "giocare" agli atleti, di essere sicuro di me, raccontarmi cose che mi assicurano  di essere il più forte mantenendo però la coscienza lucida e conscia che tutto quello che mi sto dicendo potrebbe in realtà essere , in un attimo, sgretolato dall'azione del mio/miei avversari dentro ai quali non  seono se non solo con delle ipotesi.
Il mio avversario è il compaesano Matteo Batani, un amico podista, leale e forte avversario sportivo,  ci conosciamo bene sotto tanti profili e distanze podistiche.
Ci riuniamo al 3° km circa, facciamo testa di corsa insieme impostando un buon ritmo che ci permette di metterci al riparo da qualunque sorpresa, poi la corsa, L'Ecomaratona del Sale, premia me lanciandomi verso l'avverarsi di quel desiderio divenuto ormai "l'occasione da non perdere".
Più importante del timing finale , più importante di tante altre considerazioni, non per il vincere ed essere il più forte ma per vivere profondamente ed intensamente le emozioni di un evento che sarà difficilmente ripresentatile ......imporsi nella distanza regina.
10 km da sogno gli ultimi, 10 km che mi permettono un cambio ritmo capace di farmi scivolare via ricaricandomi di forza passo dopo passo ed allontanando i temibile km della crisi in maratona.
So dove sono, so metro dopo metro quello che le mia gambe dovranno affrontare, quello che i miei passi dovranno calpestare, so che quel ritmo così bello da vivere non si affievolirà non permettendo a Matteo di rientrare lasciandomi libero di godere quanto di lì a pochi chilometri sarebbe arrivato.
La lunga spiaggia sferzata dal forte vento contrario accompagna i miei ultimi minuti di gara,  l'arco si avvicina con la dovuta calma  perché quando si fatica il tempo dimostra quanto in realtà è lungo da vivere,  è solo questione di pazienza,  di non aver fretta e sarebbe un peccato ad averne viste le sensazioni che mi attraversano.

L'arco giallo di Trail Romagna si presenta vicino, sono veramente il primo assoluto, ho il tempo di un passaggio nell'acqua del mare, per omaggiarlo, per ringraziare i miei piedi che accolgono il fresco come un regalo.
Entro nel corridoio finale giro la curva, ascolto lo speaker, alzo le braccia .........sorrido.
Il resto è tutto mio.

Grazie Pelò
#puòcapitare

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio












Grazie a:


 












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