domenica 5 maggio 2019

Amphibian Man 2019 ...vietato spalettare !!!

Non è servita la telemetria per capirlo, ci ha pensato la sensazione corpoea a confermarmi che l'andatura era vicina allo stato di "fermo" mentre l'energia impiegata era completamente spostata verso la dispersione massima.
Evidentemente qualcosa non funzionava bene ma, ...... facciamo un passo alla volta.

Il meteo non era proprio il classico Maldiviano, ciò che aveva previsto l'alterego-web del colonnello Bernacca era più o meno vero e mi era già costato preziose energie nel decidere se  partecipare all'AmphibianMan.

AmphibianMan è in assoluto la prima gara di swimrun organizzata in Italia, creata dal genio Benedictus Matteo già con la funzione di assegnare delle slot di qualificazione ad AquaticRunner (2° gara in assoluto in territorio verdebiancorosso - oggi campionato Italiano e Mondiale Individuale)
Io non l'avevo mai corsa, somaro, ma quest'anno era l'anno giusto.
La voglia di iniziare con l'attività #swimrun era assai pulsante e qualcosa andava fatto.
La tragicità delle previsioni, devo dire, mi ha tenuto in stallo sul confine in modo abbastanza intenso, l' eventuale giornata piovosa  e/o di mare grosso non mi spaventava ma l'ipotesi di affrontare il viaggio alzandomi ad un ora improbabile (sveglia alle 4,30, partenza alle 5,00) per rischiare l'annullamento dell'evento non mi spronava affatto.
Il vado o non vado è di per se una di quelle situazioni corrodenti che partorisce in continuazione flotte di  se, ma, forse, poi .... e crea dei veri e propri film mentali immediatamente smentiti e riproposti in termini opposti  ...... roba che uno possa anche diventare scemo.
Matteo dal canto suo mi aveva chiaramente detto che a lui, dall'alto, non erano arrivate particolari avvertimenti e che quindi non vedeva il perchè Amphibianman non si dovesse svolgere.
La furbizia a volte andrebbe usata meglio (frase che mi son detto a posteriori);
andare a letto presto senza aver preso una decisione con la testa che proietta continuamente film non è la situazione migliore per garantirsi un riposo tranquillo.
Ore 4,30: gli occhi erano talmente crepati che una volta aperta la porta per vedere cosa succedeva fuori decisi di ritornare sotto le coperte (non faceva un gran che se devo dire il vero ...)
Le crepe facevano male e la mia apparente volontà era quella di riposare.
10 minuti e quell'apparenza perse la sua consistenza davanti alla verità:
- la mia volontà era di andare a divertirmi e che nel caso non si fosse disputata la gara in fondo non sarebbe stato un grosso problema, avrei salutato e passato del tempo con dei cari amici cosa che fa sempre un gran bene ( in cxxo a tutte le seghe mentali)
Ore 5,00 puntuale come un orologio svizzero il rombo afono dell'Opelastra D.A.S  invade l'atmosfera e Pelò parte alla volta di Lignano Sabbiadoro dove ferma le ruote esattamente alle 07,45 per gustare un #caffèscusa servito per chiedere dov'era il centro Gest Tourist di cui al momento non ricordavo neanche il nome .
Due chiacchiere e risate con Lisa, grazie al ponte telefonico Lignano-Castiglione delle Stiviere, ed alle 8,00 sono in segreteria per ottemperare a tutte le azioni del pre gara.
Perfetto, un ora prima, è il tempo giusto, quello che mi permette di fare tutte le mie cose con calma, che mi da la possibilità di chiacchierare, ridere e scherzare ma anche di fare il mio riscaldamento e entrare in deciso contatto con me stesso,  con il mio essere atleta.
Non piove.
E' coperto ma non piove, fa freddo come da previsioni (10 i gradi di escursione termica) ma non è importante visto che indossiamo la muta.
Il vento rimane ancora sulle sue e questo è un comportamento apprezzato.
Ci sta un altro caffè,  la piacevole conoscenza con nuovi atleti che si affacciano allo swimrun, le chiacchiere ed il piacevole ritrovarsi con amici e/o compagni di avventure sportive  e ci sta anche che la prima boa sul percorso decida di sgonfiarsi causando uno slittamento di un ora o poco più.
Giusto il tempo di farmi rammaricare per quell'ora di sonno non sfruttata (va beh che non dormivo) e per far alzare il vento mentre "gocce di pioggia su di me" (e gli altri) cominciavano a scendere.
E' l'opportunità di scaldarsi proprio bene, di andare a trovare ed osservare il mare e scendere ancor più profondamente in contatto con me stesso.
Tutto chiaro nella mia mente, le mie competenze, la consapevolezza del mio stato di forma, la mia #noosfera e l'assoluta certezza che avrei dato il massimo.
Sono Attivatissimo, attendo lo start serenamente mentre mi diverto ad appiccicare la prestazione agli atleti sconosciuti basandomi sulla presenza e sulla tecnicità del loro abbigliamento (è un gioco che continua a piacermi).
Ore 10,00 ....qualche minuto in più, dopo le foto di rito arriva finalmente il via che lancia il gruppo verso l'uscita di Gest Tourist (oggi Bella Italia).
600 metri lanciati a gambe levate per scoprire che l'uomo addetto al cancello automatico Ha(d)detto che si è dimenticato di aprirlo.  :-D
Il gruppo si stoppa obbligatoriamente riunendosi (effetto safety car) Matteo Benedetti scandisce parole in un misto di turco-egiziano-cinese mentre dalle orecchie fuoriesce un leggero fumo imbrunito.

30 secondi , il tempo di "scassinare"  un auto e prendere il comando a distanza del cancello e ci si rilancia per i restanti 2.9 km run ad un ritmo iniziale molto bello e deciso.
Asfalto, spiaggia, battigia e via verso la bandiera che sancisce la prima entrata in acqua.
L'impatto c'è , l'acqua è fresca, 14/15° la corrente è traversa potente e corredata da onde.
Mi serve poco per capire che così non andavo da nessuna parte,  me lo dicono (metaforicamente) ad uno ad uno gli atleti che mi sverniciano nella prima parte del tratto natatorio.
Il mio stile lungo con l'ausilio di palette grandi non è sicuramente il modo giusto per affrontare quel mare.
Non serve a niente continuare a menare l'acqua come un forsennato lasciando che la corrente marina trascini le mani da tutte le parti.
Ci arrivo presto , me lo comunicano le spalle, la muscolatura in generale e la sensazione di muovermi verso il dietro.
La soluzione mentale arriva velocemente, adattarsi all'ambiente in cui sto agendo.
Tecnicamente è un po' più complesso ma ci arrivo.
Accorcio la mia bracciata, aumento la frequenza ma sopratutto sciolgo la  rigidità fisica permettendo al corpo di uniformarsi al movimento ondoso.
Sfruttarlo non contrastarlo.
Mi serve tutta la prima frazione ed una parte della seconda per centrare il cambiamento e carpirne il reale vantaggio.
L'uscita sulla spiaggia (dopo la seconda frazione natatoria)  apre di fatto la caccia permettendomi di puntare il virtuale mirino sui miei competitor.
Le sensazioni della corsa e il suo esser proficua non fanno altro aumentare la mia autoefficacia ed incrementando la danza dei fattori della prestazione umana.
E' come essere ad uno splendido concerto, tutto fila,  tutto scivola liscio e quella splendida sinfonia alimenta non fa altro che alimentare maggiormente il tutto.
Il secondo giro natatorio è nettamente migliore del primo.
Il cambiamento da i suoi frutti e mantengo la posizione nella frazione più lunga.
Non è così invece  per l'ultima frazione nella quale, causa un errore di rotta, perdo per poche decine di metri una posizione.
L'accaduto non ha nessuna ripercussione visto che nella successiva ed ultima frazione so di essere più prestazionale.
Non attendo altro, quindi,  che mettermi in piedi sula  battigia per lasciare andare Pelò verso quel ritmo che nasce usufruendo delle fantastiche energie nascoste (chissà dove) che solo la passione e l'attivazione sa far emergere.
L'arrivo è fantastico,
le gambe volano,
le braccia si alzano
il sorriso esce.

Forse piove, non ne sono sicuro,  sono sicuro di aver dato il massimo, aver onorato Amphibianman e l'amico Matteo che puntualmente mi accoglie col il solito gradito e sincero abbraccio.
E' veramente un grande piacere.

Il mio primo Amphibianman, in versione nordica molto impegnativa,  è stato completato nel migliore dei modi.
Personalmente mi complimento con tutti (anche chi non è riuscito a portarla a termine),mè stata una gara complessa ed impegnativa che ha messo alla frusta in special modo gli esordienti ma è stato un appuntamento in cui lo spirito dimostrato si è dimostrato  quello giusto, quello che fa dello swimrun una multidisciplina sportiva frequentata da viaggiatori sportivi che amano si l'agonismo ma danno tanto spazio alle emozioni, all'ambiente e all'amicizia.

Il viaggio verso  Aquatic Runner 2019  è appena iniziato e se non riuscirete il 13 Ottobre Breeze ,il 1° SwimRun Nordico Romagnolo, comincerà ad assegnare le Slot 2020.
#JoinSwimRun

AMPHIBIANMAN RISULTATI
AMPHIBIANMAN LE FOTO - TIZIANO FAGGIANI 


Andrea Pelo di Giorgio
Domani Arriva Sempre














3 commenti:

  1. Grazie per questo bellissimo
    Racconto,ci vediamo a settembre
    Giulia

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  2. Mi sono divertito un sacco in mezzo al mare, concentrazione e tecnica, la giusta adrenalina, e pure fuori, tra vento e pioggia,la ricerca del passo giusto, non è stato da meno. Ci troveremo alla partenza del Cheers a Mergozzo. Quest'anno per me l'Iron...il prossimo chissà ����

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  3. Adesso però sono curioso di sapere se la mia prestazione ha coinciso con l'abbigliamento :D :D :D

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