lunedì 26 giugno 2017

Nordicamente Cheers !!!



Swim Run Cheers  conferma lo spirito nordico anche in questo 2017.

Diverso, più corto ma, forse (per me si)  più impegnativo.
Stessa location, Verbania Pallanza, stesso Lago  ....il Maggiore.
Ad organizzarla sempre lui, (con tutto il suo staff) con un paio di cose in più:
- la barba che gli dona un aspetto trascurato con un immagine di cui fidarsi di meno
- una foto che gira sui social che incute timore anche agli uomini di buona volontà.

Più impegnativo,
nonostante la decina di km in meno (obbligo dettato dalla processione sul Lago di Mergozzo).
2400 metri di pura diagonale trasformati in 600 metri  di taglio trasversale ed 8 km di corsa impegnativa ridotti a 3 o poco più.
Due mesi di anticipo rispetto al 2016... il nocciolo sta li dentro

Sabato 3 giugno 2017 siamo lì, io e Lisa (liberatasi all'ultimo istante da un impegno lavorativo) come lo scorso anno  a trovare i nostri amici Diego e Veronica  per vivere un sabato sportivo diverso per filosofia e impegno fisico insieme al nostro amato SwimRun.
Diversamente dallo scorso anno risiediamo in un Hotel più Hotel grazie alla cortesia della Diego Travel Swim;
l'Hotel Aurora a due passi dal centro di Verbania, una vecchia e fascinosa struttura molto ben tenuta completata dalla gentilezza dei gestori che assecondano in pieno le nostre esigenze.
Abbiamo  le biciclette per il nostro movimento. #fantastico

Come da mail il briefing si terrà presso l'hotel Pallanza dalle ore 18,90 alle 19,30 ...praticamente inizio e fine allo stesso istante.

- Era solo un modo per verificare la vostra attenzione !!! si difenderà un trafelato Diego  sopraggiunto di corsa durante l'intervento di Veronica.

In sala quasi tutti i concorrenti, alcuni presenti lo scorso anno alcuni sopraggiunti l'anno di adesso.
La notizia più importante e creante timore è legata alla temperatura dell'acqua.
- Il termometro nel corso della mattinata odierna ha riferito un 21° centigradi.
Sicuramente molti meno dello scorso anno e molto vicini ai limiti di fresco.
In totale accordo col Diego nazionale decido di gareggiare senza la seconda pelle gommosa, in fondo la temperatura minima oltre alla quale si deve usare la muta nel triathlon è 18°.
Certo è una cosa diversa lo swimrun, ma per auto convincersi va bene qualsiasi dichiarazione.
Anche Lisa, nonostante la freddolosità sceglie "senza" preferendo il fresco ad una mancanza di respiro che gli provoca l'uso di determinate mute o abiti troppo stretti .

Alle 18,90  forse anche 18,100 il briefing termina regolarmente lasciando spazio all'ora di cena.  Rendiamo omaggio ad una particolare Osteria nascosta  del centro  prima di rientrare mano nella mano verso il nostro Hotel.

Le Sveglie di Pelò, ore 5,00 e di  Lisa, ore 6,00,  sono dettate dai diversi orari di partenza.
La "durmia" non è delle migliori, delle più profonde, ma fa parte del solito pre-gara che si strascina tra pensieri/sogni vividi dalla sensazione di reali ed inutili imposizioni "smetti di pensare" dettate dalla mente ad ogni risveglio.
Non resta che strascinarsi fino alla mattina.
Lei arriva molto puntuale annunciata da  non so di quanti minuti di canto melodioso di un uccellino di razza non precisata.
Mi regalo 10 minuti di letto extra, pregando che durino molto di più e che in quel molto di più ci stia il sonno non ho fatto durante la nottata.
Esito negativo, .....mi alzo.

Colazione angolare con caffè, (preso la sera prima in osteria e mantenuto nel termos (brava Lisa)), fette biscottate e nutella + yogurt ; lavaggio denti e muso, vestizione e puntuale, dopo aver salutato/ chiamato Lisa (che mi accompagnerà di sotto per chiudere la porta dell'hotel) salgo sulla bici affrontando i 3 km che mi accompagnano in zona partenza.
Il clima è ottimo, calmo, molto tranquillo ed io mi sento pari pari al clima con l'unica differenza che il mio intento è scatenarmi mentre lui è meglio resti fermo così.

10 minuti e sono in zona partenza,  6,15/20 ...anche troppo presto a dire il vero ma  poter fare le cose con estrema calma è veramente molto importante e proficuo nei pre gara.

L'intento è prendere un caffè, i bar sono ancora tutti chiusi, erano aperti in zona Verbania paese ma .... " lo prendo a Pallanza che è meglio ".
Decisione del cavolo,  entro in un albergo il cui segretario mi chiede:
- alloggia qui ?
- "no sono qui per la gara e desideravo caffè ma i bar sono tutti chiusi potrebbe farmi la cortesia di?
-  mi dispiace ma se lo se lo faccio a lei  lo devo fare a tutti"

Mi guardo in giro, non c'è anima viva, sorrido....... pazienza .
Saluto specificando che non l'avrei comunque detto a nessuno.

L'acqua al contatto pedestre non sembra neanche malvagia ma so per certo che una volta immerso la sensazione sarà molto meno calda  ....ho comunque l'arma in pugno, acquistata la sera prima in farmacia.
Creando l'invidia di tutti gli altri :-) sfodero il tubetto di crema scalda muscoli all'arnica.
" mi raccomando se ne dia poca che brucia".
Me ne do poca, non abbondo ma 30 minuti prima  è veramente un po' presto,  25 minuti prima del via non sto più nella pelle.

Lisa arriva poco prima delle 7,00  per lei e i partecipanti alla short , briefing , vestizione e spostamento in zona di partenza sarebbe iniziata dopo il nostro via.

Di giallo vestito, un  po' teso un po' no affronto il tempo rimanente facendo un paio di corsette scalda muscoli (ormai bruciati)/scarica tensione, metto in ordine tutte le mie cosine , scherzo coi ragazzi e cip cip muci muci con Lisa.



Il clima è giusto,  il cielo pulito, salterà fuori una bella giornata di sole, il lago è tranquillo e più basso dello scorso anno cosa che agevolerà alcune uscite.
L'acqua è più fredda ma ....senza muta sicuramente convinto che sia la scelta migliore ed una volta entrato nell'acqua ed atteso quel minutino prima del via i problemi spariranno.
E' freddino ..... devo dirlo ..... la parte iniziale sarà sicuramente la più dura e la meno favorevole alle mie caratteristiche a causa del molto nuoto rispetto alla corsa, complice l'attraversamento delle isole.


Andrea Pelo di Giorgio dotazione di serie : 

Nome francesizzato (non per amore oltralpino) : Pelò 

Body Idrodinamico Domani Arriva Sempre ( ALE')

Occhialini Gialli con lenti nere

Cuffia Rossa SwimRun Cheers

Palette grandi nere con fori e scritte vecchie

5 Inkospor Energy Gel  Gusto Ice The, gustoso e pratico visto che si può assumere anche senz'acqua a posteriori. #eccezzionale

Calzini  a compressione blu per confondersi nelle acque appositamente forniti da Outdoor and Trekking Store

Hoka One One Clayton2 testate in allenamento SwimRun in riviera romagnola. Leggere (220 gr) , reattive al passo allegro, veloci nel drenaggio dell'acqua, ferme attorno al piede, galleggianti grazie alla tomaia leggermente "cicciona" e gialleggianti come piace a me #fantastiche.











Capelli ...anche troppi che tendono ad espellere la cuffia mentre nuoto muovendo gli occhialini creando una fuoriuscita di parolacce  causa "fuorientrata" di acqua

Baci e abbracci di Lisa come se piovesse :-)


Il via viene dato alle 7,00 in punto o più o meno nel mentre mi do del somaro per essere stato uno dei primi ad entrare in acqua.
Mi servono quasi 200 metri per digerire la freschezza e rompere il fiato acquisendo un ritmo natatorio ben bilanciato con la respirazione.
Mi allungo recuperando qualche posizione persa in partenza mentre, staccandomi dalla riva, percepisco che quell'acqua forse non ha intenzione di rimanere fissa sui 21 gradi.
Lingue di acqua fresca si presentano lasciandosi attraversare senza opporre una benché minima resistenza.
Il tempo in acqua non è veloce, il fisico non sale di temperatura, la sensazione di brividi sulle braccia diventa costante dalla seconda parte della frazione per non sfuggire praticamente più aggiungendo nelle frazioni seguenti anche l'intorpidimento delle dita "manestri".
Sensazione di fresco confermata anche dai tendini d'Achille che risultano inchiodati nelle prime centinaia di metri (corsa scomoda, leggermente dolorosa e piatta) all'uscita sulla fantastica Isola Bella.
Questione di pochi metri, circa 400 e si rientra nell'acqua del lago con un corpo ancora "brisee".
Iter che proseguirà in peggioramento fino all'uscita sull'altra sponda del lago, dove ero certo ci sarebbe stato il ritrovamento delle condizioni ideali.
Lo avevo messo tra le probabilità (non a caso la crema scalda muscoli) , c'era solo da stringere un attimo i denti, mantenere la tranquillità e trascinarmi al meglio fino alla sponda.
Con la muta sarebbe stata un altra cosa ma,  certo di aver fatto la scelta giusta ....e poi è o non è una gara nordica ?
Accolgo l'uscita dal lago con un ovazione,  il primo è poco avanti, ha una stazza immensa ...tre volte me, la corsa non sarà il suo forte ...penso,  il secondo è con me ed il quarto subito dietro.
La corsa parte subito veloce e battagliera, con qualche sorpasso e risorpasso per prendere e cercar di mantenere la testa.
Come da previsione la montagna umana perde terreno nella salita, in breve ci troviamo in tre , tutti al gancio in quel paio di km di impegnativa salita che portano al primo ristoro.
"Basilare reintegrare ai ristori, bere, assumere gel, energie"
Eseguo alla lettera  ma molto ben organizzato.
Nel preciso momento che gli occhi vedono il tavolino la mano rapida estrae da sotto la gamba del body la prima confezione di Energy Gel Inkospor ,  lo apro ed ingerisco velocemente tenendo la confezione in mano per abbandonarla al ristoro, non per la strada.
All'arrivo al tavolo afferro due bicchieri, acqua e sali, ingurgito velocemente e riparto velocemente mentre i miei diretti avversari sono ancora alle prese con la loro integrazione.
70 metri , 100 ed inizia la discesa verso il lago,  la spingo ampliando al massimo falcata e frequenza, la ricordo passo dopo passo quella strada fino all'entrata in acqua dove arrivo con cuffia già inserita, occhiali da vista sotto al body e occhialini , non graduati, pronti a calare sugli occhi.
Pluff, acqua fresca ma goduriosa ...il corpo si è finalmente riscaldato.
Mi distendo nell'acqua senza troppe preoccupazioni, nuoto lungo con una buona e proficua bracciata che mi accompagna fino all'uscita di quel tratto d'acqua vissuto senza velo di freddo sulla pelle.
Spiaggia, giardini e modalità corsa verso l'alto e verso il tratto più impegnativo del percorso podistico.
Qualche tornante in asfalto fino alla "storica" (per chi era presente lo scorso anno) curva a destra nella cui sinistra immediata vi è l'inserimento selvaggio nella natura.
Facendo tesoro dell'esperienza 2016,  in cui i soliti stromzetti avevano tolto le segnalazioni, l'entrata è obbligata da un mezzo fuoristrada di traverso con tanto di sbarramento in legno.
A sx, senza possibilità di errore , attraverso un sentiero inerpicato tra rocce, sterpi e salita in cui la parola correre non è praticamente contemplata.
Segnalato magicamente, senza possibilità di errore con bandelle bianche/rosse super visibili in ogni dove e selvatico duro come lo #swimrun deve essere.
Viaggio tranquillo, il corpo mi segue, mi racconta (con dimostrazione annessa) di una buona forma non trasmettendomi nessun sintomo ne paure di eventuali cedimenti.
Lo ascolto e spingo, per tutta la salita e per la discesa seguente stupendomi del comportamento della mie Clayton 2 #hokaoneone, da strada, precise e rigide il giusto per passare sui sassi senza nessuna ripercussione al piede.
Le lancio in discesa , passo le bandelle pendenti da un paio di alberi, mi assento un po' con la mente e dopo pochi minuti  arrivo ad un bivio
NESSUNA SEGNALAZIONE !!!

Stop immediato, parole poco gentili nei miei confronti.
Mi accuso di essermi distratto nei pensieri ed aver dormito la segnalazione di svolta (non sarebbe la prima volta )
Porca trota, porca trota,  ripercorro la strada in salita fino alle bandelle penzolanti , poi ritorno al bivio, nessuna curva possibile.
- Non ho dormito!!!
Ritorno su , poi giù ancora,  un paio di bandelle sono state tolte, lo noto dalla presenza di due piccoli nodi in un ramo, poi più niente, la pulizia è stata certosina, mirata.
I soliti stronzi, forse quelli dell'anno prima ancora una volta si sopraffatti dalla mania del fare pulizia volutamente danneggiando il lavoro di chi con tempo e passione si sbatte per organizzare qualcosa.
Sono sull'agonisticamente incazzato anche se ancora, nonostante i minuti persi, non sono stato sorpassato.
Provo la strada che porta dritto al bivio, qualche centinaia di metri  e nessuna segnalazione,  rientro  e decido per l'altra che a giudicare dal rumore che proviene porta al lungo lago.
Scendo e ritrovo visivamente un tratto percorso l'anno prima .
Torno sereno,  200 metri dopo incontro Veronica,  sosto 20/30 secondi ..... le spiego la situazione in modo che salga e cerchi di segnalare il danno e riparto con la sua conferma della mia prima posizione.
Non è ancora finita,  la freccia a dx mi indica il lungo lago ma poi la freccia a sx, che dovrebbe indicarmi l'inversione di marcia, per inserirsi nella pedonabile se la sono portata via .
Corro dritto,  qualche centinaia di metri, fino a quando non vedendo niente davanti giro la testa seguendo il lago.
La in fondo nella spiaggetta scorgo due giubottini gialli dello staff.
Posso dire Cazzo ?
Inversione di marcia, passo furibondo, fuori giri  per il rientro sul percorso che avviene insieme all'atleta staccato al primo pit stop .
Impreco un po',  scendiamo insieme verso la spiaggia, percorriamo il pontile ed entriamo in acqua non prima di sentirmi dire che sono terzo.
Lui conferma dicendo che c'è un altro davanti io ...... dico la verità ? ....sono leggermente incarognito.
Siamo sulla punta nord del lago, la dove c'è l'immissione del Toce, capace di abbassare la temperatura dell'acqua anche di dieci gradi senza batter ciglio .
Spero che il Toce sia più magnanimo del 2016,  in quel momento però sono intento a non lasciar sfuggire il mio avversario che inizialmente sembra avvantaggiarsi.
Mi serve sempre un po' di tempo per allungarmi ed ottenere il massimo dalla mia nuotata, pian piano le cose cambiano , lo affianco e sorpasso lasciando a lui il gusto di stare in scia.
Torna il pensiero Toce,  qualche piccola lingua d'acqua gelida avverte che sarà sempre lo stesso. L'immissione è lì, la sponda del lago finisce davanti  agli occhi lasciando spazio al letto del fiume che si distende verso i monti.
Non ci sarà nessuna pietà, poche bracciate e di qui a lì  passa dai 19, più o meno, ai 10/11 circa.
E' come se qualcuno di grosso e potente mi stringesse il costato con forza .
Non respiro, la cassa toracica è come bloccata, non ha praticamente nessuna dilatazione.
E' una violenta sensazione di paura ..... tiro fuori la testa, urlo, mentre sbraccio ordinando alla mente di ragionare.
L'arrivo del poliziotto sulla moto d'acqua è immediato.
- tutto a posto ?
Confermo lo stato di ok , mentre pian piano comincio ad allungarmi rallentando la frequenza ed inserendo la testa sotto  abituandomi pian piano a quel freddo.
Allontanare la paura tensitiva riacquistando la calma d'esercizio.   il compito.
I metri delicati scivolano alle mie spalle la temperatura dell'acqua torna nella normalità mentre proseguo, ora, sicuro verso la sponda.
Il mio avversario ha sicuramente subito maggiormente l'azione del Toce,  non lo vedo più ma sono tranquillo vista la presenza dei mezzi della polizia sul tratto.
All'uscita una ragazza mi incita:
- forza hai solo 3 minuti dal primo.
3 minuti ? ...... cavoli sono molti, niente niente che abbia un ritmo Run deciso sono veramente tanti da recuperare.
Esco comunque deciso e battagliero, pianto un ritmo di corsa importante e redditizio alimentato dalla propulsione di poter, dover,  provare il recupero.
E' la strada che porta al lago di Mergozzo....la ricordo bene.
Neanche tanto e scorgo la sagoma  di chi mi anticipa.
Probabilmente era un tre minuti preso molto alla buona, le tensioni si alleggeriscono, il nervoso scivola via,  la percezione visiva mi carica di potenza, fiducia.
La percezione del recupero, la certezza del raggiungerlo è gustosissima.
Un po' come un falco, respirando il mio ritmo, arrivo sulla preda.
E' Ivan, ci conosciamo, entrambi c'eravamo nel 2016,  forse siamo entrambi stanchi, forse non ci
capiamo o forse è tattica
- Sei il primo ?
- Faccio la corta,  sei tu il primo.
Mumble mumble mumble, ci penso un po' su ( non sono probabilmente così fresco ....sapevo bene che faceva la lunga , siamo partiti insieme)  poi lascio scorrere il pensiero continuando nella mia corsa già più rilassata.
Ho il tempo per un altro errorino (mio) che mi porta ad entrare in acqua nel lago di Mergozzo insieme a lui.
L'acqua è calda, goduriosa , facciamo un paio di chiacchere prima di immergerci ed affrontare allo stesso ritmo quei 600 metri di nuoto.
Una volta in piedi riprendo la mia strada  verso il lago Maggiore e ricreando spazio tra noi due.
Continuo a correre bene, fresco ed agile.
Sono circa 3,5 km  prima della frazione bastarda natatoria.
Sono 1.800 lunghi metri percorsi con un po di stanchezza nelle spalle e la rogna della cuffia che tende ad uscire trainando con se gli occhialini.
L'unico pensiero che non ho è quello della rotta,  una canottiera di servizio me la traccia , le nuoto a fianco, dietro  tenendola sempre sotto occhio riuscendo anche, dopo tre, quattro soste a sistemare cuffia ed occhialini,  ....non ci sono più problemi.
Vedo la boa gialla , la spiaggia d'uscita, la rampa per salire nel lungo lago.  E' praticamente fatta anche se all'uscita di quella lunga ed impegnativa frazione barcollo leggermente.
Sguardo indietro, sono solo, ingurgito il mio ultimo Energy Gel Inkospor riacquisisco velocemente equilibrio e, con passo sicuro ed esteso, corro verso Verbania Pallanza.
I 1.500 metri di nuoto  non rappresentano più un ostacolo, ora sono la passerella finale. So che potrò affrontarli con tranquillità godendomi bracciata dopo bracciata la prestazione nella 2° edizione di Swim Run Cheers la gara di swimrun nordico in Italia che (Yuppie Yuppie) si corre singolarmente.
Il giro dell'isola arriva presto, il ritorno è un po' più lungo, forse la corrente non è proprio favorevole, forse è solo un impressione.
Lascio che l'arco gonfiabile  si avvicini in tutta la sua lentezza e che quel piacevolissimo attimo si impossessi di tutta lamia persona bracciata dopo bracciata, controllo rotta dopo controllo rotta ....... tranquillamente, ...... molto tranquillamente.
E' sempre un dispiacere uscire da qualcosa che ti regala emozioni ma lì, proprio sotto quell'arco, c'è una sferzata di adrenalina pura.
Non mi resta altro che entrarci dentro, in piedi a braccia alzate.
E' un sorriso magico, profondo, mio, lo condivido subito con Lisa facendolo diventare nostro.

Il frastuono, lo speaker, l'ambiente , Lisa che mi ha dice di esser stata bene nel corso della gara (2° donna), la festa ....quante emozioni nel soffio di un attimo
#avoltecapita
...... merci monsieur Pelò

#swimruncheers, #nordicodentro

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio