sabato 4 maggio 2019

Semenya

Sto con Semenya

Buongiorno cari,
pur avendo sempre il mio preciso pensiero difficilmente mi schiero pubblicamente su argomenti in cui  non vengo chiamato in causa.

In questo caso mi sento di farlo, mi sento in volere di dire la mia sul caso Semenya.
Per ciò che è di mia conoscenza, ciò che ho appreso da vari TG e giornali  mi da l'idea che il "suggerimento" imposto dalla IAFF sulle atlete intersex vada a ledere sia la parte fisica che quella morale di quest'ultime.
Ci vedo dietro una sorta di "umiliazione obbligata" per la partecipazione allo sport che di fatto, oltre alla loro passione, è anche la loro professione.
Un azione distruttiva che va contro a ciò che sono.
Cure ormonali, anche potenti e pericolose, al fine di abbassare il testosterone e poter competere ad armi pari con la categoria femminile.
Due pensieri:
1 - Il mondo va avanti, cambia di giorno in giorno, oggi non è uguale a 50 anni fa, ambiente, modi di vita, tecnologia e tante altre tante cose sono cambiate, completamente cambiate e per adattarci alle odierne esigenze e migliorare la nostra vita siamo cambiati anche noi.
Lo stesso deve essere in grado di fare il mondo sportivo per osservare la realtà con gli occhi bene aperti.
Se viene riconosciuta una categoria nuova definita intersex con caratteristiche fisiche superiori al sesso femminile e risulta ingiusto farla competere con quest'ultima forse si deve cominciare a studiare ipotesi di creare nuove categorie non imporre al genere umano la somministrazione di cure ormonali (pericolose) per abbassare il livello di testosterone e depotenziare l'atleta.
Non siamo nel mondo motoristico dove i cavalli potenza possono essere limitati grazie all'elettronica, siamo nell'atletica leggera dove il "mezzo" di gara è l'uomo, con anima, corpo e mente, non acciaio.
2 - Agire attraverso somministrazione di ormoni, di agenti esterni  per limitarne le prestazioni mi da l'idea di un dooping inverso che, nella mia mente,  apre di fatto un lascia passare anche a quello che da tanti anni si combatte per raggiungere l'ideale di uno sport pulito.
Sarebbe pulito mettere un freno a certe atlete non facendole esprimere la loro potenzialità ?
Non è comunque una manomissione del genere umano atta a variarne le prestazioni e quindi inseribile nella categoria "Sport NON PULITO"  ?

E' sicuramente è un discorso molto delicato  e complesso da affrontare da parte di tutti gli enti ed interessati al mondo sportivo ed umano.
Sicuramente ci sono tanti altri aspetti da approfondire di cui non sono a conoscenza ma, così a naso, da ciò che ho appreso dai vari TG sportivi e testate giornalistiche mi sembra un imposizione discriminante e lesiva nei confronti del genere

umano e mi fa specie che venga proprio dalle alte cariche dello sport.

Ho terminato :-)
ci tenevo solo a dire cosa questa storia ha suscitato in me.


Andrea Pelo di Giorgio
Domani Arriva Sempre
#stoconsemenya


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